domenica 17 gennaio 2016

IL RAVIGGIOLO DI CERNUSCO SI E' PRESENTATO ALLA CITTA' (e non pensatelo come un semplice e banale raviolo)


Oggi pomeriggio il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio si è presentato alla città con una serie di appuntamenti in Filanda: lo showcooking di Chef Morelli per gli operatori del food e i giornalisti; il laboratorio-gioco per bambini “Raviggiolo for Kids”; il convegno “Cernusco sul Naviglio: di che pasta siamo fatti? Identità, etica e visioni di futuro intorno al cibo”; la degustazione conclusiva del Raviggiolo.

Questo il testo del mio intervento con il quale ho avuto l’onore di chiudere il convegno:


“Dopo questi coinvolgenti racconti che abbiamo ascoltato da parte di illustri protagonisti del mondo del food nazionale e internazionale - che ringrazio davvero per essere qui oggi in Filanda, insieme a tanta gente, a numerosi giornalisti, amici - a me è affidato il compito di dare al Raviggiolo di Cernusco una lettura concreta ma non per questo meno importante. Anzi, dal mio punto di vista è il compimento e il senso di tutta l’energia fin qui messa in campo per realizzarlo.

Il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio è infatti un'iniziativa sviluppata all'interno di “Cernusco2032: la città dell’innovazione”, il progetto lanciato dal Comune di Cernusco nel 2012 per riunire idee e azioni in tema di attività produttive, new media e ambiente. Cosa possiamo fare oggi – è la domanda - con azioni concrete per costruire la nostra città del futuro?

Nel Marzo 2014 questa riflessione ce la pose con molta forza l'avvicinarsi dell'Expo di Milano, all'orizzonte di lì a un anno con tutto il suo carico di idealità e potenzialità. Cosa avrebbe potuto rappresentare un evento così grande per Cernusco sul Naviglio, una città di 33.000 abitanti alla perifieria di Milano, nel territorio della Martesana? Ci piacque l'idea - fu la risposta e anche l'auspicio - di considerare Expo non solo come un evento, ma anche come un tempo: un tempo per aiutarci a ripensare (o a riscoprire) il senso dell'essere uomini e comunità nel terzo millennio, nella nostra città e nella nasacente Città Metropolitana. Ci dicemmo che sarebbe stato bello trovare il modo attraverso il quale un evento così coinvolgente, ricco di contenuti e prossimo territorialmente ma proiettato verso il mondo, potesse lasciare un "sogno concreto" alla città, per il futuro.

Abbiamo così deciso di seguire per mesi le orme di Libista - lo ha descritto bene il Sindaco Eugenio Comincini nel suo intervento introduttivo - e dunque il Raviggiolo è prima di tutto una NARRAZIONE. Una storia che parte dalla citazione (tra invenzione, leggenda e storia) di quella contadina lombarda e che - parlando di un piatto - racconta Cernusco e il territorio della Martesana. Lo stesso territorio che forse suggestionò Ortensio Lando a metà del XVI secolo: un territorio percorso da una delle più imponenti opere del genio civile dell’epoca – El Navilio nostro de Martexana, per la cui progettazione era stato scomodato addirittura Leonardo da Vinci - con le sue 129 bocche sparse sul percorso ad irrigare quasi 25.000 ettari di terreni coltivabili.


Il Raviggiolo è poi un’ESPERIENZA, quella che ci ha raccontato Toni Sàrcina, che andando a pescare tra le storie della storia, permette di ri-scoprire le proprie eccellenze. Lo scorso Marzo, in occasione della Fiera di San Giuseppe, abbiamo provato quanto possa essere coinvolgente ripensare le nostre consuetudini in questa chiave ed è quello che vorremmo fare in futuro, sempre più spesso.

Il Raviggiolo è una NUOVA RICETTA, immaginata per come poteva essere ai tempi di Libista. Chef Giancarlo Morelli ci ha spiegato il senso di ogni ingrediente, il racconto che porta con sé, l’importanza di coglierne il significato. C’è la pasta con la farina di grano saraceno, quella che la tradizione vuole coltivata nei territori bergamaschi e bresciani già nel XV secolo e che poi, grazie al Naviglio della Martesana, era trasportata fino a Milano; c'è l'acqua e ci sono le erbe dei nostri campi, a seconda della stagione che proprio il Naviglio irrigava; ci sono le lumache, mollusco tipico della campagna lombarda, di una cucina povera diventata oggi ricercata; c'è il formaggio fresco a pasta bianca ottenuto daglia cagliatura di latte vaccino crudo o latte bovino, a ricordo dell'origine agricola della Martesana; non ci sono le uova, ingrediente troppo ricco per una contadina dell'epoca.


