mercoledì 11 luglio 2018

UN ANNO DI AMMINISTRAZIONE CON GLI OCCHI PUNTATI VERSO IL FUTURO

 

E' stato distribuito la scorsa settimana in 17.000 copie il giornale comunale "Fuori dal Comune": racconta del primo anno di lavoro della giunta insediatasi proprio 12 mesi fa e dei progetti in cantiere per i prossimi mesi. Qui sotto il mio editoriale:
 
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In queste prime settimane di Giugno, complici la bella stagione e la conclusione dell’anno scolastico, anche la nostra città sta rallentando il proprio ritmo e si appresta a vivere un sereno periodo di vacanza per ricaricare le energie dopo mesi di slanci, corse e attività.
 
E’ già passato un anno – era il 25 Giugno 2017 - da quando la maggioranza dei Cernuschesi mi ha affidato la guida della città ed è un tempo letteralmente volato via: sono ancora vive le emozioni del giuramento durante il Consiglio Comunale dello scorso Luglio, quando insieme al vicesindaco Daniele Restelli e agli assessori abbiamo iniziato il nostro lavoro per Cernusco sul Naviglio, a servizio di una idea di città viva e vivibile, sostenibile perché attenta all’ambiente, che cresce senza lasciare indietro nessuno e capace di essere riferimento per un territorio più ampio. In continuità con 10 anni di buona amministrazione e determinati a gettare le basi per il futuro.
 
In quest’anno i progetti impostati dalla precedente amministrazione sono stati portati a termine nei tempi e nelle modalità previste.
 
Lo scorso Settembre il presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni ha inaugurato il Nuovo Polo Scolastico di Largo Cardinal Martini, eccellenza nazionale tra le nuove scuole realizzate nell’anno; poco prima di Natale sono stati completati il rifacimento del parco giochi di Villa Alari e la realizzazione della nuova area giochi al Parco dei Germani, divenuti ben presto le destinazioni di bambine e bambini per pomeriggi di gioco e svago; la Cappella gentilizia di Villa Alari interamente ristrutturata ha accolto i primi visitatori in occasione della Fiera di San Giuseppe a Marzo, passo iniziale della più ampia ristrutturazione del parco, del tetto e delle facciate della villa, la cui conclusione è prevista entro Novembre; il percorso di progettazione dei servizi del Condominio Solidale è terminato e la struttura, dopo le visite guidate di presentazione di fine maggio, è pronta ad aprire con l’inaugurazione del prossimo Settembre.
 
Questo primo anno è anche servito per prendere il giusto slancio nell’azione di governo della città e accompagnare la città nel suo sviluppo.
 
Con l’inaugurazione in programma proprio in questi giorni dei due campi di calcio a 5 e di un campo a 7 interamente ristrutturati, il centro sportivo di via Boccaccio compie un passo importante per ritornare ad essere – insieme al nuovo polo scolastico – un centro vitale della città e di un quartiere a recente sviluppo urbanistico; nei periodi di sessione d’esame universitari la biblioteca estende alla sera, anche in questi mesi di inizio estate, l’apertura dei propri spazi studio, creando nuovi luoghi di socialità per i giovani; dopo la copertura finanziaria approvata in Consiglio Comunale a maggio, partirà nelle prossime settimane la progettazione della riqualificazione e riforestazione dell’area verde a Ovest della città, verso Cava Gaggiolo, che nel tempo riconsegnerà ai cernuschesi una zona boschiva fruibile; il cantiere per realizzare la svolta continua da via Masaccio verso Cernusco sul Naviglio aprirà in estate per consegnare entro l’inizio del nuovo anno scolastico una prima risposta al traffico soprattutto scolastico di quel comparto; proprio il nuovo anno scolastico vedrà per la prima volta la proposta di un doposcuola flessibile che possa rispondere alle esigenze di conciliazione dei tempi lavoro–famiglia di una città che negli ultimi 5 anni ha accolto 766 nuovi nuclei famigliari, soprattutto di giovani genitori lavoratori con figli piccoli.
 
Sono queste solo alcune delle tante idee che dalle pagine delle linee di mandato approvate dal Consiglio Comunale iniziano via via a diventare voci di bilancio, progetti, delibere e infine realtà: molte altre sono raccontate in queste pagine del notiziario comunale.
 
