venerdì 11 maggio 2018

ATTRAVERSANDO CERNUSCO SUL NAVIGLIO (riflessioni da Sindaco per i 50 anni della Parrocchia del mio quartiere)


E’ il weekend dei 50 anni della Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore a Cernusco Sul Naviglio, la mia da sempre.
 
Questa sera l’apertura del fine settimana di festa con un incontro di riflessione e di testimonianza “nel quale – come diceva l’invito - porremo anche un’attenzione particolare ad alcuni nostri parrocchiani che, cresciuti in Oratorio Paolo VI e frequentando anche la nostra chiesa, sono o sono stati “onorati protagonisti” della vita: nell’ambito civico-politico, il nostro attuale sindaco Ermanno Zacchetti, e nell’ambito sportivo, il campione di atletica Simone Collio, entrambi presenti; mentre solo come testimonianza: il nostro eccezionale basso Gianluca Buratto, al seguito di grandi maestri d’opera e il nostro, tanto amato, don Luca Raimondi che dal 1° luglio sarà vicario episcopale della Zona pastorale di Rho, compito gravoso ed impegnativo a fianco dell’arcivescovo Delpini".
 
Questo il mio intervento.
 
Chi ha avuto l’età giusta per fare il chierichetto a cavallo degli anni 70/80 nella nostra Parrocchia si ricorderà che nelle settimane precedenti la vestizione ufficiale prevista durante la messa domenicale delle 11.00, era il Parroco in persona a seguire gli aspiranti chierichetti con alcuni pomeriggi di lezione su come prestare il proprio servizio sull’altare.
 
Prima di entrare nei dettagli tecnici dei movimenti, degli inchini all’unisono e degli spostamenti in quella che oggi è per metà cappellina dell’oratorio e per metà salone Don Bosco ma che allora era la nostra chiesa, Don Giuseppe indicava il gradino che divideva l’altare dallo spazio dove stava la gente durante le celebrazioni per ricordarci che lassù, sopra quel gradino, certo saremmo stati i ragazzi più bravi e più “in vista” della parrocchia ma che per questo il nostro esempio nel servizio avrebbe dovuto essere altrettanto irreprensibile e fatto con amore.
 
La storia, lo sappiamo, si manifesta nel presente attraverso le azioni delle persone come risultato di tante storie – familiari, personali e di una comunità intera - che in ciascuno si intrecciano e si consolidano: attraverso quella misteriosa modalità di archiviazione dei ricordi adottata inconsciamente dalla nostra mente, avevo certamente aperto anche questo file un po’ impolverato ma attivo quando nel primo Consiglio Comunale della nuova consigliatura lo scorso luglio ho prestato giuramento sulla Costituzione Italiana da Sindaco protempore della città di Cernusco sul Naviglio.
 
Avverto pienamente – dissi nel mio discorso di insediamento parlando ai nuovi assessori e consiglieri comunali - la responsabilità del compito che ci viene affidato e penso sia questo un sentimento fondamentalmente legato al fatto che siamo innamorati della nostra città e – per chi ci è cresciuto – anche profondamente appassionati delle nostre radici. Per questo credo che “amministrare” non possa che far rima con “amare”. Certo, risalendo all’etimologia della parola dovremmo sottolineare come “amministrare” significhi “servire”, addentrandoci nel tema del servizio civico e della cosa pubblica che sono due degli aspetti più affascinanti e alti della politica quando è fatta con passione ed è lontana dalle rivendicazioni e dalle attese di riconoscimenti personali. Ma nella costante testimonianza di attenzioni verso ogni persona che con caparbietà continuiamo a ricercare in questa epoca veloce in cui viviamo, penso che voler bene alla città da parte di chi la governa sia oggi la sfida più grande: per stabilire legami, incrociare tratti di strada e di vita, realizzare piazze di relazioni. Per sognare e rendere concreto il futuro, senza lasciare indietro nessuno. Per continuare a costruire una comunità”.
 
