lunedì 17 agosto 2015

I SPORT CERNUSCO TRICOLORE 2015: ROBERTO TRICELLA E I 30 ANNI DI UNO STORICO SCUDETTO


Anche quest’anno il weekend di apertura del nuovo anno sportivo a Cernusco (Sabato 12 e Domenica 13 Settembre, calendario degli eventi disponibile a breve) sarà introdotto da “I Sport Cernusco Tricolore”: un momento istituzionale in cui verranno premiati gli atleti Cernuschesi che nel corso dell’ultimo anno hanno vestito la maglia della Nazionale nella propria disciplina sportiva oppure hanno vinto un titolo nazionale/internazionale, con un riconoscimento speciale alla passione sportiva degli atleti con disabilità. Sport vero, leale, di tutti.

Lo scorso anno fu Pierluigi Marzorati a premiare i nostri atleti e a portare la propria testimonianza di campione di basket, a raccontarci di vittorie e sconfitte, di vita di spogliatoio e di avversari da affrontare, dell’emozione della maglia azzurra.

Quest’anno abbiamo voluto ricordare e celebrare i 30 anni di un trionfo storico che ha visto coinvolta anche la nostra città: lo scudetto dell’Hellas Verona della stagione 1984-85, guidato da Roberto Tricella, calciatore Cernuschese e capitano di quella indimenticata formazione.

Così Roberto Tricella (che insieme a Gaetano Scirea e Roberto Galbiati contribuì negli anni '80 a consegnare all'Italia calcistica l'immagine di Cernusco sul Naviglio come "città di liberi" per il ruolo ricoperto in campo) ci ha scritto prima della pausa estiva: "Vi confermo la mia partecipazione per il giorno 9 Settembre, contento di poter premiare dei ragazzi che si sono distinti nell'ambito dello sport".

Prima delle premiazioni ci faremo raccontare di quello scudetto (storico anche perché l’ultimo di una provinciale e arrivato nell’unica stagione della storia in cui fu in vigore il sorteggio integrale degli arbitri), ma anche dei passi di Tricella da Cernusco alle giovanili dell’Inter, del suo esordio in Serie A (alla fine saranno 256 le presenze nella massima serie con Inter, Verona, Juventus e Bologna); delle sue 11 presenze in Nazionale; del trionfo internazionale in Coppa Uefa con la Juventus; dei campioni con cui ha giocato in 15 campionati da professionista.

Appuntamento allora a mercoledì 9 Settembre con I Sport Cernusco Tricolore!


PS - Per chi volesse saperne di più di quel Verona 1984/85 e perchè è considerato una leggenda, consiglio questo pezzo di Stefano Dolci tratto dal sito di Eurosport:

IL VERONA DELLO SCUDETTO – di Stefano Dolci

La classe operaia va in Paradiso. Un detto forse abusato ma che meglio può spiegare l’incredibile exploit del Verona nella stagione 1984-85, quella in cui la formazione scaligera riuscì a vincere il suo primo e unico scudetto della sua storia al termine di un’annata semplicemente magica condotta dalla prima fino all’ultima giornata in testa. Un capolavoro frutto della maestria di una società meticolosa e dell’abilità di un tecnico tanto modesto e antipersonaggio quanto formidabile insegnante e motivatore di uomini e calciatori: Osvaldo Bagnoli, l'artefice del miracolo Hellas, capace in quattro anni di rigenerare una sfilza di giocatori reduci da delusioni o mai sbocciati e trasformarla in un'armata invincibile, capace di issarsi in vetta pur senza poter disporre dei fuoriclasse da copertina come Maradona, Rummenigge, Platini o Zico.

Per raccontare la prodigiosa ascesa dell’Hellas fino all’olimpo della Serie A non si può non partire dall’estate 1981 quando Osvaldo Bagnoli, fresco protagonista col Cesena di una promozione dalla Serie B alla A accetta di tornare a Verona (dove aveva militato dal ’57 al ‘61 racimolando 74 presenze e 25 gol, ndr) per riportare i veneti nella massima serie. Bagnoli, che proprio a Verona 20 anni prima aveva conosciuto la moglie, riaccende subito l’entusiasmo della piazza e vince il campionato cadetto in carrozza costruendo la spina dorsale sulla quale si ergeranno i successi del quadriennio successivo (il portiere Garella, il libero Tricella e il regista Di Gennaro). Nella stagione successiva il Verona, forte di un'intelaiatura collaudata e dell'entusiasmo contagioso di una città di nuovo esaltata dal gioco della sua squadra, disputa una stagione fenomenale conquistando il quarto posto (che garantiva la qualificazione in Coppa Uefa) e mancando la Coppa Italia d'un soffio, dopo aver battuto la Juventus nella finale d'andata. Quella squadra, capace di attrarsi da subito la simpatia degli appassioanti superpartes italiani, era composta da giocatori incompiuti o sottovalutati rivitalizzati dalla cura Bagnoli bravissimo a togliere il meglio da ognuno di questi elementi. 

