sabato 18 gennaio 2020

DUE PIETRE D'INCIAMPO PER UNA MEMORIA CONDIVISA SU CUI COSTRUIRE IL FUTURO DELLA NOSTRA COMUNITA'


Rivolgo un saluto alle autorità civili e militari presenti; al Senatore Eugenio Comincini; ai Sindaci dei Comuni della Martesana; al Presidente di ANPI Milano Roberto Cenati e alla Presidente di ANPI Cernusco Giovanna Perego; ai rappresentanti del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze; ai familiari di Roberto Camerani e Virginio Oriani; ad ogni cittadina e cittadino.


Se è vero che la memoria condivisa è il terreno necessario e imprescindibile affinché gli alberi di una comunità dispieghino i loro rami verso il futuro, oggi siamo qui per prenderci cura di quel terreno. Ararlo, nutrirlo, seminarlo.

C’è stato un tempo, infatti, in cui anche queste nostre strade e queste nostre piazze, quelle che percorriamo ogni giorno per andare al lavoro o a scuola, sono state testimoni di gesti di odio, organizzati e pianificati, contro le persone e contro la loro libertà. Il 18 dicembre 1943, nel buio di una nebbiosa sera d’inverno, un drappello della Feldpolizei guidato da un giovane sergente tedesco prelevava dalle loro abitazioni 6 giovani cernuschesi, accusati di sostenere attivamente la resistenza partigiana.

E’ stato un tempo, quello, in cui anche a Cernusco sul Naviglio avere un’opinione personale o semplicemente essere sé stessi, non solo non era permesso, ma poteva costare la vita. Il più giovane di quei sei ragazzi sottratti alle loro famiglie, Virginio Oriani, aveva sedici anni quella sera ed è stato poi assassinato nel campo di eliminazione di Ebensee; il più anziano, Pierino Colombo, aveva ventitre anni e morì nel campo di Gusen 1°, immediatamente dopo la liberazione nel 1945. Con loro altri quattro amici che fecero ritorno a Cernusco sul Naviglio per sempre segnati, soprattutto nell’anima, dall’esperienza dei lager: Roberto Camerani, Quinto Calloni, Angelo Ratti, Ennio Sala. Quel dramma per loro è stato nel tempo a volte silenzio, a volte racconto; a volte solitudine, a volte condivisione; spesso testimonianza; sempre dolore. Li ricorderemo e ricorderemo le loro storie mentre percorreremo la nostra vita quotidiana, inciampando con lo sguardo e con la memoria nei nomi di due di loro, scritti sulle pietre: grazie alle loro famiglie che le hanno volute e che ne hanno fatto radici condivise per la nostra comunità.


Perché se è vero – come dicevamo - che la memoria comune è quel terreno su cui crescere insieme, oggi è più che mai il tempo per coltivarlo e renderlo tanto fertile da accogliere radici forti ed essere sormontato da alberi resistenti; così resistenti da non piegarsi ai venti di razzismo e alle tempeste di odio che ancora percorrono la primavera delle nostre città.

In questo tempo che spesso volge a burrasca, sarebbe stato prezioso il lavoro di un bravo ‘seminatore di memoria’ come Giorgio Perego. Oggi lo avremmo visto certamente tra noi in questa piazza e con pazienza e passione avrebbe continuato ad arare ogni giorno quel terreno, soprattutto pensando ai giovani, attraverso le sue ricerche storiche e i suoi racconti. ‘Libertà, democrazia e giustizia sociale – ebbe a scrivere in uno dei suoi libri – vanno custodite e coltivate con forte coscienza civile, con quella coscienza antifascista che, nell’accezione di valido anticorpo contro ogni degenerazione della democrazia, contro ogni sopruso, è ancora attuale e chiama in causa la responsabilità educativa dell’intera comunità e in primo luogo quella delle istituzioni pubbliche’.

