giovedì 20 dicembre 2018

SEMINARE PROGETTI PER REALIZZARE IL FUTURO DELLA NOSTRA COMUNITA'


E' in distribuzione in questi giorni in tutte le case di Cernusco sul Naviglio il numero di Dicembre dell'informatore Comunale 'Cernusco Fuori dal Comune'. Qui sotto il mio editoriale.
 
Scrivo questa introduzione al numero di Dicembre di ‘Cernusco Fuori dal Comune’ nei giorni in cui si stanno chiudendo due importanti passaggi della vita amministrativa annuale dell'Ente: il bilancio di previsione 2019 e il Documento unico di programmazione (DUP) per il triennio 2019-2021 che il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare poco prima di Natale e che di fatto esprime gli obiettivi che l'Amministrazione si pone di realizzare con una programmazione strategica e sinergica tra tutti i settori del Comune. Un'occasione, dunque, per fermarsi e osservare le dinamiche che attraversano la città così da immaginarne l’orizzonte: verso quale direzione sta andando la nostra comunità?
 
In attesa dei dati consolidati dell’intero anno 2018, i numeri 2017 dell’andamento demografico mostrano una città che guarda con fiducia al proprio futuro: crescono il numero dei bambini in età prescolare 0-6 anni (+1,8%) e quello dei piccoli studenti della scuola dell’obbligo (+2,5%). In una Paese come l’Italia in cui si fanno sempre meno figli, per il secondo anno consecutivo a Cernusco sul Naviglio il tasso di natalità appare superiore a quello di mortalità mentre si legge un ricambio importante di residenti se si considera che dal 2012 al 2017 sono aumentati di circa il 10%: sono prevalentemente coppie di giovani o giovani genitori che hanno scelto consapevolmente di essere famiglia qui.
 
Intorno all’idea di città che cresce senza lasciare indietro nessuno e alle azioni messe in campo per realizzarla siamo chiamati ad aggiornare il nostro ‘sentirci cernuschesi’ e a costruire un sentire comune che si riconosca in radici di valori che riceviamo dalla nostra storia e dalle storie delle persone che da sempre danno forma alla nostra comunità ma che cresca in tempi e spazi della città nuovi, dove coltivare relazioni e vivere esperienze positive.
 
A marzo la Cappella gentilizia di Villa Alari è stata consegnata ristrutturata alla città, anticipo della villa e del suo parco che verranno riaperti la prossima primavera e che si stanno scoprendo in questi giorni man mano che vengono smontati i ponteggi; il polo scolastico di Largo Cardinal Martini è stato completato e lo scorso settembre l’anno scolastico è iniziato con l’apertura del nuovo nido e con la sezione di materna, mentre il rifacimento del corpo bagni della scuola di via Manzoni in corso di esecuzione è il preludio della rivisitazione degli spazi del prossimo anno per ottimizzare mensa e laboratori; a ottobre il Condominio Solidale ha accolto nei suoi 16 appartamenti i primi ospiti, subito esempio a livello nazionale di quel ‘welfare generativo’ che nasce dal tessuto cittadino e che unendo l’azione di Comune, associazioni e realtà private rappresenta ad oggi la modalità più avanzata di essere prossimi alle persone e alle loro fragilità;  la  ristrutturazione delle piazze e dei parchi della città come luoghi belli che accolgano il piacere di incontrarsi è già in corso con la progettazione di piazza Unità d’Italia e sarà seguita negli anni a venire da piazza Schuster e dalla fontana di Piazza Matteotti mentre sono al via i lavori per il Parco Trabattoni e per il Parco degli Alpini.
 
Cernusco sul Naviglio è nei fatti una città proiettata nel futuro e il prestigioso riconoscimento di ‘Cernusco Città Europea dello Sport 2020’ ricevuto a novembre dal Presidente del CONI, Giovanni Malagò, rappresenta un ulteriore fondamentale tassello della città che verrà: consapevole, aperta, all’avanguardia. Il suo svolgimento porterà con sé contenuti che ne rafforzeranno la direzione e lascerà in eredità impianti sportivi ridisegnati nella struttura, nell’utilizzo e nella gestione: la ristrutturazione prevista nel 2019 della tribuna dello stadio ‘Gaetano Scirea’ a 33 anni dalla sua costruzione ne è un primo esempio.
 
Guardavo in questi giorni dalla finestra del mio ufficio i giardinieri incaricati dal Comune mentre piantavano i bulbi che faranno fiorire le aiuole dei parchi cittadini la prossima primavera. E’ passato più o meno un anno e mezzo da quando siamo stati chiamati a guidare Cernusco sul Naviglio con un segno distintivo di continuità con l’amministrazione che ci ha preceduto ma con il compito di accompagnare la nostra comunità su nuovi percorsi, per disegnarne il futuro di città ‘bella, vivibile e viva, sostenibile; prossima alle persone e amata da chi la abita, la utilizza, se ne prende cura; all’avanguardia’.
 
