sabato 30 aprile 2016

QUEL FILO ROSSO CHE ATTRAVERSA CERNUSCO JAZZ 2016


Ci eravamo lasciati una tarda sera di maggio di un anno fa, con Sheila Jordan sul palco della Casa delle Arti a Cernusco sul Naviglio a firmare autografi e a posare per un selfie dietro l'altro con un pubblico entusiasta (io incluso, come testimonia la foto qui sopra). I commenti del giorno dopo sui social furono unanimi: “Tre grandi serate, ottimo lavoro” (Giuseppe). “Una serata eccezionale!” (Cristina). “L’evento più importante in città degli ultimi cinque anni” (Silvano). “Cernusco capital city of Martesana Area!” (Elena). “Strepitosa” (Betty).

Era appena terminata la prima edizione di Cernusco Jazz, quella dedicata all’Expo e a quel tempo – così ci eravamo detti – che avrebbe dovuto farci riflettere sul nostro essere comunità fatta di relazioni tra le persone, base su cui costruire la promozione del territorio, della città, della Martesana.

Cernusco Jazz vide la luce proprio come una delle azioni per concrcetizzare questa idealità, che nello specifico venne tradotta nella formula “imprenditorialità locale + cultura = sviluppo economico e sociale”. Allora come oggi, fu una collaborazione pubblico/privato, con l’azione comune dell’Assessorato alla Cultura e di quello al Commercio del Comune di Cernusco insieme alla professionalità di Y-Tech e agli oltre 50 negozi di Valore in Comune.

“Quello che già siamo e quello che ancor più potremmo essere” ci dicemmo.

Tra quella edizione di Cernusco Jazz e quella che si aprirà tra pochi giorni venerdì 6 Maggio non c’è di mezzo il mare, ma un filo rosso che unisce idee, progetti, persone, la città tutta. Se mi volto indietro vedo passare questo filo ad Ottobre dal Padiglione Lombardia a Expo e poi dalla Filanda a Cernusco a Gennaio, con il progetto del Raviggiolo di Cernusco, la genialità di Giancarlo Morelli e la storia della contadina Libista; attraversa la Fiera di San Giuseppe a Marzo a bordo si 110 biciclette che da una piazza di Milano a “North of Loreto” arrivano in città per visitare due ville storiche; si illumina di musica in Villa Alari una sera di Aprile, con il concerto di Gabriele Boggio Ferraris 4tet per l’anteprima di Cernusco Jazz.

Sulla parte artistica di Cernusco Jazz 2016 rimando al sito: saranno anche quest’anno tre grandi serate, da vivere e da ascoltare.

Ma ci sono e ci saranno tanti aspetti non secondari a rendere visibile quel filo rosso.

Il foyer della Casa delle Arti accoglierà i prodotti di Cascina Nibai e della sua rete di produttori di qualità dell’agro-alimentare del territorio, che potranno essere degustati e scoperti insieme a 1701 Franciacorta, il vino premiato la scorsa settimana con la medaglia d’oro Sommellier Wine Awards 2016.

Sempre nel foyer si rinnoverà la collaborazione con l’Associazione T12 Lab, che allestirà la mostra “Transit – Design for the city 2016”, già protagonista qualche settimana per la Milano Design Week. Pensata insieme a NABA Nuova Accademia di Belle Arti e a Pio Istituto dei Sordi di Milano, la mostra intreccia le tematiche del riciclo dei rifiuti di produzione industriale con gli scarti ambientali prodotti dalla città e le fasce della popolazione normalmente escluse dai processi di sviluppo della società. E poi un’altra mostra, a cura di Roberto Ciffarelli, lancerà Foto di Note, l’altro grande evento su fotografia e musica che arriverà a Cernusco nel mese di Giugno .

La serata di sabato vedrà la presenza di Gianni Berengo Gardin e delle sue storiche foto che raccontano storia, ad accompagnare l’esibizione di Tommaso Starace.

Grazie a Cernusco Jazz abbiamo potuto promuovere Cernusco sul Naviglio, proseguendo l'azione di posizionamento della città come riferimento di un territorio, con lo sguardo verso Milano, all’interno della Città Metropolitana: una pubblicazione dedicata distribuita nei negozi, in alcuni “posti da Jazz” a Milano, qualche edicola; gli articoli sulla stampa dedicata e non (“Il Jazz in tre appuntamenti: Torino, Vicenza, Cernusco” – Icon by Panorama); le conferenze stampa a Cernusco ma anche alla Libreria del Mondo Offeso, nel cuore di Milano; l’intervista a Radio Statale; la pubblicità su giornali e settimanali, anche su Tutto Milano di La Repubblica.

