domenica 3 novembre 2019

C'E' BISOGNO DI ITALIA E DEI SUOI VALORI: DI CIVILTA', DI CULTURA E DI AMORE PER LA PACE


Rivolgo un caloroso saluto alle autorità presenti; al Senatore Eugenio Comincini; ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, alle Associazioni, alle Associazioni d’Arma e ai cittadini intervenuti per celebrare il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate, ai piedi di questo monumento inaugurato nel 1927 per ricordare i caduti Cernuschesi della Prima Guerra Mondiale ma poi tragicamente divenuto, nei decenni seguenti, il monumento ai caduti militari della nostra città di un altro conflitto mondiale e di tutte le guerre.

Un ricordo commosso voglio dedicarlo a Pietro Polvara, per anni Presidente dell’Associazione Bersaglieri di Cernusco sul Naviglio e che era qui con noi lo scorso anno, e a tutti i volontari delle nostre associazioni che ci hanno lasciati in questo anno.

Era il 4 novembre del 1921, a tre anni esatti dalla fine della Guerra Mondiale che concluse il nostro Risorgimento, quando con la sepoltura della salma del milite ignoto al Vittoriano si diede il via ad una ricorrenza che solo nel tempo diverrà centrale per la memoria collettiva Nazionale: in quegli anni fu solo un fuggevole attimo di concordia nazionale prima del baratro di debolezze che fece soccombere lo Stato costituzionale di fronte all’avanzata del fascismo.

Ed era poi il 4 novembre del 1944 quando - in piena guerra di Liberazione e con il territorio ancora occupato e diviso - un fante, un marinaio, un aviere e un partigiano salirono la scala dell'Altare della Patria per rendere omaggio al Milite Ignoto: era la prima cerimonia di una nuova Italia che voleva celebrare i valori di un popolo italiano che, come ebbe a ricordare anni fa il Presidente Carlo Azeglio Ciampi ‘sentiva di essere Nazione, desiderava difendere l'integrità della Patria, l'autorità e l'indipendenza delle sue istituzioni, nella consapevolezza che soltanto sui valori dell'unità nazionale, del Risorgimento e della tradizione militare si poteva ricostruire l'Italia delle libertà civili’.

La festa del 4 novembre, dunque, non è solo l'anniversario di un grande evento della nostra storia nella quale ricordare il sacrificio dei nostri militari in guerra: è il giorno della memoria comune degli italiani, il momento in cui riflettiamo sulla responsabilità che ciascuno di noi ha oggi di servire l’Italia e su quali valori riconosciamo il nostro essere uniti in una comunità.

L’Italia è nazione di pace, di relazioni inclusive, di progresso diffuso, di sguardo aperto e di rispetto: l'unità nazionale e la libertà sono strumenti che custodiscono questi valori e sono conquiste straordinarie da difendere ogni giorno, soprattutto in questo tempo spigoloso di sentimenti e relazioni. Vanno difese grazie ad una unione d'intenti; sostenute attraverso la capacità di lavorare insieme per il bene comune; costruite con il desiderio di provare la felicità di fare qualcosa di utile per l’Italia tutta, partendo dalla propria comunità locale e dalle persone che la storia personale di ciascuno – non importa quale, non importa come - ci ha portato ad incontrare, nel destino comune della vita che insieme condividiamo. Le relazioni positive che legano ciascuno di noi e che spesso solo intuiamo sono molte di più di quelle che ci spingono egoisticamente ad alzare muri: sono quelle che rendono possibile un’Italia unita ed un sentimento di comunità. C'è davvero bisogno di Italia e dei suoi valori, in Italia e in ciascuno di noi.

Anche per questo rivolgo un saluto e un ringraziamento particolare ai rappresentanti del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, oggi presenti da protagonisti in questo momento istituzionale, e a Marco che da Vicepresidente ha portato la riflessione di tutti gli studenti Cernuschesi: la loro presenza, come avviene anche in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile, testimonia la volontà di essere parte consapevole della vita civile della nostra città e offrono a questa manifestazione un significativo sguardo di futuro.

Un pensiero conclusivo lo rivolgo infine a tutti coloro che hanno scelto di far parte delle nostre Forze Armate. A loro è affidato il compito di custodire, se necessario anche con le armi, i valori dell’Italia e le nostre tradizioni di civiltà, cultura ed amore della pace; di difenderli in Patria e di testimoniarli nei differenti, complicati e impegnativi scenari operativi dove sono chiamati, dalla prima missione nel 1982 fino ad oggi, ad intervenire: sono oltre 6200 i soldati italiani impegnati in maniera continuativa nel 2019 in 43 missioni internazionali sotto l’egida dell’ONU, dal Libano, all’Iraq, all’Afghanistan e in molte altre nazioni per mantenere la pace o nella lotta al terrorismo. I Padri della nostra nazione dimostrarono il proprio amore per l'Italia fino al sacrificio e lo fecero senza chiusure nazionali, sognando un'Italia aperta all'Europa, vicina ad ogni popolo che ovunque nel mondo stesse rivendicando la propria libertà o intento a contrapporsi ad ogni prevaricazione. Furono testimoni di un'Italia capace di conquistare, sì di conquistare il rispetto e l'ammirazione nel mondo proprio per questi generosi sentimenti che i nostri soldati rinnovano con la loro professionalità. C’è ancora bisogno di Italia, in Europa e nel mondo.

W le Forze Armate!
W l’Italia unita!
W l’Italia e suoi valori!

martedì 16 luglio 2019

CHE BELLA CERNUSCO SU DUE RUOTE!


Il numero estivo del notiziario 'Fuori dal Comune' in distribuzione in tutte le case dalla scorsa settimana dedica un approfondimento ai passi concreti che stiamo compiendo per rispondere all'emergenza del cambiamento climatico globale, in particolare raccontando quello che stiamo immaginando e realizzando per confermarci sempre più come una città sostenibile anche in tema di mobilità. Qui sotto il mio editoriale

Un venerdì dello scorso marzo un centinaio di studenti delle nostre scuole, in rappresentanza anche degli altri compagni e unendosi idealmente alle ragazze e ai ragazzi di tutto il mondo, sono venuti in Villa Greppi per incontrarmi e consegnarmi la disponibilità ad un impegno comune che promuovesse comportamenti virtuosi perché attenti all’ambiente e quindi al proprio futuro.