In questo primo anno da sindaco ho infine potuto osservare Cernusco sul Naviglio da una posizione privilegiata, incontrando le persone, partecipando a momenti di vita associativa, raccogliendo esigenze particolari, studiando numeri e facendo analisi della realtà per prendere decisioni. Ho avuto la conferma di una città dinamica e in costante evoluzione, proiettata nel futuro ma con radici profonde, forte di un vero senso di appartenenza, di una fitta rete di relazioni tra le persone e di una comunità alla costante positiva ricerca della migliore sintesi tra l’idealità di una visione e la pragmaticità di azioni concrete.
 
E’ lo “stile cernuschese” di contribuire alla costruzione di una società attenta, vigile e viva, che passa dall’impegno, dalle scelte e dalle azioni di ciascuno di noi, dalla reciproca fiducia di un impegno preso insieme a Cernusco sul Naviglio, da rappresentanti delle istituzioni o da cittadini italiani. Consapevoli – come ho ricordato agli studenti delle nostre scuole impegnati nel rinnovo del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze - che nella scala delle emozioni, fiducia batte rancore 10 a zero.

giovedì 21 giugno 2018

UN PATROCINIO PARTICOLARE MA TUTT'ALTRO CHE ESTEMPORANEO


Questo post racconta di un patrocinio particolare.
 
Ho firmato poco fa, infatti, il Patrocinio del Comune di Cernusco sul Naviglio al Milano Pride, l’evento organizzato dalla commissione Pride del CIG Arcigay Milano in collaborazione con le associazioni del Coordinamento Arcobaleno.
 
Il Patrocinio – così come recita l’articolo 1 del nostro Regolamento Comunale per la Concessione del Patrocinio – “rappresenta un riconoscimento simbolico ed una forma di valorizzazione da parte del Comune di iniziative ritenute particolarmente meritevoli”: come da procedura è concesso con un decreto del Sindaco dopo la valutazione di ammissibilità da parte degli uffici e il parere obbligatorio non vincolante dell’assessore di competenza (in questo caso l’Assessore alle Pari Opportunità Luciana Gomez, che si è espressa in maniera positiva e convinta). Il nostro comune si unisce dunque alla Comunità Europea, al Comune di Milano, alla Città Metropolitana di Milano e a 13 dei suoi comuni (dato aggiornato ad oggi) che hanno già concesso il loro patrocinio.
 
10 giorni, 40 associazioni, 200.000 persone per un appuntamento inclusivo e partecipativo di cui la sfilata per le vie di Milano è forse il momento più conosciuto, anche a livello mediatico, tra i 60 proposti ma che ne rappresenta solo in parte il significato. L’edizione 2018 del Milano Pride è prima di tutto un momento che vuole tenere conto di ogni diversità, partendo da quelle legate all’orientamento sessuale ma anche all’immigrazione, alla disabilità, alla etnicità, etc. In un momento in cui il pendolo della storia volge verso fenomeni di chiusura, razzismo ed emarginazione, sostenere questo evento significa simbolicamente contrapporre valori di apertura, uguaglianza e inclusione.
 
Se dicessi che condivido integralmente ogni rivendicazione dell’evento e ogni modalità con cui è espressa non sarei sincero: non ho mai nascosto la mia storia, la mia fede cattolica, le mie convinzioni rispetto alla famiglia, ma non è questo il punto.
 
Ho sempre raccontato da Sindaco l’idea di una città che cresce e si sviluppa senza lasciare indietro nessuno: agiamo per una società che traduca gli studi e i sogni dei giovani in percorsi di vita; che a parità di competenze offra identiche opportunità lavorative ad una donna e ad un uomo; che abbatta le barriere tra la disabilità delle persone e la bellezza di una città fruibile per tutti; che rispetti e non discrimini le persone sulla base delle proprie idee, delle proprie convinzioni, delle proprie origini, dei propri orientamenti.
 
Su quest’ultimo punto, il valore espresso in forma aperta dell’uguaglianza così come contenuto nella nostra Costituzione ci impone di aggiornare il perimetro dei diritti e dei doveri discendenti dai valori fondamentali tenendo conto dell’evoluzione sociale dell’Italia. E se quel “senza distinzione di sesso” contenuto nell’articolo 3 fu pensato dai padri costituenti soprattutto a riguardo della disuguaglianza dei diritti tra uomini e donne, il perimetro di salvaguardia si è allargato oggi a ricomprendere disuguaglianze allora non emerse con tanta forza nella nostra società come le differenze di orientamenti sessuali.
 
