lunedì 15 novembre 2010

SOTTO LA CURVA


E' finita così, con la squadra "sotto la curva" dei genitori in trasferta a Peschiera Borromeo a festeggiare una vittoria storica, la prima di questo primo campionato invernale, ottenuta dall'ASO2002 al termine di una gara giocata con passione, da squadra compatta, senza troppi fronzoli e con grande determinazione.

Una vittoria raggiunta soprattutto con il nostro stile, quello per cui ci si presenta alla partita in 13 e tutti giocano almeno un tempo e mezzo dei tre totali; una vittoria costruita minuto dopo minuto con il contributo di tutti e poi confezionata negli ultimi 6 minuti dalla tripletta di Asia, una bambina in mezzo ai maschietti ma con il senso del gol che neanche Pippo Inzaghi.
Se questo è stato il finale, l'inizio è stato difficile, perchè è vero che andiamo alle partite in 13 ma in realtà la squadra è composta da 16 atleti e per la prima volta 3 ragazzi non sono stati convocati (fino a sabato, tra ammalati e impegni familiari, ce l'eravamo sempre cavata). Simone, negli spogliatoi prima del match, l'aveva buttata lì: vinciamo anche per loro, e anche per Ricky, a bordo campo perchè un po' debilitato dall'influenza.
Primo tempo: 0-0; Zac in porta, difesa collaudata Samma-Marot; Brusa (oggi capitano non solo per la fascia al braccio ma anche per la prestazione finale) nel cuore del centrocampo, Egi a destra, Fil a sinistra; Asia in attacco. Il nostro schema è molto semplice e si ispira all'Italia Campione del Mondo 1982: compatti a difendere e poi palla il più velocemente posibile al nostro attaccante. C'è chi lo chiama contropiede, chi ripartenza, chi transizione veloce, fate voi. L'importante è sapere che lo facciamo in maniera voluta per cui non è giocare alla "viva il parroco" ma applicare uno schema letale. Primo tempo senza gol, dunque: ci era già capitato di non prenderne nei primi 15 minuti, ma per la prima volta - dopo i consueti 5 minuti iniziali in cui prendere le misure - senza grossi patemi d'animo. Un'immagine su tutte: il loro attaccante che scappa via e Marot e Samma che lo rincorrono, lo raggiungono e mettono la palla in calcio d'angolo: la nostra difesa c'è.
Secondo tempo: 0-0; Zac sempre in porta; Brusa eccezionalmente in difesa con Simonerossi, esordiente in campionato perchè iscritto da poco ma zero emozione; Lori a centrocampo, con Cris a destra e Simo a sinistra; Gabri unica punta. La vera novità è che anche nel secondo tempo non prendiamo gol, il nostro portiere non corre rischi ("Mister, oggi non mi sto divertendo") e anzi potremmo segnare noi se il loro 5 - uno ben messo fisicamente - non fosse davvero forte come ultimo baluardo davanti alla porta avversaria ("Mister, ma sono del 2001 gli avversari di oggi? Si, ma non ci importa.."). Ci siamo issati su un pezzo di montagna dove non eravamo mai arrivati: vedremo la cima della vittoria o per oggi sarà questo il nostro nuovo record?
Terzo tempo, primi 7 minuti e mezzo: 0-0; Zac ancora in porta; di nuovo la coppia Marot-Samma in difesa, Egi centrocampista di destra e Fil di sinistra, ma con Lori in mezzo; Asia punta. Eccolo qui un altro pezzo di sentiero fatto, senza gol al passivo a metà tempo dalla fine. Ora le squadre hanno perso un po' le distanze tra i reparti, la stanchezza fa si che gli spazi siano più larghi, ma grazie al contributo di ciascuno dei nostri 13 giocatori che si sono succeduti in campo siamo qui per giocarcela fino in fondo. Chiamo il time out a metà del terzo tempo con negli occhi la grinta dei miei: ci raduniamo stretti in cerchio, come ci capita sempre quando parliamo di come giocare, e nessuno si distrae mentre dico le ultime cose, soprattutto per dare la carica. Forse ce la facciamo.
Terzo tempo, ultimi 7 minuti e mezzo: 3-0; Zac in porta; Brusa e Simonerossi in difesa; Gabri a centrocampo, con Cris a destra e Simo a sinistra; Asia Pippo Inzaghi in attacco. Lo sport, le partite, il calcio, forse la vita, sono questioni di scelte e di episodi. La scelta: l'allenatore avversario sposta il loro 5, quello forte, dalla difesa al centrocampo nel tentativo di vincere la partita. L'episodio: il loro attaccante si invola verso la nostra porta solissimo e Zac, il portiere che non si stava divertendo, sceglie il tempo giusto per l'uscita di piede e salva la porta dal gol avversario. Poi è contropiede, ripartenza, transizione veloce, insomma il nostro schema letale. Ed è gol nostro. La dinamica non mi è molto chiara, ricordo una palla in realtà sui piedi dei difensori avversari, ma poi Simo la tocca, poi Asia, poi diventa mischia in area, poi forse Gabri, alla fine Asia la tocca in porta e tutta la nostra panchina esplode di gioia. 1-0 per noi a quattro minuti dalla fine: e pensare che non eravamo mai stati in vantaggio nemmeno per un secondo dall'inizio del campionato, come Vettel il giorno dopo a Dubai prima di diventare Campione del Mondo di F1. Ora dobbiamo tenere. Gli altri si riversano in attacco, lasciano la nostra Asia Pippo Inzaghi sola contro un solo difensore, senza nemmeno il fuorigioco da evitare e un guardalinee da insultare: due a zero e tre a zero, solito schema letale. Ci potrebbe stare anche il quarto gol alla fine di un'azione insistita, ma prima Simo e poi Cris non la prendono in area avversaria. 3-0 finale, va bene così.
E' fintita così, dicevamo all'inizio, con la squadra sotto la curva dei genitori in trasferta a Peschiera Borromeo a festeggiare una vittoria storica, la prima in questo campionato invernale, ottenuta dall'ASO2002 al termine di una gara giocata con passione, da squadra compatta, senza troppi fronzoli e con grande determinazione. La vittoria dà morale, ma dà anche lezioni: divertirsi sempre e crederci sempre, anche quando si perde, anche quando si vince. Anche quando incontri un 5 avversario forte e grosso. Se si gioca da squadra vera, diceva una pubblicità qualche anno fa, impossible is nothing.

2 commenti:

luca ha detto...

Articolo quasi perfetto, unico neo la mancanza di note di merito per gli allenatori!

davide B. ha detto...

Bello !
in alcuni momenti mi è sembrato di rivivere quei momenti.
Davide