E’ la grande campagna mondiale di sensibilizzazione verso i temi ambientali ‘Global strike for Future’: chiede a noi adulti di essere protagonisti, non solo a parole, di una evoluzione negli stili di vita nostri e delle nostre famiglie affinché il cambiamento climatico in corso e le sue conseguenze devastanti per la terra e per l’uomo possano essere fermati.

Poche settimane dopo questo incontro, l’impegno condiviso si è subito concretizzato in una prima azione attraverso la consegna dei contenitori della raccolta differenziata nei vari plessi scolastici della città e l’introduzione di questa modalità di gestione dei rifiuti in tutte le classi, risposta alla richiesta proveniente proprio dal Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze di essere al centro della più importante iniziativa di sensibilizzazione attiva nelle scuole sul tema.

La gestione attenta del ciclo dei rifiuti; l’attenzione agli sprechi alimentari; l’uso consapevole delle risorse, in particolare dell’acqua; la realizzazione di prodotti e gli acquisti ‘plastic free’; l’efficientamento energetico degli edifici e delle strutture; gli spostamenti sostenibili: sono davvero numerosi gli ambiti in cui poter fare la nostra parte con stili di vita attenti all’ambiente che ci rendono felici.

Questo numero del notiziario comunale, insieme alla narrazione delle tante attività di una città viva e dinamica come si conferma essere la nostra, pone una particolare attenzione al racconto delle politiche del Comune di Cernusco sul Naviglio in tema di mobilità sostenibile, per condividere la visione d’insieme entro cui ci stiamo muovendo e rendere ciascuno di noi protagonista nella costruzione della nostra città di domani.

All’interno di questa prospettiva, sono molteplici gli ambiti in cui la nostra città si sta sviluppando: lo straordinario traguardo del biglietto unico, frutto del lavoro condotto in questo ultimo anno e mezzo insieme a tanti Sindaci della Città Metropolitana e che partirà con una prima integrazione già nel corso del mese di luglio; il restyling completato da poche settimane della stazione MM di Villa Fiorita e dintorni, con l’abbattimento delle barriere architettoniche, gli interventi per migliorarne la qualità e una rinnovata pedonalità esterna di accesso più sicura; la progettazione già iniziata della nuova via Adua, con un percorso ciclopedonale che consentirà una connessione sicura e green tra il centro e la zona a Nord della città; il progetto di ciclo-accoglienza lungo il naviglio e integrato con una prospettiva metropolitana, al fine di promuovere un turismo sostenibile; il riconoscimento ottenuto a Verona lo scorso aprile di ‘Città amica della bicicletta’ per le infrastrutture e le iniziative in tema di ciclabilità; il sistema di Bicipark rafforzato insieme al sistema di gestione parcheggi più tecnologicamente avanzato, più equo, che premi gli spostamenti extra-cittadini integrati con il trasporto pubblico.

Che bella Cernusco sul Naviglio osservata con questa prospettiva!

‘Ho usato verbi al presente per raccontare il futuro perché il futuro è il presente di ogni sognatore’: così si concludeva lo spettacolo di musica, narrazione, fuochi e proiezioni sulla facciata di Villa Greppi andato in scena il sabato sera della Fiera di San Giuseppe 2019, dedicato al genio di Leonardo da Vinci in occasione dei 500 anni della scomparsa.

Davvero il futuro è nelle nostre mani e lo stiamo costruendo già oggi, sognandolo e realizzandolo da cittadini e da amministratori pubblici attraverso azioni concrete.

venerdì 7 giugno 2019

CITTA' INNOVATIVA, APERTA E SOLIDALE


Tra ieri e oggi Cernusco sul Naviglio è stata al centro del dibattitto politico nazionale per una interpellanza presentata dalla consigliera comunale Paola Malcangio in quota Lega in cui chiede spiegazioni su un intervento di mediazione culturale a favore di una bimba di origini egiziane nata in Italia che frequenta l’istituto Rita Levi Montalcini.

Tengo a chiarire prima di tutto la questione a livello amministrativo ed istituzionale, per poi fare una riflessione di tipo politico.

L’intervento in questione è stato richiesto direttamente dalla scuola che, in base all’autonomia scolastica, può decidere di attivare o meno percorsi rivolti ai propri alunni.

Tale intervento di mediazione culturale è stato rivolto a una bimba nata in Italia ma di origini egiziane per permettere ai bambini di fare domande e confrontarsi sulla cultura e sulla tradizione della loro compagna. Nessuna lezione di arabo dunque, ma una sorta di laboratorio in cui probabilmente sono stati anche fatti esempi di parole in altra lingua, ma che sono certo non aveva altro fine che far conoscere una cultura altra rispetto a quella italiana.

La spesa sostenuta per questo intervento (120 euro circa per 4 ore) è finanziata sì dal Comune di Cernusco sul Naviglio, ma attraverso un contributo che ogni anno l’Amministrazione corrisponde al Distretto 4 di cui fanno parte, insieme al comune di Cernusco, anche altri otto comuni della zona della Martesana che insieme coordinano progetti di tipo sociale su tutti i territori. All’interno dei servizi erogabili, ci sono anche gli interventi di mediazione culturale affidati attraverso gare d’appalto pubbliche a cooperative o società che partecipano con i loro progetti ai bandi.

Questi i fatti, che da soli bastano a smentire categoricamente l’ipotesi avanzata dalla consigliera sull’irregolarità di spesa del servizio.

Aggiungo a questo punto alcune riflessioni.

La prima: personalmente trovo costruttivo e anzi occasione di crescita per i bambini, poter dialogare insieme a un mediatore sulla cultura dei propri compagni, qualunque essa sia: ben vengano dunque insegnanti che chiedono il supporto di esperti di questo tipo per allargare la conoscenza dei nostri bambini.

La seconda: trovo strumentale e assolutamente fuori luogo la polemica che la consigliera Malcangio ha voluto innescare.
 
