venerdì 12 settembre 2008

NON ILLUDETEVI


Mi spiace deludervi ma non è ancora certo che sarò a Roma per questa presentazione.

A PROPOSITO DI SPORT QUA DA NOI (1)

In questi giorni di organizzazione sportiva, di partenza di una nuova stagione, qui al GSO è sorto il problema - l'opportunità - la volontà (a seconda dei punti di vista) di organizzare una squadra per gli adolescenti, definiti dal loro vecchio allenatore "vivaci ma tenaci". Pochi risultati sportivi, ma grande "passione" (a volte troppa) in campo. Erano in 10 sabato scorso, forse 11/12 ieri sera, probabilmente 14/15 domani. Se così fosse - benchè al limite - si parte.

Li ho visti anche ieri sera gli adolescenti di questa squadra: erano lì fuori/dentro l'oratorio a cazzeggiare, a discutere su quale casino combinare in un quartiere, porca miseria, che non ha nemmeno un punto di aggregazione, un bar, niente.

Mi sono fermato a parlare con alcuni di loro, non c'è una confidenza particolare, ma ci conosciamo da anni, da anni giocano al GSO. Uno mi raccontava che studia ma ha anche inziato a lavorare, ad imparare un mestiere, perchè a 16 anni incominci a chiedertelo cosa vorrai fare nella vita e non puoi solo cazzeggiare e giocare a pallone. Un altro dubbioso se giocare o meno, calcio a 7 o a 11, boh, vedo cosa faranno gli altri, quei punti interrogativi normali per quell'età.

Mi chiedo: il GSO è l'unica realtà sportivo/calcistica organizzata della zona (cittadina e non) aperta a questo tipo di azione educativa/preventiva o ne esistono altre?
Se così non fosse, è accettabile che gli impianti pubblici siano destinati a realtà associazionistiche votate solo all'eccellenza sportiva, alienando così la funzione dello sport di essere strumento di attenzione anche per i ragazzi più complicati? E' giusto che un ente pubblico destini i propri impianti sportivi principali ad associazioni che pongono barriere d'ingresso ad atleti meno capaci senza pensare insieme ad azioni coordinate verso fasce sociali - esempio gli adolescenti - umanamente più fragili? Pongo queste domande con intento costruttivo, al termine di giornate umanamente difficili come dirigente sportivo, piene di discussioni e interrogativi, nella certezza che uno sport educativo, vero e di tutti sia un valore condiviso da chi opera nello sport.

giovedì 11 settembre 2008

A PROPOSITO...


Dimenticavo, domenica scorsa ho fatto il Passo della Valcava... da Torre de' Busi.
Partendo da casa e tornandoci dalla Valle Imagna fanno 120 km...
Perché farla? La spiegazione più bella che ho trovato in internet è questa (copyright: Gabriele Bugada):

"Le gambe di Fignon l'han portato due volte in cima al podio di Parigi: su questi gradini, invece, nel 1988 cedettero. Fignon aveva vinto la Sanremo, quell'anno: e avrebbe raddoppiato la vittoria nel successivo, in cui conquistò anche il Giro d'Italia. Fignon aveva schiacciato due volte sotto ai piedi i 2000 metri di La Plagne. Ma il Giro di Lombardia che su queste rampe schiacciò a terra lui, Fignon non lo vinse mai. Che rumore fanno due Tour quando mettono il piede a terra? Che impronta lasciano, indelebile, tra le buche e le crepe, e nella memoria?
Mottet non vide Fignon, perché era già davanti, lontano, fuggito dalle fauci d'asfalto scabro per andare a vincere per distacco dopo più di 100km: perché questa è un'ascesa che decide la gara a cento chilometri dall'arrivo. Mottet, l'anno dopo, tradito dalla strada, indebolito da una caduta nei primi km forse - disse -, non riuscì a fuggire a quei morsi che ti afferrano le gambe, a quell'onda grigia e ghiaiosa che diventa la salita impennata, impenetrabile, impossibile. Quell'onda lo scalzò di sella, e anche lui che l'anno prima l'aveva domata fu rovesciato a terra dalla strada: abbandonati i pedali, aggrappato alla bici come un naufrago.
La salita poté resistere solo un anno ancora, sdentata, affondata nella pianura che digradava verso Monza. Ma era ancora troppo: e sparì dalle rotte dei professionisti.
Eppure è ancora in agguato. Il fondo rugoso, di grana grossa. I lunghi chilometri silenziosi nel bosco, in attesa: e poi quella curva a destra come un lampo di tagliola, quella morsa allo stomaco prima che ai polpacci. E poi Fignon, Mottet, e tanti altri, sconosciuti, che ti guardano: e ti aspettano lì, a bordo strada, fermi, la bici a mano - il piede a terra".