Chef Morelli ci ha parlato di una visione etica del cibo: l'attenzione alla natura, valorizzando le buone pratiche in termini di attenzione al territorio, ai prodotti locali e alla stagionalità degli stessi, rimandando ai consumi responsabili, al riciclo dei materiali e al riutilizzo degli scarti alimentari.

Il Raviggiolo è una FORMA, moderna e unica, inventata da uno chef stellato. L’architetto Paolo Albano ha illustrato l’importanza della forma nel food e ci voglio aggiungere una frase cara ad Adriano Olivetti, per molti uomo e imprenditore vissuto un secolo troppo presto: “la bellezza salverà il mondo”.

Il Raviggiolo è infine un brand, un MARCHIO. Vuole esprimere il legame con il territorio e con la tradizione culinaria lombarda; è portatore di stile e di modernità, interpretando in ricetta e forma un’antica suggestione.


C’era tutto questo lo scorso 22 Ottobre al Padiglione Lombardia, quando abbiamo presentato con orgoglio il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio nel luogo e nel tempo dell’Esposizione Universale di Milano.

Quali sono ora i prossimi passi, per passare dal progetto alle azioni?

Da qualche mese è online il sito www.ilraviggioloddicernusco.com: è lo strumento attraverso il quale, in maniera costante, promuovere questa iniziativa e tutte le azioni e tutti i protagonisti ad essa riconducibili.

Qualche settimana fa il marchio del Raviggiolo è stato registrato a nome del Comune di Cernusco sul Naviglio. E’ ora uno strumento a disposizione dell’Amministrazione Comunale. L’intenzione è quella utilizzarlo per azioni dirette ma anche di concederlo in forma non esclusiva alle realtà associative, culturali, commerciali e produttive della città che ne faranno richiesta e ne condivideranno gli obiettivi, a sostegno delle loro attività.

Quattro le direzioni:

UNO - Strumento di valorizzazione imprenditoriale

L’ambito più naturale è quello del food: ristoranti, negozi alimentari, produttori, il mercato dei prodotti a km zero. Oggi pomeriggio, prima di questo convegno, chef Morelli ha incontrato in uno showcooking proprio queste realtà del nostro territorio: molti operatori erano presenti e molto hanno già espresso il loro interesse.


Il primo passo sarà quello di introdurre il Raviggiolo nei menù dei ristoranti che sceglieranno di essere parte del progetto: ai ristoratori sarà chiesto di essere custodi della ricetta originale ma anche – se lo vorranno - interpreti particolari in alcune sue parti. E attraverso il logo, la storia di Libista e il materiale di comunicazione creato, diverranno veri e propri ambasciatori del Raviggiolo e della città tutta, mentre attraverso la promozione del Raviggiolo potranno attrarre clienti anche da fuori città.

Ma con il Raviggiolo abbiamo messo in circolo soprattutto un’idea.

Daniele e Stefano – due giovani startupper cernuschesi nel settore dei gioielli, che sono qui questo pomeriggio – hanno intravisto nel progetto del Raviggiolo uno strumento di sviluppo potenzialmente interessante per la loro impresa: attraverso la tecnologia 3D e la grande esperienza di artigiani orafi italiani stanno progettando di produrre la collezione di Libista.


Bello che "Metessi" – così si chiama la loro azienda – è uno dei termini di “partecipazione” con cui Platone esprime il rapporto intercorrente tra il mondo delle idee e delle cose sensibili; queste, mediante la partecipazione delle idee, ne diventano vere e proprie immagini.

DUE - Generatore di momenti di attrazione e caratterizzazione

Questo progetto ha una dimensione territoriale che parte da Cernusco ma ha una visione molto più ampia e ricomprende l’intera Martesana: quella di cui forse si innamorò Ortensio Lando e quella che insieme agli altri comuni, in maniera sempre più organizzata, stiamo cercando di promuovere e proporre. A tal riguardo ringrazio Stefano Baralassina, Presidente di InMartesana, che fin da subito ci ha sostenuto e incoraggiato in questa iniziativa e già siamo pronti a collaborare per le prossime azioni. E se pensate che un evento in piazza possa essere una vuona idea...sì, ci può stare.