 
 
Quanto si svolge in aula è competenza di insegnanti e Presidi, di certo non della politica. Nelle nostre scuole si coniuga da sempre innovazione, didattica di alto livello, rispetto delle differenze, utilizzo di strumenti diversi per la diffusione del sapere e molto altro, e lo si fa bene: di certo Presidi e insegnanti non hanno bisogno di lezioni da parte della politica per svolgere bene il loro mestiere che già fanno egregiamente.

Un’ultima considerazione: la consigliera comunale Malcangio sa bene che Cernusco sul Naviglio è una città innovativa, aperta e solidale, in cui l’integrazione è portata avanti con azioni concrete e senza troppi sensazionalismi ogni giorno, dentro le scuole come sui campi da calcio e nelle piazze.
 
 
Non saranno certo polemiche strumentali che fanno parlare (male) della nostra città a cambiare le persone che compongono e costruiscono ogni giorno questa comunità. Cernusco sul Naviglio è Città Europea dello Sport per il 2020: che la consigliera Malcangio sappia che da qui a un anno potrebbero arrivare molti stranieri, forse sapere qualche lingua in più oltre che l’Italiano sarà utile a tutti noi

lunedì 3 giugno 2019

UN MESSAGGIO DI PACE

 
Sua Eminenza Cardinale Scola, Reverendo Monsignore Capra, cittadini tutti, porto il saluto della Città di Cernusco sul Naviglio all’inizio di questa settimana in cui la comunità cristiana accoglie la statua della Madonna pellegrina del Santuario di Fatima.
 
Cernusco sul Naviglio è terra mariana e da sempre la storia della nostra città si è intrecciata con il sentimento di devozione, a volte intimo e riservato, a volte comunitario e pubblico, che nei secoli ha percorso donne e uomini della nostra comunità.

E’ a Santa Maria Addolorata che nel IV secolo la prima comunità cristiana della città dedicò la propria chiesa, oggi santuario lungo il Naviglio e costruzione cernuschese di cui ci sia più antica traccia scritta.
E' a Santa Maria Assunta che i cernuschesi a cavallo del 1600 dedicarono la nuova chiesa parrocchiale voluta da San Carlo Borromeo, poi ricostruita nel secolo scorso nell’attuale posizione, affidando la città alla sua Patrona.
Ancora, è pregando con negli occhi l’immagine dell’Addolorata di Santa Maria di Cernusco che  Monsignor Biraghi (è lui stesso a ricordarlo in uno scritto) nell’ottobre 1837 decise di fondare la Congregazione delle Suore Marcelline, testimonianza ancora attuale di fede e servizio per le persone più fragili.
E' con la richiesta di aiuto alla Vergine Maria che il giorno dell’Assunta 1857 il Conte Ambrogio Uboldo iniziò a scrivere il suo testamento in cui donò la propria villa - ‘lego tutti  miei beni per ricovero agli ammalati bisognosi’ le sue parole - per farne un ospedale, lì dove ancora oggi compie il suo importante ruolo di presidio territoriale pubblico, accogliendo ogni persona.
E' la Madonna col Bambino in lacrime che nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 1924 apparve a Suor Elisabetta Redaelli, miracolandola da un male incurabile e lasciando un messaggio alla città esortante alla preghiera e alla speranza in un tempo rabbuiato da contrasti e guerre.
E ancora oggi, sono numerose le manifestazioni pubbliche attraverso le quali, all’interno del nostro vivere comune, la comunità cristiana di Cernusco sul Naviglio esprime questo profondo legame.
 
Giungendo a Cernusco sul Naviglio la Statua della Madonna pellegrina del Santuario di Fatima porta con sé il messaggio di pace che dal 1917 si è diffuso nel mondo dal piccolo paesino portoghese, luogo dell’apparizione.
E’ un messaggio che la comunità cernuschese sente proprio e che l’ha permeata anche nell’ultimo secolo di storia fino ai nostri giorni, in ogni slancio personale, associativo, cooperativo o comunitario di attenzione per le persone.
E’ un messaggio che parla al cuore di ogni credente ma anche alla coscienza di ogni donna e di ogni uomo che si impegna nella propria comunità giorno dopo giorno nel ruolo che ricopre, nel campo civile e religioso, per portare avanti valori di pace contro ogni forma di ingiustizia, di emarginazione e di discriminazione.
 

giovedì 25 aprile 2019

IL 25 APRILE E LA POESIA DELLA LIBERTA' CHE RINASCE


Autorità civili e militari, associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, Presidente di ANPI Cernusco - Giovanna Perego -, concittadini: buona 74esima Festa della Liberazione!

Un saluto particolare lo rivolgo a Diego, Edoardo e Marco - presenti oggi in rappresentanza delle studentesse e degli studenti del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi - e a tutti i bambini e giovani presenti.

Anche quest’anno ci siamo dati appuntamento in questa piazza, davanti al palazzo che alle 4 del pomeriggio del 26 Aprile 1945 vide la fine dell’occupazione di Cernusco sul Naviglio e la resa dei tedeschi nelle mani dei partigiani cernuschesi, sancendo la liberazione della nostra città. E’ il giorno da cui partì lo sguardo di futuro che attraversa oggi questa piazza, passa dagli occhi delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi e si dispiega verso ciò che sapranno, sapremo costruire a nostra volta guardando il futuro.


L’indescrivibile sentimento di gioia che pervase i cernuschesi 74 anni fa quando Monsignor Guidali uscì da questo portone annunciando la resa dei tedeschi alla folla in attesa è lo stesso che si rinnova oggi in noi. Una gioia grande ma ottenuta grazie al sacrificio di molti.

Dopo l’8 settembre 1943 anche a Cernusco sul Naviglio furono tanti gli eroi – più o meno conosciuti – che compirono scelte e donarono anni della propria vita, in alcuni casi la stessa vita, per la nostra libertà.

Sette cernuschesi lasciarono la nostra cittadina per andare a fare il "partigiano della montagna" e combattere i nazifascisti a viso aperto, in maniera clamorosa, dichiarata. Due furono i caduti: Antonio Benelli, il 20 novembre 1944 ad Agliano d'Asti, nel Monferrato, e Luigi Melzi, il 22 febbraio 1945 a Trivero, nel Vercellese, che combatterono in Piemonte insieme a Levio Vitali; Lino Penati, Luigi Cambiaghi e Mario Pastore furono impegnati nei territori della nostra regione e Carlo Vignoni all’estero.

