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martedì 8 marzo 2016

UN CERNUSCHESE IN TRIONFO A PARIGI - Francesco Zucchetti e l'Olimpiade del 1924


Questa sera, nella Sala Consigliare di Cernusco sul Naviglio, è stata presentata la storia di Francesco Zucchetti, il ciclista nato nella nostra città nel 1902 e laureatosi campione olimpico nell'inseguimento a squadre nell'edizione di Parigi 1924.

Insieme al Sindaco Eugenio Comincini, c'era Riccardo Magrini, già ciclista professionista e direttore sportivo, oggi commentatore televisivo:  come sempre bello parlare di ciclismo con lui; c'erano gli atleti, i genitori, i dirigenti e gli amici della Cernuschese Tino Gadda, guidati dal Presidente Piero Navoni e dal Vice-Presidente Ersilio Gadda: quanta passione per le due ruote...; c'erano i rappresentanti del Genova 1913, l'associazione sportiva di Milano - zona Porta Genova - dove corse Francesco Zucchetti e venuti ad omaggiare un loro tesserato.

A questo link la storia UN CERNUSCHESE IN TRIONFO A PARIGI.

Sabato 12 Marzo alle ore 11:00, poi, le spoglie di Francesco Zucchetti arriveranno a Cernusco sul Naviglio dal Comune di Trichiana - dove ha vissuto gli ultimi anni della propria vita e dove è mancato nel 1980 - e saranno tumulate nella cappella comunale del cimitero cittadino.

Questa narrazione non ha la pretesa di essere esaustiva ma anzi rimane aperta a ogni contributo che possa arricchirla di contenuti e dettagli.

Sono convinto che la storia di Francesco Zucchetti possa consegnare a Cernusco sul Naviglio e alla passione non solo sportiva per le due ruote che ancora oggi esprime la nostra città, un frammento di storia e di ricordo comune.

E quindi di futuro. 


venerdì 10 aprile 2015

CRESCIAMO CICLISTI CERNUSCHESI 2032


Nei giorni scorsi il Comune di Cernusco sul Naviglio ha vinto un bando di Regione Lombardia per migliorare la sicurezza della piste ciclopedonali: hanno partecipato 218 Enti Locali e il nostro Comune è riuscito ad ottenere un contributo di 100.000 euro (l’importo massimo finanziabile).

A questo importo, il Comune aggiungerà altri 255.000 euro per una cifra complessiva di 355.000 euro che saranno spesi per mettere in ulteriore sicurezza le numerose piste ciclopedonali cittadine con lavori che saranno eseguiti nel triennio 2015-2017.

In particolare si interverrà sia sulla pavimentazione delle piste stesse che sulla segnaletica verticale ed orizzontale che sarà migliorata ed integrata là dove servirà. L’obiettivo conclusivo sarà, infine, quello di riuscire ad avere la certificazione di sicurezza per le piste ciclopedonali: Cernusco potrebbe essere così il quinto Comune d’Europa ad ottenerla.


Al fianco degli investimenti nelle infrastrutture necessarie per favorire la ciclabilità delle nostre strade, vanno di pari passo anche le azioni dedicate alla sensibilizzazione verso una modalità di spostamento sostenibile: contenute nel progetto dell’Amministrazione Comunale “Cernusco2032: la città dell’innovazione”, queste azioni hanno l’obiettivo di promuovere in maniera costante e ripetuta la cultura degli spostamenti su due ruote, posizionando Cernusco come la “città della bicicletta”.

L’ultima iniziativa in ordine di tempo è legata al sito www.ilraviggiolodicernusco.com: lanciato in occasione dell’ultima Fiera di San Giuseppe (subito oltre 1200 il numero di pagine visitate), il sito dedica una sezione alla promozione della nostra città, proponendone un’accessibilità da Milano attraverso la ciclovia della Martesana.

Un servizio di bike sharing sovracomunale (con Pioltello e Carugate) pensato in particolar modo per i tragitti casa-lavoro e in crescita del 9% nell’ultimo anno con 12.186 transazioni vs le 11.146 dell'anno precedente; il bici park come integrazione importante del trasporto pubblico per garantire la sostenibilità ambientale di un intero spostamento; proposte di turismo eco-compatibile in linea con l’immagine del nostro commercio locale (slow shopping experience) e del nostro territorio: sono solo tre esempi di come sia davvero importante introdurre in ogni progetto questa visione della città, valorizzando così gli oltre 33 km di pista ciclabile presenti a Cernusco. E poi tutto il lavoro delle associazioni, sportive e non, sul tema.