Un lavoro instancabile e appassionato, il Suo, anche in chiave di patrimonio storico consegnato per sempre alla nostra comunità e che si unisce a quello svolto da ANPI Cernusco con il prezioso progetto di ‘Memoria Rinnovabile’: questi e molti altri contributi provenienti da più parti hanno fissato il pensiero, le azioni, il coraggio e anche il sacrificio dei Cernuschesi durante la Resistenza. Per questo raccolgo lo spunto del Senatore Comincini sulla possibilità di un riconoscimento istituzionale per la nostra città e nelle prossime settimane costituirò un gruppo di lavoro che possa istruirne il percorso.


Un lavoro instancabile e appassionato è anche quello che continua a condurre la Senatrice a vita Lilliana Segre, sopravvissuta al campo di concentramento di Birkenau-Auschwitz e dallo scorso dicembre Cittadina Onoraria di Cernusco sul Naviglio per voto unanime del Consiglio Comunale: nelle scuole, tra i giovani, sui mezzi di comunicazione, in parlamento. Per impegni precedentemente presi non ha potuto essere con noi oggi, ma ha voluto scrivermi, scriverci una lettera, che a conclusione di questo mio intervento idealmente consegno nelle mani e al futuro di ogni bambina e di ogni bambino della nostra città:


Egregio signor Sindaco, cari cittadini di Cernusco sul Naviglio,

vorrei essere con voi, guardarvi in volto, negli occhi, conoscere ognuno di voi e ringraziarvi personalmente per la vostra iniziativa.

Ebbi modo, in varie occasioni di incontro con Camerani, di trovare una forte sintonia. Il passato, il dolore, lo struggimento e la fatica delle testimonianze, le emozioni erano condivisi con quell’intimità che solo tra sopravvissuti potevamo trovare. II ricordo della sua persona è per me legato ad una reciproca fraternità di intenti.

Ci univa l’impegno e quella speciale “necessità” di dover tramandare la Memoria, traghettarla nella contemporaneità perché in un mondo pieno di ingiustizie è l’unico vaccino contro l'indifferenza, contro l’odio, un antibiotico per la civiltà. La violenza, anche verbale non è mai sopita, la voglia di poteri forti, di crociate verso “gli altri” riemerge nella popolazione come un inquietante fenomeno già vissuto.

Viviamo in una società che ha permesso quella tragedia, ricordare è un compito civile e morale a cui tutti siamo chiamati, perché ciò che è accaduto non si ripeta, per il bene dell’umanità.

In democrazia è facile esternare opinioni, prendere posizioni ma non è facile fare delle scelte coraggiose sotto una dittatura. Quando si rischia la vita, la fucilazione, la tortura, la deportazione, le rappresaglie contro i tuoi cari. Quando l’adolescenza è appena alle tue spalle.

Furono molto eroici nella scelta politica antifascista, i due ragazzi Virginio 16enne e Roberto 18enne. Non erano tempi facili per fare delle scelte coraggiose, furono arrestati e deportati. Roberto sopravvisse agli stenti, Virginio non tornò. Io non mi stancherò mai di ripetere a tutti, soprattutto ai giovani che rappresentano il futuro, che la vita è fatta di scelte, ogni persona risponde a se stessa e al proprio senso del dovere.

Le pietre d’inciampo servono a risvegliare la coscienza individuale nella quotidianità, a costringere a riflettere su quel nome incrociato per caso, camminando. Quel nome era una persona, con una casa, una famiglia, affetti e amici, come tutti. Ma a quella persona furono strappati questi valori così normali, scontati, ovvi.

Un nome inciso, per ridare identità a chi in sfregio al rischio ha preso coraggiose posizioni che uomini più adulti non si sarebbero nemmeno sognati di assumere.

Una piccola pietra per meditare sulle conseguenze dell’indifferenza, del populismo, del pregiudizio e dell’ignoranza. Perché oggi ognuno si senta al sicuro nella propria casa e protetto nel proprio Paese.