Molti eroi quotidiani decisero invece di resistere con o senza fucile, qui in città e nella Martesana, salvando vite, dando rifugio, prestandosi a compiti di collegamento, di supporto o di cura, ma non per questo scansando pericoli o evitando il rischio, anzi operando fattivamente nell’opposizione al regime, anche coraggiosamente in azione.

Tra di loro Cesare Riboldi e Luigi Mattavelli, che caddero in viale Assunta il 24 Aprile 1945, e Giovanni Farina che venne ucciso da un fascista il 26 Aprile 1945, a Varedo.

Roberto Camerani, Quinto Calloni, Pierino Colombo, Virginio Oriani, Angelo Ratti e Ennio Sala furono prelevati dalle proprie abitazioni qui a Cernusco sul Naviglio nella notte del 18 Dicembre 1943, arrestati per cospirazione, rinchiusi a San Vittore e deportati il4 Marzo 1944 nel lager di Mauthausen. Due di loro, Virginio Oriani e Pierino Colombo, non fecero più ritorno, insieme ad un altro deportato della nostra città, Giovanni Compagnone.

Ho voluto scandire questi i nomi, le loro scelte e brevemente le loro drammatiche storie personali per ricordarci che nel periodo più umiliante della nostra Storia, tanti giovani (operai, studenti, impiegati) scrissero una straordinaria pagina di solidarietà e di civile dignità con uno sguardo di futuro migliore - per Cernusco sul Naviglio, per l’Italia, per il mondo - che giunge oggi fino a questa piazza. Una resistenza dalla dimensione popolare, una fraterna collaborazione tra persone di idee politiche diverse, senza la quale avremmo fatto molta più fatica a recuperare la dignità smarrita.

Nei prossimi mesi aggiungeremo un tassello a questa memoria.

Settimana scorsa, infatti, ho incontrato i famigliari di Roberto Camerani e di Virginio Oriani – due dei giovani cernuschesi deportati - per consegnare personalmente loro l’autorizzazione degli Uffici Comunali alla posa delle rispettive pietre d’inciampo di fronte alle case in cui la feld polizei entrò in azione in quella profondamente buia notte del 1943, in particolare in via Cavour 23 e in via Marcelline 27. Una lacerazione nella storia della nostra comunità e una memoria dolorosa che condivideremo insieme perché necessaria per non dimenticare, anche nelle strade della nostra città.


Molte cose sono cambiate da quei giorni di 74 anni fa. Eppure – come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – “misurarsi con i valori di libertà, di pace, di solidarietà, di giustizia, che animarono la rivolta morale del nostro popolo contro gli orrori della guerra, contro le violenze disumane del nazifascismo, contro l'oppressione di un sistema autoritario, non è esercizio da affidare saltuariamente alla memoria. Stiamo parlando – continuava il Presidente Mattarella - del fondamento etico della nostra nazione, che deve restare un riferimento costante sia dell'azione dei pubblici poteri sia del necessario confronto nella società per affrontare al meglio le novità che la storia ci pone davanti”.

Un impegno che ingaggia ciascuno di noi e che questo 2019 ci ripropone, tra gli altri, attraverso il bellissimo esercizio della democrazia con le prossime elezioni europee, tra poco più di un mese.

La ricostruzione non solo materiale ma anche civile e morale alla fine della Seconda Guerra Mondiale ci ha consegnato lo sguardo di futuro di un’Europa altrettanto libera, in pace, solidale e giusta di cui il movimento di resistenza italiano fu forse il più convinto sostenitore come opposizione alla politica nazionalista e all’isolamento culturale di regime.

“Il futuro – scrisse dell’Europa Alcide De Gasperi, uno dei suoi Padri Fondatori -  non verrà costruito con la forza, nemmeno con il desiderio di conquista ma attraverso la paziente applicazione del metodo democratico, lo spirito di consenso costruttivo e il rispetto della libertà”.

Noi ci riconosciamo in questa idea di Europa di cui l’Italia fa parte e vogliamo si manifesti – o torni a manifestarsi - in un’attenzione ad ogni persona.


Nei giorni scorsi sono andato negli archivi comunali a riprendere i documenti amministrativi del nostro comune che seguirono la Liberazione a Cernusco sul Naviglio. Sui verbali prestampati sono cancellati i riferimenti alle adozioni unilaterali del Podestà, sovrascritti invece dagli incontri e dalle decisioni del Sindaco e della Giunta.

Mi sono imbattuto, tra gli altri, in questo verbale di Giunta che vi leggo integralmente e idealmente Vi consegno a conclusione di questo mio intervento:

L’anno millenovecentoquarantacinque, addì quattordici del mese di giugno nel Comune di Cernusco sul Naviglio e nell’Ufficio di Segreteria si sono riuniti i rappresentanti della Giunta Comunale, definitivamente quale emanazione del locale C.L.N., nelle persone dei Signori:

Cavagnera Luigi - Partito Comunista
Sala Vincenzo - Partito Socialista
Barni Prof. Gian Luigi - Partito d’Azione
Pinchetti Ing. Ercole - Partito Liberale

La Giunta, Presieduta dal Sindaco Dott. Pirola Mario, assistita dal Segretario Comunale Rag. Marino Leogrande, decide quanto infra:

NOMINA DEL VICE SINDACO in persona del Signor FARINA Luigi (democratico-cristiano) – Direttore Ditta Cucchi – a unanimità di voti.