Ho vissuto 46 di questi 50 anni della nostra Parrocchia e sono convinto che proprio l’intreccio di relazioni tra le persone e l’apertura verso gli altri che generarono questa comunità in un quartiere dove nel 1968 erano sorti molti stabilimenti e dove rapidamente si stavano insediando giovani famiglie (oltre 700, di provenienze molto diverse, di cui 131 sposate da meno di cinque anni) siano state il valore aggiunto per Cernusco sul Naviglio e per affrontare le sfide per certi versi immutate che la società di oggi ci mette ancora di fronte nella città dell’uomo. Un’energia generatrice che da quel big bang di 50 anni fa ha poi segnato le esperienze che ciascuno di noi ha vissuto in ogni momento di vita comunitaria o di impegno in oratorio. Che ha segnato ciascuno di noi.
Chi ha avuto l’età giusta per fare il chierichetto a cavallo degli anni 70/80 ha avuto anche l’età giusta anche per essere un 18-19enne all’inizio degli anni 90 e un giovane sempre più adulto negli anni seguenti, destinatario privilegiato di un bellissimo cammino di formazione che il Cardinale Carlo Martini volle riservarci nei nostri anni in cui – e cito Don Luca, oggi Vicario Episcopale e allora amico innamorato di Gesù – “ciascuno dice quei sì e quei no che segnano una vita”: la scuola della parola del primo giovedì del mese; le veglie in Traditione Symboli nel Duomo di Milano; il percorso dell’Assemblea di Sichem, per mettere al centro la fede come scelta consapevole; il Sinodo dei Giovani e quel titolo – Sentinelle del mattino – evocativo dell’evento vissuto da milioni di giovani nel corso del grande giubileo del 2000. Momenti vissuti insieme come gruppo giovani dell’oratorio Paolo VI e poi meditati personalmente e poi ancora riversati nel servizio personale da catechisti, animatori, allenatori e volontari, non solo in oratorio ma anche in tante associazioni e realtà della città.
C’è una bellissima lectio del Cardinale Carlo Maria Martini che commentando l’esperienza di Zaccheo, invitava i giovani ad attraversare la città (“Entrato in Gerico, attraversava la città), senza paura di essere santi. E’ di 16 anni fa, ma ci sono passaggi che sembrano scritti oggi.
 
Carissimi giovani, abbiate anche voi il coraggio di attraversare la città […]. Nel cammino delle “Sentinelle del mattino” avete capito la bellezza di attraversare la città dove abitano e lavorano gli uomini e le donne di oggi […]. Restate vicino ai poveri, ai poveri di ogni categoria (poveri di pane, di affetto, di cultura, di libertà, di salute,…) mediante il rapporto personale e attraverso una convinta dedizione alle istituzioni civili. Abbiate una grande capacità di iniziativa per costruire il mondo […]. Amate la nostra città e il nostro Paese, e apritevi alle dimensioni del mondo. Studiate e siate competenti nella vostra professione, siate uomini e donne di giustizia, gente che dà quattro volte tanto a chi ha bisogno di presenza e di aiuto. Sappiate prendervi a cuore la dimensione civile della vita. Partecipate con frutto ai corsi di formazione sociale e politica, e assumete progressivamente, a diversi livelli, le prime responsabilità pubbliche […]. Attraversate la città contemporanea con il desiderio di ascoltarla, di comprenderla, senza schemi riduttivi e senza paure ingiustificate, sapendo che insieme è possibile conoscerla nella sua varietà diversificata, nella rete di amicizie e di incontri, nella collaborazione tra i gruppi e le istituzioni. Favorite i rapporti tra persone che sono diverse per storia, per provenienza, per formazione culturale e religiosa. Possiate essere il fermento e i promotori di nuove “agorà” dove si possa dialogare anche tra coloro che la pensano diversamente in una ricerca appassionata e comune. Dobbiamo creare piazze nuove tra le nostre case, dove ci siano, nel rispetto reciproco, vere possibilità di intesa tra il fratello, il cittadino e lo straniero, secondo le esigenze attuali della vita, dello studio e del lavoro […]. La cura della comunità e l’attenzione al vivere civile siano sempre tenute insieme […]. Col coraggio e la fiducia di Gesù, attraversate la città! Non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio”.
 
Anche io, oggi nel ruolo di Sindaco protempore, sto provando a fare – insieme a tante, a  tutte le persone di buona volontà - la mia parte attraversando Cernusco sul Naviglio.

mercoledì 25 aprile 2018

W LA RESISTENZA! W CERNUSCO SUL NAVIGLIO! VIVA L'ITALIA LIBERATA!



