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sabato 28 gennaio 2017

PERO', CHE BELLA STORIA QUESTA CERNUSCO... (continua)


La Gazzetta della Martesana in edicola oggi ha voluto dedicare un'intera pagina a "Accogli un Cernuschese": tenutosi lo scorso sabato alla Casa delle Arti, è l'evento organizzato dall'Amministrazione  Comunale di Cernusco sul Naviglio per dare il benvenuto a quei cittadini che sono arrivati ad abitare in città nell'ultimo anno.

Una parte del reportage ha dato spazio alle impressioni di alcuni di questi nuovi residenti rispetto alle motivazioni che li hanno spinti a scegliere Cernusco e alla realtà che hanno trovato iniziando a vivere la città.

Sono e siamo spesso sommersi dalle discussioni social, che per le caratteristiche di questo mezzo di comunicazione tendono a favorire un approccio esageratamente critico alla realtà da parte delle persone. 

Nell'esperienza di questi anni da amministratore pubblico ho usato i social network per comunicare e non mi sono mai sottratto - quando rispettosi delle rispettive posizioni - agli spunti anche critici postati dalle persone, ma ho rafforzato la convinzione che i social rappresentino un pezzettino della realtà, decisamente molto più piccolo rispetto al clamore che una polemica alimentata in quel contesto sembra possa rappresentare.

Ma eccole le interviste ai nuovi cernuschesi:

 "...cercavamo un posto simile al Canada,
una città verde con tanti servizi..."


"...nel Milanese è di gran lunga la migliore città in cui vivere,
abbiamo trovato un Comune efficiente e
strade pulite e ordinate..."


"...una delle città più rinomate da questo punto di vista,
che ci hanno anche consigliato, era Cernusco,
così siamo venuti qui e ci siamo trovati subito bene..."


Spazi e tempi di socialità e di relazioni trapiantati nel tessuto urbano della città; un'attenzione all'ambiente declinata verso una migliore qualità della vita; la tensione ad essere il riferimento di un territorio, verso Milano. 

Però, che bella storia questa Cernusco... (continua)

sabato 17 dicembre 2016

I NUMERI DELL'ECUOSACCO A CERNUSCO, SEI MESI DOPO (e qualche riflessione personale, dietro le quinte)


E’ passato quasi un anno dall’ingresso del Comune di Cernusco sul Naviglio in CEM Ambiente lo scorso gennaio e quasi sei mesi dalle sere di Giugno in cui percorrevo le strade di Cernusco in bicicletta per controllare di persona come la città stesse rispondendo all’introduzione del sistema sperimentale di misurazione del residuo secco attraverso l’Ecuosacco. Provo a condividere qualche riflessione.

I RISULTATI DI ECUOSACCO SONO MOLTO POSITIVI

L’occasione è la diffusione da parte del Comune di Cernusco dei principali dati di raccolta dei rifiuti urbani per il periodo 1 Gennaio – 30 Ottobre 2016. Stiamo parlando di 5 mesi con il sistema di raccolta “senza Ecuosacco” (gennaio-maggio) e di altrettanti 5 mesi “con Ecuosacco” (giugno-ottobre).

I dati principali sono questi:

Sono risultati a mio avviso molto significativi, ottenuti con il contributo della stragrande maggioranza dei cittadini cernuschesi e che proiettano la nostra città ai vertici delle classifiche dei Comuni più performanti in termini di gestione della raccolta differenziata.

Per dare un’indicazione di cosa significhi una raccolta differenziata dell’84%, ho aggiornato la slide che fu mostrata nella riunione pubblica di Maggio in Filanda, aggiungendo la colonna in rosso finale dove compare il livello di raccolta differenziata raggiunto nei primi 5 mesi di Ecuosacco:


L'avvio del progetto Ecuosacco ha portato con sé perplessità, in alcuni casi anche critiche molto accese: ogni cambiamento contiene i dubbi e le preoccupazioni per ciò che verrà. Fin dall'inizio, però, contavamo sul faatto che la buona volontà, il senso di appartenenza alla comunità e soprattutto l'idea condivisa di una tutela dell'ambiente attraverso buone pratiche quotidiane, sarebbero state ampiamente abbracciate dai cernuschesi. I numeri sembrano mostrare che così è stato e per questo è doveroso davvero ringraziare in particolar modo i cittadini.