Le vetrine dei negozi di Cernusco, infine, si sono vestite di Jazz, come da quell'idea di anni fa quando in una prima riunione insieme in preparazione alla Fiera di San Giuseppe condividemmo di provare a essere parte visibile e integrante degli eventi della città e sempre più frquentemente da un anno a questa parte le vetrine si sono vestite di Expo e poi di bici e poi di libri e ora appunto di jazz e fra qualche settimana lo saranno di numeri 10 e poi ancora di foto e musica, con o senza il coordinamento di un assessorato.

Eccola qua l'edizione di Cernusco Jazz 2016.

Quello che già e sempre più siamo.

giovedì 14 aprile 2016

DAL 1 GIUGNO ANCHE A CERNUSCO ARRIVA L'ECUOSACCO. NIENTE PANICO: SARA' PIU' FACILE A FARSI CHE A DIRSI


Nei prossimi giorni verrà distribuito alle 16.400 utenze domestiche e non-domestiche di Cernusco sul Naviglio il materiale informativo sull’Ecuosacco, il progetto sperimentale di CEM Ambiente che nasce con l’obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti e sviluppare nel tempo una tariffa più equa, aiutando il cittadino a comportamenti ancora più consapevoli e virtuosi. Come annunciato lo scorso anno, l’Ecuosacco verrà introdotto nella nostra città dal 1 Giugno 2016.


Perché questa scelta? La raccolta differenziata dei rifiuti è ormai da anni un’abitudine quotidiana per le famiglie e le attività produttive e commerciali di Cernusco sul Naviglio, impegnate in una delle sfide più importanti dei nostri giorni: produrre meno rifiuti per un futuro sostenibile. Tale diffusa attenzione all’ambiente ha garantito alla nostra città anche nel 2015 un livello di raccolta differenziata di poco superiore al 65% e il riconoscimento già da 6 anni consecutivi di “Comune Riciclone” da parte di Legambiente. Sono buoni e costanti risultati, ma possiamo e vogliamo fare di più: i dati sulla raccolta differenziata nei comuni dove l’Ecuosacco è già stato introdotto dimostrano che questa è una strada giusta, con una crescita delle frazioni differenziate in media di 7 punti percentuali dopo un anno dall'avvio. Ultimo caso, Carugate: 83% di raccolta differenziata nel 2015, addirittura +10% vs 2014 , ultimo anno senza Ecuosacco.

Niente panico: sarà un’evoluzione del metodo di raccolta, non una rivoluzione. Il Comune di Cernusco sul Naviglio ha introdotto il servizio di raccolta rifiuti 52 anni fa, lanciando poi la raccolta differenziata attraverso le isole ecologiche nel 1992 e sviluppandola ulteriormente attraverso il servizio porta a porta nel 2000: siamo ora alla vigilia di un terzo cambiamento strutturale, che rappresenta di fatto l’evoluzione dei due precedenti. Il sistema Ecuosacco è molto più facile a farsi che a dirsi. Ogni anno mi vengono consegnati dal Comune un numero di sacchetti rossi sufficienti per il mio nucleo familiare: saranno gli unici contenitori attraverso i quali potrò conferire il residuo secco. Il loro costo è già compreso nella Tari e se mi bastano, significa che sono stato bravo e ho differenziato bene. Se invece non sono stati sufficienti, dovrò comprarne degli altri e questi sacchetti in più li dovrò pagare perché avrei potuto fare di meglio. Tutte le altre frazioni rimangono uguali: carta e cartone insieme; plastica e lattine nel multipack; imballaggi in vetro; scarti organici. Dal loro recupero e dall’ottimizzazione delle attività di raccolta, deriveranno una serie di vantaggi, quali minori costi di smaltimento e una maggiore valorizzazione da parte dei consorzi per via del maggior quantitativo delle frazioni differenziate (nei fatti superiore anche alla teorica diminuzione iniziale della qualità delle stesse, che nel tempo tende comunque a scomparire), con benefici sia in termini ambientali, sia in termini economici da poter riversare sulle tariffe TARI degli anni a venire. Se tutti insieme saremo bravi, pagheremo di meno il servizio di raccolta rifiuti già dal prossimo anno.