UN MIRACOLO A TINTE GIALLOBLU - Il “Mago della Bovisa” trasformò l’ultratrentenne Volpati da carneade in uno dei migliori jolly della Serie A, Fanna da riserva della Juventus nella miglior ala del campionato e Tricella da scarto dell’Inter in uno dei liberi più eleganti e affidabili d’Europa. Nell’estate seguente Bagnoli approvò la linea del presidente Guidotti che non aveva soldi da spendere e decise di privarsi degli elementi più talentuosi rimpiazzandoli con nuovi elementi in cerca di riscatto: Dirceu fu ceduto al Napoli, Penzo alla Juventus, Oddi alla Roma e come sostituti arrivarono lo stopper Silvano Fontolan, il centrocampista Bruni dalla Fiorentina e il giovanissimo attaccante Galderisi, funambolo dell'area di rigore finito a scaldare le panchine alla Juve dopo gli exploit iniziali. Il Verona debuttò in Coppa Uefa e complice il doppio impegno chiuse con un onorevole sesto posto e un’altra sconfitta in finale di Coppa Italia. Ormai consapevole della propria forza e della propria maturità in estate bastarono due acquisti mirati per fare il definitivo salto di qualità e dare l’assalto allo scudetto. Nello stesso mese in cui il Napoli annunciò l’arrivo in Italia di Maradona, la dirigenza scaligera si portò a casa il roccioso difensore tedesco Hans-Peter Briegel e il possente attaccante danese Preben Larsen-Elkjaerreduce da uno scintillante Europeo. Briegel e Elkjaer garantirono quella fisicità e quell’imprevedibilità alla manovra della squadra di Bagnoli che, partita senza eccessivi squilli di tromba, diede subito l’impressione di poter fare grandissime cose in quella stagione. Dopo un roboante 3-1 rifilato al Napoli del Pibe de Oro alla prima giornata, gli scaligeri capirono davvero di poter ambire a diventare campioni d’Italia alla quinta giornata quando sconfissero 2-0 la Juventus al Comunale grazie ai sigilli dell’ex Galderisi e a un eurogol di Elkjaer, che riuscì a trafiggere Tacconi pur senza una scarpa persa poco prima di battere a rete. La squadra di Bagnoli, nel primo e unico campionato di Serie A col sorteggio integrale, inanellò una serie di 14 risultati consecutivi perdendo solamente l’ultima partita d’andata al Partenio 2-1 contro l’Avellino. Nel girone di ritorno i gialloblù rifilarono una cinquina all’Udinese di Zico, espugnarono l’Olimpico e il Franchi ed uscirono indenni dai confronti con Juve, Milan e Inter perdendo solamente al Bentegodi contro il Torino di Radice alla 25esima giornata. Quel blitz però non bastò ai granata per riprendere l’Hellas che alla penultima giornata a Bergamo dopo un 1-1 contro l’Atalanta festeggiò il suo primo storico scudetto.

BRIEGEL MEDIANO INCURSORE E L’ARMA CONTROPIEDE – Ma com’era disposto in campo il Verona di Bagnoli? Fedele alla difesa col libero davanti a Garella a organizzare gioco era capitan Tricella che interpretava il ruolo come un vero regista arretrato della squadra e cui suoi lanci era formidabile a prendere d’infilata gli avversari avviando le ripartenze mortifere di Fanna, il migliore esterno dell’epoca nel tramutare qualunque azione in un contropiede. A centrocampo a garantire filtro, equilibrio e gol ci pensavano Volpati e Briegel, reinventato mediano davanti alla difesa proprio da Bagnoli e pericolosissimo anche in avanti con la sua capacità di inserirsi al tempo giusto e segnare gol pesanti (9 alla fine della stagione). Innescata dalla qualità di Di Gennaro la coppia Galderisi-Elkjaer era veramente tra le più assortite e letali della Serie A dell’epoca grazie all’agilità del guizzante Nanu e alla potenza da panzer del centravanti danese. I due attaccanti misero a segno 20 reti in totale mentre alla fine della stagione furono 9 gli elementi a realizzare almeno una rete. Un vero elogio di un collettivo che 30 anni fa ha scritto una delle pagine di storie più esaltanti del nostro calcio che ora oggi commuove ed emoziona.