Nuove iniziative nel solco dell’idea di “Bike and the city” saranno lanciate nei prossimi mesi estivi. Ci piace pensare che anche grazie a queste azioni attive ed esempi di comportamento, la generazione di cernuschesi che sarà adulta nel 2032 possa avere una naturale predisposizione - e quindi una vera passione - per la bicicletta: ogni innovazione è utile solo se porta maggior benessere alle persone.

giovedì 16 febbraio 2012

CRESCERE CICLISTI, UOMINI E CAMPIONI

L'Associazione Sportiva Cernuschese "Tino Gadda" – con il Patrocinio dell’Assessorato allo Sport di Cernusco sul Naviglio - ha organizzato per il prossimo Martedì 21 febbraio, alle ore 21.00 presso la Biblioteca civica “Lino Penati” di Cernusco sul Naviglio, l'incontro pubblico a tema “CRESCERE CICLISTI, UOMINI E CAMPIONI - Le vittorie sportive e di vita nel ciclismo di oggi".

E' un tema bellissimo, perché parte dalla passione dei bambini per lo sport e il ciclismo in particolare, passa dalle aspettative (a volte sopra le righe) dei genitori e incrocia il tema purtroppo ancora attuale del doping.

Ne parleremo con due professionisti di primo piano.

Innanzitutto con Mario Scirea: Cernuschese, Scirea è stato campione del mondo di cronometro a squadre nel 1987 a Villach; poi è stato ciclista professionista, per anni prezioso apripista di Mario Cipollini nel "treno" delle sue volate, compresa quella iridata del "Re Leone" a Zolder nel 2002. Ora Scirea è il Direttore Sportivo della più importante squadra di ciclismo Italiana, la Liquigas di Ivan Basso e Vincenzo Nibali: ci racconterà dalla sua posizione privilegiata e con una fantastica carriera sportiva alle spalle come crescere campioni e uomini, uomini e campioni.

Entreremo in aspetti anche più specifici del tema "sport e salute" con il contributo del Dottor Ugo Monsellato: Docente C.O.N.I. Regionale, Medico Fiduciario Regionale Federazione Ciclistica Italiana e Direttore del Centro di Medicina dello Sport di Bareggio (MI), il Dottor Monsellato ci aiuterà a capire anche dal punto di vista scientifico perché è bene non superare il confine naturale che il nostro corpo ci propone.

Al di là del valore della serata per la ricchezza dei suoi contenuti, sono molto contento di questo incontro che vede protagonista, nei confronti della città ma anche rispetto alle associazioni ciclistiche dell'intera Martesana, un'Associazione storica della nostra città come la Cernuschese "Tino Gadda", fondata nel 1969 e capace di coniugare successi sportivi anche a livello nazionale con l’attenzione alla crescita sportiva e umana dei ragazzi. I passi compiuti insieme nel corso degli ultimi anni per riconsegnare il velodromo di via Goldoni al suo uso proprio per il ciclismo sono stati il presupposto per uno sviluppo della loro offerta per i ragazzi e delle iscrizioni. L’obiettivo su cui stiamo lavorando è ora quello di completare questo percorso, creando intorno al velodromo percorsi che consentano di proporre non solo il ciclismo su strada ma anche la mountain bike.

Ci vediamo martedì!