Autorità civili e militari, associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, concittadini: buona Festa della Liberazione!
Un saluto particolare lo rivolgo al partigiano Cernuschese Mario Manzoni, che ho intravisto con la sua bicicletta in questa piazza come 73 anni fa.
Non nego una grande emozione nel prendere la parola davanti a voi, per la prima volta da sindaco in fascia tricolore, in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile, in questa piazza così ricca di simboli e di suggestioni.
In questi giorni sono andato a rileggermi gli spunti storici di quei giorni cernuschesi di 73 anni fa, i racconti e le storie di donne e uomini che con le loro scelte e le loro azioni hanno resistito.
Se chiudo gli occhi mi sembra di rivederli per queste vie, per queste piazze, in quegli ultimi giorni di aprile del ’45.
Arrivando stamattina da via Tizzoni mi è parso di incrociare Antonio, Antonio de Stefani, in bici con suo figlio Francesco seduto sopra la canna della bici e le armi sotto, ben nascoste in un sacco, da portare al sicuro in cascina per il giorno dell’insurrezione.
E prima, mentre uscivamo tutti noi insieme dalla chiesa di Santa Maria, mi sono voltato verso Carugate e mi è sembrato di risentire i colpi di arma da fuoco di ieri tra i nostri e i tedeschi quando si sono incrociati sulla via lì, all’altezza del Collegio delle Marcelline. Due dei nostri sono morti.
E nell’angolo di questa piazza, laggiù vicino al comando, li avete visti anche voi vero qualcuno dei nostri entrare all’Osteria del Tavola, dove si ritrovano spesso ultimamente: forse siamo alla vigilia di qualcosa di davvero importante.
E lì, di fianco a Voi, eccola Giuseppina Pirola, la staffetta della 26^ Brigata del Popolo, che va alla Cooperativa a prendere il latte guardando in su un po’ preoccupata per le mitragliatrici che i tedeschi da oggi 25 Aprile hanno puntato sulla piazza dalle finestre Palazzo Tizzoni.
Chissà quanti altri ne avrete incontrati anche voi!
 
Quando parliamo di resistenza, quando parliamo di liberazione, non dobbiamo mai dimenticare che parliamo di donne, di uomini, delle loro vite, del loro coraggio, delle loro scelte.
E come ha ricordato ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo al Quirinale le Associazioni combattentistiche e d’Arma per la cerimonia del 25 Aprile, “bisogna guardare con riconoscenza a chi ha lottato, a chi ha sacrificato la propria vita per la libertà, per la giustizia e per la democrazia, consegnandoci un patrimonio di valori che va custodito e trasmesso”.
Voglio allora ringraziare Carolina, Presidente del Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi, e Marta, che è stata eletta lo scorso lunedì e che le subentrerà nei prossimi giorni in questo ruolo, entrambe presenti oggi a questa commemorazione insieme ad altri giovani consiglieri.
Come per le celebrazione del 4 Novembre, lo scorso anno, anche oggi deporranno una rosa bianca nei luoghi del ricordo della nostra città, segno di sincera gratitudine verso donne e uomini cernuschesi che 73 anni fa scelsero di testimoniare, in queste vie e in queste piazze, l’appartenenza ad una comunità fondata sulla pace, sul rispetto, sull’accoglienza.
 
