Eva Cantarella parla del mito per capire storia e attualità.
Per mettere in evidenza il carattere composito della città Livio ricorda, non a caso, che Belloveso fonda Milano in una zona che aveva lo stesso nome di una tribù celtica, e, celebrando le nobili e antiche origini dei Biturigi, tende a valorizzare, all'interno della cultura romana di cui si sentiva parte integrante, l'apporto di quella celtica, alla quale, essendo padovano, ugualmente sentiva di appartenere. A distanza di due millenni dal momento in cui venne scritto, il mito trasmette l'immagine di una città etnicamente e culturalmente aperta ai contributi esterni, pronta a recepirli e a trasformarli in ricchezza. Caratteri che ha mantenuto nei secoli, oggi nuovamente alla prova dei grandi flussi migratori e degli antichi problemi dell'ospitalità e dell'integrazione.
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mercoledì 18 marzo 2009
lunedì 16 marzo 2009
...E LA DIREZIONE SEMBRA PROPRIO QUESTA
Da corriere.it del 10 Marzo
MILANO - Vuoi vedere che un campo sportivo come si deve, anche nella periferia più difficile, è più efficace della ronda più agguerrita? «Nella mia Olanda dove ci abbiamo provato — dice Clarence Seedorf — la promozione dello sport nei quartieri a rischio ha ridotto la criminalità del 30 per cento in tre mesi». A Milano un'alleanza tra parrocchie, fondazioni, finanza solidale, web e società sportive ha deciso di riscoprire una vecchia ricetta aggiornandola ai tempi: una rete di impianti sportivi nuovi di zecca per 16 oratori di periferia, alcuni già in funzione, gli altri pronti entro quest'anno, nella certezza che «la strada per integrazione e promozione sociale passa anche da qui».
Si chiama «Un campo nel cortile» ed è la nuova iniziativa promossa dalle fondazioni Cariplo, De Agostini e Magnoni in collaborazione con la Diocesi. In concreto si tratta — come ha sintetizzato per tutti Giuseppe Guzzetti della Cariplo — della realizzazione di campi sportivi parrocchiali, soprattutto da calcetto, in quartieri caratterizzati da forte disagio sociale, per farne non solo luoghi di aggregazione ma anche occasioni di profitto, lavoro, e in ogni caso capaci di automantenimento grazie a un sistema di prenotazioni online che renda possibile affittare gli impianti stessi a chi ne faccia richiesta al di fuori delle attività programmate dagli oratori. «Un aspetto non secondario — ricorda don Enzo Barbante per la Diocesi — visto che le attività sportive organizzate dalle 1.100 parrocchie del territorio costano attualmente 25 milioni di euro l'anno».
E gli impianti sportivi già realizzati nell'ambito di questo progetto hanno prodotto — secondo chi ci lavora — risultati immediati. Don Eugenio Brambilla, la cui parrocchia nel cuore del Gratosoglio ha visto inaugurare il nuovo campo sportivo già da un po', ne sottolinea tre aspetti: «Il senso di appartenenza a una comunità, l'incentivo all'assunzione di responsabilità, la promozione del rispetto delle regole». Don Paolo Steffano, della parrocchia di Baranzate, ne aggiunge un quarto: «L'abbassamento della soglia della paura. In quartieri dove le etnie e le diversità sono tante, lo sport rappresenta un momento e una opportunità di conoscenza reciproca che poi è il primo passo del dialogo: e quindi del superamento delle diffidenze».
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MILANO - Vuoi vedere che un campo sportivo come si deve, anche nella periferia più difficile, è più efficace della ronda più agguerrita? «Nella mia Olanda dove ci abbiamo provato — dice Clarence Seedorf — la promozione dello sport nei quartieri a rischio ha ridotto la criminalità del 30 per cento in tre mesi». A Milano un'alleanza tra parrocchie, fondazioni, finanza solidale, web e società sportive ha deciso di riscoprire una vecchia ricetta aggiornandola ai tempi: una rete di impianti sportivi nuovi di zecca per 16 oratori di periferia, alcuni già in funzione, gli altri pronti entro quest'anno, nella certezza che «la strada per integrazione e promozione sociale passa anche da qui».