Liliana Segre







 

sabato 21 dicembre 2019

GREEN, APERTA, CONTEMPORANEA, INNOVATIVA, INCLUSIVA. CERNUSCO SUL NAVIGLIO


Mercoledì sera il Consiglio Comunale del Comune di Cernusco sul Naviglio ha approvato il bilancio previsionale per gli anni 2020-2022, ricco ancora una volta di spunti positivi nella costruzione di una città green, aperta, contemporanea, innovativa e inclusiva. E’ il mandato che ho ricevuto dai cittadini esattamente 2 anni e mezzo fa quando sono stato eletto Sindaco, a cui ho lavorato in questa prima parte del mandato e che il bilancio approvato proietta anche sulla seconda parte di questa esperienza, che inizierà tra pochi giorni: accompagnare Cernusco sul Naviglio nel suo percorso di sviluppo, guardando avanti, senza lasciare indietro nessuno.
 
La nostra città è stata scelta in questi anni da un numero significativo di persone, soprattutto giovani coppie o neo famiglie con il sogno di costruire qui il proprio futuro: non a caso, per il terzo anno consecutivo, Cernusco sul Naviglio conferma un indice di natalità superiore a quello di mortalità, da sempre uno degli indicatori principali della qualità della vita di un territorio. Sono nuovi cernuschesi che hanno scelto consapevolmente la nostra comunità non per quello che siamo stati ma per quello che siamo e per quello che ancor più potremo essere se moderni, dinamici, solidali. La sfida che lanciano è quella di unire sguardo al futuro e valori della nostra storia; innovare senza rinunciare alle radici comuni; immaginare una città contemporanea e avanzata contrapposta una città compiaciuta e ferma; essere al fianco di Milano e della sua modernità invece di essere il capoluogo della nostalgia.
 
E’ una sfida che affronteremo nel percorso che si aprirà tra qualche mese (marzo o giugno, davvero poco cambia) per la realizzazione del nuovo Piano di Governo del Territorio che traccerà lo sviluppo della città per i prossimi 10 anni partendo dalla imprescindibile e per noi consolidata attenzione all’ambiente e al territorio, ma che giocheremo principalmente su come servizi e funzioni della nostra città potranno garantire sviluppo, risposte alle esigenze delle persone e una rete di relazioni positive, in maniera dinamica e moderna, nel tempo.
 
Segnali di futuro sono già qui: ne è un esempio la mobilità consolidata su 71 km e più di piste ciclabili o proiettata nel biglietto unico metropolitano, finalmente in attuazione; oppure, i comparti e agli assi viari della città che esaurita la loro decennale funzione produttiva si stanno trasformando o chiedono di trasformarsi per essere meno periferie e più centri di nuova vita e di nuovi servizi. Oppure ancora la possibilità di offrire esperienze significative grazie a impianti sportivi di qualità e ben gestiti: l’ulteriore sviluppo che si appresta a vivere il centro di via Buonarroti grazie agli investimenti pubblici uniti alla capacità di attrarre quelli privati con il Project Financing di Enjoy lo dimostra. Non ci sono motivi per dubitare che già da metà del prossimo anno saranno realizzati i primi interventi su campi da gioco e strutture.
 
Anche per questo ci apprestiamo a vivere il 2020 con uno sguardo di fiducia sulla nostra comunità, nell’anno in cui saremo protagonisti in Italia e in Europa per le nostre eccellenze di vita e di sport.
 
Green, aperta, contemporanea, innovativa e inclusiva. Cernusco sul Naviglio.

domenica 3 novembre 2019

C'E' BISOGNO DI ITALIA E DEI SUOI VALORI: DI CIVILTA', DI CULTURA E DI AMORE PER LA PACE


Rivolgo un caloroso saluto alle autorità presenti; al Senatore Eugenio Comincini; ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, alle Associazioni, alle Associazioni d’Arma e ai cittadini intervenuti per celebrare il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, ai piedi di questo monumento inaugurato nel 1927 per ricordare i caduti Cernuschesi della Prima Guerra Mondiale ma poi tragicamente divenuto, nei decenni seguenti, il monumento ai caduti militari della nostra città di un altro conflitto mondiale e di tutte le guerre.

