venerdì 29 luglio 2022

APPROVATA DAL CONSIGLIO COMUNALE LA VARIANTE PARZIALE IN DIMINUZIONE DI CONSUMO DI SUOLO. E IN AUTUNNO PARTE IL PERCORSO VERSO IL NUOVO PGT

Con l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di mercoledì, si è concluso l’iter della variante N.2 al Piano di Governo del Territorio (PGT). Ringrazio gli uffici comunali e i professionisti esterni che vi hanno lavorato e l’avvocato Paolo della Cagnoletta che, in qualità di Assessore all’Urbanistica fino a poche settimane fa, ne ha seguito di fatto tutto il percorso, impegnato per concretizzare le indicazioni della maggioranza e garantendo la più ampia partecipazione, pur in un periodo come quello affrontato per larga parte degli ultimi due anni di restrizioni e limitazioni agli incontri in presenza.

NESSUNA CEMENTIFICAZIONE: RIDUCIAMO L'EDIFICATO PREVISTO

L'aspetto generale e primario che possiamo affermare senza ombra di dubbio è che questa variante non comporta nuovo consumo di suolo, anzi, va nella direzione della riduzione del suo consumo. Lo conferma anche il parere di Città Metropolitana di Milano,  che certifica una coerenza con le "Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato" così come disposto dalla Legge Regionale 31/2014 e indica come questa variante "si adegua al Piano Territoriale Metropolitano per quanto attiene la disciplina di riduzione del consumo di suolo". Dello stesso tenore è anche il parere dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA), che ritiene come gli atti di adozione, il parere motivato e la relazione alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) "hanno tenuto conto delle condizioni ambientali già presenti nel Rapporto Ambientale".

Nessuna cementificazione, dunque, ma una riduzione del consumo di suolo e dell’edificato già previsto dal PGT del nostro comune.

Le questioni principali emerse nel dibattito di questi due giorni di consiglio comunale riguardano sostanzialmente tre aspetti: l’intervento su via Cevedale; la questione dell’edilizia convenzionata; la realizzazione di un campo sportivo a ovest del centro di via Buonarroti già esistente.

MENO 25% DI NUOVE CASE IN VIA CEVEDALE

In merito al primo punto, la variante interviene per diminuire del 25% l’edificato ed il conseguente carico antropico (sono circa 120 abitanti in meno) sull’area identificata come M1_3, in fondo a via Cevedale. Oltre a questa diminuzione, in sede di approvazione della variante si è aggiunto l’obbligo di aggiornare le linee guida per considerare l’effettivo impatto dell’edificato al fine di ridurre ulteriormente il consumo di suolo.

E’ bene ricordare che l’intervento di trasformazione su quest’area era già previsto nel lontano Piano Regolatore Generale (PRG) del 2002 ed è stato confermato nel PGT del 2010 come ambito di modificazione per complessivi 44.000 metri cubi (14.797 metri quadri di Superficie Lorda di Pavimento), a memoria unico ambito edificabile del precedente PRG che il PGT ha previsto in aumento. Possiamo dunque affermare che tutti i principali protagonisti politici coinvolti in questi giorni nella discussione di questa variante in Consiglio Comunale portano su di sè un pezzo di responsabilità sull’edificabilità di quell’area verde. 

Oggi avremmo fatto scelte diverse? Probabilmente sì, tutti, ma amministrare è fare i conti con l’oggi, non con le ipotesi di come avrebbe potuto essere.

La possibilità di mantenere l'area a verde oggi è una scelta concretamente perseguibile? No, non lo è. Il procedimento, così come sviluppato in questi anni sulla base delle indicazioni dei documenti programmatori in vigore, è giunto già alla definizione delle linee guida da parte dell’operatore: ciò significa che il mantenimento del prato a verde non è una alternativa, come alcune forze politiche anche in questi giorni stanno raccontando in maniera distorta, ed esporrebbe l’ente alle relative (soccombenti) cause. L’alternativa alla costruzione ridotta del 25% in edilizia libera così come proposto dalla variante è la costruzione di abitazioni in edilizia convenzionata al 100% della previsione di PGT, ad oggi sospesa in salvaguardia. Il cui iter ripartirebbe da subito.