COSTITUIRE DEFINITIVAMENTE le seguenti commissioni:

COMMISSIONE ANNONARIA
Sindaco Pirola Dott. Mario - Oriani Luigi - Colombo Natale - Colombo Tarcisio - Vergani Innocente

CONSIGLIO SCUOLA MATERNA
Lucioni Rag. Mario - M.R. Don Claudio Guidali -Barni Prof. Gian Luigi - Vimercati Riccardo - Tricella Carlo - Tornielli Angelo

CONSIGLIO OSPEDALE UBOLDO
Beretta Rag. Paolo - Lucioni Rag. Gino - Penati Dott. Giovanni - Vimercati Emilio - Cavagnera Gino

CONSIGLIO ENTE COMUNALE ASSISTENZA
Barni Franca Biraghi - Sirtori Edvigio -Farina Luigi - Vanoli Giovanni - Ferrari Pier Luigi

CONSIGLIO C.N.M.I
Lucioni Franca Grassi - Barni Franca Biraghi -Sirtori Tina Pinchetti

DELEGATO CONSORZIO STRADE
Ing. Ferdinando Balconi

COMMISSARIO CORPO MUSICALE CITTADINO
Bolla Tomaso


Sono gli organi democratici della nostra città per lungo tempo soppressi che riprendono forma in cariche, consigli, commissioni e impegno civile; ci sono i nomi di molti dei protagonisti della Resistenza Cernuschese, di quelli che due mesi prima erano in questo palazzo a trattare la resa dei tedeschi; c’è in questo ritorno alla democrazia il sacrificio di chi aveva perso la vita resistendo e di chi in quei giorni stava tornando dai campi di sterminio, sopravvissuto per sempre nel corpo e nell'anima; c’è la Banda de Cernusc che riprende a suonare dopo tre anni di silenzio.

E’ la “poesia della libertà che rinasce” nella passione per la propria città e per le persone, e che con il suo sguardo di futuro giunge fino a questa piazza, oggi, fissandoci dritti negli occhi. Chiedendoci di non volgerli mai da un’altra parte.

W il 25 Aprile!
W la Repubblica!
W l’Italia


giovedì 21 febbraio 2019

CINETEATRO AGORA': MOLTO PIU' DI UN CINEMA, NON SOLO UN TEATRO


 
Qui sotto la traccia del mio intervento sabato 16 Febbraio in occasione della festa per i 20 anni del Cineteatro Agorà
(Le foto sono tratte dal sito www.cernuscoinsieme.it)
 
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‘Cineteatro Agorà: molto più di un cinema, non solo un teatro’
 
Così si presenta sul proprio sito internet il Cineteatro Agorà, raccontando poi della propria capienza, della volontà di costituire uno strumento di promozione culturale con dibattiti, conferenze, cineforum, mostre, concerti, rassegne, spettacoli di danza,…; dell’ambizione di essere proposta a servizio della comunità cristiana locale, presenza viva sul territorio e luogo privilegiato di promozione di eventi.
 
Lascio ai ricordi di ciascuno ripercorrere le decine, per alcuni forse le centinaia di occasioni di questi vent’anni in cui abbiamo sperimentato personalmente, entrandovi per una iniziativa da protagonisti o da spettatori, che sì, l’Agorà ha concretizzato questa visione. Tanti ne abbiamo sentiti questa sera.
 
I miei di ricordi partono dal primo, legato a mio cugino Sergio - anima della Sacer di allora - che accompagna orgoglioso e felice me ventenne del Paolo VI (in un tempo in cui l’unità pastorale era ancora un po’ in là a venire e muoveva i suoi primi passi un po’ insicuri con l’UPG) all’interno di un’Agorà ormai pronto all’apertura; e arrivano fino alla consegna delle Onoreficienze Civiche del Gelso d’oro del prossimo marzo, in cui la città si farà ancora una volta comunità proprio in Agorà.
 
 
Da sindaco, voglio però provare a condividere con voi l’importanza per la città tutta, oggi, di questo ‘Cineteatro Agorà: molto più di un cinema, non solo teatro’.
 
Sono ormai maggiorenni quelli che considerano l’Agorà da sempre lì al suo posto, segno che un’intuizione che si è fatta realtà è andata oltre la volontà di chi l’aveva pensata e realizzata. La storia si manifesta prima di tutto attraverso le azioni delle persone ma questi venti anni trascorsi ci consegnano anche la bellezza della gratuità di chi getta semi che altri vedranno diventare spighe di grano, o per dirla laicamente, di chi considera protempore il proprio servizio a una comunità e opera andando oltre la propria storia. Da volontari o da amministratori, ‘molto più di un passatempo, non solo un impegno’.
 
Ancora. In un tempo come il nostro che tende a rimandare alla sintesi spesso artificiale dei social la complessità della realtà, Agorà testimonia l’importanza di tempi e spazi in una città dove costruire relazioni, che rimangono – lo ripeto spesso – la forma più avanzata di innovazione. ‘Molto più della scusa per uscire di casa, non solo l’occasione per incontrarsi’.
 
E poi. Proseguendo quel legame che unisce la comunità cristiana locale e Cernusco sul Naviglio nelle molteplici forme, anche centenarie, che ben conosciamo, Agorà costituisce l’occasione attuale in cui portare contributi, gettare ponti, aggiornare questo continuo confronto e reciproco arricchimento, ben espresso fisicamente anche dalla posizione della sala, in oratorio ma con un ingresso spalancato sul cuore della città. ‘Molto più di un evento da organizzare, non solo un biglietto da acquistare’.
 
Chissà, probabilmente proprio tra quel ‘molto più’ e quel ‘non solo’ sta il segreto del ‘Cineteatro Agorà: molto più di un cinema, non solo un teatro’. Per questo, ancora e forse soprattutto oggi, realtà viva e vitale della nostra città.

giovedì 7 febbraio 2019

UN PROGETTO SFIDANTE PER UN'IMPIANTISTICA SPORTIVA D'ECCELLENZA E BEN GESTITA

  

Qui sotto la traccia del mio intervento nel Consiglio Comunale del 4 Febbraio 2018 a introduzione della Delibera sulla proposta di finanza di progetto (project financing) per la ristrutturazione, l'adeguamento normativo e la gestione del Centro Sportivo Comunale di via Buonarroti:

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Viene sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale la proposta di finanza di progetto presentata, ai sensi dell’art. 183, comma 15, del D.Lgs. 50/2016 e successive modificazioni, dalla Società Enjoy Company S.r.l., per la ristrutturazione, l’adeguamento normativo e la gestione del Centro Sportivo comunale di Via Buonarroti.