Piantare bulbi di futuro accompagnando Cernusco sul Naviglio in questo passaggio della sua storia rappresenta davvero il compito più affascinante dei prossimi anni. Una sfida che chiama ciascun cittadino cernuschese a fare la propria parte in una comunità di cui si senta parte, con generosità e capacità di tessere relazioni positive, consapevoli che proprio le relazioni tra le persone rimangono la forma più avanzata di innovazione. Sia questo l’augurio che ci facciamo reciprocamente, all’inizio del nuovo anno.

domenica 4 novembre 2018

LA GUERRA DEI NOSTRI NONNI, 100 ANNI FA


Rivolgo un caloroso saluto alle autorità civili, militari e religiose; al Senatore Eugenio Comincini; ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, alle Associazioni d’Arma e ai cittadini intervenuti per celebrare il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, nel centenario della conclusione della Prima Guerra Mondiale, ai piedi di questo monumento inaugurato nel 1927 per ricordarne i caduti.
 
Per quelli della mia generazione, la grande guerra è la guerra dei nostri nonni: i nonni che lo scorrere del tempo non ci ha permesso di ascoltare nel loro racconto di quei giorni al fronte, in trincea; i nonni delle foto in bianco e nero, che sbucano ogni tanto da album di ricordi sempre più lontani; i nonni il cui nome era stampato in un quadro con il Diploma e la Croce di Cavaliere di Vittorio Veneto, appeso alla parete di casa, da piccoli. La guerra dei nostri nonni è la guerra che finì 100 anni fa ma che ancora oggi ci parla e ci racconta le storie delle donne e degli uomini che l’hanno vissuta.
 
Erano le 12.00 del 4 Novembre 1918 quando il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, Armando Diaz, stilava il Bollettino di guerra N.1268: ‘La guerra contro l'Austria-Ungheria – recitava il testo - che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuno divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatré divisioni austroungariche, è finita'.
 
L’Italia concludeva vittoriosa la propria quarta guerra d’indipendenza, annettendo le terre irredente ma pagando un prezzo altissimo: 650.000 caduti di guerra, 590.000 vittime civili, 470.000 mutilati e invalidi.
 
 
In quella storica giornata di 100 anni fa, la notizia arrivò anche a Cernusco sul Naviglio: viale Assunta – allora via Milano - si riempì di persone trepidanti che accorrevano alla stazione del tram per averne conferma, perché giungendo da Milano, era proprio dalla stazione che l’annuncio della pace si era diffuso, e poi tutti di corsa giù in paese passando proprio qui davanti, di fronte al Municipio, gridando che la guerra era finita per davvero; il suono a festa delle campane della chiesa in quella che oggi è Piazza Matteotti risuonò per un giorno intero, a raggiungere anche i cernuschesi costretti a letto da una terribile epidemia influenzale di febbre spagnola che fece 500.000 vittime in tutta Italia, decine anche nella nostra città; la gente rimase per strada fino a notte fonda, travolta da un’enorme sentimento di gioia.
 
Anche Cernusco sul Naviglio, paese di circa 7.000 abitanti, contò tristemente le proprie vittime: 125, di cui una trentina morirono in ospedale, dodici in prigionia, sette a casa, tutti gli altri al fronte, a cui erano stati inviati in larga parte per costituire la fanteria del nostro esercito. Tre di loro furono insigniti della medaglia al valore per gli atti eroici di cui furono protagonisti in battaglia.
 
Tutti i loro nomi sono scolpiti in due lapidi presso la cappella principale del nostro cimitero: vi ho fatto visita in questi giorni, per rileggerli e farne memoria.
 
 
In loro ricordo voglio menzionare i più giovani, due dei famosi ‘ragazzi del 99’: il soldato Perego Enrico, del 90° Fanteria, e il Soldato Galbiati Pietro, del 2° Artiglieria Treno. Appartenevano alla leva del 1917, quando furono inviati al fronte insieme ai loro coscritti appena diciottenni in un momento di gravissima crisi per l’Italia, che culminerà nella disfatta di Caporetto del 24 Ottobre 1917 e dalla quale il Regio Esercito riuscì a risollevarsi grazie all’apporto dei giovani soldati nati nel 1899, unito all’esperienza dei veterani.
 
Nella guerra dei nostri nonni, un’intera generazione di giovani italiani fu chiamata ad offrire la propria vita e a immolare il proprio futuro affinché altri italiani potessero viverlo in un Paese unito e libero; testimoniarono uno spirito di servizio e un senso di altruismo e dedizione per consegnarli ad una intera comunità nazionale come esempio in cui riconoscersi; sognarono di tornare a casa e vivere con le proprie famiglie, in pace, ma non si sottrassero al loro dovere. Sono quei valori che ancora oggi i militari del nostro esercito portano con professionalità in Italia, in concorso con le Forze di Polizia ed in soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali, e nel mondo, dove in prima linea in missioni internazionali garantiscono la pace in zone attraversate da tensioni tra popoli e da crisi tra nazioni.
 