Dunque:


MINORE PRODUZIONE DI SECCO
che comporta minori rifiuti da incenerire e minori costi di smaltimento

+

MAGGIORE PRODUZIONE DI RIFIUTI DIFFERENZIATI
che comporta maggiori contributi da parte dei consorzi obbligatori di filiera, tipo Conai

=

BENEFICI AMBIENTALI

e

DIMINUZIONE DELLA TARIFFA TARI
perchè diminuiscono i costi totali da ripartire tra le utenze


Erano questi i principali obiettivi che avevamo dichiarato di voler raggiungere introducendo l'Ecuosacco: sono ora stati tradotti nei numeri che possiamo consegnare oggi alla città. Andiamo un po' più nel dettaglio.

I NUMERI DELLA SPAZZATURA

Ogni mese CEM Ambiente comunica al Comune di Cernusco i dati generali della raccolta rifiuti sul territorio (non ancora comprensivi dei dati dei conferimenti direttamente in piattaforma, ma che per loro natura non possono che migliorare questi dati), riassumendoli in una tabella. Quella aggiornata al mese di Ottobre, da cui derivano i dati di cui sopra, è questa:


Prima di tutto, una riflessione sui dati:

UNO | La diminuzione del secco raccolto porta a porta è lì evidente nella prima riga: -60,53%;

DUE | I rifiuti solidi urbani (RSU, quello che viene raccolto nei cestini e per strada) è aumentato ma la sua percentuale sul totale dei rifiuti prodotti rimane davvero marginale: 2,86% contro l’1,98% di quando l’Ecuosacco non c’era ancora (ne parleremo più sotto);

TRE | Percentualmente, il secco totale è quindi 13,60% da raccolta porta a porta + 2,86% di RSU = 16,46%. Significa che la raccolta differenziata è (arrotondata) dell’84%;

QUATTRO | Al netto del verde che ha un andamento proprio, le altre frazioni non subiscono variazioni considerevoli ad eccezione del multipack, che registra un +70,42%. L’aumento è davvero notevole ed è dovuto al fatto che il sistema Ecuosacco chiede di mettere qui un numero maggiore di scarti, precedentemente inseriti nel secco. Ma come è variata la qualità del multipack (ex-plastica)? Cem ci ha mostrato come i rifiuti differenziati vengono catalogati in 3 fasce di “purezza”: anche prima dell’introduzione dell’Ecuosacco, la plastica conferita da Cernusco era ricompresa nell’ampia fascia mediana. Ora, seppur di minor qualità (ma ripeto, è il sistema che lo prevede) Cernusco rimane in questa fascia mediana, dove peraltro si trovano tutti i comuni Cem. L’effetto positivo della quantità di multipack conferita, dunque, è decisamente superiore rispetto alla diminuzione della qualità del multipack stesso.

Può nascere il dubbio sulla veridicità di questi dati: sono veri o sono farlocchi? Come vengono consolidati? Chi li controlla? Quali sono le responsabilità? Spendo qualche riga per fare un po’ di chiarezza (anche grazie all’Ufficio Ecologia del Comune di Cernusco).

All’inizio della loro definizione, i dati relativi ai quantitativi delle varie frazioni di rifiuti raccolti porta a porta, su strada o presso la piattaforma ecologica e avviati a recupero o smaltimento al momento dell’avvio dei rifiuti presso i siti di destinazione sono da considerarsi solo presunti e vengono poi confermati formalmente attraverso una verifica del peso a destino dagli operatori dell’impianto.

Il peso dei rifiuti conferiti viene trascritto nel FIR (Formulario di Identificazione Rifiuto) che può essere considerato come una bolla di accompagnamento durante tutto il percorso di movimentazione del rifiuto identificandone la provenienza, la tipologia (codice CER), le caratteristiche fisiche, i quantitativi e soprattutto il destino.

Una volta che i rifiuti con relativo FIR sono stati presi in carico dall’impianto di destinazione, che provvederà ad una delle operazioni di recupero o di smaltimento previste dalla normativa di settore, il produttore del rifiuto (nel caso del servizio di igiene urbana, il Comune) riceve indietro (entro 90 gg) una copia del FIR che comprova l’avvenuto smaltimento/recupero e quantitativi effettivi del carico da parte dell’impianto sollevando il Comune/produttore da ogni responsabilità.

Tutti i carichi di rifiuti movimentati e avviati a smaltimento/recupero sono quindi pesati e le quantità riportate sui FIR, tale dato sarà utilizzato per il pagamento dei costi di smaltimento o per quantificare i ricavi ottenuti dal recupero delle frazioni valorizzabili a seconda della loro qualità. Il gestore del servizio è tenuto alla conservazione della copia dei FIR per una durata di 5 anni e obbligato alla tenuta di specifici registri di carico e scarico che possono essere sottoposti a controlli da parte degli organi preposti.