TRE - Strumento per azioni di educazione culturalimentare

“Educare ad una corretta alimentazione per favorire nuovi stili di vita, in particolare per i bambini, gli adolescenti e gli anziani”. “Valorizzare la conoscenza delle tradizioni alimentari come elementi culturali e etnici”. Sono due degli obiettivi indicati nei documenti progettuali di Expo2015 e il progetto del Raviggiolo di Cernusco ha tutte le caratteristiche per perseguirli: lo hanno sperimentato anche questo pomeriggio 30 piccoli chef che hanno imparato a fare il Raviggiolo e ad apprezzarne e capirne gli ingredienti…hanno ricevuto poco fa il loro diploma.


QUATTRO - Story telling per la promozione di Cernusco sul Naviglio

Quella di Libista e del Raviggiolo così come li abbiamo raccontati sono uno strumento incredibile per raccontare e promuovere Cernusco. Da qualche mese, ad esempio, permette allo scopritore di Libista – lo scrittore Luigi Frigoli – di parlare della nostra città nelle presentazioni del suo libro - La vipera e il diavolo - di cui Libista è uno dei protagonisti principali. Oppure lo scorso Novembre ci ha permesso di raccontare Cernusco allo Urban Center, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, ad un convegno su cibo, acqua pubblica e territorio.

Insomma, quando dopo lo assaggerete – se siete tra i 180 bravi e fortunati che hanno prenotato per tempo - non pensate al Raviggiolo di Cernusco come un semplice e banale raviolo. Pensate piuttosto a questo:


E’ lo spot – con la regia di Silvio Muccino - con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico sta promuovendo in queste settimane, negli Stati Uniti, la qualità e il saper fare del “Made in Italy”, dell’Italia.

E allora è davvero ricca di fascino e significato la possibilità che la storia di una contadina cernuschese, citata in un libro di quasi 500 anni fa, possa essere uno degli strumenti attraverso il quale costruire oggi, con azioni concrete, il futuro della nostra città".

Ad maiora Raviggiolo di Cernusco!

 

martedì 29 dicembre 2015

SUL BLOCCO DEL TRAFFICO E DINTORNI


Ieri, oggi e domani, a Milano e in 13 comuni dell’hinterland (incluso Cernusco sul Naviglio) è in vigore il blocco totale del traffico dalle ore 10:00 alle ore 16:00.

Il presupposto di questa ordinanza è rappresentato da una situazione di emergenza: 31 giorni consecutivi di livello di Pm10 fuorilegge (97 dall’inizio dell’anno rispetto al valore limite di non più di 35 previsto dalla normativa); il giorno di santo Stefano, nonostante il poco traffico in città, livelli di particolato tra i 57 e 60 microgrammi (il limite è 50); il meteo – assenza di precipitazioni piovose e di vento – che non aiuta la dispersione degli inquinanti: ancora Sabato 26 Dicembre ARPA Lombardia confermava almeno 3 giorni di condizioni meteo molto favorevoli all’accumulo di inquinanti. Per questo il Comune di Milano ha optato per un’ordinanza forte come lo sono 3 giorni di blocco del traffico a cui hanno aderito altri comuni dell'hinterland, tra cui Cernusco, e che avrebbe avuto maggior efficacia se in molti di più vi avessero aderito (Pioltello si è uinito da oggi)

Sulla necessità di misure strutturali e coordinate a livello sovracomunale siamo tutti d’accordo, ma giusto per assegnare correttamente le competenze, ricordiamoci che Città Metropolitana non ha delega in materia di emergenza ambientale (come invece aveva richiesto) e quindi non può imporre nulla ai comuni, mentre ce l’hanno il Governo e – con maggior riferimento a Milano – la Regione Lombardia, che sull’emergenza non si è mossa. Nell’incontro di ieri convocato finalmente dalla Regione sono stati proprio i Comuni a proporre un decalogo di interventi http://www.ilgiorno.it/milano/smog-decalogo-1.1605586

Non voglio farne una questione politica, è solamente la richiesta davvero ampiamente condivisa di un maggior coordinamento su una materia così complessa e certamente impossibile da risolvere localmente.

Nel frattempo, però, è vero che in situazioni di emergenza – aspettando vento e pioggia - il blocco totale è l’unico strumento che abbia una qualche efficacia, andando anche incontro alle indicazioni degli esperti ai cittadini di circoscrivere se possibile le esposizioni all’aria aperta proprio in tempi e luoghi di minor traffico e in aree verdi (per questo avevo indicato nel comunicato stampa di settimana scorsa di utilizzare proprio le ore del blocco del traffico per passeggiate e uscite in bici). 