Una generazione, quella che visse il secondo conflitto mondiale, che anche a Cernusco sul Naviglio pagò un prezzo altissimo e a cui la guerra rubò cinque partigiani, tre deportati civili, settanta soldati e due donne.
“La Resistenza – ha continuato Mattarella – “ha ridato dignità all'Italia e per questo va ricordata insieme ai suoi valori, specie in un periodo in cui riaffiorano rigurgiti di autoritarismo, di negazionismi, di indifferenza rispetto ai fondamentali diritti della persona, di antisemitismo".
Sta a noi. Sta a noi conservare quella dignità e riconoscerla ad ogni donna e uomo che il presente di questa nostra società veloce tende ad escludere, ignorando il passato e oscurando il futuro. Sta a noi non lasciare indietro nessuno.
Sta a noi e sta alla politica o per usare le parole pronunciate il 25 Aprile di sei anni fa dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – a cui vanno la mia e nostra vicinanza e affetto in queste ore di trepidazione per le sue condizioni di salute – sta a quel “bisogno della politica come impegno inderogabile. Ci si fermi a ricordare e a riflettere prima di scagliarsi contro la politica. Dinanzi alla crisi non solo economica che ha investito l’Italia e l’Europa, abbiamo bisogno di attingere alla lezione di unità nazionale che ci viene dalla resistenza e abbiamo bisogno – diceva appunto il Presidente Napolitano - della politica come impegno inderogabile”.
Lo dico pensando al vuoto istituzionale di un governo non ancora insediato dopo oltre 50 giorni dalle lezioni. Lo dico oggi con lo sguardo da sindaco verso la nostra comunità, consapevole del privilegio di rappresentare la mia città e della responsabilità che deriva da questo ruolo. Lo dico pensando ad ogni gesto di attenzione che ciascuno di noi può porre in essere come azione di politica buona compiuta da chi si sente coinvolto nella gestione della vita della sua città in prima persona; da chi soffre, ama, “se la caccia” per un diritto di chi gli sta accanto; da chi trova la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del “bene comune”. Di chi, oggi, civicamente resiste.
Una generazione nata nella povertà della guerra liberò l’Italia e lavorando forte se la prese sulle spalle per consegnarcela ricostruita, anche nei valori. Da quella generazione nacquero anche politici che accompagnarono questa ricostruzione, che scrissero la Costituzione Italiana e la approvarono 70 anni fa, che immaginarono un’Europa unita, senza barriere e senza guerre. Che tradussero diverse sensibilità prima in un unico obiettivo – la liberazione dell’Italia – e poi definirono diritti e doveri nella fatica del confronto e della sintesi, proprie della politica e delle istituzioni, lontani da populismi, divisioni e facili soluzioni.
 
Chiudo ancora gli occhi.
Sono ormai le 4 del pomeriggio del 26 Aprile e dentro al palazzo già da molte ore ci sono i nostri a trattare. Ci sono Felice Frigerio e Mario Pirola, il fratello di Giuseppina, quella che passava di qui ieri sera per andare a prendere il latte in cooperativa: Felice e Mario sono della 26a Brigata del Popolo; con loro c’è Giovanni Vanoli, della 105a Brigata Garibaldi e ci sono Vittorio Galeone ed Edvigio Sirtori, dell’11a Brigata Matteotti; Gian Luigi Barni, del Partito d’Azione; il Prevosto Monsignor Claudio Guidali, con Mario Lucioni che starà traducendo per gli uni per gli altri.
Qui in questa piazza che i fascisti hanno intitolato al loro Ettore Muti siamo in tantissimi, ogni ora che passa sempre di più.
Pensa che bello se questa piazza un giorno potesse cambiare nome e diventare, che ne so, piazza Giacomo Matteotti, a ricordare per tutti gli anni a venire, anche tra 70, 100 anni, la disciplina del rispetto delle regole e l’onore di una condotta personale coerente, da parlamentari o da cittadini. Una sorta di resistenza civica da tramandare di generazione in generazione, con ancora più forza quando il ricordo di questa voglia di sole, di giustizia e di pace che oggi attraversa questa piazza sarà un po’ sbiadita.
Ma attenzione, il portone di Palazzo Tizzoni si sta aprendo, è Monsignor Guidali che sta uscendo urlando che è finita, la guerra è davvero finita!
Abbracciamoci e facciamo festa; che la Banda de Cernusc torni a suonare dopo tre anni di silenzio.
W la Resistenza!
W Cernusco sul Naviglio!
W l’Italia liberata!



venerdì 20 aprile 2018

CERNUSCO 2020: LA VITA E' IL NOSTRO SPORT PREFERITO

 
 