 
La guerra dei nostri nonni è stato anche uno straordinario tempo di solidarietà e di accoglienza tra le persone.
 
Insieme alle notizie dei primi cernuschesi caduti (alla fine del 1915 erano già una ventina), dei feriti, dei mutilati, dei prigionieri e insieme ai racconti sulla durissima vita in trincea e sui massacri causati dalle offensive austro-ungariche che i militari in permesso raccontavano al loro ritorno, nel 1916 numerosi profughi iniziarono a giungere a Cernusco sul Naviglio dalle zone di guerra, parlando un dialetto differente dal nostro, proprio come avveniva tra i nostri soldati al fronte, provenienti da tutta Italia ma non ancora italiani nello spirito: si trattava soprattutto di giovani donne, sole o con qualche famigliare, che trovarono ospitalità presso famiglie contadine o vennero assunte come domestiche nelle case dei benestanti.
 
Diversi di questi profughi si stabilirono poi definitivamente nella nostra città, segnata come tutte le città italiane da una profonda crisi: un tempo erano famiglie italiane – di dialetti e tradizioni differenti dal nostro – ad essere in fuga dalla guerra alla cerca di un futuro migliore per i propri figli, e non furono sufficienti la povertà e la miseria causate dalla guerra a prosciugare quei sentimenti di accoglienza o a chiudere quei porti di solidarietà che la nostra città dimostrava allora come oggi.
 
Anche il primo dopoguerra fu tutt’altro che semplice, con il problema di reintegrare i reduci nella vita civile e di garantire un valido sostegno alle decine di mutilati, invalidi, vedove e orfani di guerra. Per questo nacquero a Cernusco sul Naviglio due associazioni, che videro impegnati istituzioni e cittadini nel dare una risposta a questi problemi.
 
I reduci, poi, che avevano creduto in una società migliore quale contropartita del sacrificio di sangue, trovarono al loro ritorno un paese agitato dalle urgenze di mille problemi dovuti ai notevoli cambiamenti sociali e culturali: disoccupazione, rialzo dei prezzi di tutti i generi di prima necessità, scioperi e manifestazioni di piazza.
 
Cernusco sul Naviglio era un paese prevalentemente agricolo, di un’agricoltura povera, in cui la stragrande maggioranza della popolazione addetta viveva in precarie condizioni: proprio per dare risposta a queste emergenze nacquero due cooperative mutualistiche di lavoro, produzione e consumo e una di queste – la Cooperativa Agricola Cernuschese – ha anch’essa festeggiato quest’anno, evolvendo secondo le necessità di epoche e mercati, i suoi primi 100 anni.
 
La guerra dei nostri nonni, insomma, è stato un tempo cattivo e duro, che con gli egoismi nazionali di cui rimase pervaso anche al termine delle ostilità pose le basi per le successive stragi, ma fu un tempo altrettanto ricco di solidarietà umana e materiale tra le persone, che si rinnovano ai nostri occhi come monito nei confronti dei sentimenti di chiusura e personalismo che attraversano i nostri giorni e le nostre paure.
 
'Come è possibile – ha ricordato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una intervista di questa mattina sul significato del 4 Novembre – pensare che benessere, libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo possano riguardare alcuni al mondo? La pace e i diritti sono indivisibili: dobbiamo prendere atto che la frontiera del bene comune è diventata più ampia e questo richiede apertura di pensiero e iniziative modulate su misura di questo nuovo, più ampio scenario'.
 
 
Per quelli della mia generazione, dicevo all’inizio, la grande guerra è la guerra dei nostri nonni: lo è stata anche di mio nonno Valentino, fante in trincea, fatto prigioniero e detenuto in Austria, ritornato a casa nel 1919, diploma N.29.088 di Cavaliere di Vittorio Veneto.
 
Il nonno contadino semplice che prima di morire chiese al sindaco del suo paese di essere seppellito in una tomba all’ingresso del cimitero con la scritta ‘Cavaliere di Vittorio Veneto’ ben in vista affinché ancora oggi, dopo 45 anni, quella scritta possa ricordare ai visitatori il drammatico dovere compiuto da una generazione di italiani, cento anni fa. Perché nessuno sia più chiamato a compierlo.
 
La guerra dei nostri nonni ci consegna la memoria della morte e del sacrificio per chiederci di farci custodi oggi di un presente e di un futuro di pace, di giustizia e di solidarietà.
 
W le Forze Armate!
W l’Italia unita!
W l’Italia in pace!
 

domenica 28 ottobre 2018

IL RADUNO DEI BERSAGLIERI A CERNUSCO SUL NAVIGLIO PER I 100 ANNI DALLA FINE DELLA GRANDE GUERRA


È con grande affetto che a nome mio personale, dell’Amministrazione Comunale e della città tutta, saluto i bersaglieri riuniti oggi a Cernusco sul Naviglio per questo raduno, che si inserisce nelle nostre celebrazioni per il centenario della fine della grande guerra.