Un ricordo commosso voglio dedicarlo a Pietro Polvara, per anni Presidente dell’Associazione Bersaglieri di Cernusco sul Naviglio e che era qui con noi lo scorso anno, e a tutti i volontari delle nostre associazioni che ci hanno lasciati in questo anno.

Era il 4 novembre del 1921, a tre anni esatti dalla fine della Guerra Mondiale che concluse il nostro Risorgimento, quando con la sepoltura della salma del milite ignoto al Vittoriano si diede il via ad una ricorrenza che solo nel tempo diverrà centrale per la memoria collettiva Nazionale: in quegli anni fu solo un fuggevole attimo di concordia nazionale prima del baratro di debolezze che fece soccombere lo Stato costituzionale di fronte all’avanzata del fascismo.

Ed era poi il 4 novembre del 1944 quando - in piena guerra di Liberazione e con il territorio ancora occupato e diviso - un fante, un marinaio, un aviere e un partigiano salirono la scala dell'Altare della Patria per rendere omaggio al Milite Ignoto: era la prima cerimonia di una nuova Italia che voleva celebrare i valori di un popolo italiano che, come ebbe a ricordare anni fa il Presidente Carlo Azeglio Ciampi ‘sentiva di essere Nazione, desiderava difendere l'integrità della Patria, l'autorità e l'indipendenza delle sue istituzioni, nella consapevolezza che soltanto sui valori dell'unità nazionale, del Risorgimento e della tradizione militare si poteva ricostruire l'Italia delle libertà civili’.

La festa del 4 novembre, dunque, non è solo l'anniversario di un grande evento della nostra storia nella quale ricordare il sacrificio dei nostri militari in guerra: è il giorno della memoria comune degli italiani, il momento in cui riflettiamo sulla responsabilità che ciascuno di noi ha oggi di servire l’Italia e su quali valori riconosciamo il nostro essere uniti in una comunità.

L’Italia è nazione di pace, di relazioni inclusive, di progresso diffuso, di sguardo aperto e di rispetto: l'unità nazionale e la libertà sono strumenti che custodiscono questi valori e sono conquiste straordinarie da difendere ogni giorno, soprattutto in questo tempo spigoloso di sentimenti e relazioni. Vanno difese grazie ad una unione d'intenti; sostenute attraverso la capacità di lavorare insieme per il bene comune; costruite con il desiderio di provare la felicità di fare qualcosa di utile per l’Italia tutta, partendo dalla propria comunità locale e dalle persone che la storia personale di ciascuno – non importa quale, non importa come - ci ha portato ad incontrare, nel destino comune della vita che insieme condividiamo. Le relazioni positive che legano ciascuno di noi e che spesso solo intuiamo sono molte di più di quelle che ci spingono egoisticamente ad alzare muri: sono quelle che rendono possibile un’Italia unita ed un sentimento di comunità. C'è davvero bisogno di Italia e dei suoi valori, in Italia e in ciascuno di noi.

Anche per questo rivolgo un saluto e un ringraziamento particolare ai rappresentanti del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, oggi presenti da protagonisti in questo momento istituzionale, e a Marco che da Vicepresidente ha portato la riflessione di tutti gli studenti Cernuschesi: la loro presenza, come avviene anche in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile, testimonia la volontà di essere parte consapevole della vita civile della nostra città e offrono a questa manifestazione un significativo sguardo di futuro.