Ps: nel corso della serata ci sarà spazio anche per il secondo appuntamento di “I sport Cernusco tricolore”, con la premiazione del Cernuschese Mario Scirea a 25 anni dal suo titolo mondiale. E' una sorpresa! :-)

lunedì 25 luglio 2011

lunedì 19 luglio 2010

LA PRIMA USCITA DA ASSESSORE ALLO SPORT


Ieri mattina si è svolto, con partenza e arrivo a Cernusco, il 3° Memorial "Matteo Pombi", gara ciclistica organizzata dalla Cernuschese Tino Gadda e destinata alla catagoria Allievi. E' stata l'occasione per la prima uscita da Assessore allo Sport e ho avuto il privilegio di seguire la gara dall'auto di Radio Corsa: molto bello, anche perchè i partecipanti erano 144, un nunmero signficativo, che non si sono risparmiati in fughe, rincorse, scatti e rilanci.
Questo nuvo ruolo istituzionazle mi ha permesso anche di conoscere persone e dietro le quinte dell'evento.
Innanzitutto i genitori di Matteo Pombi, un ragazzo cernuschese morto alcuni fa in un incidente stradale: per ricordare la sua passione per il ciclismo e la sua militanza nella Cernuschese Tino Gadda, i genitori hanno voluto da tre anni organizzare questa gara che fa correre altri ragazzi, altri figli. La dignità e il coinvolgimento di genitori che sostengono eventi come questo mi hanno sempre commosso, ma sentirmelo raccontare così, dal vivo, da una mamma certamente ancora di più.
Poi ci sono i volontari, quelli che lo sport e la passione per lo sport se li portano scolpiti dentro. Quelli della Cernuschese Tino Gadda sono persone serie e competenti, dal Presidente Navoni in giù, e sono stato impressionato dal vedere i dettagli organizzativi (moto staffette, giuria, servizio radio-corsa, assistenza tecnica, rifornimenti, servizio d'ordine sulle strade, etc.) che devono comunque essere considerati per realizzare un evento su 75km di strade sovracomunali che permetta ai giovani atleti di praticare il proprio sport preferito in sicurezza.
Tra le tante cose che mi hanno detto, me ne sono impressa in testa una: è scoraggiante non avere nuovi atleti anche perchè a Cernusco in pochi sanno che esiste da 40 anni un'associazione sportiva ciclistica. Un po' questa cosa mi ha stupito, perchè per i cernuschesi la Tino Gadda, con i suoi colori e la sua inconfondibile maglia Blu-Bianca-Rossa in mezzo al gruppo, è stata da sempre un mito. Io mi ricordo benissimo le gare organizzate negli anni 70-inizio 80, con arrivo in via Leonardo da Vinci davanti al Bar della Pesa, con la croncaca al microfono di Gigi Merlini e tanta, davvero tanta gente. La nostra associazione ha raggiunto titoli regionali e nazionali nel 1976 e nel 1982! In effetti, Cernusco è cambiata molto in questi anni e tanta gente si è unita alla nostra comunità cittadina senza ovviamente una tradizione sportiva locale comune.
Su questo aspetto e con ben chiara l'idea di sport vero, leale e di tutti che vorrei realizzare insieme alla Consulta dello Sport e alle Associazioni Sportive, mi piacerebbe lavorare su tre aspetti:


  1. Ricondividere l'eccellenza dello Sport Cernuschese nella storia: un modo per affermare anche ai nuovi arrivati a Cernusco che nella nostra città l'organizzazione sportiva è da sempre ad alti livelli. La butto lì: un museo dello sport cernuschese in un luogo dedicato o in alternativa in un'area della biblioteca oppure in uno dei nostri centri sportivi? (nota: o in altro posto da discutere...le sempre minori risorse economiche a disposizione dei comuni non renderanno facile la realizzazione, bisognerà ingegnarsi). La cultura sportiva deve essere esplicita e forse pochi contesti come lo sport hanno bisogno di simboli, colori, foto, testimonianze per creare appartenenza.

  2. Promuovere lo sport cernuschese qui e ora: su questo ho già detto anche in conferenza stampa mercoledì l'idea del portale dello sport cernuschese: illustrativo, promozionale, interattivo, competente. Con un occhio agli sport "minori" e con iniziative speciali per loro (settimane dedicate, porte aperte, etc.).

  3. Offire strumenti condivisi affinchè ogni evento sportivo cernuschese sia qualitativo anche nei dettagli di immagine (per una premiazione sportiva un podio è fondamentale) e nello stesso tempo parte del movimento sportivo cernuschese (un backdrop con un logo comune dello sport cernuschese + gli sponsor, ad esempio).

Sul Centro Sportivo di via Goldoni (dai, troviamogli un nome!!!) alcuni storici problemi stanno per risolversi grazie allo straordinario lavoro di Maurizio Magistrelli che mi ha preceduto e alla tenacia di Roberto Villa. Ma su questo scriverò poi.