Domani la commissione di Aces Italia sarà a Cernusco sul Naviglio per valutare la nostra candidatura a Città Europea dello Sport 2020, avanzata con il sostegno di Regione Lombardia, Citta Metropolitana di Milano, Coni Regionale Lombardo e CSI Milano. Insieme a me, all’Assessore allo Sport Grazia Vanni e ai tecnici comunali i delegati visiteranno gli impianti sportivi, approfondiranno il dossier di candidatura e valuteranno la nostra realtà. Una conferenza stampa nel tardo pomeriggio concluderà i lavori della giornata.
La corsa è dura perché insieme a noi, per entrare tra le 4 città che verranno scelte, si candidano altri 6 comuni tra cui 4 capoluoghi di provincia con grande tradizione sportiva: Cosenza, Cuneo, Grottaglie, Piombino, Rieti e Siena.
Siamo davvero in gioco con grande rispetto ma con altrettanto grande determinazione, convinti di avere tutte le carte in regola: per pratica sportiva e associazioni attive, Cernusco sul Naviglio è già un’eccellenza nazionale e questo riconoscimento sarebbe un motivo per raddoppiare le forze sulla strada tracciata.
Ci presentiamo con tutta la nostra energia e il nostro stile di sport “vero, leale e di tutti” che abbiamo costruito negli ultimi 10 anni, capace di tenere insieme le nostre eccellenze nazionali e internazionali con le attenzioni alla passione sportiva di ogni singola persona, perché – come dice il titolo del nostro dossier di candidatura – “la vita è il nostro sport preferito”.
 
Situata alle porte di Milano, la nostra città si è caratterizzata nel tempo come luogo ricco di storia e tradizioni, vivo e vivibile perché cresciuto intorno ad un forte senso di comunità, ricco di spazi verdi e servizi alla persona e dove la pratica sportiva è elemento caratterizzante di un’elevata qualità di vita.
Lo sport e le buone pratiche legate a sani stili di vita attraversano la città partendo dai due grandi centri sportivi pubblici che si uniscono a altrettanto importanti centri privati; coinvolgono le scuole, divenendo parte integrante del loro progetto formativo; si sviluppano nei 2 milioni di mq di aree verdi e parchi; percorrono i 55 km di piste ciclabili, di cui la ciclopedonale lungo il Naviglio della Martesana rappresenta l’espressione più importante e affascinante.
Da Cernusco sul Naviglio giovani sportivi sono diventati campioni di fama mondiale, come Francesco Zucchetti oro olimpico nell’inseguimento a squadre a Parigi 1924 e l’indimenticato Gaetano Scirea, bandiera della Juventus e Campione del Mondo con l’Italia nel 1982, passando per Mario Scirea nel ciclismo, Simone Collio e Francesca Cortelazzo nell’atletica, Riccardo Maestri nel nuoto, Devis Mangia e Filippo Corti nel calcio.
Altri certamente lo diventeranno, ma siamo altrettanto fieri delle migliaia di ragazze e i ragazzi che ogni stagione sportiva percorrono la strada per diventare donne e uomini anche attraverso la proposta di uno sport “vero, leale e di tutti” delle nostre associazioni: “vero”, perché solo se è condotto da allenatori preparati e svolto in impianti ben gestiti lo sport è educativo; “leale”, perché rispetta regole e impegni, senza inganni; “di tutti” perché inclusivo e senza barriere.
E’ davvero un’intera città, guidata dal suo movimento sportivo, che si candida a Città Europea dello Sport 2020.

PER LA PRIMA VOLTA CERNUSCO SUL NAVIGLIO SI FA DISTRETTO PER LA DESIGN WEEK


“Il design indipendente si fa metropolitano varcando i confini di Milano: per tre giorni Cernusco sul Naviglio diventa una tappa fondamentale della “Green Line of Design”, il percorso che lungo la Linea Verde MM2 unisce i luoghi simbolo del fuori salone, ospitando la prima edizione del Cernusco DIM - District of Indipendent Makers, ovvero il distretto del design dedicato agli auto-produttori, i “makers” della creatività” (repubblica.it). 

“È un nuovo circuito focalizzato sull’innovazione e l’autoproduzione: cuore dello spazio espositivo, che accende i riflettori sul design sostenibile e lo stretto rapporto che lo lega all’artigianato locale, è un’ex filanda nel centro di Cernusco, dove si svolgeranno anche laboratori creativi aperti al pubblico ed eventi per tutto l’arco della giornata.” (cosedicasa.it). 