Anche per questo, nel 2016 il governo italiano di centrosinistra ha giustamente esteso i diritti e i doveri tra coppie dello stesso sesso, introducendo l’istituto giuridico delle Unioni Civili. Da allora sono stati 8 i riti celebrati a Villa Greppi tra cittadini cernuschesi dello stesso sesso e 4 quelli celebrati in altri comuni che hanno visto coinvolto almeno un cittadino della nostra città. Undici di queste dodici nuove coppie hanno scelto di risiedere a Cernusco sul Naviglio.
 
Il patrocinio del comune di Cernusco sul Naviglio esprime il sostegno a questi nostri cittadini e per estensione testimonia la tutela dei diritti di tutte le persone, minoranze comprese, da parte di uno stato laico e civile. A Cernusco sul Naviglio lo manifestiamo non solo con questo patrocinio ma ogni volta che con misure concrete proviamo a non lasciare indietro nessuno anche prevenendo e contrastando discriminazioni di genere: nelle azioni che stiamo mettendo in campo ci sono, tra l’altro, la conferma dello sportello donna e lo sviluppo della rete antiviolenza; ci sono interventi nelle scuole che promuovono la parità di genere e il rispetto di sé e degli altri; ci sono campagne di sensibilizzazione diffuse, tra le quali quelle contro il bullismo.
 
Per un patrocinio certo particolare ma tutt’altro che estemporaneo.

mercoledì 6 giugno 2018

SFOGLIANDO LA COSTITUZIONE: DIVERSI MA TUTTI UGUALI



Care 18enni, cari 18enni, questo momento di consegna della Costituzione che Vi vede protagonisti conclude i festeggiamenti per Festa della Repubblica, anche quest’anno aperti da un altro appuntamento denso di significato, avvenuto mercoledì scorso: l’elezione del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, che ha visto i ragazzi delle medie delle scuole cernuschesi iniziare un percorso di esercizio della democrazia e della partecipazione; di conoscenza del funzionamento degli organismi istituzionali di rappresentanza dei cittadini; di condivisione di opinioni e di elaborazione di proposte concrete per la città da sottoporre all’Amministrazione Comunale.
 
La Costituzione che Vi viene consegnata oggi, lo sapete, compie 70 anni.
 
E’ entrata in vigore il 1 Gennaio 1948 ed è un testo che nasce dagli orrori della Seconda guerra mondiale, dettando valori fondamentali del nostro vivere insieme, declinati in diritti inviolabili e doveri inderogabili di ciascun individuo.
 
Il tema “Sfogliando la costituzione: diversi ma tutti uguali” che gli studenti della III A della sezione Classico dell’ITSOS “Marie Curie” hanno proposto in maniera efficace alla riflessione di tutti noi, sottolinea proprio uno di questi valori, partendo fondamentalmente da quell’articolo 3 che discende dai valori della rivoluzione francese (liberté, égalité et fraternité) e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
 
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese » (Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana)".
 
 
Voglio aggiungere due riflessioni a quelle che già avete ben esposto.
 
La prima riflessione riguarda la sbagliata contrapposizione tra diritti civili e diritti sociali che la discussione politica oggi prevalente ci consegna, anteponendo questi ultimi ai primi, ma che invece l’articolo 3 della Costituzione riunisce in una uguaglianza formale (tutti hanno medesimi diritti e doveri davanti alla legge) e sostanziale (lo stato è chiamato a rimuovere barriere anche sociali che non consentirebbero a ciascuno di affermare pienamente la propria personalità).
 
Questo nella certezza che i primi ad aver bisogno dei diritti civili sono proprio le persone con meno mezzi economici.
 
 
La seconda si riferisce al fatto che dopo 70 anni dalla stesura del testo, il valore fondamentale dell’uguaglianza contenuto nella Costituzione rimane intatto, così come rimangono a mio avviso insuperabili le parole con le quali l’articolo 3 lo esprime: anche oggi, probabilmente, non potremmo riscriverlo se non in questo modo.
 