Nei suoi 182 anni di vita, il Corpo dei Bersaglieri è stato protagonista di tutti gli eventi che hanno segnato la storia della nostra Nazione, dal Risorgimento in poi, e ancora ai giorni nostri si distingue per la presenza in prima linea nel portare la pace e i valori della Repubblica Italiana, nel nostro Paese e all’estero: come nel Sud del Libano, dove lo scorso 18 ottobre la Brigata Garibaldi ha assunto la responsabilità del comando multinazionale composto da circa 3.700 militari e che opera per garantire l’equilibrio in un’area sensibile, in cui la presenza dei Caschi Blu è sinonimo di imparzialità, stabilità e unione d’intenti.

Nei giorni che 100 anni fa segnarono drammaticamente la storia italiana con oltre 650.000 caduti di guerra e 590.000 vittime civili, i reparti bersaglieri furono impegnati su tutto il fronte e l’altissimo numero di decorazioni al Valore Militare assegnate individualmente o al reparto testimoniano il grande valore dei bersaglieri in battaglia.


Anche Cernusco sul Naviglio pagò un duro prezzo di vite umane: furono 125 i caduti che la nostra città dovette tristemente contare al termine della grande guerra, compresi 9 bersaglieri il cui sacrificio voglio singolarmente con voi ricordare oggi, con gratitudine e riconoscenza:

Il soldato BONALUMI GAETANO del 12° Bersaglieri, ferito a San Michele del Carso e poi deceduto a Ospedaletto il 18 Ottobre 1916, a 25 anni;

Il soldato CAMBIAGHI CARLO del 5° Bersaglieri, morto a 23 anni sul campo a Santa Lucia d’Isonzo il 22 Agosto 1915;

Il soldato GHEZZI ANGELO del 5° Bersaglieri, 33 anni, fatto prigioniero e di cui si ebbe un’ultima lettera da Belgrado nell’Ottobre 1918;

Il soldato POLLASTRI ANTONIO del 12° Bersaglieri, disperso in combattimento a 29 anni a San Giovanni di Manzano (oggi San Giovanni al Natisone) il 28 Ottobre 1917;

Il soldato POLLASTRI ENRICO del 15° Bersaglieri, irreperito a 28 anni dopo il combattimento sull’Altopiano del Carso a quota 207 mt. il 15 Settembre 1916;

Il soldato SARDI AMBROGIO del 6° Bersaglieri, morto a 33 anni in combattimento nella conca d’Ampezzo il 22 Gennaio 1916;

Il soldato SIRTORI ERNESTO del 12° Bersaglieri, morto a 24 anni in combattimento sul Monte Nero del Carso il 14 Agosto 1915;

Il soldato VILLA ERSILIO del 6° Bersaglieri, morto a 24 anni in combattimento a Monte Cucco nel Cadore il 28 Maggio 1917;

Il soldato ZUCCHETTI ERNESTO dell’8° Bersaglieri, ferito e fatto prigioniero, morto a 26 anni a Matausen in Austria il 29 Marzo 1918.

Leggere questi cognomi di famiglie cernuschesi per accostarli a luoghi dove la storia ha scritto pagine di battaglie e di morte è ancora oggi, dopo 100 anni, un momento di struggente memoria che ci conferma come ogni ricordo di guerra deve renderci convinti custodi di un presente e di un futuro di pace.

Anche per le storie di quella generazione e di quei nove bersaglieri cernuschesi, per il sacrificio delle loro vite, il legame tra la nostra città e il Corpo dei Bersaglieri non viene scalfito dal passare del tempo ma anzi celebra il 30° anno di rifondazione della sezione cittadina e il 20° anno dall’inaugurazione del monumento dedicato a tutti i bersaglieri in un angolo di città – Largo Bersaglieri d’Italia – a loro intitolato.


Un legame che passa certamente e prima di tutto attraverso le relazioni tra le persone e l’impegno anche per la nostra città. Per questo voglio ricordare con affetto un cernuschese che ci ha lasciati due settimane fa: il bersagliere Pier Giuseppe Galimberti, per anni presidente della sezione cittadina dell’associazione e per 25 anni animatore instancabile delle ACLI Cernsuschesi, insignito del titolo di ‘Cavaliere’ dal Presidente della Repubblica per il suo impegno sociale. La memoria della Sua passione civile rimanga di esempio per chi è chiamato a mettere il proprio impegno a disposizione degli altri.

Cari bersaglieri, lo spirito di servizio che Vi contraddistingue e il convinto senso di altruismo e dedizione sono espressione di un’identità che appartiene a tutta la comunità nazionale; sono valori in cui riconoscersi anche e soprattutto in questo tempo presente sempre più attraversato da personalismi ed egoismi.

