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sabato 28 novembre 2015

RAVIGGIOLO DI CERNUSCO: UN INVESTIMENTO DI PROMOZIONE TERRITORIALE CHE NON SI FERMA A EXPO


(In risposta a questo post)

Dopo il lancio dello scorso Marzo in occasione della Fiera di San Giuseppe e i mesi di predisposizione e di sviluppo dell’idea e del progetto, il 22 Ottobre la storia di Libista e del Raviggiolo di Cernusco sono stati presentati ufficialmente al Padiglione Lombardia a Expo, con il coinvolgimento di uno chef stellato, riscuotendo un grande apprezzamento da parte dei presenti - anche ristoratori cernuschesi - e commenti positivi da parte della stampa, anche specializzata.

In quell’occasione, il consigliere Gargantini chiese pubblicamente conto di quanto fosse costata quell’operazione. Risposi che il costo di organizzazione della serata era ricompreso nel budget di 5.000 euro appostato a bilancio insieme alle altre azioni intraprese per la sua promozione. Una cifra certamente contenuta se rapportata alla complessità e alla portata del lavoro fatto e dell’evento, possibile anche grazie all’ospitalità del Padiglione Lombardia. Il materiale prodotto, tra l’altro, è stato anche utilizzato martedì scorso, quando il Raviggiolo di Cernusco è stato il protagonista della serata allo Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, in occasione della serata finale di “Linee d’acqua – Percorsi virtuosi e golosi” organizzato dalla rivista “Cibi – Arte e scienza del cibo”.

Sono tutte operazioni, queste, tese a promuovere l’immagine della nostra città in maniera ampia, al di fuori della stretta cerchia dei cittadini cernuschesi, in stile story-telling, per posizionare Cernusco come destinazione attrattiva anche per un pubblico ben più ampio. E’ un’idea, questa, che ricordo di aver condiviso con i commercianti di Cernusco in occasione della prima riunione che facemmo appena nominato assessore, nel 2010; che ho rilanciato un anno fa, indicando proprio in Expo un tempo ideale per mettere in campo azioni concrete in tal senso, godendo dell’eccezionale portata comunicativa della manifestazione; che ho di nuovo concretizzato non più tardi dello scorso maggio con la prima edizione di Cernusco Jazz Festival.

Ho trovato comunque corretta, seppur considerandola davvero di basso livello politico, la preoccupazione del Consigliere Gargantini circa il fatto che quella di Expo non dovesse essere una vetrina per me: per questo l’ho più volte rassicurato – non più tardi di lunedì scorso, a margine di un evento sportivo, visto che aveva deciso di non partecipare qualche ora prima alla commissione comunale bilancio dove avrebbe potuto chiedere chiarimenti - del fatto che non ci saremmo fermati lì, ma che anzi il passo successivo sarebbe stato quello garantire che quanto fin lì fatto potesse trovare sul territorio di Cernusco il luogo dove riversarsi positivamente, in particolare per le attività commerciali e di ristorazione.

Gli ho anche anticipato quello a cui stavamo lavorando: la tutela del marchio a nome della Comune di Cernusco; la presenza con un corner promozionale domani in occasione di Accogli un Cernuschese; un incontro tra lo Chef stellato ideatore della ricetta e i nostri ristoratori per lo sviluppo del piatto nei vari menù; un evento pubblico di degustazione; una mostra fotografica in città. A questo fanno riferimento gli ulteriori soldi appostati a bilancio con l’ultima variazione di Novembre, pari a poco più di 13.000 euro. Cifra che a Ottobre ovviamente non potevo comunicare perché non ancora presente in bilancio. E posso anticipargli che se il progetto si svilupperà così come ci auspichiamo, certamente altri fondi saranno stanziati in futuro a sostegno non tanto del Raviggiolo, quanto di tutte le ricadute positive che ci aspettiamo possa avere per la città.

Il resto delle dichiarazioni del Consigliere Gargantini sono le classiche parole in libertà della sua zuppa sempre in ebollizione nel pentolone, ma ormai così stracotta da non poter più essere mangiata: la delibera di giunta che contiene la variazione è atto pubblico, come può accusarmi di non essere corretto e trasparente? Forse perché non compie appieno il suo ruolo di consigliere, leggendole puntualmente? I centri di costo, poi, non sono per Assessore ma per funzione: come fa a mischiare questo progetto con lo sport?