Cernusco: la città dello sport, dove lo sport è di casa.

martedì 8 giugno 2010

FIGHT FOR ARENA

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Avevo già vissuto la tappa finale di un grande giro di ciclismo, addirittura quella del Tour de France che a Parigi incoronò Landys prima che gli revocassero la vittoria per doping.
Ma viverla così, correndo l'ultima tappa (15km di cronometro), pedalare tra due ali di folla, arrivare dentro l'Arena per la premiazione, beh, questo non l'avevo ancora provato.
Considerazioni sparse sul tema:
1. "Fight for Arena" è stata una fantastica operazione di pr da parte di RCS Sport: il concetto di "vivi per un giorno lo sport da protagonista" che da sempre raccontiamo per gli eventi di Eurosport applicato al ciclismo;
2. una tappa del Giro d'Italia è un momento di festa nel quale c'è anche l'evento sportivo: vedere il contorno di gente, di iniziative, di festa popolare per credere;
3. se il ciclismo attira così tanta gente nonostante tutti gli scandali significa che ha un radicamento e una passione tra la gente fortissimi;
4. basta comunque un italiano vincente e anche lo sport più snobbato diventa di moda (vedi alla voce Schiavone - Roland Garros - giornali - diretta Rai - etc.).
ps: 8 squadre, io nella bianca: quarti classificati
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lunedì 22 marzo 2010

NIENTE CROSS PROMOTION

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Da quest'anno Sky ha deciso di entrare pesantemente nel mondo del ciclismo con una Team Sponsorship da diversi milioni di euro. Niente di male: qualche anno fa era stato il turno di Discovery Channel, che sponsorizzando il team di Lance Armstrong vide crescere la propria notorietà a grandi livelli.
Il problema sorge per i commentatori delle TV concorrenti a Sky che devono citare durante il commento appunto il Team Sky di ciclismo e quindi fare pubblicità obbligata ad un canale competitor. Noi di Eurosport non ci preoccupiamo molto, sappiamo che fa parte del gioco e poi noi siamo sulla piattaforma Sky, quindi nessun problema.
Non mi sorprende invece la nota di Antonio di Pollina (Repubblica) di oggi secondo il quale "appassionati di ciclismo che hanno seguito fin nei dettagli l'intera telecronaca Rai della Milano-Sanremo sostengono che sono state citate a più riprese tutte le squadre in gara, ma nemmeno una volta è stata nominata la squadra Sky. Quando si è palesata un'esigenza suprema la dizione è stata: la squadra di Boasson Hagen".
Forse un po' forzata come lettura, ma tendo a crederla vera ricordando una vecchia esperienza personale del 2001 (all'epoca Eurosportnews sponsorizzava la maglia ciclamino del Giro e la premiazione era puntualmente tagliata, così come le inquadrature dei cartelloni a bordo pista). Non oso pensare come commenteranno sui canali Rai la cronometro a squadre che l'8 Maggio aprirà il Giro d'Italia :-)
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mercoledì 27 gennaio 2010

GIORNATA DELLA MEMORIA

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Oggi giornata della memoria per le vittime dell'Olocausto. Segnalo questa iniziativa legata al 67° Giro della Polonia (ciclismo) che si terrà il prossimo Agosto e che è stata presentata ufficialmente oggi dagli organizzatori.


27 gennaio 2010 - Oggi, mercoledì 27 gennaio, in tutto il mondo si celebra il “Giorno della Memoria” in ricordo della fine della Shoah. In questo stesso giorno del 1945 furono infatti liberati i prigionieri deportati e rinchiusi nei campi di concentramento di Auschwitz. Da qui l'idea della comunità internazionale di fissare per legge ogni 27 gennaio il ''Giorno della Memoria'', scelta che accomuna molti paesi europei e appartenenti all’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite).