Da quasi due secoli la storia del vostro Corpo d’armata si intreccia con quella dell’Italia, ridiscende anche fino a quella della nostra città e si ricongiunge – nella tragedia e nella speranza - alle storie di tante nostre famiglie, alle storie di tanti cernuschesi, giungendo fino ai giorni nostri.

Per questo Cernusco sul Naviglio Vi accoglie con affetto in questa giornata di celebrazione e di ricordo; per questo a Cernusco sul Naviglio siete, e sarete sempre, i benvenuti.

Viva l’Italia!

Viva i suoi Bersaglieri!

sabato 13 ottobre 2018

E' UFFICIALE: CERNUSCO SUL NAVIGLIO E' CITTA' EUROPEA DELLO SPORT 2020!


Cernusco sul Naviglio è Città Europea dello Sport 2020! La comunicazione è arrivata giovedì 4 ottobre scorso con una nota ufficiale da Bruxelles da parte del Presidente di ACES Europe, Gian Francesco Lupatelli.

'Dear Major, we have the honor to declare Cernusco European City of Sport 2020.

Congratulations for the award because your city is really a good example of sport for all as an instrument of health, integration, education and respect.

You also have developed an exemplary sports policy with nice facilities, programmes and activities. Because of that we invite you to the next ACES EUROPE Awards Gala on November 12th at CONI in Rome (11h) with the attendance of President Mr. Malagò.

This will be the perfect opportunity for you to exchange experiences and interact with the municipalities that will be hosting the title in 2020.

 
From now your city is welcomed to ACES EUROPE family. We need your implication as city member'.
 
Il sogno di portare Cernusco sul Naviglio tra le città europee dello sport lo accarezzo da un po' e dopo averci studiato sopra da Assessore allo Sport avevo deciso di inserirlo come uno dei punti principali del mio programma da Sindaco.
 

Per anni con il mio lavoro avevo visto città europee sviluppate da grandi eventi sportivi internazionali e questa era proprio una bella sfida da intraprendere: ho sempre pensato che la nostra città avesse tutto per poter arrivare a questo riconoscimento e da lì potessero nascere consapevolezza nelle proprie eccellenze e un ulteriore fattor comune per sentirsi comunità; valorizzazione del  movimento sportivo cernuschese e delle sue associazioni; eredità per il futuro anche attraverso la riqualificazione degli impianti; una forte visibilità esterna da tradurre in attrattività per la città, sportiva e non; opportunità di crescita per le nostre attività commerciali; collaborazioni con altre città riconosciute da Aces per permettere ai nostri ragazzi esperienze internazionali; la narrazione di uno stile di vita sano per ciascuno e attento all'ambiente, in linea con la nostra visione di città. Insomma, un salto in una dimensione superiore come spesso ci siamo detti di voler compiere.
 
Per questo lo scorso novembre l'Amministrazione Comunale ha inviato la lettera di candidatura ad ACES Europe e poi a marzo è stato presentato il Dossier Ufficiale di candidatura, ‘La vita è il nostro sport preferito’, preparato insieme all'Assessore allo Sport, Grazia Vanni.
 
 
Ad aprile la commissione di ACES Italia ha visitato la nostra città per verificarne gli impianti e l’offerta sportiva, promuovendo Cernusco sul Naviglio alla valutazione finale di Bruxelles.
 
Infine, ad inizio ottobre, la bellissima notizia. Cernusco sul Naviglio è European City* of Sport 2020 ed è anche il primo comune di Città Metropolitana di Milano che lo diventa (*la fascia di città tra i 30.000 e i 500.000 abitanti).

Che dire, è una grande soddisfazione che nella prima dichiarazione ufficiale  ho voluto condividere con ogni cittadino cernuschese, sportivo e non: la passione degli atleti che praticano sport nella nostra città, la professionalità dei volontari delle nostre associazioni e il sostegno costante nel tempo da parte dell’Amministrazione comunale hanno permesso di costruire una realtà fatta di persone, impianti, sfide e amicizie sportive che fanno umanamente ricca la nostra città. Senza il nostro movimento sportivo non avremmo mai potuto lanciarci in questa avventura, l'ho scritto in una lettera ad ogni associazione.
 
Il giorno dopo ho voluto scrivere una lettera anche a tutti i dipendenti del nostro comune perché questo risultato - che certo guarda in particolare allo sport ma abbraccia tutta la città - è anche il frutto del loro lavoro quotidiano, ciascuno per il proprio ambito. E insieme a loro ho scritto a tutte le istituzioni che hanno sostenuto la nostra candidatura e con cui proseguiremo questo viaggio: al Sindaco di Milano e di Città Metropolitana di Milano, Giuseppe Sala; all'Assessore allo Sport di Regione Lombardia, Martina Cambiaghi, e al Sottosegretario per i grandi eventi sportivi di Regione Lombardia, Antonio Rossi; al Presidente di Coni Lombardia, Oreste Perri; alla Delegata di CONI Milano, Claudia Giordani; al Presidente del CSI di Milano, Massimo Achini.
 