L’intera maggioranza della scorsa consigliatura, quando iniziò il percorso di questa variante, compì una scelta politica: ritenne meritevole operare per abbassare l’edificato e il carico antropico su quest’area, modificando nella previsione del PGT la tipologia di residenza da realizzare, da convenzionata a libera. E’ esattamente il contenuto che è stato approvato per questo ambito con il voto finale di mercoledì, la cui visione e il cui impegno, con responsabilità, questa maggioranza ha portato a conclusione. 

In merito al confronto sulla valutazione economica delle aree per rendere concreto questo passaggio, nella discussione in consiglio abbiamo avuto la plastica rappresentazione di come ciascuno possa portare valutazioni soggettive e per questo differenti, considerando o meno tutte le variabili che formano la valutazione stessa. Per un ente pubblico fanno necessariamente fede gli atti e le perizie giurate che professionisti, sotto la propria responsabilità, mettono nero su bianco. E’ quello che è avvenuto anche in questo caso e a cui ci siamo rifatti, migliorandola in un'ottica di interesse pubblico.

La perizia giurata predisposta da professionisti esterni incaricati dal Comune, infatti, ha dato inizialmente un'indicazione sulla base della quale la Giunta ha fatto ulteriori valutazioni, superandola con decisioni in senso migliorativo: aumentando la riduzione della SLP fino al 25% partendo da una riduzione del 15% originario che la perizia certificava; ampliando le dotazioni esterne in cessione dall'operatore privato al comune da 1.734 mq a 12.000 mq, con l'individuazione puntuale e strategica di aree nel cannocchiale di Villa Alari, superando così la pianificazione attuale che prevede di individuare queste aree esterne in qualsiasi luogo del territorio (e quindi non necessariamente utili o di interesse).

A PROPOSITO DI EDILIZIA CONVENZIONATA

La riduzione del 25% dell'edificato, abbiamo detto, verrà realizzata modificando la destinazione, da edilizia convenzionata ad edilizia libera. Anche qui, alcune considerazioni.

Sono due i comparti destinati dal PGT 2010 tutt'ora vigente ad edilizia convenzionata e non ancora attuati: sono denominati M1_3 (via Cevedale) e M2_3 (via Brescia). Mentre il primo è una edificazione su un suolo verde, il secondo è previsto su un'area cementificata oggi dismessa.

La decisione presa è stata quella di mantenere solo il secondo intervento in via Brescia, aumentando anche di un poco la disponibilità per la convenzionata al posto del terziario previsto, di fatto in continuità con un’area residenziale contigua già presente a Nord (via Scirea), ma qui senza consumo di suolo, anzi procedendo in un’ottica di rigenerazione di un’area dismessa.

Tale intervento verrà attuato mediante pianificazione attuativa da effettuarsi solo dopo che verrà emesso il nuovo regolamento sull’edilizia convenzionata. Questo aggiornamento permetterà di definire regole di edilizia convenzionata che rendano maggiormente concreta la finalità per cui è pensata, anche definendo e limitando alcune casistiche "larghe" o elusive emerse in questi anni e che è stato estremamente difficile contrastare da parte degli uffici comunali.

Questo passaggio permetterà anche di recepire parzialmente proprio una osservazione presentata da un gruppo delle minoranze nel consiglio di mercoledì, introducendo una percentuale di abitazioni a riscatto differito, ulteriore modalità per garantire l’accesso alla casa.

L’edilizia convenzionata ridisegnata dal nuovo regolamento permetterà di considerarla come uno degli strumenti con cui, nel percorso del nuovo PGT che inizierà a settembre, rispondere alle esigenze dell’abitare a Cernusco sul Naviglio, ovviamente all’interno di una politica complessiva che comprenda tutti gli strumenti innovativi che il legislatore ha preso in considerazione in questi anni, e anche rispetto a questi, ne valuti il valore aggiunto.

L’ESPANSIONE DEL CENTRO SPORTIVO DI VIA BUONARROTI

L’espansione del centro sportivo di via Buonarroti a Ovest, rappresenta la risposta alla richiesta di sviluppo degli spazi sportivi del centro avanzata dalle nostre associazioni, che ne accompagni la crescita, consapevoli dell’importanza di disporre di strutture adeguate e ben gestite per garantire uno sport educativo e di qualità. L’ammodernamento del centro sportivo, la sua riorganizzazione e l’ampliamento ad Ovest come a Nord, vanno in questa direzione, partendo dal presupposto condiviso dell’importanza dello sport nella nostra società, sia come strumento di inclusione e socialità, sia come ambito per un sostegno al benessere delle persone. 