Ogni anno i dati dell’anno precedente riportati sui registri e FIR vengono riassunti nei due seguenti documenti che devono essere presentati obbligatoriamente dal Comune (che da contratto delega il gestore del servizio):

UNO | Schede Applicativo ORSO (Osservatorio Rifiuti Sovraregionale) dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti urbani e ai rifiuti gestiti dagli impianti di trattamento in Regione Lombardia, ai sensi dell’art. 18, l.r. 26/2003; l’applicativo è gestito da ARPA che effettua anche le verifiche sui contenuti del materiale fornito dai comuni. La scadenza di compilazione è il 31 marzo di ogni anno;


DUE | MUD – Modello unico di Dichiarazione Ambientale da presentare entro il 30 aprile di ogni anno alla Camera di Commercio di riferimento.

I dati che vengono riportati nei due documenti sono essenzialmente gli stessi tanto che i due sistemi operativi sono collegati e una volta compilati i dati ORSO è possibile generare in automatico le schede tecniche da allegare al MUD. I dati riportati sono complessivamente i seguenti:

Informazioni generali: es. abitanti, ut. domestiche e non domestiche;

Per ogni CER: quantità prodotte e destino del rifiuto con indicazione del nome dell’impianto di destino, tipologia di operazione di smaltimento/recupero, kg conferiti in ciascuno impianto, dati relativi alla ditta che ha effettuato il trasporto verso l’impianto;

Caratteristiche della piattaforma ecologica;

Caratteristiche di svolgimento del servizio;

Atti (Regolamenti, delibere di giunta e comunali) emanati durante l’anno di riferimento;

Costi del servizio ripartiti nelle varie voci di costo;

Sistema e caratteristiche di tariffazione.

Il sistema operativo effettua delle verifiche automatiche nel corso della compilazione controllando che i quantitativi dei rifiuti ripartiti per impianto siano corretti, che le schede siano compilate interamente e soprattutto che gli impianti di destino e i trasportatori dei rifiuti siano autorizzati al trattamento di un determinato rifiuto. Tutti gli impianti e le aziende che effettuano il trasporto sono registrati all’interno di una banca dati e direttamente selezionabili da un menu a tendina; se viene aggiunto un impianto/trasportatore non autorizzato parte in automatico una segnalazione ad ARPA che effettua un controllo.

Il Comune quindi tra marzo e aprile di ogni anno ha l’opportunità di verificare ed avere una visione completa su tutti i dati riguardanti i rifiuti dell’anno precedente. Tali dati non sono soggetti ad erronee interpretazioni, a modificazioni o elaborazioni statistiche in quanto direttamente tratti dai dati grezzi dei Formulari di Identificazione Rifiuti.

I dati ORSO vengono utilizzati dall'Osservatorio Regionale Rifiuti (ORR) che elabora i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti e redige una relazione che viene inviata alla Regione come supporto alla pianificazione. E’ importante notare che i dati elaborati da ARPA sono quindi quelli forniti dal Comune ogni anno sulla base dei FIR.

I dati sono comunque pubblici. In merito alla pubblicazione dei dati visto il grande quantitativo di dati trattati questi possono essere riassunti in specifiche tabelle o schemi/diagrammi che possono essere facilmente consultati e utilizzati per verificare l’andamento annuo della produzione di rifiuti indifferenziati, delle frazioni principali, della raccolta differenziata. CEM ambiente nel suo sito riporta i dati divisi tra anno corrente e anni precedenti. I dati sono organizzati in tabelle riferite a ciascun impianto del circuito CEM in cui sono stati avviati i rifiuti (http://www.cemambiente.it/dati-statistici-anno-corrente/). Il rifiuto secco per esempio proveniente dalla raccolta porta a porta è trattato nell’impianto Prima di Trezzo d’Adda e aprendo la tabella allegata è possibile trovare i dati riferiti a Cernusco sul Naviglio da gennaio.

Per quanto riguarda i dati riferiti agli anni precedenti questi non sono presenti sul sito CEM Ambiente in quanto affidatari del servizio a partire dal 2016 e quindi non sono in possesso dei FIR degli anni precedenti ne responsabili sull’andamento della produzione di rifiuti. I dati degli anni precedenti sono invece consultabili sul sito del Comune al seguente link: http://www.comune.cernuscosulnaviglio.mi.it/comune/area-tecnica/ufficio-ecologia/documenti-open-data/ . I dati sono stati elaborati nel corso degli anni dagli Uffici del Comune di Cernusco sulla base dei dati forniti da Cernusco Verde estrapolati dai formulari rifiuti.