“Da Tortona all’Isola, da Loreto a Lambrate a Cernusco sul Naviglio. Da venerdì 20 a domenica 22 aprile 2018 presso La Filanda si svolge così il Dim: District od Independent Makers, che mette in scena gli auto-produttori del design valorizzando il design sostenibile e lo stretto rapporto con l’economia locale” (mentelocale.it). 

“Un polo del design indipendente dedicato in particolare ai maker, che abbraccia diversi ambiti: mobilità dolce, green e social design, fino ai mondi della ceramica, della fotografia, del gioiello e delle nuove tecnologie. Lo realizzano il Comune di Cernusco sul Naviglio (che fa parte della Città metropolitana di Milano), Milano Makers e l’associazione T12Lab.” (Adi – Associazione per il Disegno Industriale”). 

“Consigliate per un design tour anche le zone di Sant’Ambrogio, Lambrate, Porta Genova, nello specifico via Tortona, NoLo (North of Loreto), zona emergente che ospita per la prima volta gli eventi del Fuorisalone e l’Università di Milano, La Statale, meglio conosciuta come la Cà Granda ( via Festa del Perdono 7) dove, passeggiando tra gli antichi chiostri quattrocenteschi si possono ammirare le innovative installazioni della House in Motion, organizzata dal magazine Interni. Ma, per la prima volta, anche Cernusco sul Naviglio partecipa all’evento con Cernusco District of Independent Makers (Il Punto 24). 

Ho riportato alcuni stralci di articoli che raccontano la design week a Cernusco sul Naviglio per provare a raccontare il senso di un’iniziativa - organizzata da Milano Makers, T12Lab e Y-Tech in collaborazione con il Comune di Cernusco sul Naviglio attraverso il lavoro dell'Assessore al Design Urbano e all'innovazione Luciana Gomez - che va decisamente molto al di là della prima edizione che inizia oggi nella nostra città. 

Il Fuorisalone è l’insieme degli eventi distribuiti in diverse zone di Milano che avvengono in corrispondenza del Salone Internazionale del Mobile. Non va inteso come un evento fieristico perchè non ha una organizzazione centrale ma è nato spontaneamente nei primi anni 80: mostre, aperitivi, incontri con designer, feste, non solo legate al mobile e al design che si svolgono in tante zone di Milano, chiamate distretti. 

Da oggi e fino a domenica è un’intera città, Cernusco sul Naviglio, che si fa distretto e che porta il suo contributo di contenuti originali in un’ottica di città metropolitana ad un evento internazionale del nostro capoluogo: l’obiettivo è quello di realizzare, coinvolgendo il nostro tessuto commerciale e produttivo e richiamando nella nostra città altre eccellenze, quel legame non solo territoriale della Martesana con Milano a cui spesso ci rifacciamo o aspiriamo. Il progetto "Cernusco Città dei Makers" ci prova concretamente. 

Qui tutto il programma dei tre giorni, con segnali alla vigilia davvero incoraggianti, come il sold out del concerto di sabato sera dei newyorkesi “The Rad Trads” (“quando Bruce Springsteen incontra il Jazz) e il sold out anche dei due laboratori di Afol con la presenza degli studenti di Itsos e Macchiavelli: 

 
Alcune segnalazioni: i coinvolgenti laboratori per i bambini; la mostra di arte urbana digitale del Bauer; la visionaria ed elegante creatività degli Steampunk nell’arte del riuso; il palio del filo d’oro (come 5 grammi di oro diventano un filo lungo fino a 100 metri) e l’arte orafa dei maestri di Valenza; gli show cooking con la scuola di Cook in love; le performances teatrali della compagnia sarda “Fueddu e Gestu”.
 
Sarà una prima volta speciale, attesa con curiosità e spero primo passo di una storia da scrivere nel tempo.
 
Ci vediamo in Filanda!

venerdì 23 marzo 2018

I TEMPI DELLE PAROLE E I TEMPI DELLA CITTA'

In queste ultime settimane si è aperta sui social una discussione promossa dal Rugby Cernusco sulle condizioni del campo e delle strutture da loro utilizzate che mi ha più volte visto citato come responsabile, quasi artefice. L’ultima nota al riguardo “Rugby Cernsuco e Ammnistrazione Zacchetti: ancora solo parole, di opere indispensabili nessuna prospettiva” è di ieri  (QUI IL LINK).
 