Come sempre il Consigliere Gargantini è a caccia di visibilità per giustificare un ruolo di consigliere comunale di minoranza ormai da lui derubricato ad animatore di social network.

sabato 24 ottobre 2015

IL RAVIGGIOLO DI CERNUSCO SUL NAVIGLIO | RASSEGNA STAMPA DEL GIORNO DOPO

MAGAZINE EXPO2015


A Expo Milano 2015 ha presentato il Raviggiolo di Cernusco. Cos’è?
"Il Raviggiolo è una ricetta tradizionale che è ho reinterpretato e riportato alla vita basandomi su testi antichi ritrovati dal Consiglio Comunale di Cernusco. Si tratta di un raviolo di pasta poverissima, solo farina di grano saraceno, un po’ di farina bianca e di acqua, che racchiude un formaggio fresco a pasta bianca, ottenuto dalla cagliatura di latte vaccino crudo o latte bovino. Il piatto veniva arricchito da un ragù di lumache, burro ed erbe spontanee. Molte città e luoghi rivendicano la paternità del raviolo e da questi testi si evince che potrebbe essere nato proprio a Cernusco sul Naviglio. L’umanista milanese Ortensio Lando, infatti, nella sua opera del 1548 racconta: “Libista contadina lombarda da Cernuschio: fu l'inventrice di far raffioli avviluppati nella pasta, dispogliati detti da lombardi mal fatti”.

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Gli occhi e le parole dello chef hanno raccontato la ricetta e fatto trasparire anche la passione e la soddisfazione di aver realizzato un’idea e le ambizioni dei sognatori di Cernusco, come mi piace definire il Sindaco e tutte le persone che hanno lavorato a questo progetto. Quando il Raviggiolo è arrivato in sala c’è stata una certa emozione, un po’ di suspense e poi il tanto atteso assaggio: una consistenza leggermente rustica grazie al grano saraceno, la delicatezza del formaggio, le lumache cotte alla perfezione e il colore e i profumi delle erbe.

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IL GIORNO (1)


Intenzione dell'Amministrazione è coinvolgere pastifici, ristoratori e imprenditori che sfruttando il volano offerto dalla tradizione puntino invece a un percorso di innovazione per tutta la realtà produttiva locale. [...] Arrivano gli assaggi. Grano saraceno, erbe di campo e lumache a condire il tutto. Il primo boccone è già un'emozione.

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IL GIORNO (2)


Chef, come lo immaginiamo il piatto di Libista?
"Prima di ripensare il raviggiolo ho fatto ricerche, ho letto tanto, tutto quello che ho trovato sulla cucina dell'epoca. Credo di esserci andato vicino. Da questo studio è nato "Il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio", un piatto semplice, pensato per andare contro corrente a un certo modo di interpretare oggi la vita. Per riportare i bambini nei campi".

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IN FOLIO


Con la macchina del tempo il Raviggiolo sbarca a Expo: Cernusco rivendica la nascita del moderno raviolo e lancia un progetto di marketing territoriale presentato alla fiera dell'alimentazione e nutrizione.

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LA GAZZETTA DELLA MARTESANA (1)


Il Raviggiolo di cernusco sul Naviglio è stato  presentato. Ora toccca anche ai cernuschesi (e non) far rivivere nelle loro cucine questa antica tradizione appena riscoperta.

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 LA GAZZETTA DELLA MARTESANA (2)


Lo scopritore della storia di Libista ha un nome ben preciso. Si chiama Luigi Frigoli, ha lavorato come giornalista ed è uno scrittore [ndr - Luigi ha scritto La vipera e il diavolo]. "Volevo che i personaggi del mio libro avessero una base storica. Per questo mi sono documentato con opere dell'epoca. Quando ho letto questo episodio sono rimasto sorpreso e l'ho reso pubblico".

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FUORI DAL COMUNE


La storia di Libista e del Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio è ora dunque a disposizione della città, delle sue realtà formative, associative e produttive-commerciali affinchè possano arricchirla con proposte e iniziative per far diventare Cernusco centro di attrazione per coloro che amano la buona cucina tradizionale. Difficile dire se il Raviggiolo riusicrà a raggiungere la fama del vicino Gorgonzola, che ha fatto dell'omonima cottà una delle più conosciuite in Italia, ma di certo si candida per essere una delle novità più interessanti per il futuro di questa città.