venerdì 24 luglio 2015

LO SPAZIO PER L'HOCKEY SARA' MANTENUTO, IL RESTO LO RIPENSIAMO


Mercoledì si è svolto un incontro tra il Comune di Cernusco sul Naviglio e i nuovi vertici Nazionali (insediati solo a Maggio, dopo un anno di commissariamento della Federazione), Regionali e Cernuschesi dell'Hockey: in agenda la questione del Centro Sportivo di via Boccaccio, parte Nord.

E' stato un confronto cordiale, costruttivo, franco.

E' stato utile a ribadire due punti fermi.
1. La decisione del Comune di continuare a far rispettare le regole di uno sport “vero, leale e di tutti” anche nell’utilizzo degli impianti e quindi di prendere atto – a fronte del mancato rispetto del cronoprogramma degli interventi di sviluppo del centro sportivo previsti a carico della Federazione - della decadenza della convenzione rinnovata nel Marzo 2012 con la Federazione stessa (qui il post del Sindaco Eugenio Cominciniche ne descriveva tre anni fa i contenuti).
2. La volontà del Comune di collaborare per salvaguardare il gioco dell’hockey in città nell'impianto dedicato, all'interno dello scenario progettuale complessivo, della destinazione d'uso sportivo dell'area attualmente inutilizzata e dell'interlocutore che si concretizzeranno al termine della futura procedura di riassegnazione gestionale del centro. 
I primi giorni di Settembre un tavolo tecnico Comune-Federazione entrerà nei dettagli per verificare le modalità di gestione in questo periodo di passaggio, al fine di garantire la regolare fruizione del centro da parte delle associazioni e degli sportivi.

Parallelamente inizierà la fase progettuale, come sempre aperta ai contributi del mondo sportivo, della Consulta, di tutti.

sabato 18 luglio 2015

TRACCIATA LA STRADA PER UNA NUOVA GESTIONE DELL'IGIENE URBANA A CERNUSCO

Nell’ultimo Consiglio Comunale di Mercoledì 15 luglio è stato approvato, con 10 voti favorevoli, 3 astenuti e 1 contrario, il  protocollo di intesa tra il comune di Cernusco sul Naviglio, Cem Ambiente Spa e Cernusco Verde che porterà, entro l’inizio del 2016, ad affidare la gestione della raccolta e smaltimento rifiuti, pulizia strade e della piattaforma ecologica a Cem Ambiente Spa.

Cem sta per Consorzio Est Milano, realtà che oggi ha in carico i servizi di igiene ambientale e raccolta rifiuti in oltre 50 Comuni che ricadono in parte nella Città Metropolitana ed in parte nella provincia di Monza e Brianza.

Passo indietro.

Il Consiglio Comunale, nella seduta del 10 febbraio, aveva dato l’ok alla riorganizzazione dei servizi gestiti dalla Cernusco Verde, con l’indicazione dell’ingresso in CEM quale soluzione da verificare e intraprendere per la gestione dei servizi di cui sopra, oggi in capo appunto alla partecipata del Comune.

La scelta era dovuta principalmente al fatto che numerosi cambiamenti alla normativa sulle partecipate operati dallo Stato negli ultimi anni avevano profondamente modificato le condizioni nelle quali le aziende possono operare: il quadro normativo che nel 2000 aveva reso conveniente istituire Cernusco Verde era ed è radicalmente mutato.

Oggi, di fatto, non vi è più una sostanziale differenza tra il gestire un servizio attraverso il Comune o attraverso una sua partecipata: entrambi devono sottostare alle medesime regole e non c’è più quindi quella flessibilità che in passato ha permesso di meglio operare attraverso Cernusco Verde.

Basta pensare al limite di assunzioni che oggi anche Cernusco Verde deve rispettare e che non ha permesso, negli ultimi anni, di effettuare quelle assunzioni necessarie a mantenere inalterato il livello del servizio a fronte di un invecchiamento del personale esistente.