La piazza virtuale di Facebook non è il mondo reale ma sono sempre stato convito che la positività dell’avere più canali di comunicazione aperti tra Istituzioni e cittadini, superi di gran lunga gli aspetti negativi. E’ per questo che l’ho sempre utilizzata e che, anche in questo caso, ho deciso di rispondere qui a una questione che probabilmente sarebbe più costruttivo affrontare in sedi istituzionali. Come ho sempre fatto con ogni associazione sportiva, come ho sempre fatto con il Rugby Cernusco non più tardi dello scorso 27 Novembre e poi a Dicembre, in occasione della Festa di Natale.
 
Attenzione però. Le sedi istituzionali devono rimanere e rimarranno il luogo in cui gli uffici del Comune e l’Amministrazione daranno risposte, punto su punto, ai dubbi su mancanza di sicurezza, noncuranza degli spazi e manutenzione mancata messe in evidenza dal Rugby Cernusco nelle comunicazioni pubbliche diffuse nelle ultime settimane e rivolte a questa e alla precedente Amministrazione, in cui ho ricoperto il ruolo di Assessore per sette anni. Non affiderò, dunque, a questo canale risposte che qui non trovano il giusto spazio, la giusta riflessione e l’attenzione, anche in termini tecnici, che meritano.  
 
A questo canale sento di affidare un altro tipo di messaggio. 
 
A chi dice che ‘il tempo delle parole è scaduto’ voglio rispondere in modo chiaro e netto: da Sindaco mi impegnerò insieme all’Assessore allo Sport Grazia Vanni affinché mai nessuno possa far scadere quel tempo. 
 
Perché il tempo delle parole è il tempo del dialogo e del confronto reciproco, che sono e devono essere i due fari che sempre guidano il rapporto tra Istituzioni e cittadini. E nessuna delle due parti dovrà sentirsi giustificata nel dire che quel tempo è scaduto: sarebbe una sconfitta. 
 
Con il Rugby Cernusco, per quanto mi riguarda, il dialogo rimane e rimarrà sempre aperto, ma nell’ottica di costruzione e non di distruzione. In città esistono 42 società sportive: con tutte loro il tempo dell’ascolto non scadrà mai, ognuna con la propria dignità, pari alle altre indipendentemente dalla propria forza. 
 
Con i rugbisti cernuschesi il dialogo sulla loro crescita, il loro futuro, le strutture e gli sviluppi per migliorare le condizioni di gioco è aperto da anni e aveva permesso sul finire del 2015 di iniziare una discussione a partire dalla loro proposta per migliorare insieme l’impiantistica sportiva che li riguardava, trovando da parte dell’amministrazione un’ampia disponibilità ad un approfondimento. Proposta che, però, non è stata portata avanti dalla società per scelte diverse di cui l’Amministrazione Comunale prese atto e ancora oggi personalmente rispetto, ma che fin da subito mostrarono con chiarezza a tutti i protagonisti di quanto i tempi di intervento si sarebbero dilatati.
 
Da quel confronto, passando per la Consulta dello Sport e anche per quell’ultimo incontro del 27 Novembre 2017, insieme all’Assessore allo Sport Grazia Vanni e agli uffici ho continuato e continuiamo proprio in queste settimane il lavoro di progettazione e realizzazione dei vari interventi anche legati agli impianti sportivi e sul cui sviluppo sono sempre disponibile ad aggiornare ogni società sportiva, anche il Rugby Cernusco.
 
Perché i tempi dell’ascolto non li dettano le società, non li detta il Sindaco e non li dettano gli uffici: li detta il confronto, la programmazione delle opere, la disponibilità degli spazi e i bisogni delle città. Della città tutta. Con pari dignità e pari diritto. 
 