Si chiama «Un campo nel cortile» ed è la nuova iniziativa promossa dalle fondazioni Cariplo, De Agostini e Magnoni in collaborazione con la Diocesi. In concreto si tratta — come ha sintetizzato per tutti Giuseppe Guzzetti della Cariplo — della realizzazione di campi sportivi parrocchiali, soprattutto da calcetto, in quartieri caratterizzati da forte disagio sociale, per farne non solo luoghi di aggregazione ma anche occasioni di profitto, lavoro, e in ogni caso capaci di automantenimento grazie a un sistema di prenotazioni online che renda possibile affittare gli impianti stessi a chi ne faccia richiesta al di fuori delle attività programmate dagli oratori. «Un aspetto non secondario — ricorda don Enzo Barbante per la Diocesi — visto che le attività sportive organizzate dalle 1.100 parrocchie del territorio costano attualmente 25 milioni di euro l'anno».
E gli impianti sportivi già realizzati nell'ambito di questo progetto hanno prodotto — secondo chi ci lavora — risultati immediati. Don Eugenio Brambilla, la cui parrocchia nel cuore del Gratosoglio ha visto inaugurare il nuovo campo sportivo già da un po', ne sottolinea tre aspetti: «Il senso di appartenenza a una comunità, l'incentivo all'assunzione di responsabilità, la promozione del rispetto delle regole». Don Paolo Steffano, della parrocchia di Baranzate, ne aggiunge un quarto: «L'abbassamento della soglia della paura. In quartieri dove le etnie e le diversità sono tante, lo sport rappresenta un momento e una opportunità di conoscenza reciproca che poi è il primo passo del dialogo: e quindi del superamento delle diffidenze».
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venerdì 13 marzo 2009
GOSSIP CALCISTICOCITTADINO
CONSULTA E ASSESSORE SULLA QUERELLE A.C. CERNUSCO-OLIMPIC
“Auspichiamo soluzione positiva. Poi rifletteremo su prospettive del calcio”
CERNUSCO SUL NAVIGLIO, 12 marzo 2009 – L’Assessore allo Sport, Maurizio Magistrelli, e il Presidente della Consulta, Matteo Gerli, hanno commentato la vicenda che vede da mesi contrapporsi le due società cernuschesi di calcio A.C. Cernusco e Olimpic e che ha recentemente visto una decisa presa di posizione della FIGC.
Magistrelli e Gerli prendono atto della situazione e della competenza federale a dirimere la questione, in quanto giurisdizionalmente competente. “Il nostro auspicio è che si possa ricostruire un clima positivo tra le due società”, ha detto Gerli - “Lo sport cernuschese non ha certo bisogno di conflitti ma di un clima di collaborazione.”
“Una volta che la situazione sarà sbloccata, e speriamo risolta, sarà necessario avviare una riflessione sulle prospettive del calcio a Cernusco, a tutti i livelli”, ha aggiunto Magistrelli.
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“Auspichiamo soluzione positiva. Poi rifletteremo su prospettive del calcio”
CERNUSCO SUL NAVIGLIO, 12 marzo 2009 – L’Assessore allo Sport, Maurizio Magistrelli, e il Presidente della Consulta, Matteo Gerli, hanno commentato la vicenda che vede da mesi contrapporsi le due società cernuschesi di calcio A.C. Cernusco e Olimpic e che ha recentemente visto una decisa presa di posizione della FIGC.
Magistrelli e Gerli prendono atto della situazione e della competenza federale a dirimere la questione, in quanto giurisdizionalmente competente. “Il nostro auspicio è che si possa ricostruire un clima positivo tra le due società”, ha detto Gerli - “Lo sport cernuschese non ha certo bisogno di conflitti ma di un clima di collaborazione.”
“Una volta che la situazione sarà sbloccata, e speriamo risolta, sarà necessario avviare una riflessione sulle prospettive del calcio a Cernusco, a tutti i livelli”, ha aggiunto Magistrelli.