Un pensiero conclusivo lo rivolgo infine a tutti coloro che hanno scelto di far parte delle nostre Forze Armate. A loro è affidato il compito di custodire, se necessario anche con le armi, i valori dell’Italia e le nostre tradizioni di civiltà, cultura ed amore della pace; di difenderli in Patria e di testimoniarli nei differenti, complicati e impegnativi scenari operativi dove sono chiamati, dalla prima missione nel 1982 fino ad oggi, ad intervenire: sono oltre 6200 i soldati italiani impegnati in maniera continuativa nel 2019 in 43 missioni internazionali sotto l’egida dell’ONU, dal Libano, all’Iraq, all’Afghanistan e in molte altre nazioni per mantenere la pace o nella lotta al terrorismo. I Padri della nostra nazione dimostrarono il proprio amore per l'Italia fino al sacrificio e lo fecero senza chiusure nazionali, sognando un'Italia aperta all'Europa, vicina ad ogni popolo che ovunque nel mondo stesse rivendicando la propria libertà o intento a contrapporsi ad ogni prevaricazione. Furono testimoni di un'Italia capace di conquistare, sì di conquistare il rispetto e l'ammirazione nel mondo proprio per questi generosi sentimenti che i nostri soldati rinnovano con la loro professionalità. C’è ancora bisogno di Italia, in Europa e nel mondo.

W le Forze Armate!
W l’Italia unita!
W l’Italia e suoi valori!

martedì 16 luglio 2019

CHE BELLA CERNUSCO SU DUE RUOTE!


Il numero estivo del notiziario 'Fuori dal Comune' in distribuzione in tutte le case dalla scorsa settimana dedica un approfondimento ai passi concreti che stiamo compiendo per rispondere all'emergenza del cambiamento climatico globale, in particolare raccontando quello che stiamo immaginando e realizzando per confermarci sempre più come una città sostenibile anche in tema di mobilità. Qui sotto il mio editoriale

Un venerdì dello scorso marzo un centinaio di studenti delle nostre scuole, in rappresentanza anche degli altri compagni e unendosi idealmente alle ragazze e ai ragazzi di tutto il mondo, sono venuti in Villa Greppi per incontrarmi e consegnarmi la disponibilità ad un impegno comune che promuovesse comportamenti virtuosi perché attenti all’ambiente e quindi al proprio futuro.

E’ la grande campagna mondiale di sensibilizzazione verso i temi ambientali ‘Global strike for Future’: chiede a noi adulti di essere protagonisti, non solo a parole, di una evoluzione negli stili di vita nostri e delle nostre famiglie affinché il cambiamento climatico in corso e le sue conseguenze devastanti per la terra e per l’uomo possano essere fermati.

Poche settimane dopo questo incontro, l’impegno condiviso si è subito concretizzato in una prima azione attraverso la consegna dei contenitori della raccolta differenziata nei vari plessi scolastici della città e l’introduzione di questa modalità di gestione dei rifiuti in tutte le classi, risposta alla richiesta proveniente proprio dal Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di essere al centro della più importante iniziativa di sensibilizzazione attiva nelle scuole sul tema.

La gestione attenta del ciclo dei rifiuti; l’attenzione agli sprechi alimentari; l’uso consapevole delle risorse, in particolare dell’acqua; la realizzazione di prodotti e gli acquisti ‘plastic free’; l’efficientamento energetico degli edifici e delle strutture; gli spostamenti sostenibili: sono davvero numerosi gli ambiti in cui poter fare la nostra parte con stili di vita attenti all’ambiente che ci rendono felici.

Questo numero del notiziario comunale, insieme alla narrazione delle tante attività di una città viva e dinamica come si conferma essere la nostra, pone una particolare attenzione al racconto delle politiche del Comune di Cernusco sul Naviglio in tema di mobilità sostenibile, per condividere la visione d’insieme entro cui ci stiamo muovendo e rendere ciascuno di noi protagonista nella costruzione della nostra città di domani.

All’interno di questa prospettiva, sono molteplici gli ambiti in cui la nostra città si sta sviluppando: lo straordinario traguardo del biglietto unico, frutto del lavoro condotto in questo ultimo anno e mezzo insieme a tanti Sindaci della Città Metropolitana e che partirà con una prima integrazione già nel corso del mese di luglio; il restyling completato da poche settimane della stazione MM di Villa Fiorita e dintorni, con l’abbattimento delle barriere architettoniche, gli interventi per migliorarne la qualità e una rinnovata pedonalità esterna di accesso più sicura; la progettazione già iniziata della nuova via Adua, con un percorso ciclopedonale che consentirà una connessione sicura e green tra il centro e la zona a Nord della città; il progetto di ciclo-accoglienza lungo il naviglio e integrato con una prospettiva metropolitana, al fine di promuovere un turismo sostenibile; il riconoscimento ottenuto a Verona lo scorso aprile di ‘Città amica della bicicletta’ per le infrastrutture e le iniziative in tema di ciclabilità; il sistema di Bicipark rafforzato insieme al sistema di gestione parcheggi più tecnologicamente avanzato, più equo, che premi gli spostamenti extra-cittadini integrati con il trasporto pubblico.