I NUMERI DELLA TARI

Dicevamo: minore produzione di secco, che comporta minori rifiuti da incenerire e minori costi di smaltimento + maggiore produzione di rifiuti differenziati che comporta maggiori contributi da parte dei consorsi obbligatori di filiera (tipo il Conai) = benefici ambientali e diminuzione della tariffa Tari perchè diminuiscono i costi da ripartire tra le utenze.

Questo è il piano finanziario TARI 2017 che è stato discusso in Commissione Bilancio lunedì scorso e che verrà poi portato all'attenzione del Consiglio Comunale la settiman prossima.


Il totale costi da coprire con la tariffa rifiuti sono stimati per il 2017 in 3.663.691,51 euro, mentre lo scorso anno erano 4.060.292,78 euro: la diminuzione è di 396.601,27 euro, pari a -9,76%, calcolata su una stima prudenziale della raccolta differenziata per il 2017 dell'80%. Questa riduzione è riconducibile per la grossa parte al minor costi di smaltimento (ci sono meno tonnellate di secco da portare a incenerire) e in maniera più modesta al maggior contributo dei consorsi obbligatoi di filiera (tipicamente il Conai). Su questa seconda positività, è bene ricordare che i contributi Conai hanno anche una variabile di prezzo anno su anno, che come ogni bilancio previsionale questa è una stima e che qualsiasi contributo aggiuntivo dovesse consolidarsi a fine 2017 sarebbe per legge interamente riversato a decremento dei costi di igiene urbanana dell'anno successivo.

Nota 1: I minori costi - peraltro limitati - della riduzione del ritiro del secco da 2 volte a settimana a 1 volta, sono stati conteggiati per la parte Giu-Dic nel 2016 e nella parte Gen-Mag nel 2017 e in entrambi i casi sono stati compensati con maggioi costi per servizi aggiuntivi (per il 2017, tra l'altro, sono state aumentate le ore di raccolta ingombranti a domicilio, un servizio molto utilizzato e che aveva raggiunto tempi di attesa dalla prenotazione anche di un mese). Dalle simulazioni effettuate dagli uffici sulle diverse casistiche di utenze domestiche, la riduzione sulle tariffe Tari delle singole utenze domestiche diminuirà tra il -9% e il -12,4%

Nota 2. In attesa di comparare le tariffe 2017, ricordo che già nel 2016 (prima di questa ulteriore diminuzione del 10% circa che potremo avere grazie all’Ecuosacco) le tariffe Tari del Comune di Cernusco erano tra le più basse tra quelle dei Comuni della zona. Questa è la tabella che mostrammo sempre nell’assemblea dello scorso Maggio in Filanda (Fonte Ufficio Tributi Comune di Cernusco sul Naviglio su tariffe reali Tari 2016) e che non potrà che migliorare quando sarà disponibile quella del 2017 (in rosso le comparazioni con gli altri comuni nelle quali Cernusco aveva già tariffe più basse):



NON SOLO ECUOSACCO

In questo percorso virtuoso, Ecuosacco è solo una delle azioni di attenzione ambientale messe in campo nell’ultimo anno e ciascuno sta facendo davvero la sua parte: dallo scorso marzo la raccolta differenziata è finalmente a regime nelle aree mercato; con i gestori dei centri sportivi e con gli oratori stiamo compiendo da luglio un percorso per realizzare una raccolta differenziata ancora più raffinata; stiamo affiancando alcune attività produttive nell'analisi della differenziazione effettuata, per poterla migliorare; negli edifici comunali sono state moltiplicate le isole ecologiche, al fine di agevolare la differenziazione da parte degli utenti; CEM ha messo a punto una serie di interventi all’interno delle scuole sul tema dell’educazione ambientale e nelle prossime settimane il Comune consegnerà agli istituti i nuovi cestini per la raccolta differenziata; sta infine per iniziare l’azione di mediatori culturali presso palazzi e utenze domestiche (il numero è peraltro circoscritto a poche unità) dove la raccolta differenziata presenta ancora evidenti problematicità.



Ecuosacco si sta rivelando una straordinaria campagna di sensibilizzazione verso il tema dell’attenzione all’ambiente attraverso i propri comportamenti quotidiani in tema di gestione dei rifiuti.