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giovedì 22 ottobre 2015

LIBISTA, IL RAVIGGIOLO E CERNUSCO SUL NAVIGLIO PROTAGONISTI A EXPO 2015


La strada che questa sera ci ha portato a Expo, all’interno di Pianeta Lombardia, a parlare di una contadina lombarda vissuta - forse - secoli fa e della sua invenzione “di far raffioli avviluppati nella pasta”, parte da lontano: sono già passati quasi due anni da quando ci chiedemmo per la prima volta cosa avrebbe potuto rappresentare Expo2015 per Cernusco sul Naviglio, una città di 33.000 abitanti alla periferia di Milano, nel territorio della Martesana.

Ci piacque l’idea – fu la risposta e anche l’auspicio - di considerare Expo non solo come un evento, ma anche come un tempo: un tempo per aiutarci a ripensare (o a riscoprire) il senso dell'essere uomini e comunità nel terzo millennio, nella nostra città e nella nascente Città Metropolitana. Ci dicemmo che sarebbe stato bello trovare il modo attraverso il quale un evento così coinvolgente, ricco di contenuti e prossimo territorialmente ma proiettato verso il mondo, potesse lasciare un “sogno concreto” alla città, per il futuro.

Un po’ come fecero alcuni Cernuschesi novantadue anni fa, quando decisero di festeggiare il nascente mercato settimanale cittadino con una grande fiera delle eccellenze agricole e commerciali – la Fiera di San Giuseppe – che ancora oggi, ogni anno a Marzo, ci permette di “fare il tagliando” al nostro essere abitanti di questa città.

Abbiamo così deciso di seguire per mesi le orme di Libista, a volte protagonista, a volte comparsa, in numerosi libri e narrazioni: il giornalista e scrittore Luigi Frigoli, che fu il primo ad incontrarla tra le pieghe della storia e delle storie e a scriverne su un giornale locale, ce ne fece scoprire le caratteristiche simboliche uniche che qua e là era possibile cogliere.

Il cammino nel tempo si concluse la scorsa primavera alla biblioteca Statale di Monaco di Baviera: lì è custodita una copia del 1548 del libro “Catalogo dell'inventori delle cose che si mangiano, delle bevande ch'oggidi s'usano”, scritta dall’umanista Ortensio Lando. In quel libro si racconta - tra finzione e leggenda - di "Libista, contadina lombarda da Cernuschio: fu l’inventrice di far raffioli avviluppati nella pasta".


                
Una citazione, questa, che probabilmente incrocia narrazioni dell’epoca e tradizioni della campagna lombarda e che ci indica il legame di questa pasta ripiena – il raviolo - e dei suoi ingredienti con un territorio, Cernusco e la Martesana che dalla fine del XV secolo era diventato il centro di una delle più importanti opere del genio civile dell’epoca, alla cui realizzazione aveva partecipato anche Leonardo da Vinci.

Erano infatti passati circa settant'anni da quando Francesco I Sforza, nel 1475, aveva messo nero su bianco in un decreto ufficiale che El Navilio nostro de Martexana si sarebbe fatto, dando il via alla sua progettazione: una grande opera inaugurata sul finire del XV secolo e che nascendo dall'Adda sotto l'antico castello di Trezzo, arrivava a Milano a Cascina de' Pomm, per poi interrarsi a San Marco, irrigando con oltre 129 bocche sparse sul suo percorso quasi 25.000 ettari di terreni coltivabili.

Ce n’era abbastanza per costruire un progetto di valorizzazione territoriale che permettesse di mettere in luce Cernusco sul Naviglio come una città ricca di tradizioni e bellezze artistiche, ma con lo sguardo rivolto verso il futuro; esempio – come amiamoci ripeterci – di città a misura d’uomo a pochi passi da Milano.

Lo scorso Marzo – proprio in occasione della nostra fiera - abbiamo messo in circolo la storia di Libista con una serie di eventi e con un sito internet: una suggestione a disposizione della città, delle sue realtà formative, associative e produttive/commerciali, affinché la potessero arricchire fin da subito con proposte e iniziative.

Poi una sera siamo stati a cena nel magico cortile del Pomiroeu di Giancarlo Morelli, a Seregno.

Chef Morelli è famoso in Italia e sempre più nel Mondo per aver legato la sua immagine alla capacità di innovare nella tradizione, denso di genuina passione per le proprie origini e per le origine del cibo.


Verso mezzanotte – quando tutti i clienti se ne erano andati – gli abbiamo raccontato della contadina Libista e gli abbiamo chiesto come se lo immaginasse quel raffiolo avviluppato nella pasta: “lasciatemi qualche settimana per pensarci” ci disse.