E certo non è bastato l’incremento di capitale sociale da 180.000 euro a 980.000 euro operato dall'Amministrazione Comunale in questi anni: un'operazione che ha comunque permesso alla società di effettuare importanti investimenti soprattutto sul parco mezzi ma che ha dimostrato come una società di piccole dimensioni non può fare investimenti significativi se non ricapitalizzandola.

Ma torniamo al Consiglio Comunale dell'altra sera.

Il percorso delineato prevede la cessione da parte di Cernusco Verde del ramo di azienda che si occupa di igiene urbana a una nuova società di proprietà comunale che comprenderà i mezzi utilizzati oggi per la realizzazione del servizio, il relativo personale (in tutto 36 dipendenti tra operai e amministrativi) e piattaforma ecologica.

Questa nuova società sarà poi a sua volta conferita dal Comune a Cem Ambiente.

Il controvalore, calcolato in base a delle perizie che saranno realizzate in questi mesi e approvate da tutti i soggetti coinvolti nell’operazione, sarà ‘tradotto’ in quote societarie che Cem cederà al Comune di Cernusco sul Naviglio, il quale diventerà a tutti gli effetti socio.

Una volta conclusa questa operazione, Cem diventerà il gestore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e spazzamento strade; per il momento, rimarranno in capo a Cernusco Verde gli altri servizi affidati oggi alla partecipata, quali la gestione del verde pubblico e dei parcheggi a pagamento.

Così il Sindaco Eugenio Comincini in Consiglio Comunale: “La scelta di entrare come soci in Cem ci permetterà di affidare il servizio di igiene ambientale a un soggetto riconosciuto, più solido, con maggiori capacità di investimento e con esperienza di cui fanno parte, in qualità di soci, oltre 50 Comuni della Città Metropolitana di Milano e della provincia di Monza e Brianza. Non solo: in questo modo saranno tutelati i lavoratori di Cernusco Verde, migliorato il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e non ci saranno spese aggiuntive per il Comune e per i cittadini. Anzi: migliorando il valore della raccolta, diminuiremo il costo di gestione e quindi anche la tariffa rifiuti”.

Parallelamente alla fase ‘tecnica’, infatti, si sta già lavorando su come migliorare con l'ingresso in CEM il servizio di smaltimento rifiuti e di igiene urbana della città.

L’obiettivo è quello di porre una sempre maggiore attenzione all’ambiente secondo quel percorso indicato dal progetto “Cernusco2032: la città dell’innovazione” per cui è necessario costruire oggi la nostra città del futuro, anche per ottenere economicità nel servizio da rilasciare sulla città e sul costo sostenuto dai cittadini per questi servizi.

Per quanto riguarda in particolare la raccolta differenziata, per il sesto anno consecutivo Legambiente ha inserito il comune di Cernusco sul Naviglio tra i Comuni Ricicloni d’Italia, quelli cioè con una raccolta differenziata superiore al 65%, unico tra i Comuni con oltre 30mila abitanti della Città Metropolitana di Milano.

Una raccolta differenziata buona ma sostanzialmente "stabile per difetto" nel tempo (quest’anno del 65,87% contro il 66,86% del 2012) e che invece vogliamo migliorare.

Con Cem verrà introdotta la raccolta puntuale con l'Equo Sacco, un'esperienza che sta mostrando impatti fortemente positivi nei comuni dove è stata introdotta e che passerà da un rinnovato patto con i cittadini di attenzione ambientale e di buone pratiche da premiare. E poi un'attenzione alla raccolta differenziata nei mercati settimanali, ai mezzi per l'igiene urbana nel centro storico, ...

Anche nell’ottica di questo passaggio va inquadrato il rafforzamento delle azioni e degli strumenti di controllo già oggi a disposizione: ultimo in ordine temporale è il progetto triennale di controllo del territorio messo in campo dalla scorsa settimana dall’Amministrazione e attuato dalla Polizia Locale che comprende, tra l’altro, il contrasto del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nel rispetto del decoro urbano. Saranno ancor più utili nella fase di passaggio.

Questa evoluzione di in house providing con Cem ha dunque alla base una ragione industriale che permette di andare oltre il legame verso una società comunale.