Nello specifico, per insediare sull’attuale campo da baseball il Polo del Rugby, realizzato con risorse comunali e con risorse PNRR perché scelto dalla Federazione Rugby come unico progetto in Italia da sostenere, verrà spostato il campo da baseball a fianco dell’attuale campo da softball, creando così il Polo di Baseball e Softball, discipline assolutamente affini.

L’intervento in questione a ovest del centro sportivo riduce solo in minima parte il corridoio ecologico ad oggi presente, senza peraltro comprometterlo, e le prescrizioni in sede di valutazione ambientale per preservare le funzionalità degli ecosistemi naturali vanno proprio in questa direzione.

Prevedono: il mantenimento dell’erba naturale nella realizzazione del campo da gioco; il posizionamento degli eventuali parcheggi a ridosso dell’edificato esistente e con soluzioni progettuali che massimizzino la superficie drenante e con adeguate piantumazioni; l’esclusione dell’edificazione di strutture a servizio del campo sportivo; la realizzazione di impianti di illuminazione che, nel rispetto dei regolamenti delle federazioni, rispettino la normativa sul contenimento dell’inquinamento luminoso; la realizzazione dei percorsi pedonali di accesso con fondo in materiale drenante; la piantumazione entro tre anni di alberi volti a favorire la presenza di volatili migratori oltre che alberi fruttificanti per la fauna stanziale.

CONCLUSIONI

Con questa approvazione del Consiglio Comunale si conclude il percorso di una variante parziale, specifica, che come abbiamo detto interessa solo alcune parti del territorio comunale per rispondere a sopravvenute necessità urbanistiche puntuali, rispettando la stella polare della diminuzione del consumo di suolo rispetto alle previsioni del PGT.

Dal prossimo autunno, invece, entrerà nel vivo il percorso della Variante Generale del PGT, nella sua naturale definizione di una nuova disciplina generale dell’assetto del territorio, dando seguito al lavoro istruttorio già compiuto insieme all’analisi del fabbisogno scolastico, recentemente redatta, aprendo così tutto il percorso di coinvolgimento di stakeholders e cittadini.

Tutte le considerazioni pervenute per questa variante parziale ma riferite ad ambiti generali non andranno perse, lo abbiamo ricordato più volte: costituiranno importanti contributi che saranno valutati proprio nel percorso del nuovo PGT.  

martedì 26 aprile 2022

25 APRILE 2022: CERNUSCO SUL NAVIGLIO E' MEDAGLIA D'ARGENTO AL MERITO CIVILE PER LA RESISTENZA E LA SUA MEMORIA

 

Autorità civili, religiose e militari, associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, cari concittadini: buona Festa della Liberazione!

Ringrazio Giovanna Perego, Presidente di Anpi Cernusco, e saluto con particolare affetto Giulia, Presidente del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, e Mario Manzoni, partigiano cernuschese, presente tra noi anche in questo 25 aprile ‘storico’ per la nostra comunità.

Nel gennaio 2020, in occasione della posa delle pietre d’inciampo in memoria di Roberto Camerani e Virginio Oriani deportati nei campi di concentramento dai nazifascisti, il Senatore Eugenio Comincini (che saluto e ringrazio per la sua presenza) lanciò l’idea di avviare il formale percorso per chiedere al Presidente della Repubblica il riconoscimento della Medaglia al Merito Civile per la nostra città. Una proposta raccolta dall’Amministrazione Comunale, dagli Uffici e da Anpi Cernusco e il cui iter, passando dall’integrazione - attraverso nuovi documenti - dello straordinario lavoro compiuto negli anni dal compianto professor Giorgio Perego, è arrivato a conclusione pochi giorni fa, il 20 aprile: il decreto firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su proposta del Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che conferisce questa onorificenza alla Città di Cernusco sul Naviglio, segna in maniera indelebile e ufficiale il contributo offerto alla resistenza.

Fu quello uno dei periodi più drammatici, come cinicamente sa fare la Storia con la S maiuscola quando si intreccia con le storie delle persone; anni che grazie all’azione di uomini e donne consentirono la liberazione dell’Italia dall'oppressione nazifascista; proprio come avvenne anche a Cernusco sul Naviglio nel pomeriggio del 26 aprile 1945, quando da questo portone Monsignor Guidali uscì urlando alla folla che aspettava in piazza che la guerra era finita e che i nostri, all’interno del palazzo a trattare, avevano raccolto la resa dei tedeschi.