Gli organizzatori del 67° Tour de Pologne, che si svolgerà dall’1 al 7 agosto 2010, hanno voluto ricordare questa tragedia. L’edizione 2010 della corsa polacca propone una partenza di tappa da Oswiecim la “Città della pace”, nei pressi della quale durante l’occupazione vennero costruiti i campi di concentramento di Auschwitz, diventati per tutta la memoria collettiva, una triste icona dell’Olocausto. La 6a tappa in programma venerdì 6 agosto sul percorso da Oswiecim a Bukowina Tatrzanska per un totale di oltre 240 km, rappresenterà un’occasione importante per rendere omaggio alle vittime di questa triste pagina di storia. Si tratta di una frazione molto impegnativa con arrivo in salita, la più dura dell’edizione 2010, che molto probabilmente incoronerà il vincitore del Tour de Pologne.

“Pensiamo sia importante portare anche il nostro contributo al ricordo della Shoah – spiega Czeslaw Lang, Direttore Generale del Tour de Pologne -. Lo spirito è quello di ricordare per migliorare apprendendo dagli errori del passato, in modo tale che tragedie di questa dimensione non possano mai più accadere. La 6a tappa partirà dal centro di Oswiecim e i corridori effettueranno una passerella composta e ordinata fino agli ex-campi di concentramento di Auschwitz I e Auschwitz II Birkenau. Qui verrà effettuata una sosta sotto la tristemente nota frase ”Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi) e verrà osservato un minuto di silenzio. In prima fila verrà schierato un corridore per ogni nazione. L’obiettivo è quello di trasmettere un messaggio di pace universale, uguaglianza, fratellanza e tansnazionalità. Valori importanti più forti delle differenze di lingua, ideologia o religione, valori che sono alla base dello sport e del ciclismo e che lo sport e il ciclismo possono e devono contribuire a diffondere in tutto il mondo”.

Numerose le iniziative organizzate dall’amministrazione del Comune di Oswiecim, presso l’area degli ex-campi di concentramento di Auschwitz, per ricordare e non dimenticare il genocidio e tutti i deportati. Attualmente è in fase di realizzazione un progetto che prevede la costruzione di un monumento, il tumulo della memoria e della riconciliazione dove verranno riposte le pietre provenienti da tutto il mondo, le pietre della pace. Il tumulo avrà la forma di un cono alto 35 metri e sarà edificato tra i due ex-campi di concentramento. Il luogo nel quale sorgerà il tumulo sarà anche sede del Centro Internazionale per la formazione e la presentazione di attività multiculturali e di altre iniziative a favore della pace nel mondo. Il progetto include anche la realizzazione di un anfiteatro attrezzato, in grado di ospitare fino a 600 persone, destinato a ospitare conferenze e riunioni riguardanti queste importanti tematiche.


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venerdì 30 ottobre 2009

ARE YOU STRONG ENOUGH?

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Segnalo questa iniziativa di comunicazione sportiva 2.0 xhè non è usuale vederla attuata da un'azienda legata al mondo del ciclismo come Elite, che fa pedane per bici e borracce. In 2 mesi utenti al sito Elite raddoppiati, 7.000 iscritti al forum Relaxiom e fidelizzazione del traffico.

“La nuova campagna “Are you strong enough?” – spiega il responsabile marketing dell'azienda Elite Alessio Sartore - è stata concepita e sviluppata in linea con le nuove tendenze del mercato, utilizzando a 360° il potenziale offerto dal web e dalle tecnologie ad esso applicabili, utilizzando in particolare come strumento di comunicazione i video. Tutti gli appassionati potranno inoltre avvicinarsi a Realpower anche attraverso i social network Facebook e Twitter che rappresentano un modo rapido ed efficace di scambio di informazioni sia sul prodotto che su tutti gli eventi ad esso connessi. Realpower è infatti un rullo che per le caratteristiche tecniche e per l’interazione on line tra gli utenti si presta perfettamente alla crescita di tribù di appassionati o di utenti desiderosi di interagire con altri possessori dei nostri rulli".

I video sono disponibili cliccando il sito
http://www.elite-it.com/eliterealpower/menu.html.
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venerdì 24 luglio 2009

SARA' ANCHE...