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venerdì 6 marzo 2009
TORNA IL TORNEO PAOLINO - 7^ EDIZIONE

Da sette anni è l'evento sportivo del GSO, che anima l'oratorio Paolo VI in occasione della Fiera di San Giuseppe. Era nato quasi per sfida, per dimostrare che anche in occasione di una Fiera di paese era possibile riempire l'oratorio senza ricorrere a raduni di bikers o manifestazioni di cavalli sul campo di calcio.
Paolino, come il cane mascotte del GSO.
Nel 2007 l'edizione più prestigiosa, con ospiti VIP e l'inaugurazione della nuova palestra.
In una sola giornata, 150 atleti Under 14 di GSO Paolo VI e AS Sacer (in pratica l'UPG Sport) si sfidano in mini-tornei per la conquista della coppa. E poi salamelle, patatine, pizza, lotteria.
Appuntamento il prossimo 21 Marzo. Da non perdere!
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giovedì 5 marzo 2009
IO NO CAPISCO
Io no capisco, ma questa è mia personale opinione, perchè no si parla di squadra con grandi sgiugadori come Inter che va a Sgenova e perde tre a ssero semifinale Copa Italia contro Sandoria e fine stasgione vince ssero titoli.
Ermanho
Su richiesta:
From: fabio
Sent: Wed 04/03/2009 17:59
To: Ermanno
Purtroppo il pc del dottore si è fuso nel tentativo di trovare il significato di "prostituzione intellettuale": prima sono impazziti i motori di ricerca, poi si è sviluppato un piccolo incendio che fortunatamente si è risolto senza conseguenze per le persone. Potresti evitare che ad altri succeda la stessa cosa se mettessi un avviso sul tuo blog
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Ermanho
Su richiesta:
From: fabio
Sent: Wed 04/03/2009 17:59
To: Ermanno
Purtroppo il pc del dottore si è fuso nel tentativo di trovare il significato di "prostituzione intellettuale": prima sono impazziti i motori di ricerca, poi si è sviluppato un piccolo incendio che fortunatamente si è risolto senza conseguenze per le persone. Potresti evitare che ad altri succeda la stessa cosa se mettessi un avviso sul tuo blog
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martedì 3 marzo 2009
DOMANI A GINEVRA
Domani sono a Ginevra, al salone dell'auto.
Non ci sono voli diretti da Milano, il primo treno arriva alle 12.50...non resta che l'auto: 4 ore ad andare e 4 a tornare (a volte davvero penso che Milano voglia essere ma non può...).
Così oggi i giornali presentano il Salone con alcuni titoli: "L'Europa in rosso", "Com'è difficile vendere, qui abita la vera crisi" (si parla dell'Italia), "Addio sogni di gloria" (si parla dei marchi francesi), "Travolti dalla crisi" (Spagna), "C'era una volta il lusso" (Inghilterra), e via dicendo.
Allegria!
ps del giorno dopo:
In effetti un po' di clima down c'era.
Il Salone di Ginevra visto da Ginevra è un po' meno grande (come dimensione) di come lo si immagina dai giornali letti a Milano, ma curato nei minimi dettagli, molto internazionale, con grandi anteprime.
E soprattutto le hostess fanno sempre la loro bella scena ;-)
Non ci sono voli diretti da Milano, il primo treno arriva alle 12.50...non resta che l'auto: 4 ore ad andare e 4 a tornare (a volte davvero penso che Milano voglia essere ma non può...).
Così oggi i giornali presentano il Salone con alcuni titoli: "L'Europa in rosso", "Com'è difficile vendere, qui abita la vera crisi" (si parla dell'Italia), "Addio sogni di gloria" (si parla dei marchi francesi), "Travolti dalla crisi" (Spagna), "C'era una volta il lusso" (Inghilterra), e via dicendo.
Allegria!
ps del giorno dopo:
In effetti un po' di clima down c'era.
Il Salone di Ginevra visto da Ginevra è un po' meno grande (come dimensione) di come lo si immagina dai giornali letti a Milano, ma curato nei minimi dettagli, molto internazionale, con grandi anteprime.
E soprattutto le hostess fanno sempre la loro bella scena ;-)
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