Eppure il perimetro dell’uguaglianza sottintesa dai padri costituenti nel passaggio “senza distinzioni di” non coincide (se non per difetto) con quello che la cronaca di oggi ci racconta.
 
Le varie specificazioni «senza distinzioni di», infatti, furono inserite con l’obiettivo di non lasciare spazio principalmente a storiche discriminazioni dell’epoca, come ad esempio la disuguaglianza dei diritti tra uomini e donne, alla quale si riferisce la sottolineatura di un’uguaglianza «senza distinzioni di sesso».
 
Oppure, l’uguaglianza «senza distinzioni di razza» aveva lo scopo di preservare la Costituzione dalla vergogna delle leggi razziali introdotte dal fascismo in Italia.
 
Se proseguiamo il percorso ideale tracciato dal senso di questo articolo, oggi a mio avviso quel perimetro di salvaguardia si sta ben allargando a ricomprendere disuguaglianze allora non emerse con tanta forza nella nostra società, dalle differenze di orientamenti sessuali, alla dignità di popolazioni migranti che chiedono di costruire in Italia e in Europa – assumendosi diritti e doveri – il proprio futuro.
 
E’ fondamentale ricordarcelo quando assumiamo un ruolo di responsabilità pubblica giurando di essere fedeli alla costituzione italiana, così come ieri in parlamento ha voluto testimoniare la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti e oggi pronta a respingere la tentazione dell’indifferenza opponendosi a leggi speciali per le popolazioni nomadi.
 
 
Il valore espresso in forma aperta dell’uguaglianza così come contenuto nella nostra Costituzione nell’articolo 3 ha dato dunque la possibilità alla giurisprudenza della Corte Costituzionale di aggiornare il perimetro dei diritti e dei doveri discendenti dai valori fondamentali – incluso quello dell’uguaglianza - all’evoluzione sociale dell’Italia.
 
Anche a Voi 18enni che ricevete la Costituzione oggi è affidato il compito di rispettarla nei diritti fondamentali e di aggiornarla leggendola alla luce dei segni dei tempi di cui ogni giorno siete interpreti.

martedì 5 giugno 2018

CCRR: NELLA SCALA DELLE EMOZIONI, FIDUCIA BATTE RANCORE 10 A ZERO


Ciao ragazze e ragazzi, buongiorno ai dirigenti scolastici, professori e genitori,
Vi saluto a nome di tutta la città per questo momento di insediamento ufficiale del Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi, giunto alla sua terza consigliatura. Oltre agli studenti degli Istituti Comprensivi Rita Levi Montalcini e Margherita Hack saluto in particolare gli studenti dell’Istituto Aurora-Bachelet, per la prima volta coinvolti in questo progetto.
Vi dico proprio due cose.
 
La prima: a ciascuno di voi, grazie!
 
Grazie in particolare a chi si è reso disponibile ad assumere un impegno verso i propri coetanei, di fronte alla città: alla Presidente uscente Carolina e alle sue compagne e compagni che hanno fatto parte del consiglio fino ad oggi, con cui ho diviso alcuni momenti nel mio primo anno da Sindaco, e grazie a chi da oggi inizia in questo ruolo insieme alla nuova Presidente Marta.
 
Grazie anche a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno votato dando la propria fiducia verso qualcuno chiamato a rappresentarli.
 
“Dare e ricevere fiducia” – lo provate ogni giorno - è una delle relazioni umane più emozionanti da vivere, alla base dei sentimenti che più ci fanno felici: l’amore, l’amicizia, il rapporto genitori-figli, da figli e poi – lo imparerete tra un po’ - da genitori; è un bene preziosissimo che fonda il nostro vivere insieme da cittadini. Ma dobbiamo coltivarlo ed innaffiarlo con gesti concreti, proprio come faceva – vi ricorderete - il Piccolo Principe con la sua rosa.
 
Perché non c’è storia, nella scala delle emozioni “fiducia batte rancore 10 a zero”.
 
La seconda.
 
Questa nostra mattina giunge a pochi giorni dal 2 Giugno, Festa della Repubblica e del suo Presidente Sergio Mattarella che la rappresenta e ci rappresenta e si unisce ad un altro momento significativo che vivremo a Cernusco il 6 Giugno: la consegna della Costituzione Italiana ai vostri amici un po’ più grandi 18enni.
 