Le famiiglie che hanno a che fare con i pannolini dei bambini e i pannoloni degli anziani sono svantaggiate da questo sistema. E' vero. Per questo le famiglie con bimbi 0-3 anni oppure con anziani incontinenti (in questo secondo caso servirà un'auocertificazione) riceveranno sacchi aggiuntivi.

Ripeto: non sarà necessario cambiare radicalmente abitudini. Basterà utilizzare i sacchi rossi (blu per le utenze non-domestiche) per il residuo secco invece dei normali sacchetti, che non saranno più ritirati e dunque non potranno essere più utilizzati. Potrebbe cambiare qualche abitudine in quei condomìni o nelle corti dove più famiglie conferiscono il proprio sacchetto in un sacco più grande trasparente. Con questo nuovo sistema ogni utenza dovrà utilizzare il proprio sacco rosso. Se la raccolta differenziata è ben fatta, il sacco rosso non crea problemi di odori e basta conferirlo ben chiuso in strada o nel locale rifiuti solo quando lo si è riempito ben bene.

Gli operatori passeranno una sola volta a settimana (invece delle due a settimana attuali) a ritirare il sacco rosso del residuo secco: sarà sufficiente, perché arriveremo a produrne oltre il 50% in meno, mentre non cambierà il numero delle raccolte dei materiali differenziati, anche se cambieranno i giorni di raccolta. Cernusco infatti sarà suddivisa in 3 zone anziché 6 e nella stessa zona, nella stessa giornata, verranno effettuate raccolte di più tipologie di rifiuto: così facendo, diminuiranno i giorni di esposizione dei sacchetti davanti alle nostre abitazioni.

Alcuni sono preoccupati del fatto che ci possano essere più abbandoni di sacchi sul territorio e credono che intraprendere questa iniziativa sia sbagliato. Io non la penso così. Chi se ne intende e ha studiato la gestione del ciclo dei rifiuti pensa che il sistema di misurazione e la conseguente tariffazione puntuale che generalmente viene introdotta al termine del periodo di sperimentazione siano l’unico modo per accrescere la sostenibilità di questa azione e il livello di raccolta differenziata. Chi si crede furbo e abbandona i sacchetti di spazzatura (anche sopra i cestini) l’ha fatto in passato, lo sta facendo tuttora e probabilmente continuerà purtroppo a farlo.



A regime non ci saranno maggiori abbandoni di sacchi sul nostro territorio. Questo pensiero parte da un’evidenza empirica: chi abbandona rifiuti non lo fa di solito nel proprio comune di residenza e soprattutto i rifiuti che vengono con più frequenza abbandonati sono gli scarti da lavorazione edile e gli ingombranti (per questi ultimi, tra l'altro, ricordo che rimane sempre attivo a Cernusco il servizio di ritiro a domicilio su prenotazione).

Comunque: se vedi qualcuno che non rispetta il tuo diritto ad un ambiente pulito e il suo dovere a fare in modo che tale rimanga, rivolgiti con fiducia alla Polizia Locale.

Il monitoraggio, soprattutto nelle prime settimane, sarà necessario non per sanzionare, ma per correggere i comportamenti non corretti di chi, poco informato o poco attento, non si sarà accorto del cambiamento. Ogni sacco rosso avrà un codice che lo identificherà ad un nucleo familiare. Per questi e altri controlli, tra gli operatori del gestore del servizio di raccolta rifiuti è stata identificata la figura del tecnico accertatore, dedicata all'attività di verifica della conformità del rifiuto.

Comunicare l'Ecuosacco sarà fondamentale. Abbiamo iniziato a farlo in occasione della Fiera di San Giuseppe lo scorso Marzo, ma ora spingeremo sull'acceleratore. Dell'invio di lettere e brochure ho già scritto: arriveranno alle famiglie e alle attività commerciali e produttive in questi giorni. Saranno poi affissi manifesti in città e ci sarà un gazebo al mercato. Verranno promossi due incontri pubblici: martedì 10 Maggio alle ore 14:00 per gli amministratori di condominio e le utenze non-domestiche; martedì 17 Maggio alle ore 21:00 per le utenze domestiche. Al momento della distribuzione dei sacchi (svolta presso lo Sportello Comunale Ecuosacco in via Cavour 14, di fianco al parcheggio multipiano, aperto sei giorni a settimana) ci sarà personale formato per rispondere alle diverse domande e curiosità. Sarà attivo un numero verde e sto inviando agli amministratori di condominio una comunicazione con la mia disponibilità per chiarimenti personali o in occasione di assemblee in condomìni nei quali ritengano necessario un presidio dedicato. E' una disponibilità che vale ovviamente per chiunque la richiedesse. Un'app per smartphone e tablet è disponibile 24/7 per qualsiasi dubbio sulla differenziazione dei rifiuti. Ognuno di noi si senta ambasciatore tra parenti, amici e colleghi di lavoro.