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Sarà anche - come hanno commentato alcuni giornalisti veri - il più brutto Tour de France degli ultimi anni; sarà anche con il fiato sospeso come sempre per qualche possibile caso di doping (ma fin'ora no). Eppure la scorsa domenica il Tour de France ha fato registrare il più alto ascolto della sua storia su Eurosport:

Eurosport smashes Tour de France live stage audience record
Eurosport drew best-ever average audience of 2.8 million across Europe for the 15th stage of the Tour de France
on Sunday 19 July, smashing its record for a live stage. The channel, which is airing the Tour in HD, also scored
a superb audience reach of 6.9 million different viewers during the stage, won by yellow jersey holder Alberto Contador.

Sources: AGF/GfK, BARB, SKO, MMS, TNS-Gallup, TNS Audiencia de Medios, AGB NMR, Armadata/GfK - Telmar Peaktime (Eurometrix)

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martedì 14 luglio 2009

MEGLIO NON FIDARSI

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Così Gianni Mura su Repubblica racconta il clima di sospetti e congiure nel Team Astana al Tour de France:

Un particolare minuscolo ma sigificativo per capire il clima in casa Astana. A un certo punto l'addetto-stampa versa un bicchiere d'acqua minerale e lo passa a Contador, che lo allontana con la mano. Stappa un'altra bottiglia d'acqua e la beve a canna. L'anno prossimo Contador correrà con la Caisse d'Epargne.
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lunedì 18 maggio 2009

EROICI


Venerdì sul Maloja eravamo in 3. Sotto una pioggia battente e costante, nessun altro ciclista si è cimentato nella salita da Chiavenna (per lo meno, noi non abbiamo incontrato nessuno). Un totale (tra salita e ritorno) di 68 lunghi e bagnati chilometri.

martedì 12 maggio 2009

CHI C'E' SUL MALOJA VENERDI?

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Venerdì il Giro d'Italia scollina il Maloja e arriva a Chiavenna.
Con altri due amici facciamo in bici la salita inversa, i 32 km da Chiavenna al Maloja per aspettare i corridori al passo.
Ci ero già stato nel 2007 ed era stata la mia prima salita in bici...per questo ne ho un ricordo eroico.
Chi c'è venerdì e vuole si faccia vedere per un saluto. Noi abbiamo la maglia di Eurosport e io sarò sicuramente l'ultimo ad arrivare in cima.

Qui le pessime previsioni meteo per venerdì sul Maloja.
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lunedì 4 maggio 2009

NIENTE TRICOLORE AL GIRO

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A pochi giorni al via della 100esima edizione del Giro d'Italia e a pochi giorni dallo scandalo doping di Rebellin a Pechino (ma non è che è stato fato passare un po' sottotraccia?), tiene banco la polemica di Filippo Simeoni Campione d'Italia in carica che minaccia attraverso l'Equipe di restituire la maglia tricolore se - come sembra ormai certo - la sua squadra non potrà partecipare al Giro d'Italia per scelta degli organizzatori.

Ai più maliziosi è tornato alla memoria il bisticcio al Tour de 2004 tra Simeoni e Armstrong (per la prima volta al via al Giro) e un rancore mai sopito.

Quanto sarebbe stato utile in questi momenti un "fatemi capire" di Candido Cannavò, lì sulle pagine della Gazza...
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mercoledì 29 aprile 2009

AVREI PREFERITO (spero ancora di) ESSERE SMENTITO



Così il mio post dello scorso 27 Agosto 2008 sul doping assente (sembrava) a Pechino.

E ora cosa ne faccio della maglia della Nazionale Italiana di ciclismo che mi sono comprato anche per l'impresa di Rebellin? (oltre al fatto che mi piaceva la maglietta...).

Controanalisi il 25 maggio.