IL CASO DEGLI ABBANDONI DI RIFIUTI NEI CESTINI

Uno dei timori più grandi legati all’introduzione dell’Ecuosacco era quello dell’abbandono di rifiuti per strada e nei cestini. Sulla base dell’esperienza evidenziata negli altri comuni in cui questo sistema sperimentale è stato introdotto, ci eravamo attrezzati a gestire l’emergenza del primo mese e mezzo, fiduciosi che anche a Cernusco nel tempo il fenomeno si sarebbe ridimensionato.

Come indicato nella tabella più sopra, i dati di Cernusco indicano una media mensile 2016 pre-Ecuosacco di 21,02 T e una media mensile con-Ecuosacco di 27,99 T. Un aumento del 33,17% che però attesta questa tipologia di rifiuti al limitato 2,86% dei rifiuti totali contro l’1,98% precedente. E’ un dato chiaro ma contenuto, che spiega la percezione di un maggior abbandono in prossimità dei cestini e che impone ancora maggiori sforzi da parte di tutti, a prescindere dall’Ecuosacco.

Io sono giunto a queste conclusioni:

UNO | L’abbandono di un rifiuto è un reato ambientale e un’azione di poco amore per la propria città. Dovrebbe essere sempre questo il primo pensiero quando si vede in giro un rifiuto abbandonato. E non ci sono giustificazioni per questo comportamento.

DUE | Ciascuno è chiamato a pretendere da vicini e conoscenti il rispetto del proprio diritto ad avere una città pulita. Si può fare anche contattando con fiducia la Polizia Locale, la quale è intervenuta e sta intervenendo controllando il territorio, anche insieme al tecnico accertatore di Cem: ad oggi sono state elevate una cinquantina di sanzioni.

TRE | Il fenomeno degli abbandoni non è legato ad una difficoltà nell’uso dell’Ecuosacco, quanto alla sola cattiva volontà di non fare la raccolta differenziata, a prescindere dall’Ecuosacco. Lo dico perché circa un anno e mezzo prima dell’introduzione dell’Ecuosacco annunciammo un percorso di controllo sui rifiuti domestici conferiti a bordo strada e bastò quell’annuncio per vedere aumentare i rifiuti abbandonati in prossimità dei cestini. E lo dico anche perché i sacchetti di spazzatura domestica abbandonati che sono stati controllati contengono anche residui come il vetro e la carta che sarebbero davvero facili da differenziare con solo un poco di buona volontà.

QUATTRO | Anche in città dove non c’è l’Ecuosacco questo problema esiste. Recentemente un articolo di Repubblica ha evidenziato la situazione di Milano come un 3 per cento della popolazione milanese tratta i cestini alla stregua di pattumiere, facendo aumentare dell'8% il “peso” di questo comportamento sul complessivo dell'immondizia raccolta dagli operatori Amsa fino ad oggi nel 2016, rispetto all’anno precedente (qui l’articolo: http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/12/13/news/milano_cestini_spazzatura-153980192/).

#FIUUUU 1

Il tema della distribuzione degli Ecuosacchi ha appassionato le discussioni in occasione del lancio del progetto. Saremmo riusciti a distribuire sacchetti a oltre 14.000 utenze domestiche chiedendone il ritiro anziché procedere alla consegna? Cosa fare se la metà dei Cernuschesi si fosse rifiutata di ritirare i sacchi rossi, come consigliato dai più critici? Alla fine, tutto ok: il progetto è partito il 1° Giugno con circa il 90% dei ritiri effettuati. Qualche criticità maggiore nella consegna ha coinvolto le attività produttive e per questo siamo intervenuti successivamente con una ulteriore comunicazione e in alcuni casi con un affiancamento da parte di Cem nell’analisi del ciclo di gestione dei rifiuti.

#FIUUUU 2

“Niente panico: è più facile a farsi che a dirsi”. Così presentammo l’utilizzo dell’Ecuosacco lo corso Giugno. E’ stato davvero così: nessun stravolgimento nelle abitudini delle famiglie (forse giusto il fatto di fare un po' più spazio in casa al multipack e meno al secco), non c’è stato bisogno di alcuna lezione di ripetizione per comprenderne l’utilizzo. Sei mesi dopo, a volte è anche un gioco in famiglia a chi azzecca la giusta differenziazione (controllando poi la risposta sull’app di Cem).


#FIUUUU 3

Guardo i miei Ecuosaccchi nel cassetto del mobile della mia cucina e penso che mi basteranno e avanzeranno: la preoccupazione che fossero troppo pochi si è rivelata infondata. A fine Novembre erano 102 gli acquisti di forniture aggiuntive in tutta la città per complessivi 20.170 euro, pari a circa lo 0,49% dei costi di Igiene Urbana totali.