In più, l'adesione ad una società a capitale totalmente pubblico costituita da una pluralità di enti locali si pone in linea con le disposizioni in materia di partecipazione societaria, che impongono di assicurare l'aggregazione di più Comuni nella gestione associata dei servizi, con particolare riferimento ad un servizio pubblico di locale di primaria rilevanza economica quale la gestione dei rifiuti.

Il prossimo passaggio pubblico sarà a Settembre, con la definizione - tra l'altro - dei capitolati e dei contratti di servizio e la definizione degli assets oggetto dell'operazione.

giovedì 9 luglio 2015

ANCA MI SUN SEMPER CHI


Al termine dell’ultima partita della stagione sportiva 1985/86, l’allenatore della squadra aveva deciso di salutare noi 16 pre-adolescenti freschi di diploma di scuola media, regalando a ciascuno una frase per descrivere – così come ci aveva conosciuto nell’anno - le nostre migliori caratteristiche su cui costruire il proprio futuro.

In ordine alfabetico, io ero stato come sempre l’ultimo: “Zac - mi disse - la semplicità è la tua forza”.

Negli anni ho ripensato spesso a quella frase e non so se davvero ho seguito i consigli di quell’allenatore, ma se c’è una persona che ne ha raccontato il senso bellissimo e forse me lo ha trasmesso, quella persona è il mio papà.

Me lo ha raccontato amando la mia mamma, e poi la mia mamma e me, e poi la mia mamma, me, Anna e Matteo, nella semplicità di essere famiglia: che bella quella sensazione felice di poter affrontare, insieme, tutto.

Me lo ha ricordato con l’entusiasmo per ogni singola alba di 45 anni per andare al lavoro, piangendo la sera dell’ultimo giorno prima della pensione: figlio di una generazione nata nella povertà della guerra ma che lavorando forte si è presa sulle spalle l’Italia per consegnarcela ricostruita, anche nei valori.

L’ha testimoniato poco con le parole e molto con gesti concreti: in tanti hanno voluto ricordarmi in questi giorni il bene e il tempo dedicato ai ragazzi in oratorio, spesso nei lavori più umili e sempre con un sorriso. Non c’è bisogno di parole per spiegare un gesto d’amore, non c’è bisogno dei riflettori per essere utili.

Me l’ha indicato regalandomi la passione per lo sport: quello della vittoria mai ostentata e della sconfitta da cui imparare per ripartire; dei campioni della nostra Juve e dei ragazzi del GSO; dei campi da segnare e delle lunghe trasferte per vedermi giocare; di quelle estati al parco per perfezionare insieme un gesto tecnico e di quelle bellissime domeniche mattina di una Cernusco anni Settanta, a tifare i nostri della Tino Gadda nella volata sul rettilineo davanti al Bar della Pesa.

E poi la semplicità di chi vuole giustificare un male che gli hanno fatto; di chi preferisce che abbiano ragione gli altri; di chi vuole ed è certo che ci sia per ciascuno di noi una seconda possibilità: non sono forse queste, anche secondo quella famosa poesia, le persone che stanno salvando il mondo?

“Guarda ti. Ma fa i rob giust”, scegli tu ma fai le cose giuste, è insieme il manifesto educativo di sette parole e il consiglio paterno più veri che potesse ripetermi nei momenti in cui la vita ci pone davanti ad una scelta importante.

L’ultima notte passata a casa, settimana scorsa, ho accompagnato mio papà a letto e l’ho salutato dicendo un semplice “Papà, domattina sono ancora qui”.

“Anca mi sun semper chi”, anch’io sono sempre qui, mi ha risposto.

Ancora una volta non c’è stato bisogno di un lungo discorso: ora so che era la promessa di esserci sempre vicino, magari fischiettando le note di un'allegra mazurka, per tutti i giorni che ci aspettano.

mercoledì 1 luglio 2015

IL CAR SHARING METROPOLITANO ARRIVA A CERNUSCO


La notizia dell’attivazione anche a Cernusco sul Naviglio del servizio di Car Sharing era circolata nelle scorse settimane ma ora c’è anche la data: nella nostra città e in ulteriori 4 comuni (in aggiunta agli 8 già attivi) si parte subito oggi, 1° Luglio.

Sul sito del Comune di Cernusco e su quello del gestore Twist ci sono tutte le informazioni pratiche, compresi i costi di utilizzo.