martedì 30 settembre 2008

COME UN TORNADO IN UN PARCHEGGIO DI ROULOTTES


Felice come un tornado in un parcheggio di roulottes. L'immagine non è mia ma di Cricchetto in Cars. Così, però, mi sentivo davvero io a Varese per i Mondiali di Ciclismo. Non potendoci andare per il gran finale di Domenica, ci ho fatto un salto venerdì per la gara degli Under 23. Il Mapei Cycling Stadium era bellissimo e imponenente (anche se venerdì tremendamente vuoto), Varese accogliente, l'atmosfera mondiale (non oso immaginare domenica). Tra un appuntamento di lavoro e l'altro, ho avuto modo di fare un salto in sala stampa, scandagliare il villaggio commerciale, comprarmi la maglietta della nazionale di ciclismo in versione Olimpiadi di Pechino (ho l'immagine di Rebellin che in TV dice - con quella maglietta - che ha più secondi di un orologio. Complimenti, comunque, la maglietta è bellissima), fermarmi ad ogni bancarella dal centro di Varese allo Stadio a vedere merchandising, magliette, modellini; posizionarmi lungo il tracciato per qualche foto ricordo. Mi associo quindi da tifoso ai complimenti per l'organizzazione e l'idea dello stadio.
Mi permetto anche alcune considerazioni da "addetto ai lavori": negli anni un po' di occhio critico l'ho sviluppato, per cui sono curioso di vedere se questa edizione dei Mondiali di ciclismo sarà la prima di una nuova era o l'unico tentativo un po' temerario - e per questo non più replicabile - di fare un salto di qualità dal punto di vista marketing per un evento e uno sport che (sopratutto in questo periodo) in realtà non possono permettersi di fare. La domanda mi era sorta vedendo le tribune vuote il venerdì (e mi immagino negli altri giorni ad esclusione della domenica), il villaggio commerciale con alcuni stand vuoti, il mercandising ufficiale sicuramente migliorabile. Ero rimasto anche dubbioso vedendo gli sponsor della manifestazione: grandi sponsor legati però al territorio (Whirlpool) e al mondo del ciclismo (Mapei) o soprattutto istituzionali (Regione Lombardia, Provincia di Varese, Camera di Commercio di Varese, Comune di Varese, Sea, Aeroporto di Malpensa, Uninsubria, Enel), ma non sponsor capaci di cogliere la forte valenza di comunicazione alle spalle del progetto sviluppato dagli organizzatori (non è una critica, si badi bene: so benissimo la difficoltà di proporre - soprattutto in questo periodo - sponsorizzazioni di eventi sportivi). Infine l'attivazione: mi è parsa molto forte e articolata sul territorio (anche perchè a basso costo di realizzazione), meno forte verso l'esterno (a supporto del turismo verso Varese).
Cito e lascio alla riflessione questo stralcio di articolo tratto dal Corriere della Sera di ieri, pagine della Lombardia, a firma Roberto Rotondo: "Rispetto a Verona 2005 (ndr - l'ultima edizione dei Mondiali di Ciclismo svoltasi in Italia), che chiuse in utile, Varese 2008 chiude in perdita secca. Colpa del Faraonico Cycling Stadium: Abbiamo più di un milione di buco, vedremo come fare, ci penseranno gli sponsor sospira Amedeo Colombo, capo dell'organizzazione e a sua volta sponsor".
Arrivederci ai Mondiali di Nuoto di Roma 2009!
ps: la foto sul pass di cui sopra è del 2005...

martedì 4 settembre 2007

EUROBIKE


Sono stato giovedì e venerdì scorso per la prima volta a Friedrichshafen in Germania per Eurobike, Esposizione Internazionale della Bicicletta. E' stata una piacevolissima sorpresa: per il numero di espositori, per la qualità degli stand, per la vivacità della fiera. La data si sposa perfettamente con l'esigenza delle aziende di presentare proprio in questo periodo le novità 2008, che si possono davvero toccare con mano (bellissime le bici). Mi sento di dire, attualmente la fiera più importante del settore. Due note: il posto è sfortunatissimo, raggiungibile da Milano molto meglio in macchina, scollinando in Svizzera il passo di San Berndardino e costeggiando tra Austria e Germania il Lago di Costanza. Le infrastrutture in fiera (parcheggi, pulman, bar) sono sottodimensionati rispetto alla dimensione che ha raggiunto Eurobike...speriamo per l'anno prossimo!
Ermanno
ps: sfato il mito di tedeschi, austrici e svizzeri che parlano correttamente l'inglese.
ps2: per gli amanti del pollo arrosto, a Bregenz (32 km da Friedrichshafen, appena appena in territorio austriaco), di fronte alla stazione dei treni, c'è un ristorante abbastanza trucido specializato in buonissimi e vari polli arrosto. Esperienza da non perdere.