Cosa ci aspetta ora? Il prossimo 12 Novembre sarò a Roma, al palazzo del CONI, a ricevere a nome della città di Cernusco sul Naviglio questo riconoscimento ma già da ora con il gruppo di lavoro comunale che ha lavorato alla candidatura e che certamente allargheremo alla città ci metteremo subito all'opera per coinvolgere, raccontare, comunicare e consolidare il palinsesto di iniziative e eventi: ciascuno potrà e dovrà sentirsi protagonista nel proporre e organizzare. Lavoreremo sugli eventi sportivi e non, per valorizzare i tanti che già abbiamo e per accoglierne e organizzarne di nuovi; coinvolgeremo la città perché sia un momento di crescita per tutti: studenti, commercianti, famiglie, giovani e nonni,...; chiameremo a raccolta le realtà economiche della città perché siano parte di questo progetto; concretizzeremo tra il 2019 e il 2021 la riqualificazione e la riorganizzazione degli spazi sportivi della città che consentirà di fare sport a Cernusco per i propri 30 anni, partendo dallo Stadio Gaetano Scirea e dal racconto della storia di un grande campione cernuschese riconosciuto negli stadi di tutto il mondo come esempio di bravura e fair play.
 
Nel Novembre 2019, infine, sarò a Bruxelles al Parlamento Europeo per ritirare sempre a nome della nostra città la bandiera di 'European City of Sport 2020'.
 
E poi inizierà un anno fantastico.
 