Siamo tornati. E abbiamo prima ammirato e poi assaggiato come la storia immaginata intorno a quella contadina e quella di un intero territorio fosse stata riassunta in un piatto – Il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio – archetipo del raviolo e immaginato dallo Chef “per come poteva essere” all’epoca di Libista.


Stasera Chef Giancarlo Morelli lo ha presentato.

C’è la pasta con la farina di grano saraceno, quella che la tradizione vuole coltivata nei territori bergamaschi e bresciani già nel XV secolo e che poi, grazie al Naviglio della Martesana, era trasportata fino a Milano; c'è l'acqua e ci sono le erbe dei nostri campi, a seconda della stagione – questa sera piantaggine, tarassaco e achillea – che proprio il Naviglio e le sue 129 bocche irrigavano; ci sono le lumache, mollusco tipico della campagna lombarda, di una cucina povera diventata oggi ricercata; c'è il formaggio fresco a pasta bianca ottenuto daglia cagliatura di latte vaccino crudo o latte bovino, a ricordo dell’origine agricola della Martesana; non ci sono le uova, ingrediente troppo ricco per una contadina dell'epoca.

E poi c'è la forma: unica, pensata in maniera originale da Chef Morelli per raccontare anche visivamente quell'arte di avviluppare raffioli nella pasta, manualmente pollice contro indice.

Ufficialmente “Il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio" è un'iniziativa sviluppata in occasione di Expo 2015, all'interno di "Cernusco2032: la città dell'innovazione", il progetto pensato dal Comune di Cernusco sul Naviglio per riunire le azioni in tema di attività produttive, new media e ambiente.

Nelle prossime settimane definiremo nei dettagli i prossimi passi da compiere insieme. I più imminenti appaiono il coinvolgimento dei ristoratori e delle attività commerciali della città (alcuni erano presenti e si sono dimostrati davvero entusiasti del lavoro fatto e delle opportunità che possono aprirsi) e un evento che presenti il Raviggiolo in città.

Pensiamo però che tutto quello che nascerà da questa sera sia ancora da immaginare.

Perché è davvero ricca di fascino e significato la possibilità che la storia di una contadina cernuschese, citata in un libro di quasi cinquecento anni fa, possa essere uno degli strumenti attraverso il quale costruire oggi, con azioni concrete, il futuro della nostra città.

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ps: mentre stasera ritornavo verso casa in scooter, pensavo che Cernusco sul Naviglio e i suoi cittadini dovrebbero essere orgogliosi di questa serata tuttaltro che scontata, che ha reso protagonista tutta la nostra comunità al Padiglione Lombardia a Expo: io lo sono davvero.

Grazie a chi l'ha pensata, a chi l'ha realizzata, a chi ha risolto ostacoli insormontabili insieme agli immancabili ultimi piccoli problematici dettagli. Per chi ha voluto viverla dal vivo, la soddisfazione di poter dire "io c'ero".





(le ultime 3 foto qui sopra sono di Roberto Lauretta)

martedì 24 marzo 2015

TI RICORDI LA FIERA DI SAN GIUSEPPE DEL 2015?



Chissà, magari tra qualche anno ricorderemo la 92^ Fiera di San Giuseppe (impossibile sbagliarsi, fu proprio l'edizione del 2015, l'anno dell'Expo) come la prima di un ritorno al futuro; quella che ci fece entrare nella Città Metropolitana ricchi di contenuti e di noi; quella che ci fece ricordare da dove venivamo mentre progettavamo dove avremmo voluto andare.

Considero davvero un privilegio la possibilità che ho avuto di condividerne l'idea un anno fa ("sarebbe bello se Expo2015 non fosse solo un evento ma anche un tempo: un tempo per aiutarci a ripensare o a riscoprire, magari partendo proprio da significato della nostra fiera di San Giuseppe, il senso di essere uomini e comunità nel terzo millennio..."), di partecipare alla sua organizzazione, di averne visto la realizzazione e di averla vissuta dietro le quinte.

Lo dico mentre ringrazio coloro che all'interno dell'organizzazione del Comune si sono spesi facendo semplicemente bene il proprio lavoro affinchè tutto andasse per il verso giusto: spero siano soddisfatti e il giusto orgogliosi di aver sognato cose che non erano state mai.

Ringrazio anche chi ha voluto regalare un poco del proprio tempo per esserci con la propria associazione: fare le cose insieme vale molto di più che essere solo la somma di.

E infine ringrazio chi ha voluto fare un salto portando a passeggio per le vie e le piazze di Cernusco la propria curiosità: il contagio sociale parte prima di tutto dal sentirsi comunità.