Ripartiamo da qui.

venerdì 16 marzo 2018

DA DOMANI LE PORTE DELLA CAPPELLA DI VILLA ALARI SI APRONO SULLA CITTA'

Tra le mille emozioni di questi primi mesi da Sindaco di Cernusco sul Naviglio, domani vivrò anche quella di riconsegnare alla città la Cappella Gentilizia di Villa Alari restaurata: lo farò nel modo più semplice e simbolico, aprendo la porta che da via Cavour dà accesso alla cappella e accogliendo i 20 Cernuschesi che si sono iscritti alla visita guidata delle 9,30, la prima di quelle in programma per tutte le giornate di sabato e domenica.
Sono già più di 320 le prenotazioni per questo weekend e ancora pochi i posti disponibili per le visite organizzate dall’Assessore alla Cultura Mariangela Mariani e dal Consigliere Gianni Cervellera insieme ai volontari del FAI, a esponenti del mondo culturale cernuschese e agli studenti liceali dell’ITSOS, con il contributo di quattro giovani musicisti.
Era il 1702 quando Giacinto Alari acquistava un terreno che si affacciava sul Naviglio per costruire la sua villa: sull’attuale via Cavour ve n’erano già altre, ma la sua doveva essere la più bella perché, grazie a essa, voleva conseguire il titolo nobiliare. Per questo, affidò il progetto all’architetto romano Giovanni Ruggeri, che con la sua ottima squadra di pittori e artigiani avrebbe completato l’opera in poco più di un decennio.
L’ultimo lavoro fu proprio la Cappella, realizzata tra il 1721 e il 1725 e consacrata il 27 Settembre 1725.
 
Voluta dal conte Alari per rispetto della tradizione, la Cappella non è situata nel cuore della villa, come consuetudine: la sua collocazione periferica risulta luogo di connessione tra i proprietari e la città, quasi che nella dimensione religiosa nobili e popolo potessero ritrovarsi, pur se fisicamente separati.
La Cappella è composta da due corpi: quello più ampio a forma ottagonale ad uso dei fedeli è sovrastato da una cupola ellittica sulla quale è raffigurata la gloria di San Giacinto, affrescata da Francesco Fabbrica. Il secondo corpo, molto più piccolo, separato da una balaustra in marmo policromo, contiene l’altare per le celebrazioni.
 
Sull’altare vi è la tela di Isidoro Bianchi del 1729, per un anno custodita nell’ufficio del sindaco in Villa Greppi (come appare “vuoto” ora…) proprio in attesa che finissero i lavori di restauro della cappella: davanti alla Vergine l’omaggio di Santa Teresa e San Giacinto. La piccola cupola ellittica è ornata di stucchi dorati. Sulla sinistra si apre un piccolo vano adibito a sacrestia. Sulle pareti laterali matronei con grate utilizzate dai nobili per assistere alle celebrazioni.
La Cappella è stata interessata da un doppio restauro: la tela d’altare, già mostrata al pubblico in occasione della Fiera di San Giuseppe dello scorso anno; la sistemazione del tetto, degli interni e degli affreschi della Cappella, terminati lo scorso mese.
Il restauro è stato di tipo conservativo, senza ritocchi delle parti mancanti e perdute sia del colore, sia degli stucchi. E' stata anche installata una nuova illuminazione che permetterà di poter fruire al meglio le opere d’arte.


Questo restauro della Cappella è il primo che si compie dei lavori compresi nell’accordo di programma sottoscritto l’11 Ottobre 2016 dal Sindaco di Cernusco sul Naviglio in carica allora, Eugenio Comincini, e dal Governatore di Regione Lombardia anch’egli in carica allora, Roberto Maroni, con il finanziamento di 1 milione di euro da parte dell’Amministrazione Comunale e quello, quasi equivalente, della Regione: gli altri due interventi riguardano il parco, la cui riconsegna è prevista per la prossima estate, e la villa, con il rifacimento del tetto e delle facciate e con consegna prevista per la fine dell’Ottobre 2018.

Un ringraziamento va davvero ai tecnici comunali e ai restauratori per il lavoro fatto con professionalità e passione: la bellezza del risultato è in queste foto che ho scattato oggi, ma lo sarà ancor di più da domani quando tutti potranno godere di persona di questo bene storico di Cernusco sul Naviglio.
Riprende vita un luogo di incredibile prestigio e richiamo: davvero la nostra storia, quando diventa condivisa come un bene culturale che viene riconsegnato alla città, è bellezza su cui costruire il futuro della nostra comunità.