Insomma, l’introduzione dell’Ecuosacco sarà un passaggio di profonda sensibilità ambientale, la cui applicazione richiederà solo una piccola modifica delle nostre abitudini (residuo secco solo nel sacco rosso, la cui dotazione deve bastare fino alla nuova consegna di sacchi): per questo il successo è affidato alla responsabilità e ai comportamenti virtuosi che ciascuno di noi saprà e vorrà mettere in campo.


-----

L'Ecuosacco a Cernusco sul Naviglio è un'iniziativa sviluppata all'interno di CERNUSCO2032: LA CITTA' DELL'INNOVAZIONE, il progetto pensato dal Comune di Cernusco sul Naviglio per riunire idee e azioni in tema di attività produttive, new media, ambiente e mobilità sostenibile. Il futuro della nostra città si costruisce oggi con azioni concrete.

giovedì 24 marzo 2016

DA CERNUSCHESI CHE PARTONO IN PULMAN A MILANESI CHE ARRIVANO IN BICI


Se vi capita di passare da piazza Morbegno a Milano in questa stagione primaverile, noterete certamente al centro della piazza, di fianco all’edicola, un bellissimo albero in fiore, forse inusuale per il centro di Milano, ma identico per specie e colori a molti alberi che è possibile godersi nei parchi di Cernusco sul Naviglio.

A me è capitato di passarci e di ammirarlo l’altra settimana. Coincidenze. Forse.

Piazza Morbegno è il cuore di un quartiere che da qualche tempo ha un nuovo nome: NoLo, North of Loreto. Un articolo su “D Repubblica” dello scorso febbraio lo descriveva così:

“Il quartiere più multietnico di Milano è al bivio tra degrado e miracolo: dopo gli operai e gli extracomunitari, arriva la terza migrazione: giovani creativi, galleristi, musicisti e designer. Che della zona stanno cambiando tutto. A partire dal nome”.

E ancora:

“Sono ancora spore, ma già tramutano in germogli. Al posto di un rigattiere, un meccanico, una polleria, un carrozziere aprono nuove insegne. Tra kebab e vestiti cinesi inaugurano negozi di vintage, scrivanie di coworking, gallerie d’arte, muri bianchi e dj-set, vetrine su bici Cinelli e gelati vegani. Sta succedendo, adesso, a Milano. In via Padova, Sì, quella via Padova. […] Dopo gli operai e gli extracomunitari, si fanno largo i giovani creativi”.

Siccome qui a Cernusco la considerazione per la nostra città e per quello che può offrire è sempre stata molto alta, da un po’ di tempo si ragionava e lavorava sull'inversione di una consuetudine: meno sforzi nell’organizzare pulman di Cernuschesi verso altre destinazioni (quante volte ne abbiamo parlato con i commercianti nelle nostre riunioni...), più energia nel coinvolgere milanesi in bicicletta verso la Martesana per scoprire luoghi e tradizioni.

Per dirla come chi sa il fatto suo in termini di comunicazione: per posizionare Cernusco e la Martesana come destinazione di un turismo lento, a due ruote, per giovani e famiglie, da fine settimana di sole, dove vivere esperienze.

Domenica 20 Marzo abbiamo provato a fare un passo in avanti ulteriore.

A Cernusco l’Amministrazione Comunale, in prima fila come azione all'interno del più ampio impegno nel DAT (Distretto dell'Attrattività),  ha coinvolto l’Associazione InMartesana e i volontari del FAI Martesana.

A Milano, invece, gli avamposti sono stati T12-Lab - un’attivissima associazione culturale e agenzia di ricerca con sede in via dei Transiti 12 proprio nel quartiere NoLo: ha la volontà di creare progetti che coinvolgono differenti etnie, territori, culture - e Bici e Radici - un bellissimo negozio di biciclette e fiori all’angolo tra via d’Apulia e piazza Morbegno: NoLo, of course. 