Che bella Cernusco sul Naviglio osservata con questa prospettiva!

‘Ho usato verbi al presente per raccontare il futuro perché il futuro è il presente di ogni sognatore’: così si concludeva lo spettacolo di musica, narrazione, fuochi e proiezioni sulla facciata di Villa Greppi andato in scena il sabato sera della Fiera di San Giuseppe 2019, dedicato al genio di Leonardo da Vinci in occasione dei 500 anni della scomparsa.

Davvero il futuro è nelle nostre mani e lo stiamo costruendo già oggi, sognandolo e realizzandolo da cittadini e da amministratori pubblici attraverso azioni concrete.

venerdì 7 giugno 2019

CITTA' INNOVATIVA, APERTA E SOLIDALE


Tra ieri e oggi Cernusco sul Naviglio è stata al centro del dibattitto politico nazionale per una interpellanza presentata dalla consigliera comunale Paola Malcangio in quota Lega in cui chiede spiegazioni su un intervento di mediazione culturale a favore di una bimba di origini egiziane nata in Italia che frequenta l’istituto Rita Levi Montalcini.

Tengo a chiarire prima di tutto la questione a livello amministrativo ed istituzionale, per poi fare una riflessione di tipo politico.

L’intervento in questione è stato richiesto direttamente dalla scuola che, in base all’autonomia scolastica, può decidere di attivare o meno percorsi rivolti ai propri alunni.

Tale intervento di mediazione culturale è stato rivolto a una bimba nata in Italia ma di origini egiziane per permettere ai bambini di fare domande e confrontarsi sulla cultura e sulla tradizione della loro compagna. Nessuna lezione di arabo dunque, ma una sorta di laboratorio in cui probabilmente sono stati anche fatti esempi di parole in altra lingua, ma che sono certo non aveva altro fine che far conoscere una cultura altra rispetto a quella italiana.

La spesa sostenuta per questo intervento (120 euro circa per 4 ore) è finanziata sì dal Comune di Cernusco sul Naviglio, ma attraverso un contributo che ogni anno l’Amministrazione corrisponde al Distretto 4 di cui fanno parte, insieme al comune di Cernusco, anche altri otto comuni della zona della Martesana che insieme coordinano progetti di tipo sociale su tutti i territori. All’interno dei servizi erogabili, ci sono anche gli interventi di mediazione culturale affidati attraverso gare d’appalto pubbliche a cooperative o società che partecipano con i loro progetti ai bandi.

Questi i fatti, che da soli bastano a smentire categoricamente l’ipotesi avanzata dalla consigliera sull’irregolarità di spesa del servizio.

Aggiungo a questo punto alcune riflessioni.

La prima: personalmente trovo costruttivo e anzi occasione di crescita per i bambini, poter dialogare insieme a un mediatore sulla cultura dei propri compagni, qualunque essa sia: ben vengano dunque insegnanti che chiedono il supporto di esperti di questo tipo per allargare la conoscenza dei nostri bambini.

La seconda: trovo strumentale e assolutamente fuori luogo la polemica che la consigliera Malcangio ha voluto innescare.
 
 
 
Quanto si svolge in aula è competenza di insegnanti e Presidi, di certo non della politica. Nelle nostre scuole si coniuga da sempre innovazione, didattica di alto livello, rispetto delle differenze, utilizzo di strumenti diversi per la diffusione del sapere e molto altro, e lo si fa bene: di certo Presidi e insegnanti non hanno bisogno di lezioni da parte della politica per svolgere bene il loro mestiere che già fanno egregiamente.