#sognocoseche






mercoledì 11 marzo 2015

#SOGNOCOSECHE: LIBISTA E IL RAVIGGIOLO DI CERNUSCO


Lavorando in questi anni alla preparazione delle Fiera di San Giuseppe, mi ha davvero affascinato l'idea che un evento ideato 92 anni fa come celebrazione del mercato settimanale cittadino fosse capace ancora oggi di essere momento di festa e coinvolgimento per una comunità intera.

E proprio un anno fa, pensando alla Fiera 2015, così scrivevo:

"Sarebbe bello se Expo2015 non fosse solo un evento ma anche un tempo: un tempo per aiutarci a ripensare (o a riscoprire), magari partendo proprio dal significato della nostra Fiera di San Giuseppe, il senso dell'essere uomini e comunità nel terzo millennio, nella nostra città e nella nascente Città Metropolitana. Da qualche mese va perfezionandosi – e spero di poterlo condividere presto con tutta la città – il progetto per posizionare Cernusco, ma anche l'intero territorio della Martesana, tra i protagonisti di Expo2015, nel tentativo di lasciare in eredità per il futuro altri "sogni concreti" come lo furono il mercato settimanale e la Fiera 91 anni fa. Attorno al tema di Expo "Nutrire il pianeta, energia per la vita" il prossimo anno proveremo ad educarci a stili di vita più attenti all'"ecologia umana", a riscoprire la nostra ancora fiorente e preziosa tradizione agricola aggiornata ai nostri giorni (9 aziende agricole attive, che coltivano più di 300 ettari di terreno, oltre a 60 ettari appena messi a disposizione dall’Amministrazione comunale con apposito bando), a comunicare le nostre eccellenze alimentari (quanti sanno che gli antichi libri di cucina raccontano che il raviolo sia nato a Cernusco?) , a valorizzare i nostri luoghi storici e artistici, a concretizzare le nostre capacità commerciali e di ricettività".

Un anno dopo consegnamo alla città un'idea e una storia, quella di "Libista contadina lombarda da Cernuschio, inventrice di far raffioli avviluppati nella pasta". E come ho dichiarato nel comunicato stampa del Comune di Cernusco che riporto integralmente qui sotto, è davvero ricca di fascino e significato la possibilità che la storia di una contadina cernuschese, citata in un libro di quasi 500 anni fa, possa essere uno degli strumenti attraverso il quale costruire oggi, con azioni concrete, il futuro della nostra città

#sognocoseche


(comunicato stampa del Comune di Cernusco sul Naviglio)

La 92ª edizione della Fiera di San Giuseppe, che si svolgerà a Cernusco sul Naviglio il prossimo 21 e 22 marzo, sarà l’occasione per raccontare una storia di quasi 500 anni fa che parla della nostra città.

Nel ridotto della Sala Consiliare, in Villa Greppi, sarà infatti esposta la copia del libro “Catalogo dell'inventori delle cose che si mangiano, delle bevande ch'oggidi s'usano”, scritto nel 1548 dall’umanista milanese Ortensio Lando: l’originale da cui è tratta la copia è custodito in Germania, a Monaco di Baviera, presso la Bayerische Staatsbibliothek (Ital. 92), che ne ha consentito l’uso a fini divulgativi. Nel libro vengono citati gli inventori dei principali piatti conosciuti all’epoca ed in particolare viene fatta menzione di “Libista, contadina lombarda da Cernuschio: fu l'inventrice di far raffioli avviluppati nella pasta, dispogliati detti da lombardi mal fatti…”.

Una citazione che probabilmente incrocia narrazioni dell’epoca e tradizioni della campagna lombarda e che ci indica il legame di questa pasta ripiena con un territorio, quello di Cernusco e della Martesana, che dalla fine del XV secolo era diventato il centro di una delle più importanti opere del genio civile dell’epoca: il Naviglio, capace di irrigare quasi 25.000 ettari di terreni coltivabili attraverso le oltre 129 bocche poste lungo il suo percorso dall’Adda a Milano.

“L’iniziativa legata a Libista e al Raviggiolo di Cernusco - ha dichiarato il Sindaco Eugenio Comincini - mixa elementi leggendari e storici, un connubio ideale per consentire di creare un brand e un’azione di marketing territoriale: si tratta di un’occasione offerta alla città per riscoprire un dettaglio della propria storia ma anche e soprattutto per proporsi con idee innovative ed attrattive. Facendo rete con ristoratori e pastifici locali potremo costruire un’occasione in più per attrarre un nuovo pubblico in città. Expo è alle porte e questa iniziativa si inserisce appieno nella tematica dell’Esposizione, legata alla nutrizione, ai territori, alle peculiarità culinarie”.