Risultato: Bike la Martesana. 110 ciclisti, tra cui 10 bambini, si sono messi in sella ad una bici di buon ora e dall’albero in fiore davanti al negozio Bici e Radici di piazza Morbegno a Milano hanno percorso prima il sottopasso della ferrovia e poi, giunti sulla ciclovia della Martesana, hanno pedalato per 12 km fino a Cernusco, in festa e colorata per la 93^ Fiera di San Giuseppe ma anche attenta ad accoglierli con un servizio di bici-park custodito, l’apertura straordinaria di Villa Uboldo con delle guide dedicate, il saluto del sindaco in Villa Greppi, un libro sulla storia di Cernusco. E poi la fiera, i negozi, i bar,...





Il percorso spesso disegnato per condurre il territorio della Martesana verso quel posizionamento unitario nei confronti soprattutto di Milano che proprio l'Expo allora alle porte ci spinse a ri-pensare, ha un destino secondo me vincente: penso sia il momento giusto per spingere sull'acceleratore.

Lo penso alla luce della nuova sensibilità di questo nostro tempo verso la mobilità sostenibile e le brevi escursioni, la natura e i tempi sospesi, il locale e le tradizioni. E anche per questa rinnovata o ritrovata affinità Martesana-NoLo.

Perchè se è vero, come dice un vero esperto del territorio come Stefano Barlassina, Presidente di InMartesana, che la zona della Martesana comprende anche quel pezzo di Milano dove il Naviglio della Martesana scorre e poi si interra, allora North of Loreto è di fatto West of Martesana. Insomma, è Martesana.

Forse, il futuro è già scritto negli stessi alberi in fiore…

martedì 8 marzo 2016

UN CERNUSCHESE IN TRIONFO A PARIGI - Francesco Zucchetti e l'Olimpiade del 1924


Questa sera, nella Sala Consigliare di Cernusco sul Naviglio, è stata presentata la storia di Francesco Zucchetti, il ciclista nato nella nostra città nel 1902 e laureatosi campione olimpico nell'inseguimento a squadre nell'edizione di Parigi 1924.

Insieme al Sindaco Eugenio Comincini, c'era Riccardo Magrini, già ciclista professionista e direttore sportivo, oggi commentatore televisivo:  come sempre bello parlare di ciclismo con lui; c'erano gli atleti, i genitori, i dirigenti e gli amici della Cernuschese Tino Gadda, guidati dal Presidente Piero Navoni e dal Vice-Presidente Ersilio Gadda: quanta passione per le due ruote...; c'erano i rappresentanti del Genova 1913, l'associazione sportiva di Milano - zona Porta Genova - dove corse Francesco Zucchetti e venuti ad omaggiare un loro tesserato.

A questo link la storia UN CERNUSCHESE IN TRIONFO A PARIGI.

Sabato 12 Marzo alle ore 11:00, poi, le spoglie di Francesco Zucchetti arriveranno a Cernusco sul Naviglio dal Comune di Trichiana - dove ha vissuto gli ultimi anni della propria vita e dove è mancato nel 1980 - e saranno tumulate nella cappella comunale del cimitero cittadino.

Questa narrazione non ha la pretesa di essere esaustiva ma anzi rimane aperta a ogni contributo che possa arricchirla di contenuti e dettagli.

Sono convinto che la storia di Francesco Zucchetti possa consegnare a Cernusco sul Naviglio e alla passione non solo sportiva per le due ruote che ancora oggi esprime la nostra città, un frammento di storia e di ricordo comune.

E quindi di futuro. 


venerdì 26 febbraio 2016

CONCORSO VETRINE 2016: CERNUSCO, STORIA E STORIE IN BICICLETTA

Mancano tre settimane alla Fiera di San Giuseppe 2016 e da oggi sono aperte le iscrizioni al tradizionale concorso vetrine organizzato dall'Assessorato al Commercio del Comune di Cernusco e dall'Unione Commercianti Mandamento di Melzo: questa mattina è stata mandata una mail di presentazione a tutti gli indirizzi degli esercizi commerciali in possesso dell'Ufficio Commercio.