Era il 27 Febbraio del 2014 quando “La Repubblica”, in un articolo dedicato al successo del carsharing a Milano, scriveva: “Palazzo Marino inviterà presto le 31 amministrazioni più vicine a Milano a discutere di questa possibilità: in tre, Buccinasco, Cernusco e San Donato, hanno già fatto il primo passo, chiedendo notizie sul sistema di condivisione che sta rivoluzionando la mobilità a Milano”.

Sono andato a riprendermi la lettera che mandammo qualche settimana prima – era il 4 Febbraio del 2014 - all’Assessore del Comune di Milano Pierfrancesco Maran e già c’era tutto: la visione d’insieme di “Cernusco2032: la città dell’innovazione” come attenzione alle buone pratiche da mettere in atto oggi per costruire la nostra città del futuro, anche per gli spostamenti personali; l’analisi che solo se pensato a livello di Città Metropolitana il servizio di car sharing avrebbe potuto essere sostenibile; l’evidenza che una concreta disponibilità del Comune di Milano avrebbe dovuto essere il presupposto per poter realizzare il progetto.

Gentile Assessore Maran,

da qualche anno “Cernusco2032: la città dell’innovazione è il progetto che riunisce tutte le azioni dell’Amministrazione Comunale di Cernusco sul Naviglio in tema di nuove tecnologie, attività produttive e ambiente […].

Proprio in tema di ambiente e mobilità sostenibile, sono molte le iniziative messe in campo per promuovere forme di spostamento responsabili: ne sono un esempio il processo di ottimizzazione del trasporti cittadino tuttora in atto; la costruzione negli anni di piste ciclabili che permettono l’attraversamento della città secondo tutte le direttrici di movimento; lo sviluppo di un sistema integrato di bike sharing per lo spostamento casa-lavoro e che coinvolge anche i Comuni di Pioltello e Carugate; l’apertura del bicipark nei pressi della fermata della metropolitana Cernusco centro.

Un passo ulteriore che stiamo valutando, in linea  con la sensibilità dimostrata dai cittadini di Cernusco in questo ambito, è rappresentato dallo sviluppo di un sistema di car sharing. Alla luce del successo riscosso da questo servizio nella città di Milano e in una prospettiva di città metropolitana, ci farebbe piacere valutare insieme a Lei la possibilità di una implementazione in maniera integrata con quanto da Voi realizzato. L’imminente appuntamento con Expo2015 e le necessità di trasporto connesse sono un ulteriore argomento che ci spinge verso questa prospettiva.

Per verificare le possibilità di sviluppo comune e per poter impostare in questa direzione il lavoro di implementazione del servizio di car sharing a Cernusco sul Naviglio, Le chiedo la disponibilità ad un incontro già nelle prossime settimane.

Così, 16 mesi e diverse riunioni e sopraluoghi dopo, eccoci qui ad implementare il car sharing anche a Cernusco. Ma c’è davvero l’esigenza di questo servizio a livello di città metropolitana e nella nostra città? Sarà un successo?

Come detto dal gestore in conferenza stampa due settimane fa, quello di Milano sembra essere il primo car sharing europeo che comprende numerosi comuni al di fuori del capoluogo di riferimento, per cui non ci sono riferimenti verso cui rivolgersi.

Per comuni come Cernusco, serviti anche dalla linea metropolitana, due le esigenze di spostamento individuate a cui il car sharing potenzialmente risponde: il trasferimento da e verso Milano, soprattutto in orari in cui il servizio pubblico è meno frequente; il trasferimento tra comuni dell’hinterland senza utilizzare Milano come hub nel viaggio con mezzi pubblici. Per questo a Cernusco gli stalli di presa e rilascio delle auto (fuori Milano il car sharing funziona “da posto a posto”, non in free floating) saranno tre e saranno a ridosso di potenziali luoghi di destinazione (centro sportivo, ospedale, parco dei Germani, biblioteca, ecc.), comunque a contorno del centro storico (la cui area a traffico limitato rimane off anche per le macchine di car sharing).

Il car sharing va certo nella linea della sempre più diffusa sensibilità delle persone all’uso di beni in condivisione, sia in un’ottica di risparmio, sia all’interno di una riflessione più ampia sul rispetto ambientale (uno studio negli USA certifica che ogni auto in car sharing toglie 32 auto dalle strade): la sharing economy è parte ormai integrante della nostra vita quotidiana, dalla musica nel nostro smartphone all’uso della bicicletta, passando per i libri da leggere e ora anche dalle automobili.