Il riconoscimento ufficiale che riceviamo segnerà da oggi e per sempre il coraggio delle scelte di quei cernuschesi ma segnerà per sempre anche la memoria che loro stessi vollero garantire fin da subito e poi negli anni, attraverso l’impegno che assunsero nei vari ruoli istituzionali, politici, civili e associativi e poi nella consegna di quella memoria alle generazioni seguenti, via via fino a noi. Perché la memoria non può che essere affidata ad una comunità, in quella duplice accezione intesa, riprendendo da Luciano Manicardi, nell’intendimento etimologico del luogo in cui, tutti insieme “Com”, ci si prende in carico il “Munus”, cioè il Dovere e nello stesso tempo il Dono. Che, anche a costo della vita, quegli uomini e di quelle donne ci hanno preziosamente affidato.


Nelle motivazioni con cui ci è stata concessa l’onorificenza, vengono riconosciute due azioni degne di merito: in quei giorni tra il 1943 e il 1945, la popolazione cernuschese ‘ha combattuto contro l’occupazione nazifascista’ e poi ‘è stata solidale nei confronti dei cittadini sfollati dai bombardamenti’. Leggiamo le notizie di questi giorni ed è evidente come la Resistenza ci parli ancora oggi.

A fronte di una nuova guerra sul territorio europeo, davanti a persone in fuga dalle proprie case, in queste settimane Cernusco sul Naviglio, insieme a tanti comuni italiani, sta rinnovando la propria solidarietà nell’accoglienza di oltre 100 cittadini ucraini, con quella gratuità che quasi 80 anni fa altri cernuschesi dimostravano ai milanesi in fuga dai bombardamenti. E poi c’è una scelta di campo da fare, senza ambiguità.

‘L’attacco violento della Federazione Russa al popolo ucraino – ha ricordato qualche giorno fa il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - non ha alcuna giustificazione. La pretesa di dominare un altro popolo, di invadere uno Stato indipendente, ci riporta alle pagine più buie dell’imperialismo e del colonialismo. L’incendio appiccato alle regole della comunità internazionale appare devastante; destinato a propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermarlo subito, scongiurando il pericolo del moltiplicarsi, dalla stessa parte, di avventure belliche di cui sarebbe difficile contenere i confini. Per tutte queste ragioni la solidarietà, che va espressa e praticata nei confronti dell’Ucraina, deve essere ferma e coesa. Dal “nostro” 25 aprile, nella ricorrenza della data che mise fine alle ostilità sul nostro territorio, viene un appello alla pace. Alla pace, non ad arrendersi di fronte alla prepotenza. A praticare il coraggio di una de-escalation della violenza, il coraggio di interrompere le ostilità, il coraggio di ritirare le forze di invasione. Il coraggio di ricostruire’.

Uno dei ricordi più belli di quando era bambina che ho ascoltato dai racconti commossi di mia mamma, è la felicità della fine della guerra annunciata dal suono delle campane e dalle persone che si abbracciavano felici per strada. La pace è un bene rinnovabile.


Anche la memoria, lo abbiamo imparato, è un bene rinnovabile. Per questo mentre vi parlo da questo palco, non mi sento sono solo, ma a fianco a me, e vi guardano negli occhi, ci sono gli uomini e le donne cernuschesi di quei drammatici anni.

Nel gruppo lì in fondo ci sono Antonio Castoldi, operaio della Pirelli, arrestato nel marzo 1943, e Giovanni Campagnone, operaio della Breda, arrestato durante gli scioperi del marzo 1944, deportato e morto a Mauthausen; al loro fianco altri colleghi operai cernuschesi, arrestati e deportati: Pietro Brevi, Luigi Colombo, Pietro Pastori e Tarcisio Porcellini.

Poco più in là c’è Celeste Bramati: fu lui a mentire di fronte ai mitra dei tedeschi in perlustrazione e giurare che no, quei due americani in fuga dal carcere di Monza non erano stati nascosti dalle famiglie della Cascina Gaggiolo per tre lunghi mesi di paura, proprio come fecero gli abitanti della cascina Colcellate con quattro prigionieri greci, per sei mesi.