Lo scorso anno, a pochi mesi dall'apertura di Expo 2015, il tema proposto fu "Cernusco, tradizioni e sapori" e a vincere fu il negozio Lorenzo Tedesco "Bruna" di via Roma 26, premiato dalla commissione giudicatrice:


I lettori de La Gazzetta della Martesana - partner della scorsa edizione - premiarono invece la vetrina del Bar Martesana, in piazza della Repubblica 5:


Il tema di quest'anno sarà "Cernusco, storia e storie in bicicletta".

E' un tema che abbraccia certamente la tradizione e il passato, quando le due ruote erano il mezzo principale di spostamento per i poco più di seimila cernuschesi censiti agli inizi del secolo scorso, impegnati nelle attività agricole delle cascine e nel lavoro delle filande.

Include il ciclismo inteso come disciplina sportiva, che negli annio ha visto gareggiare e trionfare ciclisti cernuschesi in diverse competizioni, in Italia e nel Mondo.

Arriva fino ai giorni nostri e si spinge nel futuro con l'idea di ciclabilità diffusa e turismo sostenibile, sempre più sviluppati nella nostra città anche grazie a oltre 50 chilometri di piste dedicate.

Questo tema è  anche un modo per celebrare Francesco Zucchetti, il ciclista nato a Cernusco sul Naviglio nel 1902 e divenuto campione olimpico nell'inseguimento a squadre di ciclismo nell'edizione dei Giochi di Parigi 1924: la sua storia verrà riportata alla luce e raccontata con una serie di iniziative proprio nelle settimane che precederanno la fiera.

La partecipazione dei negozi al concorso è a titolo gratuito: è richiesto l'invio di una maiil di adesione all'indirizzio m.cernusco@unione.milano.it entro le ore 12:00 di Martedì 8 Marzo 2016.

Oltre ad essere uno strumento di visibilità e promozione, personalmente penso che quella del concorso vetrine sia una tradizione molto attesa della nostra Fiera, capace di arricchirla di contenuti e colori: per questo spero possa essere concretizzata anche quest'anno attraverso la disponibilità e la creatività di molti negozianti cernuschesi.

domenica 17 gennaio 2016

IL RAVIGGIOLO DI CERNUSCO SI E' PRESENTATO ALLA CITTA' (e non pensatelo come un semplice e banale raviolo)


Oggi pomeriggio il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio si è presentato alla città con una serie di appuntamenti in Filanda: lo showcooking di Chef Morelli per gli operatori del food e i giornalisti; il laboratorio-gioco per bambini “Raviggiolo for Kids”; il convegno “Cernusco sul Naviglio: di che pasta siamo fatti? Identità, etica e visioni di futuro intorno al cibo”; la degustazione conclusiva del Raviggiolo.

Questo il testo del mio intervento con il quale ho avuto l’onore di chiudere il convegno:


“Dopo questi coinvolgenti racconti che abbiamo ascoltato da parte di illustri protagonisti del mondo del food nazionale e internazionale - che ringrazio davvero per essere qui oggi in Filanda, insieme a tanta gente, a numerosi giornalisti, amici - a me è affidato il compito di dare al Raviggiolo di Cernusco una lettura concreta ma non per questo meno importante. Anzi, dal mio punto di vista è il compimento e il senso di tutta l’energia fin qui messa in campo per realizzarlo.

Il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio è infatti un'iniziativa sviluppata all'interno di “Cernusco2032: la città dell’innovazione”, il progetto lanciato dal Comune di Cernusco nel 2012 per riunire idee e azioni in tema di attività produttive, new media e ambiente. Cosa possiamo fare oggi – è la domanda - con azioni concrete per costruire la nostra città del futuro?

Nel Marzo 2014 questa riflessione ce la pose con molta forza l'avvicinarsi dell'Expo di Milano, all'orizzonte di lì a un anno con tutto il suo carico di idealità e potenzialità. Cosa avrebbe potuto rappresentare un evento così grande per Cernusco sul Naviglio, una città di 33.000 abitanti alla perifieria di Milano, nel territorio della Martesana? Ci piacque l'idea - fu la risposta e anche l'auspicio - di considerare Expo non solo come un evento, ma anche come un tempo: un tempo per aiutarci a ripensare (o a riscoprire) il senso dell'essere uomini e comunità nel terzo millennio, nella nostra città e nella nasacente Città Metropolitana. Ci dicemmo che sarebbe stato bello trovare il modo attraverso il quale un evento così coinvolgente, ricco di contenuti e prossimo territorialmente ma proiettato verso il mondo, potesse lasciare un "sogno concreto" alla città, per il futuro.