venerdì 20 luglio 2007

EUROSPORT RIMANE AL TOUR

Torno sul Tour de France per commentare la notizia della decisione delle TV tedesche di non trasmettere le ultime tappe della corsa alla luce del nuovo caso di doping (risale a giugno, i dati sono arrivati l'altro ieri) che ha coinvolto un ciclista tedesco.
E' forse il primo caso così appariscente di "rivolta" della tv rispetto al degrado dello sport. Non è un segno positivo, ma guardandolo bene forse lo è.
TV vuol dire notorietà, diffusione mondiale, sponsor, soldi, investimenti. I tre grandi sponsor tedeschi (T-Mobile, Milram e Gerolsteiner) investono complessivamente nel ciclismo qualcosa come 35/40 milioni di euro l'anno. Ne vale ancora la pena? certo si chiederanno. Spenta la TV, un fatto (anche sportivo) non esiste più.
Da qui il ciclismo può solo ripartire. Non so se altri corridori saranno fermati da qui alla fine della corsa. Credo però che non si possa cambiare un mondo in qualche mese. Gli organizzatori del Tour ci stanno provando, con una fermezza mai vista (se si pensa a tutti i nomi famosi lasciatai a casa...), prendendosi il rischio di un flop ma tentando di dare una sterzata ad un carrozzone lontano dallo sport vero.
Io credo che solamente la prossima generazione di ciclisti professionisti, lavorandoci con una seria opera di educazione sportiva fin da ora, potrà dare risultati.
Sono felice della scelta di Eurosport di continuare a garantire la copertura TV al Tour, se non altro per premiare questo sforzo.

Ermanno

mercoledì 18 luglio 2007

IL NUOVO TOUR DE FRANCE


Un anno fa , di questi tempo, ero a Parigi ad assistere all'arrivo del Tour de France. Un'era glaciale fa. Guardo la classifica dei primi 10 aggiornata ad oggi: Rasmussen, Valverde, Mayo, Evans, Contador, Moreau, Sastre, Kloden, Leipheimer, Vinokurov. Nella mitica tappa di Briancon, con tanto di scalata al Galibier e sotto gli occhi del Presidente Sarkozy, vince tale Soler, 24enne di belle speranze, forse futuro campione, oggi sconosciuto ai più. Il primo italiano al traguardo è Cioni a 7'25", che è anche il primo italiano in calssifica generale: 50° a 33'09". Il pugno duro degli organizzatori al doping ha cancellato una generazione, ha accorciato le tappe, ha reso più umano uno sport così appassionante e con moltissimi tifosi. Credo che fare un passo indietro sia stata la cosa giusta, perchè solo se è vero e leale lo sport è bello fa vedere e da praticare.
Ermanno

giovedì 24 maggio 2007

CICLISMO, RIDIAMOCI SU (SE POSSIBILE)

Dopo Basso, oggi anche Zabel ha confessato di aver fatto uso di Epo nel Tour de France del 1996, vinto dal compagno di squadra della T-Mobile Riis. E sembra non essere finita qui.
Si sta pian piano sgretolando il muro di omertà che in questi anni ha protetto il sistema doping legato a questo bellissimo sport.
E mentre in questi giorni l'Italia è attraversato da un Giro dove la parte sportiva, malgrado la dedizione alla causa della Gazzetta, sembra passare in secondo piano rispetto ai malanni di tutto il movimento, proviamo a riderci su con questa notizia che ho pescato su repubblica.it.

Ermanno

(da repubblica.it - 25.05.07)
Il Giro d'Italia ha scoperto una tresca amorosa. In diretta tv, grazie alle telecamere dell'elicottero al seguito della carovana rosa, un quarantenne spezzino è stato inquadrato mentre era al mare in compagnia di una donna che non era la moglie. E' stato un parente, ignaro, a far scoprire tutto alla moglie dell'uomo. Si è complimentato con la donna, che credeva essere la bagnante a fianco del consorte, ben ripreso dalle telecamere: lei, ovviamente, è caduta dalle nuvole, ma ormai la frittata era fatta. Quello sulla battigia di Marinella, sul litorale del Comune di Sarzana, era proprio il marito. E il rientro dell'uomo, con i segni evidenti della tintarella, hanno fatto il resto. La storia ha fatto il giro della vallata del Magra, dove si è registrato l'infortunio amoroso, ed è finita sulle cronache dei giornali locali.