domenica 7 ottobre 2018

APPROVATO IL DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2019/2021


Mercoledì scorso il Consiglio Comunale ha approvato - con i voti di PD e Vivere Cernusco, l'astensione di Cernusco Civica, Lista Frigerio e Forza Italia e il voto contrario di Lega, M5S e La città in comune - Sinistra per Cernusco - il Documento Unico di Programmazione 2019/21.
Qui sotto la traccia della mia introduzione alla delibera in aula:
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Presentiamo questa sera all’approvazione del Consiglio Comunale il Documento Unico di Programmazione (DUP) per il triennio 2019/2021 così come già approvato dalla Giunta Comunale lo scorso 8 agosto; non sono pervenuti emendamenti entro la data del 10 Settembre prevista come termine per la loro presentazione.
Come sappiamo la redazione del DUP risponde ad un adempimento di legge peraltro non sanzionatorio ed esprime gli indirizzi del Consiglio Comunale per l’azione amministrativa e la relativa redazione di un bilancio che ne siano espressione coerente, anche se – alla luce dei tempi dettati dalla normativa che prevede la sua redazione a metà anno – sarà necessaria con tutta probabilità una nota di aggiornamento in prossimità dell’approvazione del bilancio preventivo 2019.
La fotografia Cernusco sul Naviglio e dell’ente attraverso i numeri contenuti in questo documento – e parlo ovviamente della prima parte del DUP - racconta di una realtà cittadina vivace e di un comune finanziariamente sano.
Per il quarto anno consecutivo il tasso di natalità risulta in crescita e per il secondo anno consecutivo lo stesso tasso di natalità è superiore a quello di mortalità: il saldo naturale risulta positivo per 46 unità a cui si aggiunge peraltro un saldo migratorio anch’esso positivo per 428 unità.
Significativo il dato della popolazione in fascia prescolare e in fascia di scuola dell’obbligo, in crescita rispetto all’anno precedente: 2.094 piccoli cittadini in fascia prescolare 0-6 anni contro i 2.055 dell’anno precedente (+1,9%), 3.112 in fascia scuola dell’obbligo 7-14 anni contro i 3.036 del 2016 (+2,44%), segno che la nostra città si conferma attrattiva per giovani famiglie che proprio in questa città riconoscono un contesto ideale per formarsi e crescere.
Con 34.341 abitanti rispetto al limite di 35.338 di popolazione massima insediabile da strumento urbanistico vigente per una percentuale di saturazione del 97,17%, la città sta giungendo al termine del percorso di espansione previsto dal PRG del 2002 e poi ridimensionato dal PGT del 2010: questa amministrazione conferma la volontà di non consumare nuovo suolo (anzi, si pone l’obiettivo di valorizzare le aree verdi a corona del consolidato urbano per renderle davvero fruibili per la città) e già sta operando – in continuità con l’amministrazione precedente - ad una rigenerazione delle aree dismesse anche sulla scia della prima variante commerciale approvata dal Consiglio Comunale nel 2013.
Ho voluto fare questa premessa riprendendo sommariamente i contenuti della prima parte del documento perché il DUP sottoposto alla Vostra approvazione si muove nel tentativo di consegnare a tutte le persone che l’hanno scelta come propria comunità – e i numeri dicono che lo hanno fatto con uno slancio di fiducia verso il futuro - una città ricca di servizi di qualità e di risposte alle fragilità comunque presenti, insieme a infrastrutture d’avanguardia (inauguriamo sabato pomeriggio il Condominio Solidale, esempio di innovazione nel campo sociale) per i cittadini, per l’azione preziosa delle associazioni, per le radicate realtà commerciali e produttive.
Lo facciamo:
(1) mantenendo e se possibile sviluppando i primi (i servizi e le attenzioni) come fatto già quest’anno – si pensi all’estensione della spesa per l’assistenza scolastica degli studenti con disabilità - con una pressione fiscale invariata perché supportata da un contenimento della spesa corrente (su questa linea è l’azione dell’efficientamento dell’illuminazione pubblica e della gestione calore degli edifici pubblici), dovendoci muovere in un contesto di entrate fiscali statiche (si pensi ad esempio all’entrata fiscale più importante del bilancio, l’IMU: tale entrata negli anni non si è incrementata anche se sono aumentati gli immobili perché tali nuovi immobili sono diventati abitazioni principali e di fatto risultano esenti dall’imposta a fronte di una riduzione dell’entrata da aree edificabili);
(2) realizzando le seconde (le infrastrutture) anche sulla scorta di fondamentali di bilancio che appaiono solidi sia nella copertura di rischi potenziali, sia nella capacità di accedere in futuro a finanziamenti esterni per sostenere una parte degli investimenti, come per quello previsto per la nuova scuola media al Polo Scolastico di Largo Cardinal Martini.
Gli investimenti previsti nel piano triennale delle opere pubbliche, in particolare, tracciano le linee della città del futuro:
(1) il consolidamento degli edifici scolastici esistenti secondo una logica di scuola di prossimità, con la prospettiva di uno sviluppo degli Istituti Comprensivi da due a tre per ricondurne i numeri a quelli normalmente previsti (come detto la nuova scuola media ma anche l’intervento sugli spazi interni della scuola di via Manzoni, già iniziati con quest’anno con la ristrutturazione dei corpi bagno per poi proseguire il prossimo con lo spostamento dei locali mensa);
(2) la ridefinizione degli spazi dei centri sportivi in un’ottica di efficienza funzionale, con interventi necessariamente da realizzare per passi successivi e programmati ma con una logica d’insieme e che vedranno nella ristrutturazione della Tribuna dello Stadio Gaetano Scirea il prossimo importante intervento dopo quello sui campetti di via Boccaccio; il sogno di fare di Cernusco sul Naviglio una Città Europea dello Sport nel 2020 e di cui sapremo a breve [ndr: la lettera da Bruxelles con la conferma sarebbe arrivata il giorno dopo] rappresenta l’ingresso in una nuova fase di consapevolezza dell’offerta sportiva della nostra città, posizionandoci in maniera esplicita tra le eccellenze nazionali;
(3) piazze, parchi  e spazi culturali carichi di storia (il pensiero per questi ultimi è rivolto ovviamente a Villa Alari) che si consolidano come luoghi per una socialità fatta di incontro tra persone anche perché rinnovati: cito anche il parco degli Alpini tra poco in ristrutturazione, il Parco Trabattoni in progettazione, piazza Schuster, piazza Unità d’Italia, piazza Matteotti;
(4) una mobilità urbana che trova già nei suoi 71 km di itinerari ciclopedonali un’attenzione all’ambiente (+109% di ciclabilità nel decennio 2007-2017 secondo lo studio propedeutico al nuovo PGTU) e che viene ridisegnata nel comparto nord proprio a partire dalla ristrutturazione del suo asse principale – via Adua – in continuità con questa visione di città che vuole avere meno auto per gli spostamenti di chi la abita.
La giunta – che è a disposizione per rispondere alle domande dei consiglieri nel dibattito che segue questa presentazione – consegna dunque all’approvazione del Consiglio Comunale un Documento Unico di Programmazione con uno sguardo positivo verso il futuro fatto delle persone che abitano questa bella città e dell’idealità che le tiene unite in comunità e nel rispetto del territorio, in continuità con l’azione amministrativa dell’ultimo decennio ma con evidenti tratti di novità che proprio su quanto realizzato in passato poggiano e si sviluppano.           

mercoledì 11 luglio 2018

UN ANNO DI AMMINISTRAZIONE CON GLI OCCHI PUNTATI VERSO IL FUTURO

 

E' stato distribuito la scorsa settimana in 17.000 copie il giornale comunale "Fuori dal Comune": racconta del primo anno di lavoro della giunta insediatasi proprio 12 mesi fa e dei progetti in cantiere per i prossimi mesi. Qui sotto il mio editoriale:
 
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In queste prime settimane di Giugno, complici la bella stagione e la conclusione dell’anno scolastico, anche la nostra città sta rallentando il proprio ritmo e si appresta a vivere un sereno periodo di vacanza per ricaricare le energie dopo mesi di slanci, corse e attività.
 