Abbiamo così deciso di seguire per mesi le orme di Libista - lo ha descritto bene il Sindaco Eugenio Comincini nel suo intervento introduttivo - e dunque il Raviggiolo è prima di tutto una NARRAZIONE. Una storia che parte dalla citazione (tra invenzione, leggenda e storia) di quella contadina lombarda e che - parlando di un piatto - racconta Cernusco e il territorio della Martesana. Lo stesso territorio che forse suggestionò Ortensio Lando a metà del XVI secolo: un territorio percorso da una delle più imponenti opere del genio civile dell’epoca – El Navilio nostro de Martexana, per la cui progettazione era stato scomodato addirittura Leonardo da Vinci - con le sue 129 bocche sparse sul percorso ad irrigare quasi 25.000 ettari di terreni coltivabili.


Il Raviggiolo è poi un’ESPERIENZA, quella che ci ha raccontato Toni Sàrcina, che andando a pescare tra le storie della storia, permette di ri-scoprire le proprie eccellenze. Lo scorso Marzo, in occasione della Fiera di San Giuseppe, abbiamo provato quanto possa essere coinvolgente ripensare le nostre consuetudini in questa chiave ed è quello che vorremmo fare in futuro, sempre più spesso.

Il Raviggiolo è una NUOVA RICETTA, immaginata per come poteva essere ai tempi di Libista. Chef Giancarlo Morelli ci ha spiegato il senso di ogni ingrediente, il racconto che porta con sé, l’importanza di coglierne il significato. C’è la pasta con la farina di grano saraceno, quella che la tradizione vuole coltivata nei territori bergamaschi e bresciani già nel XV secolo e che poi, grazie al Naviglio della Martesana, era trasportata fino a Milano; c'è l'acqua e ci sono le erbe dei nostri campi, a seconda della stagione che proprio il Naviglio irrigava; ci sono le lumache, mollusco tipico della campagna lombarda, di una cucina povera diventata oggi ricercata; c'è il formaggio fresco a pasta bianca ottenuto daglia cagliatura di latte vaccino crudo o latte bovino, a ricordo dell'origine agricola della Martesana; non ci sono le uova, ingrediente troppo ricco per una contadina dell'epoca.


Chef Morelli ci ha parlato di una visione etica del cibo: l'attenzione alla natura, valorizzando le buone pratiche in termini di attenzione al territorio, ai prodotti locali e alla stagionalità degli stessi, rimandando ai consumi responsabili, al riciclo dei materiali e al riutilizzo degli scarti alimentari.

Il Raviggiolo è una FORMA, moderna e unica, inventata da uno chef stellato. L’architetto Paolo Albano ha illustrato l’importanza della forma nel food e ci voglio aggiungere una frase cara ad Adriano Olivetti, per molti uomo e imprenditore vissuto un secolo troppo presto: “la bellezza salverà il mondo”.

Il Raviggiolo è infine un brand, un MARCHIO. Vuole esprimere il legame con il territorio e con la tradizione culinaria lombarda; è portatore di stile e di modernità, interpretando in ricetta e forma un’antica suggestione.


C’era tutto questo lo scorso 22 Ottobre al Padiglione Lombardia, quando abbiamo presentato con orgoglio il Raviggiolo di Cernusco sul Naviglio nel luogo e nel tempo dell’Esposizione Universale di Milano.

Quali sono ora i prossimi passi, per passare dal progetto alle azioni?

Da qualche mese è online il sito www.ilraviggioloddicernusco.com: è lo strumento attraverso il quale, in maniera costante, promuovere questa iniziativa e tutte le azioni e tutti i protagonisti ad essa riconducibili.

Qualche settimana fa il marchio del Raviggiolo è stato registrato a nome del Comune di Cernusco sul Naviglio. E’ ora uno strumento a disposizione dell’Amministrazione Comunale. L’intenzione è quella utilizzarlo per azioni dirette ma anche di concederlo in forma non esclusiva alle realtà associative, culturali, commerciali e produttive della città che ne faranno richiesta e ne condivideranno gli obiettivi, a sostegno delle loro attività.