“Alla vigilia di un appuntamento internazionale come Expo – ha dichiarato l’Assessore al Commercio e alle attività produttive Ermanno Zacchetti - e con la volontà di arricchire la nostra fiera di contenuti ancorati alla tradizione agricola e produttiva della nostra città, abbiamo voluto mettere in circolo un’idea. La storia di Libista e del Raviggiolo di Cernusco, infatti, è ora a disposizione della città, delle sue realtà formative, associative e produttive/commerciali, affinché possano arricchirla con proposte e iniziative, sempre rispettandone questa originaria modalità di narrazione aperta e non esclusiva”.

Il nome “raviolo” sembra derivi dal termine “ravi(ggiu)olo” o “raveggiolo”, un caratteristico formaggio fresco a pasta bianca, ottenuto dalla cagliatura di latte vaccino crudo, di origine locale. Era questo uno degli ingredienti più spesso usati nelle antiche preparazioni del piatto, avvalorando  proprio l’ipotesi che, con il termine raviolo, in origine s’identificasse esclusivamente il ripieno e solo con il tempo lo stesso termine sia passato ad indicare sia il guscio di pasta, sia il ripieno. Molte città e luoghi rivendicano la paternità del raviolo, segno di una tradizione nella preparazione della pasta ripiena di origine diffusa e popolare. Diversi scritti Italiani e internazionali dedicati alla cucina italiana e alla sua storia hanno ripreso la citazione di Ortensio Lando del 1548: per molti appassionati del tema, Libista, contadina lombarda da Cernuschio, è diventata uno dei simboli dell’Italia delle cento città e dei mille campanili, l’Italia delle cento cucine e delle mille ricette. Alla sua figura è anche stato dedicato un libro di cucina editato pochi anni fa da due illustri storici.

"Il raviggiolo di Cernusco" è un'iniziativa sviluppata all'interno di "Cernusco2032: la città dell'innovazione", il progetto pensato dal Comune di Cernusco sul Naviglio per riunire idee e azioni in tema di attività produttive, new media, ambiente e mobilità sostenibile. Nelle intenzioni, i momenti narrativi previsti in occasione della Fiera di San Giuseppe sono solo l’inizio di un percorso di valorizzazione del territorio e delle realtà produttive e commerciali della città legate a questo tema.

Nei prossimi giorni sarà online il sito www.ilraviggiolodicernusco.com [ndr: è online da qualche ora] attraverso il quale diffondere anche in internet la storia di Libista e contemporaneamente raccontare modi per scoprire la nostra città in stile “Cernusco2032”: il primo spunto sarà dedicato alla bicicletta e alla ciclovia della Martesana nel tratto da Milano. Un’altra azione, invece, sarà dedicata al progetto di coinvolgere i ristoranti e i negozi di alimentari della città nel ruolo di “ambasciatori” del Raviggiolo di Cernusco: un primo incontro si è già tenuto mercoledì 11 marzo con il Sindaco Comincini e l’Assessore al Commercio Zacchetti, con l’obiettivo di essere pronti per l’inizio di Expo.

“E’ davvero ricca di fascino e di significato – ha concluso l’Assessore Zacchetti – la possibilità che la storia di una contadina cernuschese, citata in un libro di quasi 500 anni fa, possa essere uno degli strumenti attraverso il quale costruire oggi, con azioni concrete, il futuro della nostra città. Dopo la realizzazione del Distretto del Commercio “Shopping in Famiglia”, le partnership con privati per il lancio della card “Valore in Comune” e per la realizzazione degli eventi del “Solo per oggi”, promuoviamo una quarta idea di startup che possa dare sistematicità alla promozione del tessuto commerciale Cernuschese, ancora una volta con uno sguardo alla città tutta, alla sua storia e alle relazioni tra le persone come vero valore aggiunto”.

Gli eventi dedicati alla divulgazione della storia di Libista contenuti all’interno della 92esima Fiera di San Giuseppe sono stati riconosciuti come eventi di Expo in città, il progetto voluto fortemente dal Comune di Milano e dalla Camera di Commercio di Milano per identificare gli appuntamenti e gli eventi culturali, commerciali e turistici che prenderanno vita in occasione di Expo 2015.