Il momento storico che viviamo – lo avrete sentito al TG – è di grande confusione in Italia nel mondo politico dei grandi: è bello, allora, guardarVi nell’esercizio della democrazia e della partecipazione; vederVi impegnati nel conoscere il funzionamento degli organismi istituzionali di rappresentanza dei cittadini; ascoltarVi nella condivisione di opinioni e nell’elaborazione di proposte concrete per la città da sottoporre all’Amministrazione Comunale.
 
Siete un segno di speranza.
 
Buon lavoro!

venerdì 11 maggio 2018

ATTRAVERSANDO CERNUSCO SUL NAVIGLIO (riflessioni da Sindaco per i 50 anni della Parrocchia del mio quartiere)


E’ il weekend dei 50 anni della Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore a Cernusco Sul Naviglio, la mia da sempre.
 
Questa sera l’apertura del fine settimana di festa con un incontro di riflessione e di testimonianza “nel quale – come diceva l’invito - porremo anche un’attenzione particolare ad alcuni nostri parrocchiani che, cresciuti in Oratorio Paolo VI e frequentando anche la nostra chiesa, sono o sono stati “onorati protagonisti” della vita: nell’ambito civico-politico, il nostro attuale sindaco Ermanno Zacchetti, e nell’ambito sportivo, il campione di atletica Simone Collio, entrambi presenti; mentre solo come testimonianza: il nostro eccezionale basso Gianluca Buratto, al seguito di grandi maestri d’opera e il nostro, tanto amato, don Luca Raimondi che dal 1° luglio sarà vicario episcopale della Zona pastorale di Rho, compito gravoso ed impegnativo a fianco dell’arcivescovo Delpini".
 
Questo il mio intervento.
 
Chi ha avuto l’età giusta per fare il chierichetto a cavallo degli anni 70/80 nella nostra Parrocchia si ricorderà che nelle settimane precedenti la vestizione ufficiale prevista durante la messa domenicale delle 11.00, era il Parroco in persona a seguire gli aspiranti chierichetti con alcuni pomeriggi di lezione su come prestare il proprio servizio sull’altare.
 
Prima di entrare nei dettagli tecnici dei movimenti, degli inchini all’unisono e degli spostamenti in quella che oggi è per metà cappellina dell’oratorio e per metà salone Don Bosco ma che allora era la nostra chiesa, Don Giuseppe indicava il gradino che divideva l’altare dallo spazio dove stava la gente durante le celebrazioni per ricordarci che lassù, sopra quel gradino, certo saremmo stati i ragazzi più bravi e più “in vista” della parrocchia ma che per questo il nostro esempio nel servizio avrebbe dovuto essere altrettanto irreprensibile e fatto con amore.
 
La storia, lo sappiamo, si manifesta nel presente attraverso le azioni delle persone come risultato di tante storie – familiari, personali e di una comunità intera - che in ciascuno si intrecciano e si consolidano: attraverso quella misteriosa modalità di archiviazione dei ricordi adottata inconsciamente dalla nostra mente, avevo certamente aperto anche questo file un po’ impolverato ma attivo quando nel primo Consiglio Comunale della nuova consigliatura lo scorso luglio ho prestato giuramento sulla Costituzione Italiana da Sindaco protempore della città di Cernusco sul Naviglio.
 
Avverto pienamente – dissi nel mio discorso di insediamento parlando ai nuovi assessori e consiglieri comunali - la responsabilità del compito che ci viene affidato e penso sia questo un sentimento fondamentalmente legato al fatto che siamo innamorati della nostra città e – per chi ci è cresciuto – anche profondamente appassionati delle nostre radici. Per questo credo che “amministrare” non possa che far rima con “amare”. Certo, risalendo all’etimologia della parola dovremmo sottolineare come “amministrare” significhi “servire”, addentrandoci nel tema del servizio civico e della cosa pubblica che sono due degli aspetti più affascinanti e alti della politica quando è fatta con passione ed è lontana dalle rivendicazioni e dalle attese di riconoscimenti personali. Ma nella costante testimonianza di attenzioni verso ogni persona che con caparbietà continuiamo a ricercare in questa epoca veloce in cui viviamo, penso che voler bene alla città da parte di chi la governa sia oggi la sfida più grande: per stabilire legami, incrociare tratti di strada e di vita, realizzare piazze di relazioni. Per sognare e rendere concreto il futuro, senza lasciare indietro nessuno. Per continuare a costruire una comunità”.
 