Per essere completamente trasparente sul tema “blocco traffico” riprendo due dati riportati anche oggi sulla stampa. Uno: l’Agenzia per la mobilità del Comune di Milano (Amat) certifica che oggi il 50% delle polveri sottili a Milano sono prodotte dal traffico (dunque è lì che bisogna concentrare gli interventi), il 22% dai riscaldamenti. Due: uno studio della stessa Amat ha dimostrato che, nel passato, le giornate senza auto hanno prodotto una diminuzione dello smog “solo” nel 40% dei casi mentre non lo sono state nel 60% (ma sono state però utili diminuire l’immissione di polveri nell’aria e perché, senza traffico, lo smog contiene meno carbonio e dunque meno tossico).

Questo blocco ha provocato / sta provocando disagi ai cittadini? Certamente per tre giorni questa ordinanza sta richiedendo a ciascuno di noi di rivedere un poco la nostra agenda personale. Per quanto mi riguarda: appuntamenti di lavoro aggiornati; scooter in garage e spostamenti verso Milano con mezzi pubblici; mobilità a Cernusco esclusivamente a piedi; una visita medica di un familiare prenotata da tempo rinviata di una settimana; un po’ di sport al parco in orario di blocco del traffico. Ci sta: pensare che le cose cambino senza cambiare noi è davvero impossibile. 

Chiudo sui risvolti di politica locale. In tutti i miei interventi di questi giorni avevo evitato di portare la discussione su questo piano, proprio per concentrare la discussione rispetto all’emergenza e al blocco. Avevo evitato di elencare quanto fatto dall’amministrazione comunale di Cernusco in tema di politiche ambientali attive in questi otto anni. Ad esempio e certamente per difetto: il nuovo regolamento edilizio, che tra l’altro fissa le linee guida per la progettazione degli edifici in classe energetica almeno B; l’assegnazione del servizio energia degli impianti pubblici mediante bando con un consumo massimo – a parità di edifici al momento del bando – inferiore del 23%, anche grazie alla riqualificazione degli impianti termici pubblici; la riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblici; la dotazione di impianti solare termico e fotovoltaico (scuole, magazzino comunale,…); il forte sviluppo di piste ciclopedonali; infrastrutture e servizi per la ciclabilità come il Bici Park e il Bike Sharing casa-lavoro; il  mantenimento del livello di servizio di trasporto pubblico. Lo stesso sviluppo da Cernusco Verde a Cem presuppone l’obiettivo di crescita della raccolta differenziata ben oltre la soglia attuale e stabile del 65% e quindi una diminuzione dell’impatto ambientale dello smaltimento, insieme ad una completa sostituzione dei mezzi in servizio con altri nuovi e ecologicamente meno impattanti. E sulla viabilità verrà presentato e discusso nei primi mesi del 2016 il nuovo Piano Urbano del Traffico. 

Ma ripeto, non voleva essere questo momento di emergenza il tempo per uno scambio di accuse o rivendicazioni politiche. Per chi invece ha voluto ancora una volta intenderlo in questo modo - http://claudiogargantini.blogspot.it/2015/12/blocco-delle-auto-tra-mille-sospetti.htmlho trovato appropriato quanto ha scritto oggi Emanuele Trevi su “Il Corriere della Sera” nell’articolo “Un passo verso il meno (e il meglio) senza fare prediche sulla decrescita”:

Cambiare le abitudini, in auto e a casa, per un benessere che sia meno inquinante. L’idea giusta è forse rallentare. E non facciamone un caso politico.
Una cosa è certa: le immagini di Milano e dalla Val Padana ridotte come i più angoscianti scenari dei film di fantascienza destano in tutti paura e sconcerto. Ma credo che un’altra certezza vada accompagnata alla prima: quella, cioè, dell’inaudita stoltezza, morale anche prima che civile, di chi tenta di sollevare un caso politico da questa nuova sciagura. Chi va a votare dovrebbe riflettere su questi episodi di pochezza intellettuale, prima di scegliere. Perché questi polveroni demagogici hanno un solo merito involontario: quello di rivelare che turpe idea della politica nutre chi li solleva.
La verità è una sola, e incontestabile: qualunque governo, qualunque giunta municipale fosse stata in carica in questo dicembre 2015, il nuvolone di smog sarebbe stato lì, sulle teste e negli apparati respiratori dei milanesi. Possiamo immaginare che il sindaco in carica di Milano sia Giuseppe Verdi, o Topolino, o Einstein: il risultato non potrebbe cambiare.
Non voglio assolutamente affermare che la politica non possa migliorare le nostre condizioni di vita nell’unico mondo che abbiamo e che stiamo trasformando in una trappola mortale. Come è successo a Parigi, la politica può tentare di non pregiudicare il futuro, che appartiene di diritto a chi verrà dopo di noi. Sono processi lunghi e faticosi, pieni di incertezze e di spinosi dilemmi. Ma questo smog è il presente, e conviene chiedersi cosa significa per ognuno di noi, considerato nella sua libertà e nella sua responsabilità. E allora, prima di proiettare il nostro rancore e la nostra paura su un’idea dei doveri di chi comanda, bisognerebbe iniziare con il dirsi: l’aria irrespirabile è un’impronta digitale collettiva, la somma di lievi, quasi impercepibili responsabilità collettive che unite si trasformano in un gravissimo delitto. Siamo noi che portiamo i figli a scuola con la macchina, che consideriamo normale che a Natale ci sia più traffico, che magari andiamo (in macchina, ovviamente) a giocare a tennis, ma riteniamo inconcepibile fare un paio di chilometri a piedi. Siamo noi che alla prima tramontana trasformiamo la nostra casa in un forno e al primo giorno caldo vogliamo che case e negozi somiglino a un frigorifero. Siamo noi che sprechiamo, sporchiamo, facciamo i furbi. Siamo noi, in sintesi, che abbiamo un’idea bulimica e ipertrofica di ogni forma di benessere.
Perché dentro di noi abita una specie di bambino pazzoide che concepisce ogni limite come un’infelicità, e ogni minima privazione volontaria come un affronto al nostro diritto a esistere. Ma la cosa più brutta è che non riusciamo nemmeno a produrre dei modelli contrari credibili per tutti, capaci di creare un contagio positivo. Perché non c’è nessun fascino nel buon senso: non c’è, purtroppo, mai stato. Se uno dice, per esempio, che conviene mangiare meno carne, non produce nessun pensiero capace di andare di moda, di creare dibattiti e interviste. Nessuna celebrità in declino si converte a un’idea di buon senso. Per noi, è meglio un’umanità che si strafoga di insaccati e che produce al suo interno delle minoranze che odiano la carne, e odiano pure il pesce, e già che ci sono non si mettono più i maglioni di lana perché sono amiche delle pecore. E allo stesso modo, non c’è nessuna possibilità di creare una nuova dannata «tendenza» evitando di riscaldare troppo la casa. Una tacca o due del termostato: quale rivista, quale sito se ne occuperebbe? Quanto è bello, al contrario, predicare la «decrescita»! Questo sì che crea prestigio, cattedre universitarie, fama di sapienti.
Una delle cose più terribili del nostro tempo è la morsa che ci stringe tra l’indifferenza della maggioranza e la superiorità morale delle minoranze. La prima è fatta di egoismo e abitudine, la seconda è una specie di marketing dell’utopia, un’ossessione di purezza che finge di essere centrata sul mondo, ma bada solo a se stessa. Di tutte queste cose è fatto lo smog: stupidità che si materializza in polveri sottili e monossidi letali.

Chissà quante catastrofi ci costringeranno a riprendere in mano il filo d’Arianna dell’intelligenza, dell’empirismo. Quel discorso interiore forse opaco, ma pieno di dignità, che ci fa ammettere che è vero, ogni giorno sbagliamo, forse non possiamo fare altro, ma è pure vero che ogni giorno possiamo provarci, a spegnere una benedetta luce, a farci una passeggiata. Un grande e dimenticato scrittore del Novecento, Nicolas Bouvier, diceva che «un passo verso il meno è un passo verso il meglio». Un passo: né l’immobilità irresponsabile, né il salto mortale di cui nessuno ha la forza. Il meglio: che è una cosa diversa dal niente e dal tutto, questi eterni produttori di smog. I seguaci di questa intelligenza senza nome e senza lustrini non si sognano nemmeno di trasformare in uno «scontro politico» le conseguenze drammatiche di una vita che nessuno ci ha insegnato a vivere, e di cui nessuno possiede la formula esatta.

martedì 1 dicembre 2015

CERNUSCO E IL NUOVO REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DEL COMMERCIO SULLE AREE PUBBLICHE


Ieri sera il Consiglio Comunale di Cernusco ha approvato con 12 voti favorevoli, 2 astenuti e nessun voto contrario il “Regolamento per l’esercizio del commercio sulle aree pubbliche”. 