Quattro le direzioni:

UNO - Strumento di valorizzazione imprenditoriale

L’ambito più naturale è quello del food: ristoranti, negozi alimentari, produttori, il mercato dei prodotti a km zero. Oggi pomeriggio, prima di questo convegno, chef Morelli ha incontrato in uno showcooking proprio queste realtà del nostro territorio: molti operatori erano presenti e molto hanno già espresso il loro interesse.


Il primo passo sarà quello di introdurre il Raviggiolo nei menù dei ristoranti che sceglieranno di essere parte del progetto: ai ristoratori sarà chiesto di essere custodi della ricetta originale ma anche – se lo vorranno - interpreti particolari in alcune sue parti. E attraverso il logo, la storia di Libista e il materiale di comunicazione creato, diverranno veri e propri ambasciatori del Raviggiolo e della città tutta, mentre attraverso la promozione del Raviggiolo potranno attrarre clienti anche da fuori città.

Ma con il Raviggiolo abbiamo messo in circolo soprattutto un’idea.

Daniele e Stefano – due giovani startupper cernuschesi nel settore dei gioielli, che sono qui questo pomeriggio – hanno intravisto nel progetto del Raviggiolo uno strumento di sviluppo potenzialmente interessante per la loro impresa: attraverso la tecnologia 3D e la grande esperienza di artigiani orafi italiani stanno progettando di produrre la collezione di Libista.


Bello che "Metessi" – così si chiama la loro azienda – è uno dei termini di “partecipazione” con cui Platone esprime il rapporto intercorrente tra il mondo delle idee e delle cose sensibili; queste, mediante la partecipazione delle idee, ne diventano vere e proprie immagini.

DUE - Generatore di momenti di attrazione e caratterizzazione

Questo progetto ha una dimensione territoriale che parte da Cernusco ma ha una visione molto più ampia e ricomprende l’intera Martesana: quella di cui forse si innamorò Ortensio Lando e quella che insieme agli altri comuni, in maniera sempre più organizzata, stiamo cercando di promuovere e proporre. A tal riguardo ringrazio Stefano Baralassina, Presidente di InMartesana, che fin da subito ci ha sostenuto e incoraggiato in questa iniziativa e già siamo pronti a collaborare per le prossime azioni. E se pensate che un evento in piazza possa essere una vuona idea...sì, ci può stare.

TRE - Strumento per azioni di educazione culturalimentare

“Educare ad una corretta alimentazione per favorire nuovi stili di vita, in particolare per i bambini, gli adolescenti e gli anziani”. “Valorizzare la conoscenza delle tradizioni alimentari come elementi culturali e etnici”. Sono due degli obiettivi indicati nei documenti progettuali di Expo2015 e il progetto del Raviggiolo di Cernusco ha tutte le caratteristiche per perseguirli: lo hanno sperimentato anche questo pomeriggio 30 piccoli chef che hanno imparato a fare il Raviggiolo e ad apprezzarne e capirne gli ingredienti…hanno ricevuto poco fa il loro diploma.


QUATTRO - Story telling per la promozione di Cernusco sul Naviglio

Quella di Libista e del Raviggiolo così come li abbiamo raccontati sono uno strumento incredibile per raccontare e promuovere Cernusco. Da qualche mese, ad esempio, permette allo scopritore di Libista – lo scrittore Luigi Frigoli – di parlare della nostra città nelle presentazioni del suo libro - La vipera e il diavolo - di cui Libista è uno dei protagonisti principali. Oppure lo scorso Novembre ci ha permesso di raccontare Cernusco allo Urban Center, in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, ad un convegno su cibo, acqua pubblica e territorio.

Insomma, quando dopo lo assaggerete – se siete tra i 180 bravi e fortunati che hanno prenotato per tempo - non pensate al Raviggiolo di Cernusco come un semplice e banale raviolo. Pensate piuttosto a questo:


E’ lo spot – con la regia di Silvio Muccino - con il quale il Ministero dello Sviluppo Economico sta promuovendo in queste settimane, negli Stati Uniti, la qualità e il saper fare del “Made in Italy”, dell’Italia.

E allora è davvero ricca di fascino e significato la possibilità che la storia di una contadina cernuschese, citata in un libro di quasi 500 anni fa, possa essere uno degli strumenti attraverso il quale costruire oggi, con azioni concrete, il futuro della nostra città".

Ad maiora Raviggiolo di Cernusco!