L’approvazione richiesta al Consiglio Comunale porta in sè il riconoscimento della fattibilità del progetto e la dichiarazione della pubblica utilità della stesso; indica la conseguente modifica del vigente programma triennale dei  lavori pubblici relativo al triennio 2019/2021 e dell'elenco annuale dei lavori per l'anno 2019, inserito nel DUP 2019/2021, mediante l’inserimento nell’annualità 2019 del Progetto di Fattibilità relativo agli Interventi di modificazione, ristrutturazione, adeguamento normativo e gestione del Centro Sportivo Comunale di Via Buonarroti, del costo complessivo di euro 2.461.527,00, di cui alla suddetta proposta di Finanza di Progetto; infine, dà mandato al Dirigente del Settore Infrastrutture e Urbanistica Edilizia Privata a procedere all’affidamento della concessione di progettazione, costruzione e gestione mediante l’indizione della gara di cui al comma 15) dell’art. 183) D.Lgs. n°50/2016.

Questo progetto viene sottoposto alla valutazione del Consiglio Comunale ora perché è l’ultima versione presentata dal proponente in data 5.11.2018 (con le integrazioni del 15 e del 16.01.2019) ad aver ricevuto – dopo una lunga istruttoria sotto i molteplici aspetti attinenti la gestione, il progetto tecnico e la componente economico-finanziaria, che ne ha comportato una migliore definizione – i pareri positivi del Settore Infrastrutture, Urbanistica, Edilizia Privata; del Settore Economico – Finanziario; del Settore Commercio, Eventi, Cultura e Sport, del cui lavoro ancora una volta puntiglioso e professionale ringrazio.

IL PROGETTO IN BREVE

Abbiamo affrontato i contenuti del progetto nel corso delle commissioni consigliari congiunte dello scorso martedì, sottolineando come siano fondamentali non solo gli interventi costruttivi ma anche e forse soprattutto la parte gestionale.

Stiamo parlando del Centro Sportivo di via Buonarroti nel perimetro che non comprende il Polo Natatorio Comunale Enjoy Center – già oggetto di una assegnazione gestionale/costruttiva trentennale -, il campo e gli spogliatori del rugby, i campi e le strutture del tennis.

Per quanto riguarda gli elementi costruttivi, gli interventi prevedono:

- Trasformazione in superficie sintetica del Campo di calcio a 11 giocatori “Comunale N.1”;
- Trasformazione in superficie sintetica del Campo Comunale attualmente a 11 giocatori “Comunale N.3” con adeguamento a 9 giocatori, predisposizione di una nuova recinzione e di una nuova tribunetta;
- Ristrutturazione del “Campetto N.1” polivalente con superficie adatta ad uso coperto;
- Copertura del “Campetto N.1” polivalente di cui al punto precedente e del “Campetto N.2” di calcio a 5 adiacente recentemente ristrutturato;
- Costruzione di una struttura ludico-sportiva nuova, con tappeti elastici, spazio polivalente e spazio cottura, al posto dell’attuale bocciodromo;
- Costruzione all’interno del centro sportivo, adiacente all’attuale, di un nuovo bocciodromo, con annesso spazio aggregativo e dimensionato a 2 corsie anziché a 4;
- Costruzione di un blocco spogliatoi nuovo a servizio prevalente del campo di calcio a 9 e della struttura ludico sportiva.

Questi interventi prevedono un investimento – comprensivi degli costi di progettazione e degli oneri accessori - di 2,4ml di euro e 800mila euro di manutenzioni programmate nel corso degli anni (ad esempio il rifacimento dei campi in sintetico a intervalli temporali definiti). Tutti questi costi (incluse le fideiussioni relative alla costruzione) saranno interamente a carico del proponente.
Per quanto riguarda la parte gestionale, gli elementi fondamentali per il futuro gestore inclusi nella proposta comprendono:

- Gestione trentennale del Centro Sportivo secondo il perimetro delle strutture di cui sopra;
- Assegnazione del 65% circa delle ore di utilizzo delle strutture al comune e di 15 utilizzi annuali gratuiti di ogni struttura sempre al comune;
- Custodia, gestione, guardiania, pagamento utenze e manutenzione ordinaria secondo un capitolato definito di interventi a carico del gestore;
- Gestione delle sponsorizzazioni del centro nelle parti comuni, del 50% delle parti interne agli impianti (l’altro 50% è nella disponibilità delle associazioni utilizzatrici) e della sponsorizzazione degli stessi a disposizione, mantenendo in capo al Comune la disponibilità della loro intitolazione. Il Comune può anche vietare l’esposizione di sponsor appartenenti a determinate categorie merceologiche non compatibili con le finalità istituzionali dell’ente;
- Canone annuo a base d’asta da parte del comune al gestore per 325.000 + iva, indicizzati (saranno dunque oggetto di gara al ribasso), con un risparmio stimato di circa 38.000 euro annui rispetto all’ammontare pagato attualmente dal comune sommando le utenze (ad oggi a carico del comune) e la gestione, da anni già appaltata in esterno; a questi si aggiungono 71.000 euro annui di costi di utenze stimate per le strutture aggiuntive che saranno comunque a carico del futuro gestore;
- Determinazione dei costi orari di utilizzo per le associazioni sportive e riscossione dei relativi corrispettivi in capo esclusivamente al comune, con la possibilità per le associazioni stesse di utilizzare ulteriori ore a costi agevolati e corrisposti direttamente al gestore.

Questo, senza entrare ancor più nei singoli dettagli, il quadro generale del progetto presentato.

Come detto sopra, l'impianto tecnico, economico-finanziario (inclusa la durata) e gestionale del progetto ha ricevuto valutazioni favorevoli dagli uffici (condizione indispensabile) prima delle approvazioni in Giunta e in ora Consiglio Comunale, con una indicazione di congruità in merito agli interventi costruttivi e alle modalità di gestione.

Provo ora a condividere con Voi le considerazioni secondo le quali a mio avviso questo progetto merita di essere accolto, analizzando anche in questo caso la parte costruttiva e la parte gestionale.