Il commercio su aree pubbliche costituisce un segmento commerciale rilevante ed estremamente dinamico per l’economia del territorio comunale, con la presenza di due mercati comunali scoperti – quello del mercoledì addirittura con una storia di oltre 90 anni - una fiera cittadina e numerosi posteggi extramercato oltre ad installazioni per manifestazioni occasionali.

Il primo scopo di questo nuovo regolamento è quello di aggiornare il precedente, approvato dal Consiglio Comunale nel 2003 e poi modificato ed integrato nel 2005; regolamento, dunque, approntato dodici anni fa sulla base di normative nazionali del 1998 e regionali del 2000. Da quella data di adozione sono intervenute importanti modifiche legislative a livello comunitario, nazionale e regionale che, sebbene applicate dagli uffici comunali fin dalla loro entrata in vigore, non sono state formalmente recepite nello strumento di regolamentazione comunale: in particolare ricordo il D.Lgs. 59/2010 a recepimento della Direttiva Europea 123/2006 - anche conosciuta come Direttiva Bolkestein e che ha introdotto una serie di liberalizzazione e semplificazioni burocratiche – così come la Legge Regionale 6/2010 e le sue successive modifiche.

Il secondo obiettivo di questo nuovo regolamento riguarda l’introduzione o la specificazione di norme a garanzia dell’ordinato svolgimento delle operazioni di vendita nelle aree mercatali a tutela degli interessi e del lavoro degli operatori commerciali e della sicurezza di operatori stessi ed utenti.

Tra le novità introdotte da questo nuovo regolamento:

viene previsto che qualora il mercato ricada in giornata festiva, questo verrà comunque effettuato - con la sola esclusione dei giorni corrispondenti a Natale, S. Stefano, Capodanno, Ferragosto e festa patronale (16 agosto, S. Rocco) quando l’effettuazione dovrà essere anticipata al giorno precedente non festivo - e vengono semplificate le procedure per le richieste, da parte degli operatori, per l'effettuazione degli stessi;

vengono disciplinate le modalità di riparto dei corrispettivi dovuti per la fruizione delle piazzole attrezzate in caso di subingresso e precisato che anche gli operatori in spunta sono tenuti al pagamento della TARSU;

viene precisato che gli operatori in spunta una volta entrati nel mercato per il posizionamento devono obbligatoriamente mantenere il veicolo all’interno dello stallo assegnato a garanzia della sicurezza di operatori e utenti durante le operazioni di vendita;

le nuove planimetrie allegate al regolamento ridefiniscono le dimensioni di alcuni posteggi del mercato del mercoledì da operarsi per la soluzione di problemi di ingombro delle strutture segnalati già da tempo dagli operatori interessati: di fatto adeguano le dimensioni degli stalli – in aumento o in diminuzione – a seconda dello spazio occupato dai mezzi e dalle attrezzature degli operatori effettivamente presenti;

viene variata la previsione del numero di posteggi fuori mercato, con l’aggiunta di due nuove postazioni: una in piazza Matteotti (frittelle e dolciumi nel periodo natalizio) e una in via Padana Superiore / piazza Don Carlo della Torre.

In generale, però, la novità più importante riguarda certamente il mercato del sabato.

Viene infatti confermata la sua collocazione nel parcheggio al fianco della fermata di Cernusco centro come mercato di prossimità ma viene altresì approvato definitivamente il suo "compattamento" nella parte Ovest della stessa area (verso viale Assunta per intenderci), così come già definito provvisoriamente con delibera di Giunta Comunale dello scorso Marzo, con la conseguente ridefinizione del numero dei posteggi previsti che passano da 39 a 26. Un nuovo dimensionamento, questo, discusso e studiato con gli stessi operatori assegnatari di posteggio frequentanti con regolarità il mercato, in modo da consentire la creazione di un percorso all'acquisto omogeneo per il pubblico e la contemporanea predisposizione di uno spazio per il parcheggio a servizio del mercato stesso (nella parte Est dell'area, verso la scuola), con benefici già evidenti in questi mesi di sperimentazione.