VERSO IL 2017 E OLTRE

Cosa ci aspetta per il 2017 in tema di Ecuosacco? La prima fase della sperimentazione a Cernusco è stata prevista per 18 mesi, fino a Dicembre 2017. Periodicamente i Comuni Cem si riuniscono per fare il punto della situazione del progetto sperimentale, per evidenziare criticità da correggere (è appunto una sperimentazione della misurazione) e per delineare le prospettive di sviluppo.

La principale novità riguarda il fatto che dalla prossima fornitura la dimensione dei sacchi passerà da 40 Lt a 30 Lt, pur mantenendo invariato il volume complessivo per utenza. Era stata questa una discussione avuta con Cem in sede di introduzione del sistema Ecuosacco a Cernusco e fu a seguire una richiesta che formalizzammo subito nel mese di Luglio a Cem, anche sulla scorta dei rilievi mossi da alcuni cittadini. E’ stata accolta da Cem e da tutti i comuni e per Cernusco si concretizzerà con la fornitura dei sacchetti di Dicembre 2017.

La prospettiva più significativa, ma ancora da approvare in via definitiva da parte dei comuni interessati, è invece la possibile introduzione della tariffa puntuale a partire dal 2018: come abbiamo sempre detto, Ecuosacco è il sistema di misurazione del residuo secco propedeutico all’introduzione della tariffa puntuale, che a quel punto premierà in maniera ancora più precisa i comportamenti virtuosi di ogni singolo cittadino.  

CONCLUSIONI 

Il Comune di Cernusco sul Naviglio ha introdotto il servizio di raccolta rifiuti 52 anni fa, lanciando poi la raccolta differenziata attraverso le isole ecologiche nel 1992 e sviluppandola ulteriormente attraverso il servizio porta a porta nel 2000: lo scorso Giugno avevamo presentato l’Ecuosacco come il terzo cambiamento strutturale, di fatto evoluzione dei due precedenti.

La nostra è oggi la realtà più grande in termini di numero di abitanti tra i Comuni di CEM Ambiente nella quale questa evoluzione verso un sistema di tariffa puntuale si sta compiendo: oltre 16.000 utenze hanno ritirato i sacchi, sono state informate, hanno capito cosa fare e la maggior parte di loro si è lasciata coinvolgere in questo progetto.

I risultati sono davvero straordinari: per questo ciascuno deve sentirsi ancor più responsabilitzzato in questo cammino e orgoglioso di quanto insieme stiamo realizzando.

domenica 17 gennaio 2016

IL RAVIGGIOLO DI CERNUSCO SI E' PRESENTATO ALLA CITTA' (e non pensatelo come un semplice e banale raviolo)


Oggi pomeriggio il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio si è presentato alla città con una serie di appuntamenti in Filanda: lo showcooking di Chef Morelli per gli operatori del food e i giornalisti; il laboratorio-gioco per bambini “Raviggiolo for Kids”; il convegno “Cernusco sul Naviglio: di che pasta siamo fatti? Identità, etica e visioni di futuro intorno al cibo”; la degustazione conclusiva del Raviggiolo.

Questo il testo del mio intervento con il quale ho avuto l’onore di chiudere il convegno:


“Dopo questi coinvolgenti racconti che abbiamo ascoltato da parte di illustri protagonisti del mondo del food nazionale e internazionale - che ringrazio davvero per essere qui oggi in Filanda, insieme a tanta gente, a numerosi giornalisti, amici - a me è affidato il compito di dare al Raviggiolo di Cernusco una lettura concreta ma non per questo meno importante. Anzi, dal mio punto di vista è il compimento e il senso di tutta l’energia fin qui messa in campo per realizzarlo.

Il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio è infatti un'iniziativa sviluppata all'interno di “Cernusco2032: la città dell’innovazione”, il progetto lanciato dal Comune di Cernusco nel 2012 per riunire idee e azioni in tema di attività produttive, new media e ambiente. Cosa possiamo fare oggi – è la domanda - con azioni concrete per costruire la nostra città del futuro?