Ho vissuto 46 di questi 50 anni della nostra Parrocchia e sono convinto che proprio l’intreccio di relazioni tra le persone e l’apertura verso gli altri che generarono questa comunità in un quartiere dove nel 1968 erano sorti molti stabilimenti e dove rapidamente si stavano insediando giovani famiglie (oltre 700, di provenienze molto diverse, di cui 131 sposate da meno di cinque anni) siano state il valore aggiunto per Cernusco sul Naviglio e per affrontare le sfide per certi versi immutate che la società di oggi ci mette ancora di fronte nella città dell’uomo. Un’energia generatrice che da quel big bang di 50 anni fa ha poi segnato le esperienze che ciascuno di noi ha vissuto in ogni momento di vita comunitaria o di impegno in oratorio. Che ha segnato ciascuno di noi.
Chi ha avuto l’età giusta per fare il chierichetto a cavallo degli anni 70/80 ha avuto anche l’età giusta anche per essere un 18-19enne all’inizio degli anni 90 e un giovane sempre più adulto negli anni seguenti, destinatario privilegiato di un bellissimo cammino di formazione che il Cardinale Carlo Martini volle riservarci nei nostri anni in cui – e cito Don Luca, oggi Vicario Episcopale e allora amico innamorato di Gesù – “ciascuno dice quei sì e quei no che segnano una vita”: la scuola della parola del primo giovedì del mese; le veglie in Traditione Symboli nel Duomo di Milano; il percorso dell’Assemblea di Sichem, per mettere al centro la fede come scelta consapevole; il Sinodo dei Giovani e quel titolo – Sentinelle del mattino – evocativo dell’evento vissuto da milioni di giovani nel corso del grande giubileo del 2000. Momenti vissuti insieme come gruppo giovani dell’oratorio Paolo VI e poi meditati personalmente e poi ancora riversati nel servizio personale da catechisti, animatori, allenatori e volontari, non solo in oratorio ma anche in tante associazioni e realtà della città.
C’è una bellissima lectio del Cardinale Carlo Maria Martini che commentando l’esperienza di Zaccheo, invitava i giovani ad attraversare la città (“Entrato in Gerico, attraversava la città), senza paura di essere santi. E’ di 16 anni fa, ma ci sono passaggi che sembrano scritti oggi.
 
Carissimi giovani, abbiate anche voi il coraggio di attraversare la città […]. Nel cammino delle “Sentinelle del mattino” avete capito la bellezza di attraversare la città dove abitano e lavorano gli uomini e le donne di oggi […]. Restate vicino ai poveri, ai poveri di ogni categoria (poveri di pane, di affetto, di cultura, di libertà, di salute,…) mediante il rapporto personale e attraverso una convinta dedizione alle istituzioni civili. Abbiate una grande capacità di iniziativa per costruire il mondo […]. Amate la nostra città e il nostro Paese, e apritevi alle dimensioni del mondo. Studiate e siate competenti nella vostra professione, siate uomini e donne di giustizia, gente che dà quattro volte tanto a chi ha bisogno di presenza e di aiuto. Sappiate prendervi a cuore la dimensione civile della vita. Partecipate con frutto ai corsi di formazione sociale e politica, e assumete progressivamente, a diversi livelli, le prime responsabilità pubbliche […]. Attraversate la città contemporanea con il desiderio di ascoltarla, di comprenderla, senza schemi riduttivi e senza paure ingiustificate, sapendo che insieme è possibile conoscerla nella sua varietà diversificata, nella rete di amicizie e di incontri, nella collaborazione tra i gruppi e le istituzioni. Favorite i rapporti tra persone che sono diverse per storia, per provenienza, per formazione culturale e religiosa. Possiate essere il fermento e i promotori di nuove “agorà” dove si possa dialogare anche tra coloro che la pensano diversamente in una ricerca appassionata e comune. Dobbiamo creare piazze nuove tra le nostre case, dove ci siano, nel rispetto reciproco, vere possibilità di intesa tra il fratello, il cittadino e lo straniero, secondo le esigenze attuali della vita, dello studio e del lavoro […]. La cura della comunità e l’attenzione al vivere civile siano sempre tenute insieme […]. Col coraggio e la fiducia di Gesù, attraversate la città! Non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio”.
 