LIFE IS UNDERGROUND

Era uno dei pochi momenti senza trilli, con la possibilità di passare 20 minuti in santa pace leggendo il giornale o ascoltando musica. Insieme al viaggio in aereo, il mio viaggio in MM verde nella tratta Udine-Lanza era un tempo irraggiungibile.
Da qualche settimana i cellulari suonano, credo abbiano messo dei ripetitori. Mi è successo una volta e ora tendo a spegnerlo o ad abbassare la suoneria, così che possa non rispondere. Sarà invece che molti si dimenticano di questa novità, o non lo sanno ancora, o non gliene frega niente, fatto sta che molti rispondono al trillo in underground. Peccato che l'inquinamento acustico della metro verde (con i finestrini abbassati come in questi giorni...non c'è aria condizionata) sia abbondantemente sopra la soglia critica di accettazione (a volte l'ipod a palla è inascoltabile) e si assista a scene incredibili di persone urlanti i fatti i propri per rispondere ad una telefonata.
Underground, life could wait.

mercoledì 10 settembre 2008

IN FUNZIONE ANTICICLICA

Come un po' tutti i venditori di pubblicità, sono tornato carico di attese dalle vacanze: vuoi vedere che gli investimenti in funzione "anticilica" previsti dagli esperti del settore si materializzeranno davvero? Mi sono messo così in attesa di questo "anticiclone" (mi perdoni Guliacci) di investimenti, scrutando l'orizzonte con colleghi-amici di altri media: risultato pessimo.
Al di là dell'imminente diluvio di spot che Natale porterà con sè, il mercato è partito nella prima settimana di settembre davvero lento, così come lo avevamo lasciato a luglio (+0,9% il tendenziale del periodo Gen-Giu 08 secondo Nielsen).
Non aiutano i dati macroeconomici: Pil stimato Apr/Giu -0,3%, Vendite al dettaglio Giu -3,4%, Produzione Industriale Giu -1,8% (dati Istat).
L'orizzonte temporale della raccolta paneuropea ci spinge ad impostare già il 2009, anche se mancherebbe giusto un poco sul finale d'anno. Mi consolo e spero guardando i dati d'ascolto di Eurosport delle scorse Olimpiadi: 34 milioni di spettatori europei al giorno.

lunedì 1 settembre 2008

UN DEGNO FINALE DI STAGIONE CICLISTICA


E' terminata ieri la mia stagione ciclistica 2008.
Sì, ci sarà ancora magari qualche uscita la domenica mattina, ma il grosso è fatto. E' terminata ieri con un bellissimo giro in Val d'Intelvi: Argegno - San Fedele - Alpe Colonno - Rifugio Venini - Ponna - Lago di Zurigo - Mendrisio Argegno. Un'ottantina di km in tutto.
Quest'anno ho aggiunto alla collezione di salite il Gavia e il Fedaia, oltra ad una serie di salitelle tra Lombardia, Alto Adige e Toscana (nella colonna a fianco i dettagli).
E' ora tempo di tornare alla versione calcistica: il campionato inizia tra poche settimane!