C’è il Maresciallo Maggiore Pietro Pestuggia, sottufficiale dei carabinieri in servizio a Cernusco sul Naviglio nella Guardia Nazionale Repubblicana dal 16 settembre 1943 al 9 giugno 1944, che non è risultato abbia ordinato arresti o fatto rastrellamenti di renitenti o disertori, e che anzi è certo diede una mano a cavarsela al medico condotto Giacomo Pastore, segnalato quale sovvenzionatore dei partigiani.

C’è Don Secondo Marelli, con i suoi giovani dell’oratorio, scappato appena in tempo a Carugate e poi a Cantù, con la lista dei partigiani in tasca, prima che i repubblichini arrivassero a prenderlo in canonica. C’è anche Monsignor Guidali, appena uscito da Palazzo Tizzoni per annunciare la resa dei tedeschi.

Ci sono i commissari politici e i comandanti delle formazioni partigiane e tutti i loro uomini, sono più di 200: Giovanni Vanoli e Remo Bolzoni, della 105a Brigata Garibaldi, appena arrivati da Casina Fornace, dove c’era il deposito d’armi e da dove partivano gli ordini; Felice Frigerio e Mario Pirola (sarà lui il primo sindaco del dopoguerra), della 26a Brigata del Popolo, con Ginetta Frigerio e Giuseppina Pirola, staffette partigiane, e tutti i giovani studenti tirati su da Don Secondo Marelli; e per l’11a Brigata Matteotti, Erasmo Tosi e Vittorio Galeone, con Cesare Riboldi e Luigi Mattavelli, uccisi pochi giorni prima della liberazione in viale Assunta.

Ci sono i sei ragazzi prelevati nello loro case cernuschesi e deportati: Roberto Camerani, Quinto Calloni, Pierino Colombo, Virginio Oriani, Angelo Ratti, Ennio Sala, tutti accusati di cospirazione.

Ci sono i cernuschesi che operarono e combatterono in altre località, come Lino Penati, poliglotta, veterinario e poi etologo, o come Antonio Benelli “il guastatore”, morto il 20 novembre 1944 ad Agliano d’Asti insieme ad altri 7 partigiani, come racconta Beppe Fenoglio in un suo libro.

Ci sono tutti i cernuschesi che non passarono alla storia, ma fecero la storia con le loro scelte quotidiane, personali, di resistenza.

Quando da oggi accompagneremo il gonfalone di Cernusco sul Naviglio per le strade della nostra città con quella medaglia d’argento appuntata, accompagneremo le loro scelte e quelle di una generazione che non ha avuto dubbi da che parte stare per regalarci un’Italia libera, democratica e dei diritti.

E’ lo stesso impegno che facciamo nostro in questo giorno di memoria e di festa.

W il 25 aprile! W la Resistenza! W Cernusco sul Naviglio! W la pace!



LA MEDAGLIA D'ARGENTO AL MERITO CIVILE ALLA CITTA' DI CERNUSCO SUL NAVIGLIO

Lo scorso 20 aprile 2022, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su proposta del Ministero dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha conferito la Medaglia d’Argento al Merito Civile alla Città di Cernusco sul Naviglio con la seguente motivazione:

“Durante la Resistenza, la popolazione ha combattuto contro l'occupazione nazifascista, con la conseguente perdita di vite umane. Encomiabile è stata, altresì, la solidarietà della comunità di Cernusco sul Naviglio nei confronti dei cittadini milanesi, sfollati a causa dei devastanti bombardamenti. Straordinario esempio di sacrificio, di solidarietà e di affermazione dei principi di libertà e di democrazia".

1943/1945 - Cernusco sul Naviglio (Mi)

La Medaglia d’Argento ed il brevetto a documento della ottenuta onorifica ricompensa sono stati consegnati dal Prefetto di Milano, Renato Saccone, sabato 23 aprile 2022. Il 25 aprile 2022, in occasione delle celebrazioni del 77esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo, la Medaglia d’Argento al Merito Civile viene apposta per la prima volta al Gonfalone della Città di Cernusco sul Naviglio nel luogo in cui, nel pomeriggio del 26 aprile 1945, i rappresentanti della resistenza cernuschese trattarono e raccolsero la resa dei tedeschi, annunciando la liberazione della nostra città e ponendo fine alla guerra.