Anche io, oggi nel ruolo di Sindaco protempore, sto provando a fare – insieme a tante, a  tutte le persone di buona volontà - la mia parte attraversando Cernusco sul Naviglio.

mercoledì 25 aprile 2018

W LA RESISTENZA! W CERNUSCO SUL NAVIGLIO! VIVA L'ITALIA LIBERATA!



Autorità civili e militari, associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, concittadini: buona Festa della Liberazione!
Un saluto particolare lo rivolgo al partigiano Cernuschese Mario Manzoni, che ho intravisto con la sua bicicletta in questa piazza come 73 anni fa.
Non nego una grande emozione nel prendere la parola davanti a voi, per la prima volta da sindaco in fascia tricolore, in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile, in questa piazza così ricca di simboli e di suggestioni.
In questi giorni sono andato a rileggermi gli spunti storici di quei giorni cernuschesi di 73 anni fa, i racconti e le storie di donne e uomini che con le loro scelte e le loro azioni hanno resistito.
Se chiudo gli occhi mi sembra di rivederli per queste vie, per queste piazze, in quegli ultimi giorni di aprile del ’45.
Arrivando stamattina da via Tizzoni mi è parso di incrociare Antonio, Antonio de Stefani, in bici con suo figlio Francesco seduto sopra la canna della bici e le armi sotto, ben nascoste in un sacco, da portare al sicuro in cascina per il giorno dell’insurrezione.
E prima, mentre uscivamo tutti noi insieme dalla chiesa di Santa Maria, mi sono voltato verso Carugate e mi è sembrato di risentire i colpi di arma da fuoco di ieri tra i nostri e i tedeschi quando si sono incrociati sulla via lì, all’altezza del Collegio delle Marcelline. Due dei nostri sono morti.
E nell’angolo di questa piazza, laggiù vicino al comando, li avete visti anche voi vero qualcuno dei nostri entrare all’Osteria del Tavola, dove si ritrovano spesso ultimamente: forse siamo alla vigilia di qualcosa di davvero importante.
E lì, di fianco a Voi, eccola Giuseppina Pirola, la staffetta della 26^ Brigata del Popolo, che va alla Cooperativa a prendere il latte guardando in su un po’ preoccupata per le mitragliatrici che i tedeschi da oggi 25 Aprile hanno puntato sulla piazza dalle finestre Palazzo Tizzoni.
Chissà quanti altri ne avrete incontrati anche voi!
 
Quando parliamo di resistenza, quando parliamo di liberazione, non dobbiamo mai dimenticare che parliamo di donne, di uomini, delle loro vite, del loro coraggio, delle loro scelte.
E come ha ricordato ieri il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo al Quirinale le Associazioni combattentistiche e d’Arma per la cerimonia del 25 Aprile, “bisogna guardare con riconoscenza a chi ha lottato, a chi ha sacrificato la propria vita per la libertà, per la giustizia e per la democrazia, consegnandoci un patrimonio di valori che va custodito e trasmesso”.
Voglio allora ringraziare Carolina, Presidente del Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi, e Marta, che è stata eletta lo scorso lunedì e che le subentrerà nei prossimi giorni in questo ruolo, entrambe presenti oggi a questa commemorazione insieme ad altri giovani consiglieri.
Come per le celebrazione del 4 Novembre, lo scorso anno, anche oggi deporranno una rosa bianca nei luoghi del ricordo della nostra città, segno di sincera gratitudine verso donne e uomini cernuschesi che 73 anni fa scelsero di testimoniare, in queste vie e in queste piazze, l’appartenenza ad una comunità fondata sulla pace, sul rispetto, sull’accoglienza.
 