Un’ultima considerazione: la consigliera comunale Malcangio sa bene che Cernusco sul Naviglio è una città innovativa, aperta e solidale, in cui l’integrazione è portata avanti con azioni concrete e senza troppi sensazionalismi ogni giorno, dentro le scuole come sui campi da calcio e nelle piazze.
 
 
Non saranno certo polemiche strumentali che fanno parlare (male) della nostra città a cambiare le persone che compongono e costruiscono ogni giorno questa comunità. Cernusco sul Naviglio è Città Europea dello Sport per il 2020: che la consigliera Malcangio sappia che da qui a un anno potrebbero arrivare molti stranieri, forse sapere qualche lingua in più oltre che l’Italiano sarà utile a tutti noi

lunedì 3 giugno 2019

UN MESSAGGIO DI PACE

 
Sua Eminenza Cardinale Scola, Reverendo Monsignore Capra, cittadini tutti, porto il saluto della Città di Cernusco sul Naviglio all’inizio di questa settimana in cui la comunità cristiana accoglie la statua della Madonna pellegrina del Santuario di Fatima.
 
Cernusco sul Naviglio è terra mariana e da sempre la storia della nostra città si è intrecciata con il sentimento di devozione, a volte intimo e riservato, a volte comunitario e pubblico, che nei secoli ha percorso donne e uomini della nostra comunità.

E’ a Santa Maria Addolorata che nel IV secolo la prima comunità cristiana della città dedicò la propria chiesa, oggi santuario lungo il Naviglio e costruzione cernuschese di cui ci sia più antica traccia scritta.
E' a Santa Maria Assunta che i cernuschesi a cavallo del 1600 dedicarono la nuova chiesa parrocchiale voluta da San Carlo Borromeo, poi ricostruita nel secolo scorso nell’attuale posizione, affidando la città alla sua Patrona.
Ancora, è pregando con negli occhi l’immagine dell’Addolorata di Santa Maria di Cernusco che  Monsignor Biraghi (è lui stesso a ricordarlo in uno scritto) nell’ottobre 1837 decise di fondare la Congregazione delle Suore Marcelline, testimonianza ancora attuale di fede e servizio per le persone più fragili.
E' con la richiesta di aiuto alla Vergine Maria che il giorno dell’Assunta 1857 il Conte Ambrogio Uboldo iniziò a scrivere il suo testamento in cui donò la propria villa - ‘lego tutti  miei beni per ricovero agli ammalati bisognosi’ le sue parole - per farne un ospedale, lì dove ancora oggi compie il suo importante ruolo di presidio territoriale pubblico, accogliendo ogni persona.
E' la Madonna col Bambino in lacrime che nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 1924 apparve a Suor Elisabetta Redaelli, miracolandola da un male incurabile e lasciando un messaggio alla città esortante alla preghiera e alla speranza in un tempo rabbuiato da contrasti e guerre.
E ancora oggi, sono numerose le manifestazioni pubbliche attraverso le quali, all’interno del nostro vivere comune, la comunità cristiana di Cernusco sul Naviglio esprime questo profondo legame.
 
Giungendo a Cernusco sul Naviglio la Statua della Madonna pellegrina del Santuario di Fatima porta con sé il messaggio di pace che dal 1917 si è diffuso nel mondo dal piccolo paesino portoghese, luogo dell’apparizione.
E’ un messaggio che la comunità cernuschese sente proprio e che l’ha permeata anche nell’ultimo secolo di storia fino ai nostri giorni, in ogni slancio personale, associativo, cooperativo o comunitario di attenzione per le persone.
E’ un messaggio che parla al cuore di ogni credente ma anche alla coscienza di ogni donna e di ogni uomo che si impegna nella propria comunità giorno dopo giorno nel ruolo che ricopre, nel campo civile e religioso, per portare avanti valori di pace contro ogni forma di ingiustizia, di emarginazione e di discriminazione.