La medaglia è stata portata in corteo fino a piazza Matteotti da Gaia, una bambina cernuschese in rappresentanza di tutte e tutti suoi coetanei, e l'ha consegnata prima dell’apposizione a Mario Manzoni, partigiano cernuschese, ad esprimere il ringraziamento di tutta la nostra comunità ad una generazione che con azioni e scelte in quel drammatico periodo storico, contribuì a consegnarci un’Italia libera, democratica e dei diritti. 


mercoledì 2 febbraio 2022

IL PIANO DI DIRITTO ALLO STUDIO 2021/22 E ALTRE RIFLESSIONI SULLA SCUOLA

 

E’ stato approvato lunedì sera in Consiglio Comunale il Piano di Diritto allo Studio (PDS) 2021/22, l’ultimo di questa consigliatura, con i voti favorevoli di tutti gli 11 consiglieri del Pd, i 2 di Cernusco Possibile e dei Consiglieri civici Claudio Gargantini e Gianluigi Frigerio; contrari le consigliere Rita Zecchini e Monica Tamburrini (La Città in Comune – Sinistra per Cernusco); astenuti tutti gli altri.

Premessa. Il mondo della scuola è nelle mani prima di tutto di ci lavora e di chi la vive ogni giorno: i dirigenti, gli insegnanti, gli studenti, le loro famiglie. Sono loro che la rendono viva e sono loro che dobbiamo ringraziare prima di tutto per il loro impegno. 

Il Comune, l’ho visto chiaramente in questi anni, fa però una parte altrettanto importante al loro fianco, per quanto è di propria competenza, e questo piano di diritto allo studio credo ne sia la dimostrazione; un piano di cui essere anche quest’anno molto orgogliosi, perché attraverso le scelte dell’Amministrazione Comunale espresse poi con l'azione dell'Assessore all'Istruzione, Nico Acampora, manifesta l’attenzione di tutta la nostra comunità per le ragazze e i ragazzi ed il loro cammino di crescita nella conoscenza. Sono oggi 3.432 gli studenti che frequentano le scuole statali dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado a Cernusco sul Naviglio, a cui si aggiungono 930 studenti delle scuole paritarie. Un numero significativo e la cui gestione segna inevitabilmente la vita di un’intera città.

Come ogni ambito della nostra vita, anche per la scuola questi cinque anni possono essere riletti in un prima e un dopo la pandemia, evento imprevedibile che ha inciso profondamente sulla vita di ciascuno e chi lo nega sa di non dire la verità. In alcuni casi il covid ha cambiato priorità e quindi programmi, in altri li ha rafforzati perché utili ad affrontarla: leggere i tempi non è stato semplice per nessuno. Questo Piano di Diritto allo Studio certifica una volta di più le scelte fatte e le consegna anche per il futuro come elementi da cui non prescindere per mantenere alta la qualità dell’offerta formativa a Cernusco sul Naviglio.

Le riconduco a quattro capisaldi.

Servizi scolastici a misura di famiglia

Pre e post scuola, mensa, educatori per servizi a studenti con disabilità, trasporto scolastico, centri estivi. Intorno al cuore della scuola inteso come didattica, ci sono servizi che impattano sulla qualità della vita delle famiglie (lo sapevamo già): la pandemia, con le sue nuove regole per grandi e piccoli, ha dimostrato ancor di più quanto fossero fondamentali.

Prima della pandemia il cammino che avevamo intrapreso era quello di rendere questi servizi più adatti ai tempi delle famiglie. Un esempio era stato il prolungamento e la rimodulazione del dopo scuola primaria, tema sul tavolo da tempo e mai risolto, andando incontro alle esigenze dei genitori-lavoratori: una scelta che aveva contribuito a incrementare gli iscritti dai 47 del 2017/18 ai 144 del 2019/20. Oppure un altro esempio erano stati i centri estivi, ripensati nell’offerta e per questo passati da 367 iscritti nel 2017 (primaria e materna) ai 680 dell’estate 2019.

Dopo l’anno 2020/21 completamente stravolto dalla pandemia, la volontà è stata quest’anno quella di ripartire garantendo comunque tutti i servizi, nel rispetto delle varie normative in vigore, ovviamente con sforzi e costi aggiuntivi e capienze limitate ma certo utili a rispondere alle confermate esigenze delle famiglie: per i due esempi di prima, 106 gli iscritti al dopo scuola primaria, 406 i partecipanti all’ultimo centro estivo. La direzione è quella giusta.