Tanti piccoli e grandi evoluzioni, dunque, per rendere ancora più attraente - per operatori e pubblico - il commercio sulle aree pubbliche della nostra città. 

sabato 28 novembre 2015

IL SENSO DELLE LUMINARIE NATALIZIE PER I COMMERCIANTI DI CERNUSCO (un anno dopo)


Lo scorso anno, più o meno di questi tempi, pubblicavo un post dal titolo “Il senso delle luminarienatalizie per i commercianti di Cernusco” con una mia lettera aperta nella quale esprimevo un profondo rammarico per la scarsa adesione dei commercianti di Cernusco (appena 29) al progetto “Illuminiamo il Natale” e per la conseguente possibilità di realizzare la posa delle poche luminarie natalizie nelle sole piazze della città grazie all’unico contributo del Comune.

Rivolgendomi ai commercianti, concludevo la lettera con questo passaggio:

“Spero che l’esperienza di quest’anno ci convinca definitivamente che la forza di negozi e commercianti che fanno bene insieme è enormemente superiore alla somma di singoli negozi e commercianti che fanno bene da soli, soprattutto oggi in cui è forte l’impatto della comunicazione nelle scelte d’acquisto; e che il legame con la città va oltre il semplice rapporto commerciale con i cittadini: per questo azioni che amplificano questa valenza di “amore e identità” contribuiscono a rinsaldare rapporti, legami, fiducia reciproca. Se volete, consideriamolo un anno zero: sono già a disposizione per costruire con Voi il prossimo Natale”.

Un anno dopo, uso lo stesso titolo per raccontare che le iniziative del Natale 2015 organizzate dall’Amministrazione Comunale e dalle Associazioni della città tornano ad arricchirsi del fondamentale contributo dei commercianti di Cernusco, anche in collaborazione con il Mandamento di Melzo dell’Unione Commercianti (a loro un grazie anche per la copertura economica del Trenino di Natale, quest’anno previsto nelle giornate del 5, 6 e 8 Dicembre) e con i suoi rappresentanti qui a Cernusco.

Saranno oltre110 le luminarie che illumineranno il Natale a Cernusco da Sabato 28 Novembre e che proprio in questi giorni erano in fase di installazione; due i temi, uno per le vie (gli archi) e uno per le piazze (le palle).

129 le attività commerciali aderenti per coprire, insieme al contributo comunale di 4.000 euro, il costo complessivo di circa 13.000 euro.

In questi tre mesi di riunioni e confronti di coordinamento, alcuni commercianti si sono presi l’impegno di rappresentare i colleghi di via/piazza negli incontri e di riportare quanto deciso; altri – in parallelo con gli uffici comunali e ciascuno per quanto di propria competenza - hanno tenuto i rapporti con l’installatori; più d’uno ha raccolto preventivi e avanzato differenti idee, alcune anche innovative e magari realizzabili nel futuro; alcune vie hanno anche aggiunto alle luminarie delle decorazioni omogenee e caratteristiche alle proprie vetrine.

Ho rivisto, insomma, l’orgoglio di molti negozianti di Cernusco nell’essere propositivi insieme al Comune per rendere più bella e accogliente la nostra città per il Natale: è questo il vero senso delle luminarie per i commercianti di Cernusco e spero che molte persone possano premiarli con un acquisto nei loro negozi.

RAVIGGIOLO DI CERNUSCO: UN INVESTIMENTO DI PROMOZIONE TERRITORIALE CHE NON SI FERMA A EXPO


(In risposta a questo post)

Dopo il lancio dello scorso Marzo in occasione della Fiera di San Giuseppe e i mesi di predisposizione e di sviluppo dell’idea e del progetto, il 22 Ottobre la storia di Libista e del Raviggiolo di Cernusco sono stati presentati ufficialmente al Padiglione Lombardia a Expo, con il coinvolgimento di uno chef stellato, riscuotendo un grande apprezzamento da parte dei presenti - anche ristoratori cernuschesi - e commenti positivi da parte della stampa, anche specializzata.

In quell’occasione, il consigliere Gargantini chiese pubblicamente conto di quanto fosse costata quell’operazione. Risposi che il costo di organizzazione della serata era ricompreso nel budget di 5.000 euro appostato a bilancio insieme alle altre azioni intraprese per la sua promozione. Una cifra certamente contenuta se rapportata alla complessità e alla portata del lavoro fatto e dell’evento, possibile anche grazie all’ospitalità del Padiglione Lombardia. Il materiale prodotto, tra l’altro, è stato anche utilizzato martedì scorso, quando il Raviggiolo di Cernusco è stato il protagonista della serata allo Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, in occasione della serata finale di “Linee d’acqua – Percorsi virtuosi e golosi” organizzato dalla rivista “Cibi – Arte e scienza del cibo”.