COERENZA CON LO SVILUPPO DELL’IMPIANTISTICA SPORTIVA CERNUSCHESE

Innanzitutto, a mio avviso le opere previste esprimono una coerenza con le esigenze del movimento sportivo cernuschese attuali e con la visione di sviluppo dell’impiantistica sportiva cittadina che abbiamo delineato e rispetto alla quale ci stiamo muovendo.

Gli interventi previsti, infatti, sembrano rispondere ad esigenze concrete di organizzare uno sport “vero, leale e di tutti” in impianti adeguati perché solo così lo sport può essere educativo: in questa direzione vanno considerati gli interventi sui campi da calcio a 11 e a 9 giocatori in sintetico; sul nuovo campetto polivalente rifatto; sulla copertura dei due campetti polivalenti; sulla realizzazione di un nuovo blocco spogliatoi. Ma rispondono anche all’idea di migliorare l’offerta sportiva stessa, con la nuova recinzione e la tribunetta del campo di calcio a 9, con il locale cottura/cucina funzionale all’attività organizzata nel centro e con lo spazio ludico-sportivo, non solo generatore di redditività ma anche di posizionamento verso l’alto dell’offerta della città, per l’utenza singola, per le associazioni e in termini di attrattività dell’intero territorio.

Questa valutazione di utilità rispetto alle esigenze del movimento sportivo cernuschese credo si concretizzi in maniera evidente nella valutazione positiva espressa dall’Assemblea della Consulta dello Sport e dal Direttivo della Consulta stessa nel Novembre 2017, organismi istituzionali che come sapete sono chiamati ad offrire un parere consultivo all’Amministrazione in merito agli interventi sull’impiantistica cittadina da parte di tutte le associazioni sportive della città. E’ figlia, non è un segreto, anche del fatto che il proponente è l’attuale gestore del centro sportivo che, verificandone quotidianamente le esigenze di utilizzo, ha potuto con questa proposta raccogliere e rispondere a molte necessità delle associazioni stesse.

Una seconda considerazione rispetto a questo progetto riguarda la coerenza rispetto al progetto generale di ristrutturazione e ammodernamento dell’impiantistica all’aperto della città.

Dopo la realizzazione del Centro Natatorio, dopo la ristrutturazione del corpo tribune e spogliatoi del Comunale 1, dopo la sistemazione dell’ingresso e degli spazi comuni del Centro Sportivo di via Buonarroti, dopo la riqualificazione della pista di atletica, dopo il rifacimento dei campi di calcetto del Centro Sportivo di via Boccaccio della scorsa estate, questi interventi si affiancherebbero alla ristrutturazione dello Stadio Gaetano Scirea il cui progetto definitivo è stato approvato lo scorso dicembre, rappresentando una delle eredità di Cernusco 2020 Città Europea sello Sport in campo impiantistico. Una coerenza anche rispetto ai passi seguenti previsti dall’Amministrazione – la cui progettazione è prevista negli anni successivi, così come illustrati in sede di approvazione del bilancio - con gli interventi di accorpamento in campi contigui delle discipline del softball e del baseball, a Ovest; la costruzione del Polo del rugby nell’area Nord-Est del Centro Sportivo di via Buonarroti; la realizzazione di un campo polivalente nello spazio oggi non in uso del Centro Sportivo di via Boccaccio come casa del Football Americano, riconsegnando lo Stadio Gaetano Scirea – oltre che all’atletica – ai grandi eventi cittadini e al calcio. Uno sviluppo, questo, che potrà procedere in tempi definiti anche grazie agli investimenti generati dalla parte privata senza oneri per il comune per le opere oggetto di questo project.

Non da ultimo, è bene ricordare che secondo questo progetto il centro sportivo manterrà la sua proprietà e denominazione comunale e che interventi di ristrutturazione programmati consentiranno al comune di ricevere al termine del periodo di concessione un centro sportivo con impianti in uso.

COERENZA CON L’IMPOSTAZIONE GESTIONALE GENERALE e SALVAGUARDIA DELL’UTILIZZO DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE CERNUSCHESI

Come dicevamo, la dimensione gestionale di questo progetto è elemento fondamentale al pari della realizzazione di nuove strutture di cui abbiamo parlato fino ad ora. Da tempo il Comune ha intrapreso la strada dell’esternalizzazione della gestione di diverse e importanti strutture comunali, non solo sportive: penso al Centro Natatorio e al Centro Sportivo stesso, ma anche alla Filanda, all’Area Feste, al CDI, al Condominio Solidale, tra qualche mese ai parcheggi. Una collaborazione pubblico/privato che attraverso differenti formule di affidamento unisce sempre la pubblica utilità e l’intraprendenza imprenditoriale portando vantaggi, secondo i rispettivi parametri pubblici in un caso e reddituali dall’altro, ad entrambe le parti.

All’interno di questa modalità, già in passato il coinvolgimento di privati in operazioni di sviluppo è stato fondamentale attraverso una impostazione gestionale ma anche costruttiva. In ambito sportivo, ad esempio, l’impostazione di questo project financing appare come il secondo passo rispetto a quella già sperimentata, pur con una diversa modalità contrattuale, con la ristrutturazione e la gestione del centro natatorio, affrontata con termini finanziariamente ben più rischiosi e più importanti, con uguale durata, rispetto al project stasera in discussione.

Questa esternalizzazione della gestione è nei fatti già presente ora nella gestione del centro sportivo di via Buonarroti, in termini praticamente simili a quella proposta nel project financing in oggetto: da una parte la salvaguardia dell’utilizzo pubblico da parte di scuole e associazioni sportive secondo le indicazioni del Comune; dall’altra i servizi gestionali garantiti e l’ottimizzazione delle rimanenti ore da parte del gestore. Tale impostazione parte dal presupposto che la complessità gestionale del centro – uno dei più belli e apprezzati non solo a livello regionale – è impossibile da affrontare direttamente dagli uffici comunali per garantirne una efficienza e una efficacia ottimali se non con costi di personale aggiuntivi e attualmente non attuabili visti i vincoli normativi in materia, intendendone un “ottimizzazione” sia per l’utilizzo delle strutture ma anche ad esempio per la loro manutenzione tempestiva, oggi in carico al comune con  tutti i limiti di intervento di un ente pubblico. Nel caso del project in discussione, infatti, i rischi di costruzione, di domanda e appunto di disponibilità rimangono interamente a carico del proponente e il comune, attraverso un preciso capitolato e a conseguenti penali definite e detraibili direttamente dal canone pagato annualmente, può intervenire per garantirne il rispetto.