Una generazione, quella che visse il secondo conflitto mondiale, che anche a Cernusco sul Naviglio pagò un prezzo altissimo e a cui la guerra rubò cinque partigiani, tre deportati civili, settanta soldati e due donne.
“La Resistenza – ha continuato Mattarella – “ha ridato dignità all'Italia e per questo va ricordata insieme ai suoi valori, specie in un periodo in cui riaffiorano rigurgiti di autoritarismo, di negazionismi, di indifferenza rispetto ai fondamentali diritti della persona, di antisemitismo".
Sta a noi. Sta a noi conservare quella dignità e riconoscerla ad ogni donna e uomo che il presente di questa nostra società veloce tende ad escludere, ignorando il passato e oscurando il futuro. Sta a noi non lasciare indietro nessuno.
Sta a noi e sta alla politica o per usare le parole pronunciate il 25 Aprile di sei anni fa dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – a cui vanno la mia e nostra vicinanza e affetto in queste ore di trepidazione per le sue condizioni di salute – sta a quel “bisogno della politica come impegno inderogabile. Ci si fermi a ricordare e a riflettere prima di scagliarsi contro la politica. Dinanzi alla crisi non solo economica che ha investito l’Italia e l’Europa, abbiamo bisogno di attingere alla lezione di unità nazionale che ci viene dalla resistenza e abbiamo bisogno – diceva appunto il Presidente Napolitano - della politica come impegno inderogabile”.
Lo dico pensando al vuoto istituzionale di un governo non ancora insediato dopo oltre 50 giorni dalle lezioni. Lo dico oggi con lo sguardo da sindaco verso la nostra comunità, consapevole del privilegio di rappresentare la mia città e della responsabilità che deriva da questo ruolo. Lo dico pensando ad ogni gesto di attenzione che ciascuno di noi può porre in essere come azione di politica buona compiuta da chi si sente coinvolto nella gestione della vita della sua città in prima persona; da chi soffre, ama, “se la caccia” per un diritto di chi gli sta accanto; da chi trova la propria realizzazione nella partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del “bene comune”. Di chi, oggi, civicamente resiste.
Una generazione nata nella povertà della guerra liberò l’Italia e lavorando forte se la prese sulle spalle per consegnarcela ricostruita, anche nei valori. Da quella generazione nacquero anche politici che accompagnarono questa ricostruzione, che scrissero la Costituzione Italiana e la approvarono 70 anni fa, che immaginarono un’Europa unita, senza barriere e senza guerre. Che tradussero diverse sensibilità prima in un unico obiettivo – la liberazione dell’Italia – e poi definirono diritti e doveri nella fatica del confronto e della sintesi, proprie della politica e delle istituzioni, lontani da populismi, divisioni e facili soluzioni.
 
Chiudo ancora gli occhi.
Sono ormai le 4 del pomeriggio del 26 Aprile e dentro al palazzo già da molte ore ci sono i nostri a trattare. Ci sono Felice Frigerio e Mario Pirola, il fratello di Giuseppina, quella che passava di qui ieri sera per andare a prendere il latte in cooperativa: Felice e Mario sono della 26a Brigata del Popolo; con loro c’è Giovanni Vanoli, della 105a Brigata Garibaldi e ci sono Vittorio Galeone ed Edvigio Sirtori, dell’11a Brigata Matteotti; Gian Luigi Barni, del Partito d’Azione; il Prevosto Monsignor Claudio Guidali, con Mario Lucioni che starà traducendo per gli uni per gli altri.
Qui in questa piazza che i fascisti hanno intitolato al loro Ettore Muti siamo in tantissimi, ogni ora che passa sempre di più.
Pensa che bello se questa piazza un giorno potesse cambiare nome e diventare, che ne so, piazza Giacomo Matteotti, a ricordare per tutti gli anni a venire, anche tra 70, 100 anni, la disciplina del rispetto delle regole e l’onore di una condotta personale coerente, da parlamentari o da cittadini. Una sorta di resistenza civica da tramandare di generazione in generazione, con ancora più forza quando il ricordo di questa voglia di sole, di giustizia e di pace che oggi attraversa questa piazza sarà un po’ sbiadita.
Ma attenzione, il portone di Palazzo Tizzoni si sta aprendo, è Monsignor Guidali che sta uscendo urlando che è finita, la guerra è davvero finita!
Abbracciamoci e facciamo festa; che la Banda de Cernusc torni a suonare dopo tre anni di silenzio.
W la Resistenza!
W Cernusco sul Naviglio!
W l’Italia liberata!