E’ già passato un anno – era il 25 Giugno 2017 - da quando la maggioranza dei Cernuschesi mi ha affidato la guida della città ed è un tempo letteralmente volato via: sono ancora vive le emozioni del giuramento durante il Consiglio Comunale dello scorso Luglio, quando insieme al vicesindaco Daniele Restelli e agli assessori abbiamo iniziato il nostro lavoro per Cernusco sul Naviglio, a servizio di una idea di città viva e vivibile, sostenibile perché attenta all’ambiente, che cresce senza lasciare indietro nessuno e capace di essere riferimento per un territorio più ampio. In continuità con 10 anni di buona amministrazione e determinati a gettare le basi per il futuro.
 
In quest’anno i progetti impostati dalla precedente amministrazione sono stati portati a termine nei tempi e nelle modalità previste.
 
Lo scorso Settembre il presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni ha inaugurato il Nuovo Polo Scolastico di Largo Cardinal Martini, eccellenza nazionale tra le nuove scuole realizzate nell’anno; poco prima di Natale sono stati completati il rifacimento del parco giochi di Villa Alari e la realizzazione della nuova area giochi al Parco dei Germani, divenuti ben presto le destinazioni di bambine e bambini per pomeriggi di gioco e svago; la Cappella gentilizia di Villa Alari interamente ristrutturata ha accolto i primi visitatori in occasione della Fiera di San Giuseppe a Marzo, passo iniziale della più ampia ristrutturazione del parco, del tetto e delle facciate della villa, la cui conclusione è prevista entro Novembre; il percorso di progettazione dei servizi del Condominio Solidale è terminato e la struttura, dopo le visite guidate di presentazione di fine maggio, è pronta ad aprire con l’inaugurazione del prossimo Settembre.
 
Questo primo anno è anche servito per prendere il giusto slancio nell’azione di governo della città e accompagnare la città nel suo sviluppo.
 
Con l’inaugurazione in programma proprio in questi giorni dei due campi di calcio a 5 e di un campo a 7 interamente ristrutturati, il centro sportivo di via Boccaccio compie un passo importante per ritornare ad essere – insieme al nuovo polo scolastico – un centro vitale della città e di un quartiere a recente sviluppo urbanistico; nei periodi di sessione d’esame universitari la biblioteca estende alla sera, anche in questi mesi di inizio estate, l’apertura dei propri spazi studio, creando nuovi luoghi di socialità per i giovani; dopo la copertura finanziaria approvata in Consiglio Comunale a maggio, partirà nelle prossime settimane la progettazione della riqualificazione e riforestazione dell’area verde a Ovest della città, verso Cava Gaggiolo, che nel tempo riconsegnerà ai cernuschesi una zona boschiva fruibile; il cantiere per realizzare la svolta continua da via Masaccio verso Cernusco sul Naviglio aprirà in estate per consegnare entro l’inizio del nuovo anno scolastico una prima risposta al traffico soprattutto scolastico di quel comparto; proprio il nuovo anno scolastico vedrà per la prima volta la proposta di un doposcuola flessibile che possa rispondere alle esigenze di conciliazione dei tempi lavoro–famiglia di una città che negli ultimi 5 anni ha accolto 766 nuovi nuclei famigliari, soprattutto di giovani genitori lavoratori con figli piccoli.
 
Sono queste solo alcune delle tante idee che dalle pagine delle linee di mandato approvate dal Consiglio Comunale iniziano via via a diventare voci di bilancio, progetti, delibere e infine realtà: molte altre sono raccontate in queste pagine del notiziario comunale.
 
In questo primo anno da sindaco ho infine potuto osservare Cernusco sul Naviglio da una posizione privilegiata, incontrando le persone, partecipando a momenti di vita associativa, raccogliendo esigenze particolari, studiando numeri e facendo analisi della realtà per prendere decisioni. Ho avuto la conferma di una città dinamica e in costante evoluzione, proiettata nel futuro ma con radici profonde, forte di un vero senso di appartenenza, di una fitta rete di relazioni tra le persone e di una comunità alla costante positiva ricerca della migliore sintesi tra l’idealità di una visione e la pragmaticità di azioni concrete.
 
E’ lo “stile cernuschese” di contribuire alla costruzione di una società attenta, vigile e viva, che passa dall’impegno, dalle scelte e dalle azioni di ciascuno di noi, dalla reciproca fiducia di un impegno preso insieme a Cernusco sul Naviglio, da rappresentanti delle istituzioni o da cittadini italiani. Consapevoli – come ho ricordato agli studenti delle nostre scuole impegnati nel rinnovo del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze - che nella scala delle emozioni, fiducia batte rancore 10 a zero.