In una città scelta dalle famiglie come Cernusco sul Naviglio, una strada da continuare a percorrere e da migliorare passo passo nei prossimi anni.

Nessuno deve rimanere indietro

Fin dalla prima giunta, su questo tema ci eravamo dati un obiettivo ambizioso: avere tutti gli educatori in servizio già dal primo giorno di scuola, per tutte le ore necessarie, da affiancare ad ogni studente con necessità di un servizio di assistenza educativa specialistica, a prescindere dal loro numero. Venivamo da una situazione che nel 2016/17 prevedeva 79 studenti per complessive 19.462 ore ed una spesa di 381.455 euro; per l'anno in corso 2021/22 sono saliti a 140 gli studenti certificati per complessive 34.902 ore e 695.247 euro di spesa. Un incremento di ore e di spesa di circa l’80%, interamente coperti. 

Ci tengo anche a ricordare che nel contesto dell’emergenza sanitaria che ha segnato anche la partenza di quest’anno, il servizio di assistenza educativa specialistica è stato organizzato, superando le molteplici difficoltà, in modo da poter essere eventualmente commutato in servizio educativo a distanza, qualora le esigenze di contenimento della pandemia avrebbero imposto a livello normativo l’attivazione della didattica digitale integrata.

In una città che vuole crescere senza lasciare indietro nessuno ci sono attenzioni che non si possono trascurare.

La qualità degli spazi

Avevo iniziato il mandato inaugurando nel Settembre 2017 il nuovo polo scolastico alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni: una scelta fatta dall’amministrazione precedente del sindaco Eugenio Comincini, di cui anche io facevo parte, spiegata prima di tutto dalla necessità di spazi aggiuntivi per una popolazione scolastica in crescita. Non solo. C’era anche la volontà di realizzare un luogo bello, sicuro e all’avanguardia perché attento all’ambiente dove studiare e crescere. Abbiamo proseguito su questa strada con gli investimenti sulle strutture scolastiche della città esistenti e se rileggo i cinque Piani di Diritto allo Studio di questi anni, posso mettere una spunta verde su molte opere con le quali, realizzandole, abbiamo reso migliore l’esperienza a scuola degli studenti:

ü  il completamento del nido e della materna nel nuovo Polo Scolastico;

ü  la mensa spostata dal seminterrato al primo piano in via Manzoni e, sempre in quel plesso, tutti i bagni rifatti (il prossimo lavoro è quello di trasformare gli spazi lasciati liberi dalla mensa in laboratori: non è vero che non c’è un progetto sugli spazi interni della scuola Manzoni, lo ripetiamo da anni);

ü  i nuovi giochi negli spazi all’aperto delle scuole materne di via Dante e di via Don Milani e, in quest’ultima, anche il rifacimento degli spazi sportivi;

ü  il rifacimento dell’Auditorium ‘Paolo Maggioni’ nel plesso di via Don Milani, sia in chiave di sicurezza, sia per migliorare l’esperienza delle classi musicali;



ü gli interventi in tutti gli spazi di piazza Unità d’Italia per l’aggiornamento del Certificato Prevenzione Incendi;

ü  gli interventi al primo piano di via Mosè Bianchi per consolidare i controsoffitti;

ü e poi tutti gli interventi puntuali di manutenzione e acquisto arredi secondo le esigenze della scuola che si sono via via succeduti ogni estate, compresi i nuovi strumenti per la classe musicale.

Ah, e senza dimenticare quell’incredibile estate del 2020, quando per rispettare i nuovi parametri tracciati dal governo per garantire un rientro a scuola in sicurezza abbiamo allargato aule, tracciato vialetti d’ingresso e creato nuovi accessi alle scuole per garantire i giusti distanziamenti.

Come ho raccontato anche ieri sera, sul tema dei numeri e della qualità degli spazi, una scelta che ci sta davanti è quella sulla nuova scuola media: uno studio commissionato dal Comune al PIM sulla sua necessità ci dirà a breve se la previsione fatta dalla precedente giunta era corretta e, nel caso, dove realizzarla per rafforzare l’idea di una scuola di prossimità (non dico in 15 minuti perché probabilmente qui a Cernusco il tempo degli spostamenti è anche inferiore).