Anche l’utilizzo degli impianti da parte delle associazioni sportive cernuschesi appare salvaguardato, rimanendo in capo al comune l’assegnazione delle ore a loro destinate pari al 65% medio delle totali disponibili, la determinazione delle tariffe e la loro riscossione. A tal riguardo voglio ancora una volta ricordare che il Comune di Cernusco sul Naviglio si fa carico di oltre il 70% del costo orario dell’utilizzo degli impianti, concedendoli alle nostre associazioni a prezzi fortemente agevolati (abbiamo stimato ad esempio a circa 1/5 delle tariffe agevolate applicate dal Comune di Milano ulteriormente scontate del 10%) a riconoscimento del valore sociale, educativo e inclusivo della loro attività.

Infine è bene ricordare che il Comune si riserva una verifica costante dello sviluppo finanziario del progetto affinché possa essere riequilibrato in caso di risultati economici positivi per il gestore superiori al 20%; tale riequilibrio vale da subito in caso di investimenti strutturali da parte del Comune che consentano economie di gestione.

ALCUNE RISPOSTE ALLE DOMANDE DI CHIARIMENTO EMERSE IN COMMISSIONE

Sul centro cottura: nella proposta presentata dal proponente non è inteso come ristorante ma potrà essere messo a disposizione delle associazioni per proprie iniziative.

Sui lavori rispetto al programma di Cernusco2020: i tempi appaiono compatibili con l’obiettivo di consegnare le nuove strutture nell’anno in cui Cernusco sul Naviglio è Città Europea dello Sport come parte dell’idealità e del programma di questo riconoscimento.

Sui livelli di manutenzione: sono disciplinati da un capitolato con rispettive penali in caso di non rispetto, anche nei tempi di intervento da parte del gestore.

Sulle necessità di parcheggio: come anticipato dal responsabile dell’ufficio tecnico alle commissioni, il numero di utenze previste al centro sportivo appare compatibile con l’attuale disponibilità di parcheggi previsti, comprendendo il parcheggio del mercato ma certo attraverso una sua segnalazione più esplicita e organica. Rimane in corso l’acquisizione dell’area verde tra il parcheggio adiacente al campo da rugby e le case di via Buonarroti per uno sviluppo a parcheggio: l’area è attualmente di proprietà dell’AST, con la quale continua il confronto per procedere in tale direzione.


CONCLUSIONI

Dopo il passaggio consigliare di questa sera, in caso di approvazione gli uffici procederanno alla definizione del bando pubblico che metterà a gara il progetto presentato dal proponente, che parteciperà insieme ai vari operatori interessati proponendo migliorie economiche e contenutistiche.

Non è detto che l'offerta migliorativa del proponente possa risultare la migliore, ma la legge gli riconosce la prelazione in caso il progetto fosse aggiudicato ad un soggetto diverso, ovviamente da realizzare alle condizioni del vincitore.

Quello che sottopongo all’approvazione di quest’aula, è evidente, è un progetto a cui credo molto e a cui avevo già lavorato nella precedente consigliatura come Assessore allo Sport.

Un progetto che appare ambizioso, molto avanzato dal punto di vista della gestione sportiva che lo sottende ma adattato alla realtà cernuschese fatta di eccellenze sportive e associative e di interpretazioni inclusive della pratica sportiva, che procede con una visione territorialmente ampia e di città attrattiva e all’avanguardia anche in campo sportivo.

Un progetto sfidante perché richiede ad ogni protagonista – il Comune, le associazioni, il futuro gestore – un passo culturalmente in avanti di lavoro insieme e di sintesi.

Inserito nel quadro generale di interventi sugli impianti sportivi previsti a livello cittadino, pone le basi per un’offerta sportiva d’eccellenza per i prossimi decenni, esattamente come fu visionario a suo modo ogni pezzo di centro sportivo realizzato dagli anni 60 ad oggi, dalla piscina allo stadio.

Sarà spazio ancora una volta dove amplificare relazioni personali e sentirci comunità, così come vogliamo possa essere ogni luogo pubblico di cui è ricca la nostra città; contesto dove attraverso impianti adeguati e ben gestiti lo sport possa essere educativo, soprattutto per le nostre ragazze e i nostri ragazzi.

E insieme allo Stadio Gaetano Scirea ristrutturato sarà una delle più importanti eredità di Cernusco sul Naviglio Città Europea dello Sport, a ricordo dell’anno in cui la nostra città sarà protagonista in Italia e in Europa.

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Nota: il progetto è stato approvato con i voti favorevoli di PD, Cernusco Civica, Gianluigi Frigerio per una Cernusco Viva, Forza Italia, Lega Nord; ha espresso un voto di astensione Vivere Cernusco; ha votato contro La città in Comune - SInistra per Cernusco, M5S.

Queste il mio intervento dopo il voto:



"Una considerazione conclusiva. L’attesa intorno a questo progetto è cresciuta in questi mesi e certo il passaggio in consiglio comunale di questa sera rappresenta uno sviluppo significativo per il movimento sportivo Cernuschese, per i suoi impianti e per la sua offerta. Al termine del nostro confronto permettetemi di ringraziare ciascuno dei consiglieri, di maggioranza e di opposizione, che in maniera tutt’altro che scontata non hanno scelto di valutare questo progetto secondo percorsi predefiniti di schieramenti contrapposti ma ne hanno soppesato i vari aspetti confrontandone in maniera personalmente libera i pro e i contro, fino all’espressione di voto.

Una forza di maggioranza ha manifestato questa sera perplessità che erano note fin dalla genesi di questo progetto nella precedente consigliatura e le ha fatte confluire in un voto di astensione che le sottolinea all’interno di un percorso di fiducia e di una idea di città che rimane comune.

Facciamo tesoro della qualità della discussione sviluppata questa sera per affrontare le prossime decisioni strategiche, sempre con la passione verso la nostra città che ci accomuna e nel suo esclusivo interesse".