Una ricerca presentata da Alix Partners lo scorso Marzo per #ForumAutoMotive e ripresa da Quattroruote mostra che “il car sharing registra in tutto il mondo una crescita "costante e difficilmente prevedibile" con oltre 5 milioni di utenti nel 2014 (+39% rispetto al 2006) e circa 100 mila veicoli condivisi (+30%). Il boom si è fatto sentire anche in Italia (+70% nel 2014 rispetto all'anno precedente) e, soprattutto a Milano, che assorbe quasi l'80% del totale, sia per quanto riguarda gli utilizzatori (220 mila nel complesso) che per le vetture (3 mila auto sul territorio nazionale)”.

Staremo a vedere. Intanto, consegnamo ai cittadini di Cernusco certamente un nuovo servizio ad integrazione del trasporto pubblico (inclusa la tratta da/per l'Aeroporto di Milano Linate) e concretizziamo un bel progetto di Città Metropolitana.

#sognocoseche


martedì 23 giugno 2015

DI POLITICHE SPORTIVE E CRITERI DI ASSEGNAZIONE DEGLI IMPIANTI COMUNALI


Nell’ultima seduta, il Consiglio Comunale di Cernusco sul Naviglio ha approvato con 12 voti favorevoli, 1 astenuto e nessun contrario il documento “Impianti e strutture per l’attività sportiva. Criteri di assegnazione, in ordine di priorità”.

Dopo la riforma delle tariffe per l’uso degli impiantisportivi approvata dal Consiglio Comunale nel luglio 2014, lo considero un altro passo fondamentale nel cammino di trasparenza ed equità nella gestione degli impianti sportivi che insieme al movimento sportivo cernuschese ci siamo posti come obiettivo.

Attraverso il rinnovo degli accordi per l’utilizzo delle strutture comunali, l’Amministrazione Comunale e le Associazioni Sportive rinsaldano ogni anno il reciproco impegno: il Comune a rendere disponibili gli impianti sportivi a costi contenuti; le Associazioni a promuovere lo sport, in particolare a favore delle leve giovanili, a compartecipare alle spese che il Comune sostiene pagando le tariffe d’uso e a utilizzare gli impianti con diligenza, rispettando gli orari e gli spazi assegnati.

Ogni settimana sono oltre 800 le ore di utilizzo degli impianti comunali da parte delle nostre Associazioni e come evidenziato nell’analisi contenuta nel Piano di sostegno allo sport “Uno sport su misura”, il Comune ne copre il costo di gestione per circa il 70%: un modo concreto per esprimere il sostegno all’attività delle oltre 45 Associazioni Sportive della città.

Le scelte di politica sportiva contenute nel documento vogliono garantire:

1. la continuità d’azione nel tempo alle associazioni in linea con l’idea di sport “vero, leale e di tutti” (adesione al movimento sportivo cernuschese, rispetto dei regolamenti, uso responsabile degli impianti,  rispetto degli impegni economici assunti);

2. la vocazione polisportiva dello sport a Cernusco;

3. la volontà di privilegiare l’attività giovanile di base, soprattutto di atleti cernuschesi; 

4. l’annuale revisione degli spazi assegnati alla luce della reale capacità di una associazione sportiva di intercettare la domanda di sport del territorio nello specifico momento storico;

5. la necessità di una condivisione preventiva per sviluppi associativi che necessitano di un maggior utilizzo di strutture sportive.

Il tutto nella convinzione che solo in impianti adeguati e ben gestiti è possibile proporre uno sport educativo.

Il documento tiene conto dei criteri generali condivisi con il Movimento Sportivo cernuschese in questi anni e verificati in fase di stesura con il Direttivo della Consulta dello Sport, come da Statuto della Consulta stessa; è stato inoltre approvato dall’intera Assemblea della Consulta dello Sport il 28/05/2015, all’unanimità.

Come ho avuto già modo di dire pubblicamente lo scorso Maggio, la sfida più grande che ci attende ora nell'ultima parte di mandato amministrativo sarà quella di ripensare l'utilizzo dei due centri sportivi comunali in una visione d'insieme: ad oggi quello di via Buonarroti appare sovrautilizzato e con una prospettiva di sviluppo definita e condivisa, mentre quello di via Boccaccio include spazi inutilizzati e con un progetto di crescita mai realizzato da parte di chi se ne era assunto l'onere.

Inzieremo a parlarne e a confrontarci nei prossimi mesi.