Nel Marzo 2014 questa riflessione ce la pose con molta forza l'avvicinarsi dell'Expo di Milano, all'orizzonte di lì a un anno con tutto il suo carico di idealità e potenzialità. Cosa avrebbe potuto rappresentare un evento così grande per Cernusco sul Naviglio, una città di 33.000 abitanti alla perifieria di Milano, nel territorio della Martesana? Ci piacque l'idea - fu la risposta e anche l'auspicio - di considerare Expo non solo come un evento, ma anche come un tempo: un tempo per aiutarci a ripensare (o a riscoprire) il senso dell'essere uomini e comunità nel terzo millennio, nella nostra città e nella nasacente Città Metropolitana. Ci dicemmo che sarebbe stato bello trovare il modo attraverso il quale un evento così coinvolgente, ricco di contenuti e prossimo territorialmente ma proiettato verso il mondo, potesse lasciare un "sogno concreto" alla città, per il futuro.

Abbiamo così deciso di seguire per mesi le orme di Libista - lo ha descritto bene il Sindaco Eugenio Comincini nel suo intervento introduttivo - e dunque il Raviggiolo è prima di tutto una NARRAZIONE. Una storia che parte dalla citazione (tra invenzione, leggenda e storia) di quella contadina lombarda e che - parlando di un piatto - racconta Cernusco e il territorio della Martesana. Lo stesso territorio che forse suggestionò Ortensio Lando a metà del XVI secolo: un territorio percorso da una delle più imponenti opere del genio civile dell’epoca – El Navilio nostro de Martexana, per la cui progettazione era stato scomodato addirittura Leonardo da Vinci - con le sue 129 bocche sparse sul percorso ad irrigare quasi 25.000 ettari di terreni coltivabili.


Il Raviggiolo è poi un’ESPERIENZA, quella che ci ha raccontato Toni Sàrcina, che andando a pescare tra le storie della storia, permette di ri-scoprire le proprie eccellenze. Lo scorso Marzo, in occasione della Fiera di San Giuseppe, abbiamo provato quanto possa essere coinvolgente ripensare le nostre consuetudini in questa chiave ed è quello che vorremmo fare in futuro, sempre più spesso.

Il Raviggiolo è una NUOVA RICETTA, immaginata per come poteva essere ai tempi di Libista. Chef Giancarlo Morelli ci ha spiegato il senso di ogni ingrediente, il racconto che porta con sé, l’importanza di coglierne il significato. C’è la pasta con la farina di grano saraceno, quella che la tradizione vuole coltivata nei territori bergamaschi e bresciani già nel XV secolo e che poi, grazie al Naviglio della Martesana, era trasportata fino a Milano; c'è l'acqua e ci sono le erbe dei nostri campi, a seconda della stagione che proprio il Naviglio irrigava; ci sono le lumache, mollusco tipico della campagna lombarda, di una cucina povera diventata oggi ricercata; c'è il formaggio fresco a pasta bianca ottenuto daglia cagliatura di latte vaccino crudo o latte bovino, a ricordo dell'origine agricola della Martesana; non ci sono le uova, ingrediente troppo ricco per una contadina dell'epoca.


Chef Morelli ci ha parlato di una visione etica del cibo: l'attenzione alla natura, valorizzando le buone pratiche in termini di attenzione al territorio, ai prodotti locali e alla stagionalità degli stessi, rimandando ai consumi responsabili, al riciclo dei materiali e al riutilizzo degli scarti alimentari.

Il Raviggiolo è una FORMA, moderna e unica, inventata da uno chef stellato. L’architetto Paolo Albano ha illustrato l’importanza della forma nel food e ci voglio aggiungere una frase cara ad Adriano Olivetti, per molti uomo e imprenditore vissuto un secolo troppo presto: “la bellezza salverà il mondo”.

Il Raviggiolo è infine un brand, un MARCHIO. Vuole esprimere il legame con il territorio e con la tradizione culinaria lombarda; è portatore di stile e di modernità, interpretando in ricetta e forma un’antica suggestione.


C’era tutto questo lo scorso 22 Ottobre al Padiglione Lombardia, quando abbiamo presentato con orgoglio il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio nel luogo e nel tempo dell’Esposizione Universale di Milano.

Quali sono ora i prossimi passi, per passare dal progetto alle azioni?

Da qualche mese è online il sito www.ilraviggioloddicernusco.com: è lo strumento attraverso il quale, in maniera costante, promuovere questa iniziativa e tutte le azioni e tutti i protagonisti ad essa riconducibili.

Qualche settimana fa il marchio del Raviggiolo è stato registrato a nome del Comune di Cernusco sul Naviglio. E’ ora uno strumento a disposizione dell’Amministrazione Comunale. L’intenzione è quella utilizzarlo per azioni dirette ma anche di concederlo in forma non esclusiva alle realtà associative, culturali, commerciali e produttive della città che ne faranno richiesta e ne condivideranno gli obiettivi, a sostegno delle loro attività.