Sono tutte operazioni, queste, tese a promuovere l’immagine della nostra città in maniera ampia, al di fuori della stretta cerchia dei cittadini cernuschesi, in stile story-telling, per posizionare Cernusco come destinazione attrattiva anche per un pubblico ben più ampio. E’ un’idea, questa, che ricordo di aver condiviso con i commercianti di Cernusco in occasione della prima riunione che facemmo appena nominato assessore, nel 2010; che ho rilanciato un anno fa, indicando proprio in Expo un tempo ideale per mettere in campo azioni concrete in tal senso, godendo dell’eccezionale portata comunicativa della manifestazione; che ho di nuovo concretizzato non più tardi dello scorso maggio con la prima edizione di Cernusco Jazz Festival.

Ho trovato comunque corretta, seppur considerandola davvero di basso livello politico, la preoccupazione del Consigliere Gargantini circa il fatto che quella di Expo non dovesse essere una vetrina per me: per questo l’ho più volte rassicurato – non più tardi di lunedì scorso, a margine di un evento sportivo, visto che aveva deciso di non partecipare qualche ora prima alla commissione comunale bilancio dove avrebbe potuto chiedere chiarimenti - del fatto che non ci saremmo fermati lì, ma che anzi il passo successivo sarebbe stato quello garantire che quanto fin lì fatto potesse trovare sul territorio di Cernusco il luogo dove riversarsi positivamente, in particolare per le attività commerciali e di ristorazione.

Gli ho anche anticipato quello a cui stavamo lavorando: la tutela del marchio a nome della Comune di Cernusco; la presenza con un corner promozionale domani in occasione di Accogli un Cernuschese; un incontro tra lo Chef stellato ideatore della ricetta e i nostri ristoratori per lo sviluppo del piatto nei vari menù; un evento pubblico di degustazione; una mostra fotografica in città. A questo fanno riferimento gli ulteriori soldi appostati a bilancio con l’ultima variazione di Novembre, pari a poco più di 13.000 euro. Cifra che a Ottobre ovviamente non potevo comunicare perché non ancora presente in bilancio. E posso anticipargli che se il progetto si svilupperà così come ci auspichiamo, certamente altri fondi saranno stanziati in futuro a sostegno non tanto del Raviggiolo, quanto di tutte le ricadute positive che ci aspettiamo possa avere per la città.

Il resto delle dichiarazioni del Consigliere Gargantini sono le classiche parole in libertà della sua zuppa sempre in ebollizione nel pentolone, ma ormai così stracotta da non poter più essere mangiata: la delibera di giunta che contiene la variazione è atto pubblico, come può accusarmi di non essere corretto e trasparente? Forse perché non compie appieno il suo ruolo di consigliere, leggendole puntualmente? I centri di costo, poi, non sono per Assessore ma per funzione: come fa a mischiare questo progetto con lo sport?

Come sempre il Consigliere Gargantini è a caccia di visibilità per giustificare un ruolo di consigliere comunale di minoranza ormai da lui derubricato ad animatore di social network.

giovedì 26 novembre 2015

CON IL NUMERO SETTE


Da qualche giorno c'è on line un nuovo blog di sport, cultura pop e comunicazione: www.conilnumerosette.com.

Qualche dritta per leggerlo.

La mappa della strada fatta per arrivare fino al primo post è nella sezione #sognocoseche, mentre nella gallery ci sono un po’ di cartoline raccolte on the road.

Prima del post del kilometro zero ci sono alcuni pezzi che avevo nello zaino, scritti negli anni per i contesti più vari (compreso questo blog): mi sono sembrati ancora oggi attuali e danno il senso di quello che sarà.

Le cinque direzioni del viaggio sono indicate in Tags & Contacts: davanti alla TV, in città, in tribuna, per lavoro, sul campo.

Lì c'è anche qualche contatto in caso ci perdessimo di vista.

Il resto, è un futuro tutto da scrivere.

ps: dopo aver messo on line il blog e scritto questo post, mi è venuto in mente che mi sarebbe piaciuto avere una stanza degli amici per chi vorrà passare e lasciare una traccia. L'ho creata, ma la sto ancora ordinando. Sarà pronta tra un po'.