Insieme a questa decisione andrà presa - passando dal Provveditorato - quella sul dimensionamento scolastico degli istituti comprensivi, oggi eccessivamente affollati di alunni e che dovranno essere portati da due a tre. La dimensione ideale è compresa tra i 600 e i 1000 studenti, i nostri ne hanno 1.807 (IC Margherita Hack) e 1.625 (IC Rita Levi Montalcini). Una scelta non tanto sul percorrere o meno questa direzione quanto del modo in cui ridisegnare conseguentemente i bacini. E poi, la ristrutturazione dell’esterno della scuola di via Manzoni, rispetto ai cui interventi stiamo lavorando per ottenere i fondi statali  per la riqualificazione degli edifici scolastici.

I dettagli che fanno la differenza

Siccome ‘fare’ rimane una delle cose più belle (e oggettive) che esistano nel mestiere dell’amministratore locale, ascoltando lunedì sera gli interventi dei consiglieri, pensavo a quelle cose che cinque anni fa non c’erano e che ora ci sono e sono normalità grazie alle scelte che abbiamo fatto interpretando nuovi bisogni, in sintonia con un’idea di città chiara, lavorando su dettagli di un bellissimo quadro esistente.

Dico subito una cosa che quest’anno non c’è più ed è il servizio del Variopinto. Mi dispiace e ha la sua causa nel venir meno dell’esperienza all’interno della Filanda (nel frattempo trasformata in centro vaccinale). Non abbiamo avuto la forza di riprogettarlo ma, per quanto mi riguarda, è solo un arrivederci.

Queste sono invece le azioni che siamo riusciti a fare (e so che l’elenco non è esauriente) o che sono già impostate per la loro realizzazione:

ü  La realizzazione di due ciclabili, quella su via Adua rispetto alla scuola di via Manzoni (e un po’ più in là a quella di piazza Unità d’Italia) e quella di via Don Mazzolari verso il plesso di via Don Milani, che hanno completato tutte le connessioni delle scuole cernuschesi alla rete ciclabile della città. A Cernusco sul Naviglio diventare grandi è anche andare in bicicletta a scuola, in sicurezza;

ü  Le infrastrutture digitali. Eravamo già al lavoro per offrire ad ogni plesso una connessione digitale, la pandemia ci ha chiesto di accelerare. Grazie alla fibra di Città Metropolitana e ai collegamenti realizzati in città le scuole cernushesi ora sono decisamente veloci;

ü  La sperimentazione delle classi digitali. Un progetto per cui il comune garantisce da 4 anni l’acquisto dei tablet ma che è stato possibile realizzare per la disponibilità della dirigenza e la professionalità degli insegnanti ad affrontare questa sfida in 5 classi della scuola media;

ü  Lo sportello dedicato ai disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Sul tema ‘non lasciamo indietro nessuno’, oltre 50 accessi nel 2019, prima della pandemia. Dopo il lockdown ha ripreso l’attività, nel novembre 2021;

ü  Il CCRR per tutti gli studenti. Un progetto lanciato dalla precedente amministrazione e che abbiamo allargato anche agli studenti della scuola paritaria Aurora-Bachelet. E siccome i giovani sono il nostro presente prima ancora che il nostro futuro, gli interventi agli eventi istituzionali del Giorno della Memoria, del 25 Aprile e del 4 novembre, al fianco del Sindaco;

ü  I progetti lanciati nel 2018/19 come il piano per la prevenzione del cyberbullismo e la formazione rivolta ai genitori 4.0, temi mai come oggi attuali;

ü La dote scuola. Una sperimentazione per sostenere economicamente gli alunni meritevoli di famiglie con ISEE bassi;

ü  Le aule natura. E’ un progetto che potrà vedere la luce il prossimo anno, anche ad accompagnare quell’attenzione all’ambiente che ben hanno espresso gli studenti nei loro Friday for Future.

Ps: I numeri

I numeri, quelli del bilancio, dicono che alla scuola viene dedicato ogni anno quasi l’11% della spesa corrente del Comune, ben oltre i 3 milioni di euro: nel 2017 era l’8,55%.

Questi i numeri del Piano di Diritto allo Studio 2021/22 (comprensivi di spesa corrente e investimenti):