Quattro le direzioni:

UNO - Strumento di valorizzazione imprenditoriale

L’ambito più naturale è quello del food: ristoranti, negozi alimentari, produttori, il mercato dei prodotti a km zero. Oggi pomeriggio, prima di questo convegno, chef Morelli ha incontrato in uno showcooking proprio queste realtà del nostro territorio: molti operatori erano presenti e molto hanno già espresso il loro interesse.


Il primo passo sarà quello di introdurre il Raviggiolo nei menù dei ristoranti che sceglieranno di essere parte del progetto: ai ristoratori sarà chiesto di essere custodi della ricetta originale ma anche – se lo vorranno - interpreti particolari in alcune sue parti. E attraverso il logo, la storia di Libista e il materiale di comunicazione creato, diverranno veri e propri ambasciatori del Raviggiolo e della città tutta, mentre attraverso la promozione del Raviggiolo potranno attrarre clienti anche da fuori città.

Ma con il Raviggiolo abbiamo messo in circolo soprattutto un’idea.

Daniele e Stefano – due giovani startupper cernuschesi nel settore dei gioielli, che sono qui questo pomeriggio – hanno intravisto nel progetto del Raviggiolo uno strumento di sviluppo potenzialmente interessante per la loro impresa: attraverso la tecnologia 3D e la grande esperienza di artigiani orafi italiani stanno progettando di produrre la collezione di Libista.


Bello che "Metessi" – così si chiama la loro azienda – è uno dei termini di “partecipazione” con cui Platone esprime il rapporto intercorrente tra il mondo delle idee e delle cose sensibili; queste, mediante la partecipazione delle idee, ne diventano vere e proprie immagini.

DUE - Generatore di momenti di attrazione e caratterizzazione

Questo progetto ha una dimensione territoriale che parte da Cernusco ma ha una visione molto più ampia e ricomprende l’intera Martesana: quella di cui forse si innamorò Ortensio Lando e quella che insieme agli altri comuni, in maniera sempre più organizzata, stiamo cercando di promuovere e proporre. A tal riguardo ringrazio Stefano Baralassina, Presidente di InMartesana, che fin da subito ci ha sostenuto e incoraggiato in questa iniziativa e già siamo pronti a collaborare per le prossime azioni. E se pensate che un evento in piazza possa essere una vuona idea...sì, ci può stare.

TRE - Strumento per azioni di educazione culturalimentare

“Educare ad una corretta alimentazione per favorire nuovi stili di vita, in particolare per i bambini, gli adolescenti e gli anziani”. “Valorizzare la conoscenza delle tradizioni alimentari come elementi culturali e etnici”. Sono due degli obiettivi indicati nei documenti progettuali di Expo2015 e il progetto del Raviggiolo di Cernusco ha tutte le caratteristiche per perseguirli: lo hanno sperimentato anche questo pomeriggio 30 piccoli chef che hanno imparato a fare il Raviggiolo e ad apprezzarne e capirne gli ingredienti…hanno ricevuto poco fa il loro diploma.


QUATTRO - Story telling per la promozione di Cernusco sul Naviglio

Quella di Libista e del Raviggiolo così come li abbiamo raccontati sono uno strumento incredibile per raccontare e promuovere Cernusco. Da qualche mese, ad esempio, permette allo scopritore di Libista – lo scrittore Luigi Frigoli – di parlare della nostra città nelle presentazioni del suo libro - La vipera e il diavolo - di cui Libista è uno dei protagonisti principali. Oppure lo scorso Novembre ci ha permesso di raccontare Cernusco allo Urban Center, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, ad un convegno su cibo, acqua pubblica e territorio.

Insomma, quando dopo lo assaggerete – se siete tra i 180 bravi e fortunati che hanno prenotato per tempo - non pensate al Raviggiolo di Cernusco come un semplice e banale raviolo. Pensate piuttosto a questo:


E’ lo spot – con la regia di Silvio Muccino - con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico sta promuovendo in queste settimane, negli Stati Uniti, la qualità e il saper fare del “Made in Italy”, dell’Italia.

E allora è davvero ricca di fascino e significato la possibilità che la storia di una contadina cernuschese, citata in un libro di quasi 500 anni fa, possa essere uno degli strumenti attraverso il quale costruire oggi, con azioni concrete, il futuro della nostra città".

Ad maiora Raviggiolo di Cernusco!